Il metodo comparativo Come si ricostruisce una lingua?



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1.2.1. Come si ricostruisce una lingua?
Gli studiosi delle lingue iee. hanno, seguendo un metodo empirico-deduttivo, formulato un metodo di ricostruzione che si compone di due ovvero tre fasi:

1) metodo di ricostruzione interna: serve per descrivere sistematicamente le fasi più antiche di una lingua, nel nostro caso applicabile a tutte le lg. iee. storicamente attestate di nostra conoscenza (greco arcaico, latino arcaico etc.);

2) metodo di comparazione (tramite ISOGLOSSE) di forme storiche, che ci serve a stabilire una serie di corrispondenze regolari a livello fonematico, morfologico, lessicale;

3) valutazione delle corrispondenze così enucleate e processo di "ricostruzione" / astrazione di questi elementi della forma "comune", "originaria" che sta alla base delle suddette forme storiche.

ESEMPIO: analisi della parole per "padre"
gr. pathr, ai. pitar, lat. pater, got. fadar
ci porta a ricostruire una forma ie. *pH2-t_r1.
1.2.2. Che cos'è un "reconstructum"?
Il "reconstructum" è il risultato finale del processo comparativo-deduttivo applicato alle lingue (iee.) imparentate, cioè la sommatoria degli "archetipi" che vengono presupposti tramite il confronto di forme collegabili tra di loro tramite le "regole di corrispondenza". Esso è il punto di convergenza astratto verso il quale si tende comparando gli elementi dedotti dalle forme storiche. Il postulato scientifico degli archetipi, dei "reconstructa" trova la sua giustificazione nel fatto che le corrispondenze regolari osservabili nella comparazione delle forme storiche non sono casuali e dunque si spiegano solo tramite l'ipotesi di una parentela o rapporto genetico o secondario.

Lo scopo del "reconstructum" è quello di spiegare nel modo più economico i rapporti di parentela, in quanto condizionato dal numero e dal tipo delle forme storiche di partenza.



1.2.3. Che cos'è una lingua ricostruita?
Essa è l'insieme dei "reconstructa" che possiamo evincere dal metodo comparativo. Si tratta di una lingua artificiale, è un prodotto di laboratorio, o meglio di scrivania, non ha i tratti di una lingua naturale, storica. Il processo di ricostruzione in quanto tale, prescinde, nei confronti degli elementi, dalla loro distribuzione storica, geografica, temporale, sociale.
1.2.4. Che cos'è la protolingua?
Essa è quella che costituì il punto di partenza comune = la lingua originaria dalla quale hanno avuto origine le lingue storiche geneticamente imparentate, lingua originaria dunque la cui esistenza storica non attestata viene postulata tramite il rapporto di parentela dei suoi successori.

La distinzione logica tra lingua ricostruita e protolingua deve essere tenuta sempre ben presente.

Un esempio a cui ci si può appellare è il latino come protolingua delle lingue romanze. Confrontando elementi fonetici, morfologici e lessicali di alcune lingue romanze possiamo verificare che le parole o tratti che possiamo ricostruire non sono "latini", non sono attestati nel latino che conosciamo. È dunque una fortuna e un controllo scientifico il fatto di conoscere e possedere così numerose attestazioni del latino, per lo meno scritto, che ci per-mettono di ricostruire le tappe dei percorsi di dissoluzione dal latino tardo ma parlato - che invece conosciamo solo in modo frammentario - alle lingue romanze.
Ritornando alla problematica dell'ie. possiamo dire che semmai, partendo dagli archetipi che ricostruiamo come elementi matematici dalle serie di corrispondenze non casuali e che ci danno l'inventario di tutto ciò che per noi è raggiungibile a livello di lingua ricostruita, possiamo tentare il salto di determinare, ma in questo caso con meno rigore scientifico, alcuni tratti "reali" della protolingua. La lingua ricostruita è per gli studiosi che ne abbiano interesse il punto di partenza per ulteriori approfondimenti della protolingua, che, in quanto lingua naturale, ha diversi requisiti, quali:

- varianti areali, (diastratico)

- livelli linguistici distinti in senso sociologico, (diafasico)

- uno sviluppo/ mutamento diacronico (diacronico).



1.3. I neogrammatici

All'inizio dell'800 vengono scritte le prime grammatiche che si possono definire comparative, fatto che dà vita alla disciplina che si chiamerà "indoeuropeistica", "comparatistica", "storia comparata delle lingue ie.". Il fondamento ideologico/scientifico, ovvero epistemologico di questo periodo risente molto di quello del periodo settecentesco. Dominanti sono ancora gli schemi della "grammatica ragionata" e della comparazione documentaria e la ricerca su basi universali (si pensi all'enciclopedismo e agli enciclopedisti). Un altro retaggio del '700 sono gli "universali del linguaggio", che portano a ragionare sulla teorizzazione sul linguaggio umano in termini di: (a) grammatica generale e (b) di ricerca delle origini.

Rudimentali erano le concezioni etimologiche e comparative degli enciclopedisti.

Inoltre si operava già secondo un concetto di "loix", di "principi generali" (si veda l'opera Monde primitif, parte III: Origine du langage e de l'écriture. Forte era anche la teoria dell'agglutinazione alla base della formazione del linguaggio.

Tra i fondatori dell'indoeuropeistica si devono nominare Rask e Bopp, le cui concezioni risentirono moltissimo dell'influsso del '700.

- Rask nel 1811 scrisse la prima grammatica (storica) di islandese e (1918) la Undersö-gelse,

- Bopp scrisse il Compendium nel 1816 (compara ai., gr., lat., persiano, germanico),
I primi 60 anni dell'800, partendo dai fondatori della disciplina, vedono fiorire nu-merose grammatiche orientate verso i nuovi metodi, specialmente in Germania, che in quel momento vive l'apogeo degli studi di filologia e di archeologia classica.

Riassumendo le tappe principali di questi primi decenni di euforia si possono menzionare, per la storia della linguistica, i seguenti studiosi e le loro opere:


- Adelung scrisse il Mithridates, una lista etimologica testimone di un rudimentale comparativismo settecentesco;
- Pott introdusse il termine di "indogermanisch" nel 1823, mentre dal 1814 era in vigore quello di "indo-european",
- i fratelli Grimm, che scrivono la Deutsche Grammatik, la prima grammatica storica delle lg. germaniche (1819, 18222), con qust'opera si superano le basi universalistiche e teoriche della linguistica settecentesca.

- Humboldt, che nel 1836 e 1849 scrive opere fondamentali non solo di impostazione filo-sofica ma anche di filosofia del linguaggio, parla di "forma interna di una lingua" e introduce il concetto di classificazione "tipologica", non genealogica delle lingue, e distingue le lg del mondo in "flessive, agglutinanti, isolanti".


- Diez scrisse dal 1836-1843 la Grammatik der romanischen Sprachen, si fonda la comparazione romanza sulle basi del metodo storico-filologico.
Si abbandonò completamente il metodo della grammatica ragionata, sospettato di poca scientificità.
Nel 1833 nasce il concetto di "etymologische Forschungen", si vede nell'ai. il continuatore dell'ie. e si considera il mutamento avvenuto in altre lingue come una corruzione dell'integrità della lingua originaria. Nasce il concetto di comparazione, anche se legato a queste immagini "biologiche" delle lingue.
Non si deve dimenticare che anche le teorie scientifiche erano permeate dal romanticismo e dal darwinismo imperanti, dal positivismo.
- Schleicher
Le tracce più evidenti di ciò si riscontrano in Schleicher, grande studioso che scrisse il Compendium der vergleichenden Grammatik der idg. Sprachen (1861, 18764) e Handbuch der litauischen Sprache. Propose ancora la teoria agglutinante nella formazione del verbo.
- Ebbe una concezione biologica delle lingue secondo il darwinismo biologico, per cui una lingua ha "una crescita, una maturità, una decadenza" come un organismo. Sopravvalutò come tanti il sanscrito e propugnò la cosiddetta "Stammbaumtheorie", teoria dell'albero genealogico, per rappresentare i rapporti che intercorrono tra le lingue iee.
- Compose una favola in ie. (1869); il tentativo fu ripetuto da Hirt, postuma nel 1939, e poi da W.P. Lehmann / V. Zgusta, Fs. Szemerenyi I (1979), 110 anni dopo il primo tentativo.

Un commento in: I Neogrammatici, Campanile, Atti del Convegno di Urbino, 1985.

La tecnica ricostruttiva di questo periodo mostrava i suoi limiti che sono ben sintetizzati dal confronto delle tre diverse versioni/rifacimenti di questa favola. Al proposito si ricordino le seguenti tappe fondamentali per la storia della disciplina e della ricostruzione:

- 1870 escono le lezioni dell'Ascoli sulle velari (1872 traduzione in tedesco), di cui Schleicher non poteva essere al corrente;

- 1876/77 Osthoff e Brugmann scoprono i fonemi sonanti e la nasale sillabica;

- 1877 legge di Verner: eccezioni della legge di Grimm,

- 1878 Collitz scopre il vocalismo differenziato per l'ie., con le vocali /e/ ed /o/ oltre alla /a/.
- Considerò la comparazione tipologica di Humboldt pure in senso evolutivo nel senso di stadi successivi nello sviluppo delle lingue: esistono lingue "primitive" e lingue "avanzate" nella loro struttura complessiva.

Schmidt
Un suo allievo, Johannes Schmidt, approfondì e criticò la teoria dell'albero genealogico, cor-reggendola con una propria teoria detta "Wellentheorie", teoria delle onde, che propone una diversa descrizione delle parentele linguistiche, che tiene conto della divisione in dialetti, delle isoglosse e delle varianti areali (1872). Superata la concezione biologica e genealogica della storia delle lingue si apre la strada verso una nuova svolta nella storia della linguistica.

1876: annus mirabilis
Il 1876 è il cosiddetto "annus mirabilis": questa data contrassegna la nascita della scuola di Lipsia, composta da un gruppo di indoeuropeisti che si chiamarono "Junggrammatiker" Neogrammatici, che elevarono gli studi di linguistica storica ad un livello scientifico, creando un modello teorico interpretativo dei fenomeni linguistici presi in considerazione.

Nel 1876 Leskien nella sua opera Die Declination im Slavischen und Litauischen enunciò il principio dell'ineccepibilità delle leggi fonetiche.


La base del modello teorico risente dell'influsso filosofico del momento storico, ovvero della scuola del positivismo e del romanticismo. Il presupposto filosofico è importante per poter capire i postulati metodologici che hanno sostenuto il lavoro di sistemazione ed elaborazione delle lingue iee. allora conosciute, che li indussero a considerare "regolare" ogni tipo di mutamento verificatosi nella lingua e quindi renderlo soggetto di uno studio sistematico. Questa griglia teorica risulta allo stesso tempo il loro grande merito nello studio del mutarsi delle lingue ma anche il loro grande limite, in quanto costretti teoricamente a forzare quei dati linguistici che non trovano spiegazione nella loro esposizione.
I componenti del gruppo furono Osthoff, Brugmann, Delbrück, Leskien, Verner (marginalmente), Sievers, Paul, Hirt (tardo), per nominare solo i grandissimi.
I loro principi fondamentali furono:
- il mutamento fonetico delle lingue è regolare, senza eccezioni, viene applicati ciecamente, senza badare alle conseguenze provocate sulla struttura grammaticale.
- le eccezioni che si trovano vengono eliminate tramite l'analogia (in campo grammaticale, morfologico e in sintassi). La creazione analogica rinnova le risorse lessicali e concettuali di una lingua. Le innovazioni lessicali che non derivano da prestiti sono dovute all'estensione dell'uso di una regola derivata da morfi esistenti (si pensi alle formazioni in -able/-ible < "abile". La regola cui danno vita le costruzioni analogiche non viene applicata ciecamente, spesso è una costruzione ad hoc. L'analogia ha il compito di "riaggiustare" le strutture grammaticali che vengono oscurate dal cambiamento fonetico, il quale dà luogo al "cambiamento analogico". (Paul vede una stretta interdipendenza senza eccezioni tra cambiamento fonetico e cambiamento analogico. Egli formulò una definizione di legge fonetica che apparve in questi termini la più feconda e accettabile: "Das Lautgesetz sagt nicht aus, was unter gewissen allgemeinen Bedingungen immer wieder eintreten muß, sondern es konstatiert nur die Gleichmäßigkeit innerhalb einer Gruppe bestimmter historischer Erscheinungen").
- La parola è l'unità linguistica, fonologica e lessicale per eccellenza,
- il livello fonologico è indipendente e autonomo rispetto alla grammatica: La fonetica e la grammatica corrono su due piani paralleli ed indipendenti e si modificano secondo leggi indipendenti tra loro e regolari.
- Le regole che governano il mutamento sono solo fonologiche e senza eccezioni.

- I neogrammatici concepivano la protolingua non più come una lingua storica come fece Schleicher, bensì come come il prodotto di una ricostruzione, come un'astrazione di forme


Date notevoli:
- 1876 Leskien

- 1876 nasale sillabica Osthoff, Brugmann, Curtius,

- 1877 Legge di Verner,

- 1878 Osthoff e Brugmann, Morphologische Untersuchungen

- 1878 Collitz scopre il vocalismo differenziato per l'ie., con le vocali /e/ ed /o/ oltre alla /a/,

- 1880, Prinzipien der Sprachgeschichte di Paul,

- 1886-1900 Grundriß di Brugmann e Delbrück (Opera tuttora fondamentale)!

1921-1937 Indogermanische Grammatik di Hirt

- 1885 scrisse un oppositore di questa scuola, Schuchardt, l'opera Über die Lautgesetze: gegen die Junggrammatiker. Si espime contro i neogrammatici e pesa in lui il giudizio negativo formulato dai rappresentanti della geografia linguistica e della neolinguistica.

Principi che spiegano coincidenze in più lingue, che appartengono ad una famiglia linguistica, ad es. Ie.

(nel XX sec.):


- per essere iee., tutte quelle lg devono avere o aver perduto tali caratteri (presenza di arcaismi)

- per essere stati dialetti contigui nel continuum linguistico ieo. (Tutte innovazioni)

- per essere state una stessa lingua dopo lo smembramento dalla lingua comune

- per essere derivate da uno stesso strato ieo, tra i vari successivi

- per contatto secondario (mero contatto, lega linguistica)



- per regioni estrinseche che non implicano vincoli genealogici (sostrato comune, sviluppi paralleli)

Un tratto comune tra le lg. Iee. Può avere 3 spiegazioni:

- 1. Tratto ereditario

- 2. Innovazione comune

- 3. Innovazione parallela ma coincidente



1.4. Indoeuropeistica nel ‘900

1.4.1. Scoperta di nuove lingue


1.4.2. La teoria delle laringali/ sistema fonologico
1.4.3. Revisione dell’immagine della lingua ricostruita
1.4.4. Disputa tra realisti e algebristi
1.4.5. Apporti dell’archeologia/metodo lessicalista
1.4.6. Ricostruzione ideologica/paleontologia linguistica
1.4.7. Prospettive di geolinguistica
1.4.8. Approfondimento del mutamento linguistico
1.4.9. Apertura a nuove teorie linguistiche (contatto linguistico, prestito)




1 1 L'asterisco è una convenzione scientifica secondo la quale si contrassegnano tutte le forme ricostruite, cioè non storicamente attestate.



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