Il guaritore di sciatiche



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29.03.2019
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Il GUARITORE di SCIATICHE

Più di vent'anni fa ho avuto modo d'incontrare un curioso personaggio:era un arzillo vecchietto sull'ottantina che mi si presentò come “guaritore di sciatiche”.



  • Nell'800 – mi raccontava - mio bisnonno si trasferì per lavoro in America e fece ritorno a casa molti anni dopo. Non si era arricchito ma aveva portato con sé una ricetta, popolare in quelle terre, per curare le sciatalgie. Da allora questo segreto è stato gelosamente tramandato al primo figlio maschio, di ogni generazione. Io sono l'ultimo depositario di questo sapere. Posso dire che, in tutti questi anni, nonostante le guerre e la carenza di lavoro, sia io che i miei antenati, abbiamo potuto campare grazie ai proventi ricavati dall'utilizzo di questa ricetta, come il mio avo aveva preannunciato. Chi soffre, infatti, è disposto a sborsare qualsiasi cifra pur di liberarsi dai suoi dolori, e la mia formula è assolutamente infallibile-

Volendo metterlo alla prova gli proposi di trattare con il suo metodo un mio amico, affetto da sciatica da oltre un mese, al quale nessuna terapia fino allora praticata aveva dato sollievo, al punto da essersi ridotto a non poter più dormire nel proprio letto ma su di una sedia, in cucina, in una posizione innaturale.

  • L'unico caso in cui la mia formula può risultare poco efficace è quando il malato ha assunto troppi antinfiammatori. In questa evenienza bisognerà attendere qualche giorno in assenza di tali terapie, bere molta acqua ed avere un'alimentazione parca e vegetariana, prima di applicare il mio medicamento. -

Il mio amico ovviamente accettò. Al giorno stabilito c'incontrammo in ambulatorio per l'esperimento. Il guaritore si presentò con una capiente borsa dalla quale estrasse gelosamente un fagottino avvolto in un tovagliolo.

  • Lei se ne deve stare alla larga! - mi minacciò- perchè questo è un segreto ed io ho già visto che me lo vuole fregare!-

Intimidito mi ritrassi e lo osservai da lontano.

Fece spogliare il paziente e gli applicò una specie di polentina sulla parte dolente, vale a dire la natica e la coscia, dopo avere prima strofinato per bene la parte con dell'alcool. Coprì quindi l'impiastro con della pellicola trasparente e vi pose sopra una coperta.



  • E' meglio se beve un po' di grappa – gli disse offrendogli una fiaschetta che aveva estratto da una tasca interna della giacca. Quello bevve senza discutere.

Poi, rispondendo al mio sguardo interrogativo – E' per la circolazione! - mi spiegò

- Lei deve tenere questa pasta per quattro ore anche se sentirà forti dolori – raccomandava al mio amico - ma io resterò qui a sorvegliarla !-

Avevo capito benissimo che il suo timore era quello di lasciare me da solo con il suo prezioso segreto. Ma la fortuna mi venne in aiuto. Dopo un paio d'ore mi chiese di poter usare il bagno perchè aveva problemi di prostata. Gli dissi di fare con comodo ed ovviamente approfittai di quel momento per prelevare un po' della preziosa polentina in modo da studiarmela in seguito in tutta tranquillità.

Il mio amico sudava ed aveva cominciato a contorcersi.



  • Non ce la faccio più! - si lamentava – mi brucia come se fossi all'inferno! -

  • Cerca di resistere se no il vecchio si arrabbia..-

Verso la terza ora tuttavia la sua capacità di sopportazione cedette, lanciò via la coperta, si strappò l'impacco e corse in bagno per bagnarsi con l'acqua fredda della doccia. Quando si fu calmato ritornò guardandosi preoccupato l'impronta arrossata sulla pelle.

  • Come va? - Gli chiesi.

  • Non lo so. Prima sentivo il dolore della sciatica ora il bruciore sulla pelle!

  • Potrà succedere che le compaia una bolla come quello di una scottatura – lo tranquillizzò il vecchio – niente paura. Se vuole può utilizzare il metodo americano del mio bisnonno, infallibile per risolvere le bolle delle scottature o le vesciche ai piedi dopo una lunga camminata ...

  • Pure questo?!-

  • Deve prendere un ago in cui ha infilato un filo da cucire e con questo passare la bolla da parte a parte. Ovviamente poi deve togliere l'ago ma lasciare il filo sul posto dopo che il liquido è uscito. Vedrà con quale rapidità guarisce!

Quindi dopo essersi fatto pagare, raccolse con estrema cura tutto il materiale, facendo attenzione a non lasciarvi nemmeno una briciola, salutò cordialmente e da quella volta non lo vidi più.

Una volta a casa ebbi modo di studiarmi attentamente il reperto che mi ero procurato cercando di individuarne i componenti: farina di polenta, qualcosa che assomigliava alla polpa dei fichi secchi, del vino forse a giudicare dall'odore...

Solo successivamente dopo qualche anno, sfogliando un vecchio libro di erboristeria di un autore nordico (suppongo, a giudicare dal cognome), tale Hans Langenskiold, mi sono imbattuto in una ricetta per la cura delle sciatiche che, in base ai miei ricordi, ritengo sia quella dell'anonimo guaritore.

Così ve la svelo, pari pari, come l'ho trovata.

Mettere a macero per due giorni in g 200 di alcool puro e mezzo litro di vino bianco secco:

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