Il governo del territorio agricolo in toscana la legislazione regionale sul territorio agricolo L’evoluzione dell’ordinamento dal 1975 al 2014



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Giornate di studio

IL GOVERNO DEL TERRITORIO AGRICOLO IN TOSCANA
La legislazione regionale
sul territorio agricolo


L’evoluzione dell’ordinamento dal 1975 al 2014

*

(materiale didattico)

Sommario


Sommario 1

Legge Regionale 24 febbraio 1975, n. 16 2

Norme relative ai programmi di fabbricazione e alle zone agricole. 2

Pubblicato su BURT, n. 10 del 28/02/1975 2

Testo originale in vigore dal: 15/03/1975 2

Regione Toscana 4

Legge Regionale 19 febbraio 1979, n. 10 4

Norme urbanistiche transitorie relative alle zone agricole. 4

Pubblicato su BURT, n. 9 del 23/02/1979 4

Testo originale in vigore dal: 23/02/1979 4

L.R. 14-4-1995 n. 64
Disciplina degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola.
Pubblicata nel B.U. Toscana 21 aprile 1995, n. 31. 9

Dec.G.R. 4-8-1995 n. 12


Circolare illustrativa della L.R. 14 aprile 1995, n. 64 «Disciplina degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola».
Pubblicata nel B.U. Toscana 30 agosto 1995, n. 56, parte seconda. 16

Reg. reg. 5-9-1997 n. 4


Regolamento d'attuazione della L.R. 14 aprile 1995, n. 64 «Disciplina degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola» così come modificata dalla L.R. 4 aprile 1997, n. 25.
Pubblicato nel B.U. Toscana 15 settembre 1995, n. 35. 24

L.R. 3-1-2005 n. 1


Norme per il governo del territorio.
Pubblicata nel B.U. Toscana 12 gennaio 2005, n. 2, parte prima. 29

(estratto) 29

D.P.G.R. 9-2-2007 n. 5/R
Regolamento di attuazione del titolo IV, capo III (Il territorio rurale), della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio).
Pubblicato nel B.U. Toscana 14 febbraio 2007, n. 2, parte prima. 34

L.R. 10-11-2014 n. 65


Norme per il governo del territorio.
Pubblicata nel B.U. Toscana 12 novembre 2014, n. 53, parte prima. 46

Siena, 10 dicembre 2014

Avv. Enrico Amante

Arch. Lorenzo Paoli

Legge Regionale 24 febbraio 1975, n. 16

Norme relative ai programmi di fabbricazione e alle zone agricole.

Pubblicato su BURT, n. 10 del 28/02/1975

Testo originale in vigore dal: 15/03/1975

(La presente legge è stata abrogata dall'art. 1, comma 1, e relativo allegato A, n. 95, L.R. 2 aprile 2002, n. 11. Vedi, anche, i commi 2 e 3 dello stesso articolo).

Il Consiglio Regionale ha approvato il 13-1-1975

Il Commissario del Governo ha apposto il visto il 15-2-1975

Il Presidente della Giunta Regionale promulga

la seguente legge regionale:

   

  ARTICOLO 1 



(Validità dei vincoli previsti dai programmi di fabbricazione) 

    I programmi di fabbricazione di cui all' art. 34 della legge 17-8-1942, n. 1150  e successive modificazioni devono considerare l'intero territorio comunale e possono prevedere vincoli di aree per la razionale e coordinata sistemazione di spazi destinati ad uso pubblico e per la realizzazione di opere, impianti ed attrezzature di interesse pubblico. 

    I vincoli predetti, anche per quanto concerne quelli previsti nei programmi di fabbricazione approvati prima dell'entrata in vigore della presente legge, hanno efficacia nei limiti temporali previsti dalla legislazione statale.

  


  ARTICOLO 2 

(Attuazione dei programmi di fabbricazione)

    I programmi di fabbricazione comunale approvati possono essere attuati a mezzo di piani particolareggiati di esecuzione nelle forme, con le procedure e con gli effetti previsti all' art. 13 e seguenti della legge 17-8-1942, n. 1150  e successive modificazioni.

  ARTICOLO 3 

(Misura di salvaguardia) 

    Le misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902  e successive modificazioni sono estese a far data dall'entrata in vigore della presente legge a tutte le previsioni dei programmi di fabbricazione e alle prescrizioni e modifiche fissate nel provvedimento della Giunta regionale sugli strumenti urbanistici ai sensi del IV comma dell'art. 10  , del VI comma dell'art. 16  e del V comma dell'art. 36  della legge 17-8-1942, n. 1150 e successive modificazioni non appena il Comune abbia ricevuto il provvedimento stesso e fino all'approvazione dei predetti strumenti urbanistici. 

  ARTICOLO 4  

(Limiti di densità edilizia nelle zone agricole)   

  Nelle zone previste dagli strumenti urbanistici con destinazione agricola - zone omogenee E secondo ilDM (LLPP) 2-4-1968, n. 1444  - fino all'approvazione dei piani di zona che definiscano, per lo sviluppo delle aree extraurbane, l'utilizzazione agricolo - forestale, le opere e le infrastrutture necessarie per le attività produttive, le eventuali residenze e i relativi servizi, e comunque non oltre tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge , non sono consentite nuove costruzioni con destinazione di uso residenziale.   

    Sono peraltro consentite nuove costruzioni, con indice massimo di fabbricabilità fondiario di mcmq 0,03 e nel limite massimo di mc 600 con destinazione d'uso di abitazione, per quei coltivatori diretti che non siano proprietari, essi stessi o gli appartenenti al loro nucleo familiare, di abitazioni e che dimostrino di dedicare all'attività agricola almeno due terzi del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavino dall'attività medesima almeno due terzi del proprio reddito globale da lavoro risultante dalla propria posizione fiscale. 

    Nelle zone agricole in cui l'impresa diretto - coltivatrice è caratterizzata da particolare frammentazione della proprietà, l'indice di fabbricabilità ai fini del comma precedente, può essere applicato anche con riferimento a lotti non contigui, purchè i fondi situati nello stesso Comune ed intestati catastalmente ad unica ditta abbiano superficie complessiva non inferiore a 3 ettari ed il lotto su cui dovrà insistere la costruzione non sia comunque inferiore a mq 5.000. 

    Sono altresì consentite costruzioni con destinazione d'uso di annessi agricoli (opere, impianti ed edifici necessari alla conduzione agricola o alla prima trasformazione di prodotti agricoli, alla loro valorizzazione commerciale, agli allevamenti) con indice massimo di fabbricabilità fondiario, valutato computando i volumi esistenti, di mcmq 0,03. 

    In dette zone agricole, nelle parti del territorio che alla data di entrata in vigore della presente legge sono soggette a tutela paesaggistica e ambientale, di cui alla legge 29-6-1939, n. 1497  o nelle zone non coltivate e sottoposte al vincolo idrogeologico di cui alla legge 30-12-1923, n. 3267  , l'indice massimo di fabbricabilità fondiario, per le costruzioni ammesse, è ridotto a mcmq 0,01; nelle parti boscate, ancorchè percorse dal fuoco, è comunque vietata la costruzione di edifici. 

    Le licenze relative agli interventi di cui ai commi precedenti sono rilasciate previa sottoscrizione di atti di convenzione - da trascrivere presso la Conservatoria dei registri immobiliari - in cui i proprietari si impegnano per sè stessi e per gli aventi causa a non modificare le destinazioni d'uso previste. 

    Nel caso di iniziative finalizzate alla maggiore produttività agricola o di cooperative agricole o di agricoltori associati e per iniziative concernenti colture in serra, sono ammesse deroghe alle norme di cui ai precedenti commi con specifiche varianti agli strumenti urbanistici che prevedano all'interno delle zone agricole la localizzazione e la particolare normativa per l'intervento. 

    I provvedimenti di adozione delle varianti di cui al comma precedente sono pubblicati nel primo giorno festivo immediatamente successivo a quello dell'adozione e trasmessi alla Giunta regionale, per i provvedimenti di competenza, entro il 15mo giorno dalla data di adozione. 

    Il rilascio delle licenze edilizie per costruzione nelle zone che risultano sottoposte a vincolo di cui allalegge 30-12-1923, n. 3267  , alla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere preceduto dalle prescrizioni che i competenti uffici tecnici della Regione formulano ai fini dell' art. 1 della citata legge  .

  

  ARTICOLO 5 



(Norma transitoria per interventi edificatori consentiti nelle zone agricole e di rispetto stradale) 

    Per i fabbricati esistenti di uso residenziale, ubicati nelle zone previste dagli strumenti urbanistici con destinazione agricola, di cui al precedente art. 4  , che risultino in contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico o con le disposizioni della presente legge, sono consentite:

   a) opere di restauro e di manutenzione ordinaria e straordinaria;

   b) piccoli lavori di sistemazione con ampliamenti una tantum, fino a cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge, per miglioramento igienico - funzionale in relazione a comprovate necessità nei seguenti limiti:

    I-incremento di volume non superiore al 30%, con un massimo di mc 100 per unità abitative attuali di superficie netta minore di 90 mq;

    II-incremento di volume non superiore al 20%, con un massimo di mc 75 per unità abitative attuali di superficie netta tra 90 mq e 110 mq;

    III-incremento di volume non superiore al 10%, con un massimo di mc 50 per unità abitative attuali di superficie netta tra 110 mq e 130 mq; nessun incremento di volume è ammissibile per unità abitative attuali di superficie netta superiore a 130 mq. 

    Per gli annessi agricoli o per attrezzature varie legate all'attività agricola, esistenti, escluse le abitazioni, possono comunque essere ammessi una tantum, fino a cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge, ampliamenti volumetrici dei fabbricati esistenti non superiore al 100%, con un massimo di mc 500. Questi ultimi interventi sono autorizzati previa sottoscrizione di atto di convenzione a favore del Comune 


- da trascrivere presso la Conservatoria dei registri immobiliari 
- in cui i proprietari si impegnano per sè stessi e per gli aventi causa a non modificare la destinazione d'uso esistente. 

  Nel caso di edifici ricadenti nelle zone di rispetto delle strade, potranno essere autorizzati gli ampliamenti di cui al comma precedente  purchè non comportino l'avanzamento dell'edificio esistente verso il fronte stradale, fatta salva comunque la competenza degli organi statali in materia di demanio statale e di sicurezza del traffico.   

    Gli interventi sugli immobili come castelli, torri, ville, casolari tipici, che abbiano caratteristiche storico - artistiche, ai sensi delle vigenti leggi in materia, debbono essere soltanto di consolidamento e di restauro conservativo. 

  ARTICOLO 6 

(Applicabilità delle precedenti disposizioni) 

    La normativa prevista dai precedenti artt. 4  e 5  è valida anche se negli strumenti urbanistici le zone destinate all'agricoltura sono definite in maniera diversa da quella del DM (LLPP) 2-4-1968, n. 1444  ed è estesa anche nei Comuni sprovvisti di strumenti urbanistici alle zone esterne ai centri perimetrali di cui all'art. 17 della legge 6-8-1967, n. 765  .

 

La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana.



Firenze, 24 febbraio 1975.



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