Il "fattore trasformante"



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20.11.2017
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IL "FATTORE TRASFORMANTE"


L’identificazione della natura chimica del gene prese in realtà le mosse dalle osservazioni effettuate nel 1928 dal batteriologo Frederick Griffith, il quale mentre realizzava alcuni esperimenti sul topo con lo Diplococcus pneumoniae, o "pneumococco", l'agente che provoca la polmonite, notò la trasformazione di ceppi mutanti, non patogeni, in ceppi patogeni, ogni qualvolta i primi erano portati a contatto con una varietà patogena uccisa.

Questi batteri si presentano in due forme: in una ogni batterio è protetto da una capsula di natura polisaccaridica complessa che dà un’apparenza liscia alla colonia (ceppo S, da smooth); nell’altra, i batteri sono nudi (ceppo non virulento che produce colonie ruvide: ceppo R da rough).

Quando gli Diplococcus pneumoniae invadono il corpo di un mammifero, per esempio di un topo, la capsula impedisce alle difese attive del topo di distruggerli. Pertanto, la forma incapsulata provoca la polmonite, mentre la forma nuda no. La presenza o l’assenza della capsula è un carattere determinato dai geni.



Griffith osservò che, sottoponendo gli Diplococcus incapsulati a temperatura elevata, essi venivano uccisi e, di conseguenza, resi innocui; infatti, iniettando a un topo batteri incapsulati uccisi dal calore, la malattia non si manifestava.

 

Invece, inoculando in un topo un miscuglio costituito da batteri incapsulati uccisi dal calore e batteri nudi vivi, il topo si ammalava di polmonite. La scoperta più importante fu che il sangue del topo infetto conteneva batteri vivi incapsulati.

 

Nel 1931 e nel 1932 la trasformazione venne ottenuta anche in vitro: Griffith mescolò in provetta batteri incapsulati morti con batteri nudi vivi e ottenne una linea pura di batteri incapsulati vivi. Probabilmente i batteri vivi, originariamente nudi, avevano acquisito dai batteri morti incapsulati le molecole contenenti l’informazione genetica che li aveva trasformati nella forma incapsulata.



Nel 1933, furono isolati gli estratti acellulari del ceppo S che causavano la trasformazione genetica da R a S. La sostanza in grado di trasformare i ceppi non patogeni in patogeni fu definita "principio trasformante", e fu praticamente identificata con l’acido deossiribonucleico (DNA) nel 1944 da Avery, MacLoad e McCarty.

(Materiale tratto dal sito: www.forlando.it/scienze)




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