Il modello entità



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01.12.2017
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Il modello entità/associazioni (Entity/Relationship), introdotto nel 1976 dal matematico Peter P. Chen, è uno strumento per analizzare le caratteristiche di una realtà in modo indipendente dagli eventi che in essa accadono, cioè per costruire un modello concettuale dei dati indipendente dalle applicazioni.

Il risultato di questo lavoro è la definizione di una rappresentazione grafica, detta schema E/R (Entity/Relationship), che mette in evidenza gli aspetti fondamentali del modello concettuale con i dati caratterizzanti e le associazioni tra essi.



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Esso diventa uno strumento molto utile nel realizzare la transizione della descrizione di un problema allo schema degli archivi. Il modello descrive lo schema concettuale di un problema o di una gestione aziendale e non si occupa dell'efficienza delle operazioni di manipolazione e ritrovamento dei dati sugli archivi fisici. Risulta di facile comprensione anche per persone che non si occupano di computer ed è sostenuto da alcuni concetti e regole che lo rendono preciso e rigoroso.

Gli elementi di un modello entità/associazioni sono:



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Entità

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Associazioni

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Attributi

L'entità è un oggetto (concreto o astratto ) che ha un significato anche quando viene considerato in modo isolato ed è di interesse per la realtà che si vuole modellare.

Esempi di entità sono: una persona, un modello di automobile, un movimento contabile, una prova sostenuta da uno studente.

Le entità possono essere classificate secondo un certo criterio di omogeneità definendo il tipo di entità attraverso un nome.

Per esempio gli studenti di una scuola sono classificabili nel tipo entità Studente, i diversi modelli di automobile sono classificabili nel tipo entità Automobile.

Ciascuno studente rappresenta un'istanza dell'entità Studente.

Nel rappresentazione grafica le entità sono identificate con un rettangolo contenente all'interno il nome dell'entità.



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 LE RELAZIONI

L'associazione (in inglese relationship) è un legame che stabilisce un'interazione tra le entità.

Ogni associazione ha due versi con specifici significati: ogni verso ha un'entità di partenza e una di arrivo; ogni verso inoltre ha una descrizione che consente di comprenderne il significato.

Per esempio tre l'entità Persona e l'entità Automobile esiste un'associazione che può essere descritta nel linguaggio naturale secondo due versi: una persona possiede una o più automobili e un'automobile è posseduta da una persona.

Quindi si può dire che tra l'entità persona Automobile esiste l'associazione Possiede; tra l'entità Automobile e l'entità Persona esiste l'associazione Posseduta da.

Il simbolo grafico convenzionalmente usato è la linea la quale unisce le due entità interessate; la descrizione compare a fianco della linea e dell'entità di partenza del verso.



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Il modello entità/associazioni è diffuso a livello internazionale con diverse rappresentazioni formali.

Un altro simbolismo usato per descrivere un'associazione è dato da una linea che unisce le due entità con l'aggiunta, a metà della linea, di un rombo che contiene la descrizione dell'associazione.



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L'esempio mostra che solitamente i sostantivi che compaiono nelle frasi del linguaggio naturale corrispondono alle entità, mentre i verbi corrispondono alle associazioni.

GLI ATTRIBUTI







Le proprietà delle entità e delle associazione vengono descritte attraverso gli attributi. Esempi di attributi per l'entità sono: Modello, Produttore, Cilindrata, PrezzoListino.

Le caratteristiche di ogni attributo sono il formato, la dimensione e l'opzionalità:



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il formato di un attributo indica il tipo di valori che assume; i tre formati base sono carattere, numerico, data/ora.

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la dimensione indica la quantità massima di caratteri o cifre inseribili.

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l'opzionalità indica la possibilità di non essere sempre valorizzato: l'attributo è obbligatorio se deve avere valore nullo (per esempio il nome di una persona in un'anagrafica), facoltativo se sono accettabili valori nulli (per esempio il titolo di studio di una persona).

Il valore nullo, in inglese Null rappresenta un'informazione mancante, inapplicabile o sconosciuta.

I diversi valori assunti dagli attributi determinano le diverse istanze dell'entità. L'insieme dei possibili valori assunti da un attributo si chiama dominio dell'attributo. I valori appartenenti al dominio sono omogenei tra loro, cioè sono dello stesso tipo.

Il simbolo grafico convenzionalmente usato per rappresentare l'attributo è la linea che parte dell'entità o dall'associazione e termina con il nome ed un piccolo cerchio.


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Nel caso del formalismo con il rombo si possono rappresentare gli attributi dell'associazione.

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Gli attributi DataAcquisto e PrezzoAcquisto non sono attributi né dell'entità Persona, né dell'entità Automobile, ma sono attributi dell'associazione tra le due entità.

Gli schemi entità/associazioni possono non contenere la rappresentazione grafica degli attributi per evitare un appesantimento nella lettura e nell'interpretazione.

Una regola molto importante richiede di definire solo gli attributi elementari e quindi di non definire gli attributi che si ottengono con le elaborazioni, cioè gli attributi derivati. Il mancato rispetto della regola provoca l'inefficienza dovuta alle elaborazioni di aggiornamento di questo tipo di attributi. Per esempio l'età di una persona è un attributo derivato dall'attributo elementare della sua data di nascita; il saldo di un conto corrente è derivato dalla somma algebrica degli importi dei movimenti effettuati sul conto.

Si indica con il termina chiave o chiave primaria (primary key) l'insieme di uno o più attributi che consentono di distinguere un'istanza dall'altra per la stessa entità: esempi di chiavi sono il codice della materia per le prove scolastiche.



Nella descrizione grafica, gli attributi chiave vengono evidenziati sottolineandone il nome oppure colorando il cerchietto dell'attributo.

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Entità

Associazione

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