Il gioco di finzione – jean piaget



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21.12.2017
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IL GIOCO DI FINZIONE – JEAN PIAGET
Il gioco di finzione (1951) compare nel bambino intorno ai due anni, tra la fine dello stadio sensomotorio e l’inizio di quello preoperatorio. A questa età si verifica uno straordinario incremento nell’attività simbolica, e il bambino comincia a mostrare la capacità di capire il mondo attraverso l’uso di simboli. Non solo hanno luogo notevoli progressi nello sviluppo del linguaggio, ma la nuova capacità simbolica fa uso di una varietà di mezzi di rappresentazione in aggiunta al linguaggio, compresa l’imitazione differita, il gioco di finzione, e le immagini mentali di azioni ed eventi.

Piaget ipotizza che i simboli di gioco hanno origine nelle assimilazioni generalizzanti del secondo stadio sensomotorio nel quale il bambino applica schemi di azione a oggetti sempre più distaccati dal loro obiettivo iniziale. Queste prime generalizzazioni segnano l’inizio di una progressiva separazione tra azione e oggetto che culminano rispettivamente nel significante e significato, completamente distinti, i quali caratterizzano le prime relazioni simboliche.

Per Piaget, il significante é costituito dal nuovo oggetto scelto per rappresentare l’oggetto iniziale e dalle azioni di finzione applicate al nuovo oggetto. Il significato é lo schema di azione come esso si svilupperebbe se fosse portato a termine realmente e l’oggetto al quale esso é convenzionalmente applicato.

I primi simboli del bambino sono derivati dai propri schemi sensomotori e sono inseparabili da loro. Più tardi, il bambino diventa capace di estendere i suoi schemi di azione ad altri oggetti e persone. Infine, il simbolo diviene indipendente non solo dall’azione del bambino ma dall’azione in generale. L’atto simbolico d’dentificazione avviene internamente nel pensiero rappresentazionale ed é, non per molto, inseparabile dall’azione che lo esprime.

Per Piaget, azione e percezione, i due più importanti modi sensomotori di conoscere oggetti, sono centrali nello sviluppo di simboli nel gioco. I simboli sono derivati da ed espressi attraverso azioni sensomotorie, e sono percettivamente motivati, cioè, c’è una somiglianza di schemi tra significante e significato. Il maggior cambiamento nell’uso di simboli che avviene con lo sviluppo é una diminuzione nella dipendenza da azione e somiglianza fisica appena il simbolo diviene un’mmagine interiorizzata.

I tre più importanti temi che caratterizzano questo cambiamento, che interessa il periodo di età che va dai 12 ai 36 mesi, sono: il decentramento, che svincola le azioni simboliche dal corpo del bambino e permette la differenziazione di significati da azioni sensomotorie a rappresentazioni astratte di significato, la decontestualizzazione, che consente al gioco simbolico di essere eseguito con un sostegno ambientale decrescente, e l’integrazione che fa si che comportamenti simbolici o significati siano coordinati in sequenze. Piaget (1972) ha usato lo sviluppo del gioco come un modello per descrivere questa sequenza. La descrizione dello sviluppo del gioco proposta da Piaget fornisce un modo di segmentare il comportamento di gioco simbolico che implica un modello di cambiamento ordinato sequenzialmente.



Secondo la teoria piagetiana il gioco simbolico si sviluppa attraverso una sequenza di stadi e fasi in forme sempre più sofisticate. Dal gioco altamente realistico (per es., basato su funzioni dell’oggetto) caratteristico dello stadio sensomotorio, attraverso diversi livelli di finzione dove il simbolo e il referente sono solo marginalmente separabili (lo stadio VI sensomotorio e lo stadio I simbolico) fino alla vera simbolizzazione (stadio simbolico II) dove é evidente una completa separazione tra significante e significato.

Piaget (1972) riteneva che i cambiamenti che avvengono nel gioco simbolico tendono a seguire una funzione a forma di U invertita. Attività simboliche, secondo Piaget, cominciano a emergere durante il secondo anno di vita, aumentano lungo i successivi tre o quattro anni, e poi declinano con l’età scolastica. Secondo Piaget, il gioco diviene più realistico via via che i pensieri del bambino acquistano una maggiore logica. Egli ha previsto perciò un aumento e un calo nel gioco simbolico approssimativamente tra il uno e il sei anno. In aggiunta, l’inizio del gioco simbolico é accompagnato da un declino nel gioco sensomotorio, al posto del quale compare il gioco con regole. Lo schema piagetiano con ciò implica che in ambienti stabili forme meno mature di gioco sono cancellate quando al loro posto subentrano forme più mature.

L’ipotesi di Piaget secondo cui i cambiamenti di età nel manifestarsi di gioco simbolico sono conformi a una funzione a forma di U invertita, e sono accompagnati da un calo del gioco in forme meno mature durante i primi anni e da un aumento in forme più mature più tardi, non sembra tuttavia reggere al vaglio dei dati empirici (Fein, 1981; Singer e Singer, 1995).



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