Il più grande pedagogista del Novecento (F. Cambi)



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04.12.2017
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  • Il più grande pedagogista del Novecento (F. Cambi);

  • L’intellettuale più sensibile al ruolo politico della pedagogia come chiave per una società democratica.



  • Ispirata a lui: Scuola Città Pestalozzi di Firenze (1944), ideatore Ernesto Codignola.



Democrazia: “Una società che ponga in grado tutti i suoi membri di partecipare, a condizioni uguali, a quel che ha di buono e che assicuri un riadattamento flessibile delle sue istituzioni attraverso lo scambio delle diverse forme di vita associata”:

  • Democrazia: “Una società che ponga in grado tutti i suoi membri di partecipare, a condizioni uguali, a quel che ha di buono e che assicuri un riadattamento flessibile delle sue istituzioni attraverso lo scambio delle diverse forme di vita associata”:



  • E’ qualcosa di più di una forma di governo; è un tipo di vita associata, di esperienza continuamente comunicata.



Massimo rappresentante teorico della “scuola progressiva”:

  • Massimo rappresentante teorico della “scuola progressiva”:

  • Espressione e cultura dell’individualità

  • Apprendere dall’esperienza

  • Conseguimento di abilità come mezzi per ottenere fini che rispondono a esigenze vitali

  • Massimo sfruttamento delle possibilità della vita presente

  • Familiarizzazione con un mondo in movimento (Esperienza e democrazia, 6)



Periodo di trasformazioni sociali in USA:

  • Periodo di trasformazioni sociali in USA:

  • Industria, mercato mondiale. Mezzi di comunicazione rapidi (Scuola e società,3)

  • Aumento popolazione

  • Apertura università, centri di ricerca

  • Crisi del 1929-32

  • 1905-1929: docente alla Columbia University

  • Vittoria nella seconda guerra mondiale



Laurea in filosofia, 1884

  • Laurea in filosofia, 1884

  • Influenza dal neogheliano G.S. Morris e dallo psicologo G. Stanley Hall

  • 1884-1894, Michigan University; 1894-1904, Università di Chicago

  • Abbandono dell’hegelismo e approdo al pragmatismo, per influenza soprattutto di W. James

  • Sistema originale: strumentalismo.



Il mio credo pedagogico, 1897

  • Il mio credo pedagogico, 1897

  • Scuola e società, 1899

  • Le scuole di domani, 1915

  • Democrazia ed educazione, 1916

  • Esperienza e natura, 1929

  • Fonti di una scienza dell’educazione, 1929

  • Esperienza e educazione, 1938

  • Educazione oggi, 1940



Pragmatismo

  • Pensiero non spettatore di un mondo fisso e compiuto;

  • Dottrina che afferma che la realtà possiede un carattere pratico e che questo carattere è più efficacemente espresso nella funzione dell’intelligenza”.

  • Conoscenza = previsione e ricostruzione; carattere dinamico.



  • Vita umana: interagire continuo degli esseri gli uni con gli altri e con l’ambiente, la natura.

  • Vivere = sperimentare, come processo continuo di esperienza.

  • Idee: piani per l’azione, come anticipazione del futuro e metodi atti a determinare il cambiamento.



Strumentalismo

  • Pensiero non come attività mentale astratta, ma un’azione concreta, determinata ogni volta dalla sua situazione problematica e dal tentativo, attraverso prove ed errori, di porvi rimedio, trasformando la condizione di partenza in un nuovo orizzonte di vita, e di idee, cioè in una nuova possibile comunità etica, in una nuova integrazione sociale giusta ed efficace”.



  • Laboratorio di pedagogia: la scuola è un’istituzione sociale per cui deve riprodurre in maniera ridotta e semplice le idee e i fatti della società più ampia.

  • Ragazzi dai 4 ai 13 anni (da 15 a 95 ragazzi)(Scuola e società, 117)



  • Non a partire da un metodo e da un modello: “Quasi completamente affidati agli insegnanti della scuola; c’è stato uno sviluppo graduale dei principi e dei metodi educativi, non una dotazione precostituita di essi”.(Scuola e società, 117).

  • Gli insegnanti cominciarono con punti interrogativi piuttosto che con regole fisse”.



  • 1)Come fare per portare la scuola in un rapporto più stretto con la vita della casa e del vicinato? (unità dell’esperienza del ragazzo)



  • 2)Cosa fare per introdurre nello studio della storia, della scienza e dell’arte degli argomenti realmente significativi nella vita del ragazzo?



  • 3)Come procedere perché l’esperienza e l’attività costituiscano lo sfondo di questi insegnamenti? Cioè fare in modo che l’esperienza e le attività di ogni giorno costituiscano sempre lo sfondo delle abilità del leggere e dello scrivere e dell’adoperare in modo intelligente i numeri?

  • Uso e applicabilità dei numero e del linguaggio.



4)Come rivolgere l’attenzione alle capacità e ai bisogni individuali dell’allievo? (piccoli gruppi).

  • 4)Come rivolgere l’attenzione alle capacità e ai bisogni individuali dell’allievo? (piccoli gruppi).

  • “Il nostro problema sociale si è che il metodo, lo scopo, la comprensione esistano nella coscienza di chi opera, che la sua attività abbia significato per lui stesso”.



Lavoro d’officina, falegnameria

  • Lavoro d’officina, falegnameria

  • Tessile

  • Di cucina (“Dove si impara non solo a cuocere le uova, ma il principio incluso nella cottura delle uova”(p. 27-29))

  • Conoscenza ambiente (geografia, storia, scienza)



“Il lavoro manuale … è il metodo più facile e naturale che consenta al fanciullo di conservare il medesimo atteggiamento dentro la scuola e fuori. Il fanciullo ottiene la maggior parte delle sue cognizioni mediante le attività del suo corpo prima di apprendere a lavorare sistematicamente con l’intelletto” (122).

  • “Il lavoro manuale … è il metodo più facile e naturale che consenta al fanciullo di conservare il medesimo atteggiamento dentro la scuola e fuori. Il fanciullo ottiene la maggior parte delle sue cognizioni mediante le attività del suo corpo prima di apprendere a lavorare sistematicamente con l’intelletto” (122).



- il principale compito della scuola è di addestrare i ragazzi a una vita di cooperazione

  • - il principale compito della scuola è di addestrare i ragazzi a una vita di cooperazione

  • - la radice principale di ogni attività educativa è posta nelle attitudini e nelle attività istintive e impulsive del fanciullo

  • - le conoscenze valide sono quelle a cui si perviene mediante la produzione e l’impiego creativo



  • Scuola come laboratorio di psicologia applicata;

  • Psicologia tradizionale: spirito: entità fissa, immobile, solo differenza di quantità (ragazzo piccolo uomo);

  • Psicologia contemporanea: spirito funzione della vita sociale, processo di sviluppo, attraverso stadi.



  • tendenza guardare alla realtà in maniera unitaria;

  • considerazione della realtà in continuo divenire;

  • rilevanza dei legami tra individuo e società.



Punto di partenza del pensiero

  • E’ una situazione problematica, il dubbio, il conflitto, l’incertezza.

  • “Poiché la situazione nella quale ha luogo il pensiero è il dubbio, il pensiero è un processo di indagine, di esame delle cose, di investigazione … Tutto il pensiero è ricerca”.



Conoscenza

  • Conoscere: pensiero non spettatore di un mondo statico e compiuto; come contemplazione o rispecchiamento:

  • Ma: come previsione e modificazione del reale mediante il pensiero.



  • Conoscere e fare intimamente connessi: conoscere è la realtà “che effettua in se stessa una forma particolare e specifica di mutamento”: il lavorio che comporta il mutamento è il pensiero.



Passi del pensiero

  • 1) Disagio e perplessità dell’individuo di fronte a un problema, a una situazione incompiuta;

  • 2) Osservazione delle condizioni, cioè dei diversi elementi che aiutano a chiarire il problema;

  • 3) Formulazione ed elaborazione razionale di una conclusione o ipotesi di soluzione;



  • 4) Prova sperimentale attiva: la soluzione suggerita, l’idea o la teoria, deve essere provata, con l’agire in base ad essa;

  • 5) Se la soluzione proposta produce certe conseguenze, cioè certi cambiamenti nella realtà esterna, “viene accettata come valida. Altrimenti è modificata, e si fa un altro tentativo”(Democrazia e educazione, 195)



Lo svolgimento positivo e costruttivo dell’esperienza “dipende dall’avere una idea esatta dell’esperienza”.

  • Lo svolgimento positivo e costruttivo dell’esperienza “dipende dall’avere una idea esatta dell’esperienza”.

  • Tutto ciò che si prova, che si sperimenta, che avviene nel mondo, realtà onnicomprensiva (ciò che è razionale, logico e irrazionale e inconscio)



“L’esperienza include i sogni, la pazzia, la malattia, la morte, il lavoro, la guerra, la confusione, l’ambiguità, la menzogna, l’errore; include i sistemi trascendentali come gli empirici; la magia e la superstizione come la scienza. Include quell’inclinazione che impedisce d’imparare dall’esperienza, come l’abilità che trae partito dai suoi più deboli cenni”. (Scuola e società, 5)

  • “L’esperienza include i sogni, la pazzia, la malattia, la morte, il lavoro, la guerra, la confusione, l’ambiguità, la menzogna, l’errore; include i sistemi trascendentali come gli empirici; la magia e la superstizione come la scienza. Include quell’inclinazione che impedisce d’imparare dall’esperienza, come l’abilità che trae partito dai suoi più deboli cenni”. (Scuola e società, 5)



E’ prima di tutto cosa ATTIVA, non principalmente conoscitiva; la sola attività non costituisce esperienza:

  • E’ prima di tutto cosa ATTIVA, non principalmente conoscitiva; la sola attività non costituisce esperienza:

  • Valida e fertile nella misura in cui conduce a percepire le connessioni (SIGNIFICATO) tra l’attività del soggetto e e conseguenze che ne risultano.



Esperienza

  • Interazione fra uomo e ambiente, con la presenza di significato;

  • Valida se porta a percepire le connessioni tra l’attività del soggetto e le conseguenze;

  • La sola attività non costituisce esperienza: es. il dito nel fuoco (Democrazia, 98);

  • Elemento attivo (tentare, esperimento); elemento passivo (sottostare alle conseguenze);



  • Un’oncia di esperienza è meglio che una tonnellata di teoria, semplicemente perché è soltanto dall’esperienza che una teoria può avere un significato vitale e verificabile”(Democrazia e educazione, 185).



Esperienza ed educazione

  • Parte dalla constatazione che c’è un nesso “organico fra educazione ed esperienza personale”.

  • Non vuol dire che tutte le esperienze siano educative; dipende dalla qualità dell’esperienza.



E’ soltanto nell’esperienza che una teoria può avere significato vitale e verificabile”

  • E’ soltanto nell’esperienza che una teoria può avere significato vitale e verificabile”

  • Le idee e in generale le operazioni mentali hanno valore esclusivamente pratico, in quanto ipotesi e progetti di trasformazione dell’esperienza: il pensiero costituisce lo strumento con cui un essere umano fonda con gli oggetti dell’esperienza rapporti sempre più efficaci e più utili per il futuro.



Educazione deve essere basata “sull’esperienza della vita”.

  • Educazione deve essere basata “sull’esperienza della vita”.

  • Preparare il ragazzo alla vita futura significa dargli padronanza di se stesso;

  • Esperienza è “mezzo e fine dell’educazione”.

  • “Credo che l’educazione dev’essere concepita come una ricostruzione continua dell’esperienza; che il processo e il fine dell’educazione sono una sola e identica cosa”(Credo pedagogico).



  • L’esperienza del fanciullo illuminata dal pensiero è il vero metodo;

  • Noi non educhiamo mai direttamente ma indirettamente per mezzo dell’ambiente; o l’ambiente è casuale o preparato dall’uomo;



  • Una famiglia intelligente differisce da una che non lo è, specialmente in questo: che in essa le abitudini di vita e le relazioni che vi prevalgono sono scelte, o per lo meno influenzate dal pensiero dei loro effetti sullo sviluppo dei bambini”: come le scuole.



Presuppone immaturità:

  • Presuppone immaturità:

  • Dipendenza:debolezza fisica alla nascita,ma capacità, abilità di rispondere;

  • Plasticità: abilità di imparare dall’esperienza

  • Crescita come continua riorganizzazione o ricostruzione dell’esperienza (Democrazie e educazione, 97-98).



Come apprendimento di abitudini:

  • Come apprendimento di abitudini:

  • Una forma di abilità esecutiva, di efficienza in azione;

  • Non cosa fissa; non solo adattamento all’ambiente,assuefazione, conformità;

  • Adattamento dell’ambiente alle nostre attività e le nostre attività all’ambiente: Tribù selvagge in ambiente desertico: con l’irrigazione trasforma la produzione.



Educazione: cambiamento qualitativo dell’esperienza dell’individuo, nell’attuazione non di valori assoluti o trascendenti, ma di valori intesi come scelte fatte all’interno del mondo dell’esperienza; non c’è nulla a cui sia subordinata l’educazione se non ad un’educazione più compiuta.

  • Educazione: cambiamento qualitativo dell’esperienza dell’individuo, nell’attuazione non di valori assoluti o trascendenti, ma di valori intesi come scelte fatte all’interno del mondo dell’esperienza; non c’è nulla a cui sia subordinata l’educazione se non ad un’educazione più compiuta.



Quindi:

  • Quindi:

  • Il fine non è statico: non è la fine della crescita; il processo educativo non ha altro scopo che se stesso;

  • -persistente mutabilità dell’educazione sia negli scopi che nei mezzi;

  • Continua riorganizzazione, ricostruzione, trasformazione;



  • Il crescere non ha fine: è il fine;

  • -sua evolutività contro ogni forma di assolutismo e di monolitismo;

  • -crescita pluriforme intelligentemente guidata, aperta a tutti, in organica e autentica democraticità;



-per dare capacità di comprendere, di criticare, di dirigere i mutamenti, preoccupata del presente e del futuro;

  • -per dare capacità di comprendere, di criticare, di dirigere i mutamenti, preoccupata del presente e del futuro;

  • Pertanto educazione dell’intelligenza, della ricerca critica, della ragione, in senso strumentalistico, non neoumanistico, come capacità di soluzione di problemi vitali, non contemplativamente, ma criticamente e operativamente.(Credo, art. I)



  • Agire per uno scopo è agire intelligentemente: significa avere una mente, poiché la mente è attività intenzionale in vista di un fine basata sulla percezione dei fatti e sulla loro relazione reciproca.(es: Api)



  • Avere un scopo = agire con un significato

  • Non separare i mezzi dai fini: ogni mezzo è un fine temporaneo; ogni fine diventa un mezzo quando è raggiunto.

  • L’educazione come tale non ha scopi



Come comunità di vita, come istituzione sociale, embrionale comunità di vita (Credo, art. II);

  • Come comunità di vita, come istituzione sociale, embrionale comunità di vita (Credo, art. II);

  • Essendo l’educazione un processo sociale, la scuola è semplicemente quella forma di vita di comunità in cui sono concentrati tutti i mezzi che serviranno più efficacemente a rendere il fanciullo partecipe dei beni ereditati dalla specie e a far uso dei suoi poteri per finalità sociali”.



  • La scuola deve rappresentare la vita attuale, una vita altrettanto reale e vitale per il fanciullo di quella che egli conduce a casa, nel vicinato o nel recinto dei giochi”.

  • “La scuola, come istituzione, deve semplificare la vita sociale esistente; deve ridurla in certo modo a una forma embrionale”.

  • Importante il lavoro manuale;



  • Importanza dello studio dell’allievo e la conoscenza dei suoi autentici interessi;

  • (Credo, art. II)



“Esperienza ed educazione”

  • E’ un esame critico del movimento di riforma da lui stesso promosso.

  • Autocritica

  • Contro le artificiose escogitazioni didattiche

  • Autorità-libertà: negando l’autorità non si promuove la libertà.



  • Esperienza: non ogni esperienza è promozione:

  • C’è un’attività che porta alla dissipazione;

  • Importanza dei maestri più che dei metodi

  • Critica al modello tradizionale di programma.



Educazione

  • Tradizionale: svolgimento dal di fuori; abiti acquisiti con pressione esteriore; tradizionale;

  • Compito: trasmissione, condotta, addestramento

  • Alunni: docili, ricettivi, statici, obbedienti;

  • Mezzi: controllo, voti, memoria ecc.



  • Progressiva:

  • cultura dell’individualità;

  • apprendere dall’esperienza;

  • vita presente;

  • mondo in movimento.



Autorità

  • Il ripudiare ogni autorità esterna non significa ripudiare qualsiasi autorità, ma cercare piuttosto una più effettiva fonte di autorità;

  • Se una volta ci si fondava sull’esperienza degli adulti, non è che ora non si tenga conto dell’esperienza degli adulti;



  • Una filosofia dell’educazione che si prefigga di essere fondata nell’idea della libertà può diventare altrettanto dogmatica quanto l’educazione alla quel reagisce.



Tutto dall’esperienza

  • Punto fermo: il nesso organico fra educazione ed esperienza personale;

  • Non tutte le esperienza sono genuinamente e parimenti educative;

  • Negative quelle che arrestano lo svolgimento dell’esperienza ulteriore

  • Possono essere sconnesse fra di loro, per cui incapacità di controllare le esperienze future.



Qualità dell’esperienza

  • Tutto dipende dalla qualità dell’esperienza.

  • Criteri e principi:

  • 1) CONTINUITA’: ogni esperienza riceve qualcosa da quelle che l’hanno preceduta e modifica in qualche modo la qualità di quelle che seguiranno.

  • Crescere come svolgimento: il crescere in un modo promuove o ritarda la crescenza in generale?



  • Tocca all’educatore rendersi conto in quale direzione si muove un’esperienza.

  • Autorità e libertà

  • Quali esperienze avviano ad un aumento di crescenza?



  • 2) INTERAZIONE o collegamento: situazione e interazione non concepibili separatamente. Ogni esperienza autentica ha un aspetto ATTIVO che modifica in qualche modo le condizioni sotto cui si compie l’esperienza stessa.

  • Facendo esperienze, passando da una situazione ad un’altra, l’ambiente di una persona si espande o si contrae.



  • Non l’oggetto in se è educativo, promuove la crescenza.

  • A nessuna materia in se si può attribuire valore educativo.

  • Bisogna adattare il materiale ai bisogni e alle attitudini.

  • Non materie isolate scisse dall’esperienza.

  • Scuola come preparazione alla vita? No, come vita.



Il controllo sociale

  • Ogni ragazzo che gioca segue delle regole: la situazione controlla socialmente.

  • Nelle scuole tradizionali: il controllo era dall’insegnante.

  • Scuole nuove: dalla natura stessa del lavoro.

  • Ci vuole un PIANO intelligente



La natura della libertà

  • Non vuol dire libertà di movimento o con un lato esterno o fisico dell’attività

  • Il silenzio è una virtù? Nell’officina non c’è silenzio.

  • La libertà non è un fine in sé: è potere di fare progetti, di giudicare

  • Meta: potere di autocontrollo



  • Gli impulsi e i desideri che non sono disciplinati dall’intelligenza sono sotto il controllo di circostanze accidentali.

  • E’ schiava la persona che è tiranneggiata da ciechi desideri.



Il proposito

  • Ogni proposito nasce da un impulso

  • Ma il proposito è la visione di un fine

  • La previsione delle conseguenze implica attività dell’intelligenza.

  • Osservazione = comprensione del significato.

  • L’educazione deve fare in modo che l’azione non segua immediatamente il desiderio, ma sia preceduta dall’osservazione e dal giudizio.



  • Non confondere impulso con proposito

  • L’educazione tradizionale ignorava l’importanza dell’impulso e del desiderio personale come spinta iniziale all’azione

  • Abbandonare il ragazzo in nome della libertà?



Il Piano

  • Le materie sono esperienza

  • Non bastano nuove esperienze, devono attaccarsi alle precedenti;

  • Nella tradizionale: argomenti scelti dagli adulti: le progressive devono ignorare il passato?

  • Il passato è il mezzo per comprendere il presente.



  • Ci vuole attività intelligente che è distinta dall’attività senza meta.

  • Metodo scientifico: modello ed ideale dell’intelligente esplorazione.





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