Il libro d'artista può avere molte forme: può trattarsi di un libro illustrato da un artista, oppure di un libro-oggetto, talvolta senza neppure un testo, o ancora di un libro o un catalogo nato dal progetto di un artista



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22.05.2018
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Testo di Francesca Porreca
Il libro d'artista può avere molte forme: può trattarsi di un libro illustrato da un artista, oppure di un libro-oggetto, talvolta senza neppure un testo, o ancora di un libro o un catalogo nato dal progetto di un artista. In questo caso, il libro è stato interamente ideato da Alessandra Angelini, artista e docente di grafica d'arte e tecniche dell'incisione all'Accademia di Brera, che lo ha pensato e costruito come un'architettura-giardino da esplorare in tutte le sue forme, un piccolo mondo che ciascuno è invitato a percorrere e ripercorrere.
Dalla scelta del formato alla preziosità della carta, dal particolare ritmo anche visivo dato al testo di Paolo Cottini - che racconta la particolare indole del giardiniere inglese, ex diplomatico e forse anche angente segreto - al grande equilibrio compositivo tra interventi artistici e costruzione tipografica, ogni dettaglio del libro rivela un'intima corrispondenza con la vita straordinaria di Peter Smithers e del suo giardino.
Fin dal titolo, "Il Giardino è aperto" restituisce con immediatezza l'impostazione secondo la quale sir Smithers ha realizzato il proprio giardino a Vico Morcote, sul lago di Lugano: uno spazio particolare, aperto agli amici e in continua trasformazione, secondo le speciali alchimie del suo creatore e della natura, concepito come "una visione allargata del mondo, riconosciuto come libero spazio di incontro e di reciproca comprensione".
Il libro è stato costruito da Alessandra Angelini allo stesso modo: è una struttura aperta e armoniosa, che prende le mosse dal testo di Paolo Cottini e dalle visite più volte compiute dall'artista al giardino, dalle fotografie e dai disegni realizzati in diverse condizioni di luce e di fioritura, per cogliere ogni 'segno' dell'originale ecosistema scaturito dal pensiero e dall'impegno del giardiniere inglese.
Attraverso le pagine si respira, si tocca, si vede la fascinazione per la bellezza della natura, ma anche la voglia di sperimentare; la concezione del giardino come piccolo mondo in cui respirare l'armonia delle cose e come luogo di condivisione.
La rappresentazione del pensiero sul giardino emerge grazie ad una complessa ed efficace opera di mediazione tra la figurazione e il segno grafico, con una componente tattile che attribuisce grande significato ai rilievi della matrice xilografica facendone il filo conduttore di un percorso che rivela un estremo approfondimento sul significato e l'alternanza di segno e disegno, costruzione e immaginazione, forma e pensiero.
Anche la fotografia, reinterpretata e rielaborata, diventa quasi una forma di pittura, confermando l'innovativo percorso di ricerca di Alessandra Angelini e la sua capacità di mescolare tecniche e codici per ottenere nuovi linguaggi espressivi. Attraverso il solarplate, l'artista interviene col proprio segno sull'immagine fotografica incisa sulla matrice polimerica grazie alla luce solare, creando affascinanti immagini ibride che rimandano, anche concettualmente, all'ibridazione delle piante, cui Peter Smithers si dedicava con passione.
La struttura del libro, impostata sulla sezione aurea, insieme all'affascinante scorrere del testo e delle figure in forma di racconto - distribuiti in otto capitoli che ruotano attorno ai 'princìpi del buon giardiniere' elaborati da Peter Smithers - traducono l'accurata progettazione del giardino di Vico Morcote, l'attenta ricerca della giusta armonia tra essenze provenienti da ogni parte del mondo, la passione per la struttura elegante e singolare di alcune piante, come le magnolie e le nerine...
La stessa accurata progettazione è alla base del libro di Alessandra Angelini, che riesce ad armonizzare le diverse componenti del testo, del segno, dell'immagine fotografica, alternando sapientemente natura e astrazione. Anche la scelta del colore, fatta dopo aver verificato l'andamento del segno inciso nella scala dei grigi, riesce a sintetizzare sia il dato reale, sia la dimensione onirica.
Il dato cromatico, delicato ed elegante, scandisce ogni parte del libro e contribuisce a dettarne il ritmo: ha, in un certo senso, la stessa funzione assegnata da sir Peter Smithers alle piante aromatiche e profumate, scelte con cura per aggiungere al giardino una quinta dimensione, accanto alla quarta, quella del tempo/movimento, che anche il libro conserva, nello scorrere delle pagine e delle dita sulla carta.

Francesca Porreca


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