Il linguaggio nascita del linguaggio



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14.11.2018
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IL LINGUAGGIO


Nascita del linguaggio

  • All’inizio la voce del neonato è il pianto, ma in pochi mesi emergono i primi elementi del codice verbale

  • Entro i 3-4 anni il bambino sarà capace di padroneggiare i principi che governano il linguaggio

  • Si tratta di uno sviluppo talmente rapido da far ritenere alcuni studiosi che lo sviluppo successivo consista nella semplice combinazione dei meccanismi comunicativi e nell’adattamento in contesti specifici



Nascita del linguaggio

  • Imparare a capire e a parlare una lingua è un’impresa straordinariamente complessa. Per comprenderne la portata occorre esaminare quali siano i requisiti perché un sistema di comunicazione possa essere considerato “linguaggio”

  • Il caso del linguaggio degli animali



Requisiti del linguaggio

  • Affinché un sistema di comunicazione possa essere considerato “linguaggio” occorre che abbia:

    • Semanticità: rappresentare simbolicamente oggetti, eventi, stati emotivi, concetti astratti
    • Dislocazione: riferirsi al passato e al futuro, oltre che al presente
    • Produttività: il parlante deve essere in grado di comprendere frasi nuove, mai sentite prima, e produrre, con il repertorio circoscritto di suoni e vocaboli specifici della sua lingua, un numero potenzialmente infinito di messaggi
    • Adesione a regole: la produzione deve rispettare le regole rigide ed arbitrarie accettate per convenzione sociale


Uso del linguaggio

  • Prerogativa umana malgrado gli animali possano apprendere l’uso di forme comunicative, anche umani, essi:

    • Le acquisiscono e le producono grazie al rinforzo
    • Non rispettano i requisiti del linguaggio


Acquisizione del linguaggio

  • I principali problemi intorno al linguaggio sono:

  • Ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali

  • Rapporti tra il linguaggio e il pensiero

  • Rapporti tra il linguaggio e le abilità sociali



1. Maturazione o Apprendimento?



La tradizione comportamentista

  • Secondo questa prospettiva per la comparsa del linguaggio sarebbero determinanti l’esperienza e l’apprendimento

    • Il comportamento verbale, al pari di qualunque altro comportamento, se viene rinforzato tende a ripresentarsi e a permanere
    • Processo associativo:
      • Suoni – Oggetti
      • Rinforzo degli adulti
      • Efficacia dell’uso


Limiti del modello comportamentista

  • Sottostima dell’aspetto creativo del linguaggio:

    • Sin da quando il bambino inizia a parlare è in grado di formulare espressioni originali e diverse
  • Si avanza l’ipotesi che alla base della capacità infantile di acquisire la propria lingua vi sia una facoltà mentale specifica inscritta nel patrimonio genetico della specie umana



La linguistica generativa

  • Alla base di questa teoria la considerazione di una facoltà basilare del linguaggio: la sintassi

  • Le regole sintattiche governano la corretta relazione tra le parole

  • Consentono di trasformare una forma-base in nuove proposizioni

    • ad esempio: <>
    • può diventare: <>


La linguistica generativa

  • Regole sintattiche che sono:

    • intuite implicitamente
    • sollecitate dal contatto con lo stimolo linguistico
    • dal contatto si innesca un processo attivo di ricerca e verifica
    • si attivano grazie alla maturazione di un dispositivo specifico denominato Language Acquisition Device (LAD)


LAD

  • Caratteristiche del LAD:

    • è preposto a consentire la comprensione e produzione di frasi, indipendentemente dalla specificità delle varie lingue
    • è indipendente dai meccanismi di apprendimento (ad es. l’imitazione, l’associazione, etc.)
  • Infatti:

    • La lingua madre si acquisisce ad una data età prefissata
    • Si parla precocemente e rapidamente anche se l’offerta della stimolazione linguistica è diversa


Alcune prove a favore del LAD

  • Ipercorrettismo o sovrageneralizzazione della regola:

    • Formazione spontanea del plurale
    • Applicazione delle regole anche nel caso di eccezioni


Punti critici della linguistica generativa

  • Si esclude ogni rapporto con l’apprendimento

  • Non si attribuisce importanza al rapporto tra linguaggio e attività cognitive, percettive, motorie, etc.

  • Non spiega come mai la comprensione è possibile anche quando le regole sintattiche sono violate

  • Non spiega come mai per interpretare una frase occorre riferirsi a qualcosa che va oltre la struttura sintattica: ad esempio:

  • <>



2. Pensiero e Linguaggio

  • Due psicologi hanno particolarmente indagato il rapporto tra linguaggio e pensiero:

    • J. Piaget (1923)
    • Lev S. Vygotskij (1934)


Linguaggio e Pensiero per J. Piaget

  • Secondo Piaget è impossibile separare sviluppo dell’intelligenza e linguaggio

  • Evoluzione del linguaggio:

    • intorno ai 18 mesi, verso la fine dello stadio senso-motorio si conclude e si forma l’intelligenza di tipo rappresentativo
    • il linguaggio fa la sua comparsa insieme ad altre forme di simbolizzazione
    • nasce grazie ad un più generale sviluppo cognitivo
    • è frutto della comparsa di nuovi processi mentali, non da insegnamenti o stimoli, né da strutture innate specificamente linguistiche


Linguaggio e Pensiero per J. Piaget

  • Evoluzione del linguaggio:

  • 1. linguaggio egocentrico

  • 2. linguaggio sociale



Criticità della teoria Piagetiana

  • Numerose ricerche sono state compiute allo scopo di verificare l’esistenza di “prerequisiti” cognitivi al linguaggio:

    • significative correlazioni tra comparsa del linguaggio e altre abilità cognitive (es. gioco simbolico, imitazione)
  • Esistono forme complesse di linguaggio anche in bambini con deficit concettuali marcati



Linguaggio e Pensiero per L.S. Vygotskij

  • Vygotskij muove dalla premessa che:

    • pensiero e linguaggio hanno radici differenti
    • il passaggio dall’uno all’altro non è automatico
    • lo sviluppo di linguaggio e pensiero è inscindibile dal contesto sociale di crescita
  • Evoluzione del linguaggio:

    • avvio nei rapporti interpersonali e nelle interazioni del bambino con i genitori, adulti, coetanei
    • uso iniziale del linguaggio a fini comunicativi (inter-psichico)
    • successiva interiorizzazione del linguaggio (intra-psichico)


Linguaggio e Pensiero per L.S. Vygotskij

  • Funzione regolativa del linguaggio:

    • inizialmente a voce alta (intorno ai 2 anni)
    • successivamente interiorizzata (intorno ai 7 anni)
      • Ad esempio: ripetere a se stessi le operazioni da compiere per eseguire un compito


Linguaggio e Abilità Sociali

  • <>

  • È una proposizione dichiarativa o una richiesta?

  • Rilevanza del contesto d’uso per scegliere tra i vari significati quello possibile e appropriato

  • Tale punto è stato particolarmente enfatizzato dai sostenitori di una spiegazione del linguaggio centrata sui fattori interpersonali e sociali



3. Linguaggio e Abilità Sociali

  • J. Bruner (1983) è stato tra i più importanti sostenitori di tali fattori, secondo questo autore:

    • il linguaggio soddisfa importanti funzioni sociali (regolare il comportamento altrui, trasmettere informazioni, etc.)
    • lo sviluppo delle competenze comunicative richiede l’apporto degli adulti


Relazione adulto-bambino

  • Le qualità che rendono cruciale la relazione adulto-bambino al fine di acquisire il linguaggio sono in sintesi due:

    • La capacità degli adulti di dare significato ai suoni e alle prime espressioni infantili
    • La possibilità che adulti e bambini rivolgano un’attenzione congiunta a eventi o oggetti dell’ambiente


Linguaggio e Abilità Sociali

  • Routine (J. Bruner) nella comunicazione adulto-bambino

    • ADULTO BAMBINO
    • OGGETTO
  • Le routine comunicative sostengono l’acquisizione linguistica

  • Le routine rappresentano il Language Acquisition Support System (LASS)

  • LASS: precursore interattivo del linguaggio



Attenzione condivisa

  • Gli schemi comunicativi che si sviluppano tra madre e bambino sembrano importanti per l’acquisizione del linguaggio

  • Tra questi i più rilevanti sono lo stabilirsi dell’attenzione condivisa tra m. e b. e la comprensione della referenza



Attenzione condivisa

  • Nel primo anno di vita

  • Le madri tendono a seguire la linea dello sguardo dei loro bambini

  • ma anche

  • il bambino riesce a dirigere l’attenzione nella direzione in cui la madre sta guardando se l’oggetto è posizionato in modo funzionale

  • Collis e Schaffer (1975); Butterworth e Grover, (1989)



Routine madre-bambino

  • In uno studio Harris et al. (1983) ha mostrato che:

    • la max parte delle madri cambiava i temi di conversazione con i bambini in relazione all’attività svolta da questi (già ai 7 mesi del bambino e persisteva anche ai 16 mesi)
    • inoltre gli autori hanno individuato delle differenze in due gruppi di madri-bambini:


Routine madre-bambino

  • gruppo b): non vi era attinenza

  • I bambini di questo gruppo presentarono ritardi nello sviluppo linguistico

  • Due possibili spiegazioni:

  • Le differenze tra i discorsi delle madri nei due gruppi dipende dalle differenze nelle abilità linguistiche dei bambini

  • Le differenze nei discorsi materni sono esse stesse responsabili, almeno in parte, delle successive differenze nelle abilità linguistiche



Indicare gli oggetti

  • Un cambiamento significativo per lo stabilirsi della referenza condivisa

    • Tra i 12 e 18 mesi: i bambini mostrano di comprendere il gesto di indicazione e guardano nella direzione corretta quando qualcuno sta indicando (Shaffer, 1984)
    • La capacità di indicare è unica dell’uomo


Indicare gli oggetti

  • La relazione tra produzione da parte del bambino del gesto di indicare e sviluppo del linguaggio è stata evidenziata da Bates et al. (1979):

    • Denominazione degli oggetti
    • Indicazione dichiarativa (denom. con funzione comunicativa)
    • Predittivi del primo sviluppo del vocabolario


Indicare gli oggetti

  • Folven et al. (1984):

    • La frequenza con cui i bambini tra i 9 e i 12 mesi usano l’indicazione con funzione comunicativa è positivamente correlata con la dimensione del lessico verbale e gestuale prodotto nel secondo anno di vita
    • In effetti:
      • In seguito all’indicazione del bambino l’adulto attiva delle risposte particolari: nomina gli oggetti indicati dal bambino


Linguaggio e Abilità Sociali

    • Secondo J. Bruner il contesto sociale familiare aiuta il bambino ad interpretare il linguaggio parlato da chi lo accudisce.
    • “… non potremo fare molti progressi se aderiamo all’impossibile ipotesi di un estremo empirismo o a quella miracolosa di un puro innatismo”
    • (Bruner, 1983)


In sintesi …

  • All’origine del linguaggio e del suo sviluppo sono stati prodotti diversi modelli teorici esplicativi che hanno enfatizzato componenti diverse:

    • Meccanismi dell’apprendimento (rinforzo e imitazione)
    • Basi biologiche (predisposizioni innate al linguaggio)
    • Fattori cognitivi (linguaggio espressione del cognitivo)
    • Contesti sociali e comunicativi (interazione adulto-bambino)


Lo sviluppo del linguaggio

  • Bisogna considerare 4 aspetti distinti del linguaggio:

    • Fonologia = studio del sistema di suoni che costituiscono il linguaggio
    • Semantica = studio del significato delle parole e delle modalità di acquisizione
    • Sintassi = studio della grammatica della lingua, cioè l’insieme di regole per combinare le parole in frasi significative
    • Pragmatica = studio delle regole che disciplinano l’uso del linguaggio per diversi scopi


Le prime parole

  • Comparsa intorno all’anno (alcuni a 10 mesi, altri a 18)  le parole più semplici dal punto di vista fonologico.

  • Le “cose” a cui si riferiscono sono simili in tutte le culture  elementi dell’esperienza diretta: genitori, fratelli, cibo…; cose in movimento

  • Significato: diverso da quello dell’adulto (sovraestensioni e sottoestensioni), ma non così tanto come si pensava in passato

  • Uso delle parole legato al contesto in cui vengono udite

  • Gli adulti adattano il linguaggio alle capacità del bambino  baby talk, anche perché all’inizio la capacità di suddividere le frasi è scarsa:

    • Padre: Chi vuole un po’ di mango?
    • Bambino: Che cos’è un podimango?


L’incremento del vocabolario nei primi 6 anni



La costruzione delle frasi

  • 18 mesi: prime combinazioni  non vere e proprie frasi, servono informazioni contestuali per capire il significato; esprimono delle relazioni

  • 3 anni: rapido aumento della LME, della complessità e della correttezza grammaticale: acquisizione delle regole sempre più flessibile  ipercorrettismi attenuati

  • Anni successivi: uso delle coordinate e delle subordinate



L’uso del linguaggio

  • Austin: dire qualcosa corrisponde a fare qualcosa  atti linguistici: raggiungere degli scopi  a 3-4 anni padroneggiano gran parte degli atti linguistici, le forme di cortesia più avanti

  • Presa di turno: si stabilizza intorno ai 3 anni

  • Capacità di inferire informazioni da una storia: 3-4 anni, poi si sviluppa la capacità di trarre inferenze non legate al significato letterale

  • Abilità di metacomunicazione: periodo scolastico



Esiste un periodo critico per l’acquisizione del linguaggio?

  • Periodo critico: momento nello sviluppo in cui l’individuo deve essere esposto a certe esperienze per acquisire abilità particolari. Per Lenneberg esiste un periodo critico per acquisire il linguaggio. Prove:

    • Apprendimento seconda lingua
    • Esposizione ritardata al linguaggio negli audiolesi
    • Effetti dei danni cerebrali a diverse età
    • Bambini cresciuti in isolamento
  • Risultati non chiari e non replicabili  oggi si preferisce parlare di periodo sensibile: momento dello sviluppo in cui si hanno maggiori probabilità di acquisire certe abilità



Sviluppo linguistico e deficit sensoriale

  • I bambini che soffrono di specifici deficit uditivi mostrano specifici problemi nell’acquisizione del linguaggio



Sviluppo linguistico nei bambini sordi

    • Lo sviluppo linguistico dei bambini sordi varia tanto che mentre alcuni apprendono il linguaggio in modo simile ai bambini udenti, altri possono arrivare all’età scolare senza capacità linguistiche
    • Fattori che incidono:
    • Estensione del deficit (profondo vs. lieve)
    • Età di esordio (nascita vs. secondo anno di vita)
    • Genitori (udenti vs. non udenti)


Sviluppo linguistico nei bambini sordi

    • Rilevanza dell’esposizione alla lingua dei segni:
    • Bambini esposti alla lingua dei segni sin dalla nascita affrontano il linguaggio alla stessa stregua dei bambini udenti che acquisiscono il linguaggio parlato
    • Studi su bambini esposti sin dalla nascita alla lingua dei segni hanno mostrato che questa è appresa allo stesso ritmo della lingua parlata
  • Infatti:

    • I primi segni compaiono nello stesso periodo in cui compaiono le prime parole
    • I segni sono usati nello stesso modo in cui i bambini udenti producono le prime parole
    • Anche l’apprendimento delle prime combinazioni di segni è comparabile a quello delle prime combinazioni di parole
    • Caselli, 1983, 1987; Volterra e Caselli, 1985





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