Il lessico Linguistica generale, parte II



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21.12.2017
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Il lessico

  • Linguistica generale, parte II

  • a.a. 2006-2007


Introduzione

  • Lessico

  • Forma Fonetica Sintassi Forma Logica



Introduzione

  • Associazione arbitraria fra un significante e un significato

  • What’s in a name? That which we call a rose

  • By any other name would smell as sweet.

  • Romeo & Juliet II, ii



Introduzione

  • Memorizzazione in un lessico mentale (memoria a lungo termine; modificazione nel corso di tutta la vita)



Le domande fondamentali

  • Come sono organizzate le “voci” del lessico mentale? Che tipo di informazioni contengono?

  • Come è strutturato il lessico mentale?

  • Come hanno accesso i parlanti al lessico mentale?



Tipi di informazione

  • Forma fonologica (/a'mik-/) (e ortografica)

  • Proprietà morfologiche (classe flessiva, forme irregolari/suppletive, tratti morfolo-gici inerenti)

  • Proprietà sintattiche (es. griglia tematica)

  • Proprietà semantiche (problema della polisemia)



Proprietà semantiche generali

  • [± enumerabile]

  • [± astratto]

  • [± animato]

  • oggetto vs. evento

  • relazionale vs. non relazionale

  • naturale vs. artefatto

  • Restrizioni selezionali: una donna vecchia/anziana

  • una sedia vecchia/*anziana



Rappresentare il significato lessicale

  • Analisi componenziale in tratti semantici?

  • Es: uomo /+umano, +maschio,+adulto/

  • (ma: ragazzo, bambino?)

  • Proprietà non categoriche

  • Es: uccello /animale, alato, con piume, vola, canta.../

  • Analisi prototipica (Rosch)

  • Livello tassonomico di base, sovraordinato e subordinato (es: cane - animale - bassotto)



Relazioni semantiche nel lessico

  • Iponimia/iperonimia; campo semantico

  • Meronimia/olonimia

  • Sinonimia (non assoluta!)

  • Omonimia

  • Polisemia

  • Antonimia

  • Solidarietà semantica

  •  Il lessico mentale non è una pura lista!



Relazioni semantiche nel lessico

  • Riflettiamo sul nostro linguaggio:

  • che cos’ è un eufemismo? (dal gr. eufemia = ‘silenzio rituale’)

  • che cos’è un’iperbole?

  • (E’ un secolo che non ci vediamo!)



Aspetti della competenza lessicale

  • Competenza referenziale vs. competenza inferenziale (Marconi 1999): possono essere danneggiate selettivamente

  • Competenza referenziale: denominazione (oggetto->parola) vs. applicazione (parola->oggetto)

  • Senso vs. denotazione

  • “Roma è Roma” / “Roma è la capitale d’Italia”



L’accesso lessicale

  • Dati della neurolinguistica

  • Le menomazioni della competenza lessicale (es. anomie) corrispondono a dicotomie come [± astratto] o [± animato] o a sottocategorie (es. nomi di animali)

  • Dislessia profonda: sostituzione con parole semanticamente solidali

  • Deficit selettivi rispetto alla modalità di presentazione (orale vs. scritta)



L’accesso lessicale

  • Errori linguistici

  • Sostituzioni di parole (sword per arrow)

  • Blend (troblem da trouble+problem)

  • Tip of the tongue



L’accesso lessicale

  • Esperimenti di decisione lessicale

  • Misure: tempo di reazione(TR), numero di errori

  • Effetto di frequenza (TR è inversamente proporzionale alla frequenza della parola)

  • Effetto di priming (80 ms)

  • nurse nurse (ripetizione)

  • doctor nurse (priming semantico)



L’accesso lessicale

  • Modelli ad attivazione (vs. a ricerca seriale)

  • Il lessico mentale come una rete di nodi lessicali con diversi gradi di attivazione (priming = preatti-vazione; frequenza -> maggior facilità di attivazione)

  • L’attivazione si diffonde da un nodo a quelli collegati (priming semantico: ‘bug’ preattiva sia ‘insect’ che ‘spy’; dislessia profonda)

  • Si ha selezione per competizione tra i nodi attivati (cf. errori di sostituzione, blend)



L’accesso lessicale

  • Effetti inibitori

  • Effetto delle coorti: un suono o grafema attiva tutte le parole che iniziano con esso (coorte):

  • S  salute, serio, storia, storto,stinco..

  • il secondo suono o grafema riduce la coorte, etc.

  • ST  storia, storto...

  •  Molte parole con lo stesso inizio inibiscono l’accesso lessicale



L’accesso lessicale

  • Effetti inibitori

  • Picture-word interference: un compito di denominazione di una figura viene rallentato quando una figura-distrattore prima, contempo-raneamente o dopo la figura target

  • Distrattore semantico (es. gatto, target cane): rallenta se appare prima o assieme al target

  • Distrattore fonologico (es. pane, target cane): facilita se è presentato dopo il target



L’accesso lessicale

  • Livelli distinti/ processo a due stadi

  • a) selezione del nodo più attivato nel “lessico semantico”, corrispondente al significato inteso

  • b) recupero della forma fonologica (“lessico di output”)

  • Cf. ‘tip of the tongue’

  • Modello di Levelt: livello intermedio dei lemmi, con informazioni sintattiche



L’accesso lessicale



L’accesso lessicale

  • Interazione tra i livelli: modelli “seriali” vs. modelli “a cascata”

  • Utilizzo delle informazioni contestuali nell’accesso lessicale (modelli “interattivi”) o solo nella fase post-accesso, per risolvere l’ambiguità lessicale (modelli “modulari”)



L’acquisizione lessicale

  • Quine (1960): “gavagai”

  • Pinker (1994): acquisizione in base ad un solo tentativo (c.a. 10 parole al giorno). Base cognitiva per l’acquisizione lessicale (es. oggetto vs. evento)



Le stratificazioni del lessico

  • Strato nativo vs. strati non nativi; prestiti adattati, non adattati, calchi

  • Strato fondamentale, ad alta disponibilità, strati settoriali (cf. effetto di frequenza)

  • Varietà diafasiche e diatopiche (geosinonimi)



Approfondimenti

  • Aprile, Marcello. 2005. Dalle parole ai dizionari. Il Mulino (Itinerari)

  • Laudanna & Voghera. 2006. Il linguaggio: strutture linguistiche e processi cognitivi, cap. 7-8. Laterza

  • Marconi, Diego. 1999. La competenza lessicale. Laterza.

  • Pinker, Steven. 1997. L’istinto del linguaggio, cap. V. Mondadori







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