Il post-strutturalismo francese



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27.11.2017
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‘If the 1960s can be characterized as being the decade of ‘pop’, with the theoretical recognition of pop art, pop music and popular culture, then the 1980s might be considered the decade of ‘Post’: postmodernism, post-structuralism, post-marxism, post-feminism… ‘

  • ‘If the 1960s can be characterized as being the decade of ‘pop’, with the theoretical recognition of pop art, pop music and popular culture, then the 1980s might be considered the decade of ‘Post’: postmodernism, post-structuralism, post-marxism, post-feminism… ‘

  • (Iain Chambers ‘Waiting on the end of the world?’ 1996, p. 201)



Il postmodernismo come eredità teorica e culturale del 1968?

  • Il postmodernismo come eredità teorica e culturale del 1968?

  • ‘In different ways in Paris and in San Francisco in the wake of two quite different ‘68s, the assertion of the claims of the particular against the general, the fragment against the (irrevocable) whole …’ (Dick Hebdige ‘Postmodernism and the ‘other side’’ (1988), p. 182



Il post-strutturalismo francese

  • Il post-strutturalismo francese

  • La critica degli universali, delle utopie, delle verità, della totalità

  • La decostruzione del soggetto

  • Dall’autore al testo

  • Dalla profondità alla superficie (contro l’interpretazione)

  • L’intertestualità e il gioco dei significanti, la polisemia

  • La scrittura contro l’oralità

  • La fine delle metanarrative

  • Microfisica del potere

  • Micropolitica



I filosofi del 68 francese

  • I filosofi del 68 francese

  • Roland Barthes Le plaisir du texte (1973)

  • Gilles Deleuze e Felix Guattari L’Anti-Oedipe (1972); Milles Plateau (1980)

  • Jacques Derrida L'écriture et la différence, 1967

  • Michel Foucault Surveiller et punir: Naissance de la prison, 1975)

  • Julia Kristeva Semeiotike. Recherches pour une sémanalyse (1969)



I filosofi del (post)68 francese

  • I filosofi del (post)68 francese

  • Jean-François Lyotard La Condition postmoderne : rapport sur le savoir (1979)

  • Le Différend (1983)

  • Jean Baudrillard L'échange symbolique et la mort. (1976)

  • Simulacres et simulation (1981) À l'ombre des majorités silencieuses (1982)



Il rifiuto di quattro ‘modelli di profondità’

  • Il rifiuto di quattro ‘modelli di profondità’

  • Opposizione dialettica tra essenza e apparenza (es. ideologia etc, Baudrillard)

  • Il modello freudiano di latente e manifesto, o della repressione (Foucault, Deleuze e Guattari)

  • Modello esistenziale di autenticità e inautenticità (Derrida)

  • L’opposizione semiotica tra significante e significato (la profondità del significato spiazzata dalla superficie o da superfici multiple o intertestualità)



Jean Baudrillard

  • Jean Baudrillard

  • "L’astrazione oggi non è più quella della mappa, del doppio, dello specchio o del concetto. La simulazione non è più quella di un territorio, di un essere referenziale o una sostanza. È piuttosto la generazione di modelli di un reale senza origine o realtà: un iperreale. Il territorio non precede più la mappa, né vi sopravvive. […] È la mappa che precede il territorio - precessione dei simulacri - è la mappa che genera il territorio […]. L’età della simulazione comincia con l’eliminazione di tutti i referenti - peggio: con la loro resurrezione artificiale in un sistema di segni, che sono una materia più duttile dei significati perché si prestano a qualsiasi sistema di equivalenza, a ogni opposizione binaria, e a qualsiasi algebra combinatoria. Non è più una questione di imitazione, né di duplicazione o di parodia. È piuttosto una questione di sostituzione del reale con segni del reale; cioè un’operazione di cancellazione di ogni processo reale attraverso il suo doppio operazionale. […] sarà un iperreale, al riparo da ogni distinzione tra reale e immaginario, che lascia spazio solo per la ricorrenza di modelli e per la generazione simulata di differenze." (Simulacres et simulation)



Jean Baudrillard

  • Jean Baudrillard

  • ‘Disneyland è un perfetto modello di tutti gli intrecciati ordini dei simulacri… Disneyland esiste per nascondere che è il‘reale’ paese, tutta la ‘reale’ America che è Disneyland… Disneyland è presentata come immaginaria per farci credere che il resto è reale, mentre tutta Los Angeles e l’America che la circonda non è più reale ma appartiene all’ordine iperreale e all’ordine della simulazione. Non è più una questione di una falsa rappresentazione della realtà (ideologia) ma di nascondere il fatto che il reale non è più reale, e quindi di salvare il principio di realtà’ (simulacra e simulazioni)



‘L’immaginario di Disneyland non è né vero né falso, è una macchina deterrente costruita allo scopo di ringiovanire la finzione del reale nel campo opposto… Los Angeles è circondata da queste stazioni immaginarie che nutrono la realtà, l’energia del reale a una città il cui mistero è precisamente non essere nient’altro che una rete di incessante, irreale circolazione – una città di incredibili proporzioni ma senza spazio, senza dimensioni’ (Jean Baudrillard ‘Simulacra e simulazioni’)

  • ‘L’immaginario di Disneyland non è né vero né falso, è una macchina deterrente costruita allo scopo di ringiovanire la finzione del reale nel campo opposto… Los Angeles è circondata da queste stazioni immaginarie che nutrono la realtà, l’energia del reale a una città il cui mistero è precisamente non essere nient’altro che una rete di incessante, irreale circolazione – una città di incredibili proporzioni ma senza spazio, senza dimensioni’ (Jean Baudrillard ‘Simulacra e simulazioni’)



Il (post)68 americano

  • Il (post)68 americano

  • Robert Ventura Learning from Las Vegas (1972)

  • Francis Fukuyama The End of History and the Last Man (1992)



Il (post)68 americano

  • Il (post)68 americano

  • La cultura popolare americana degli anni 80

  • ‘…this whole global, yet American, postmodern culture is the internal and superstructural expression of a whole new wave of American military and economic domination throughout the world...’ (Fredric Jameson ‘The Cultural Logic of Late Capitalism’ 1984)



La critica marxista al postmodernismo

  • La critica marxista al postmodernismo

  • Fredric Jameson (1984) ‘Postmodernism or the cultural logic of late capitalism’ (New Left Review)

  • Il postmodernismo è una dominante culturale

  • La produzione estetica completamente integrata nel ritmo di produzione economica (innovazione e sperimentazione)

  • Ogni presa di posizione sul postmodernismo è necessariamente una presa di posizione politica sul capitalismo multinazionale



‘The case for its existence depends on the hypothesis of some radical break generally traced back to the end of the 1950s or early 1960s. As the word itself suggests, this break is most often related to notions of the waning or extinction of the hundred years old modern movement (or to its ideological or aesthetic repudiation)’ (Jameson)

  • ‘The case for its existence depends on the hypothesis of some radical break generally traced back to the end of the 1950s or early 1960s. As the word itself suggests, this break is most often related to notions of the waning or extinction of the hundred years old modern movement (or to its ideological or aesthetic repudiation)’ (Jameson)



Post-modernismo: il problema della periodizzazione

  • Post-modernismo: il problema della periodizzazione

  • Modernizzazione

  • Modernità

  • Modernismo



‘…one fundamental feature of all the postmodernisms…: namely the effacement in them of the older (essentially high-modernist) frontier between high culture and so-called mass culture, and the emergence of new kinds of texts infused with the forms, categories and contents of that very Culture Industry so passionately denounced by all the ideologues of the modern…’ (Fredric Jameson)

  • ‘…one fundamental feature of all the postmodernisms…: namely the effacement in them of the older (essentially high-modernist) frontier between high culture and so-called mass culture, and the emergence of new kinds of texts infused with the forms, categories and contents of that very Culture Industry so passionately denounced by all the ideologues of the modern…’ (Fredric Jameson)



I postmoderni sono affascinati dal kitsch e da quello che oggi definiremmo trash (serie TC, pubblicità, film di serie B, paraletterature e letteratura di genere, etc) materiali che non citano semplicemente ma incorporano nella sostanza del loro lavoro

  • I postmoderni sono affascinati dal kitsch e da quello che oggi definiremmo trash (serie TC, pubblicità, film di serie B, paraletterature e letteratura di genere, etc) materiali che non citano semplicemente ma incorporano nella sostanza del loro lavoro



‘a new depthlessness’ (la perdita della profondità)

  • ‘a new depthlessness’ (la perdita della profondità)

  • ‘…there are some significant differences between the high modernist and the postmodernist moment between the shoes of Van Gogh and the shoes of Andy Warhol’





‘The first and most evident is the emergence of a new kind of flatness or depthlessness, a new kind of superficiality in the most literal sense – perhaps the supreme formal feature of all the postmodernisms…’

  • ‘The first and most evident is the emergence of a new kind of flatness or depthlessness, a new kind of superficiality in the most literal sense – perhaps the supreme formal feature of all the postmodernisms…’





a. Per Jameson nel dipinto di Warhol c’è un’inversione del gesto utopico di Van Gogh: in Van Gogh, un mondo ferito è trasformato nietscheanamente dalla natura stridente dei colori utopici; in Warhol al contrario è come se la superficie esterna e colorata delle cose, svilita e contaminata dall’assimilazione alle immagini patinate della pubblicità, fosse stata strappata per rivelare il mortale substrato del negativo in bianco e nero… trasformazione del mondo degli oggetti in testi e simulacri

  • a. Per Jameson nel dipinto di Warhol c’è un’inversione del gesto utopico di Van Gogh: in Van Gogh, un mondo ferito è trasformato nietscheanamente dalla natura stridente dei colori utopici; in Warhol al contrario è come se la superficie esterna e colorata delle cose, svilita e contaminata dall’assimilazione alle immagini patinate della pubblicità, fosse stata strappata per rivelare il mortale substrato del negativo in bianco e nero… trasformazione del mondo degli oggetti in testi e simulacri



b. ‘a weakening of historicity’ (indebolimento del senso della storia Pubblica…)

  • b. ‘a weakening of historicity’ (indebolimento del senso della storia Pubblica…)

  • Il passato diventa una serie di testi da usare senza distinzione (intertestualità)

  • Cultura del simulacro

  • Dalla parodia al pastiche





b. ‘a weakening of historicity’ (indebolimento del senso della storia personale…)

  • b. ‘a weakening of historicity’ (indebolimento del senso della storia personale…)

  • Lacan e la schizofrenia come rottura della catena significante…

  • ‘With the breakdown of the signifying chain the schizophrenic is reduced to an experience of pure material Signifiers, or in other words of a series of pure and unrelated presents in time…’





c. Un nuovo tono affettivo e emozionale dall’alienazione (Edward Munch The Scream 1895) all’euforia

  • c. Un nuovo tono affettivo e emozionale dall’alienazione (Edward Munch The Scream 1895) all’euforia

  • ‘…concepts such as anxiety and alienation… are no longer appropriate in the world of the postmodern..’





c. ‘This shift in the dynamics of cultural pathology can be characterized as one in which the alienation of the subject is displaced by the fragmentation of the subject’..

  • c. ‘This shift in the dynamics of cultural pathology can be characterized as one in which the alienation of the subject is displaced by the fragmentation of the subject’..

  • This is not to say that the cultural products of the postmodern era are utterly devoid of feelings, but rather that such feelings or intensities are now free floating and impersonal, and tend to be dominated by a peculiar kind of euphoria…’







d. Il rapporto profondamente costitutivo con una nuova tecnologia (il computer)

  • d. Il rapporto profondamente costitutivo con una nuova tecnologia (il computer)

  • Ernest Mandel e le tre rotture tecnologiche fondamentali nel capitalismo

  • Macchine a vapore (1848-)

  • Macchine elettriche e motori a combustione (1890s)

  • Elettronica e nucleare (1940-)



d. Il computer come quarta età delle macchine?

  • d. Il computer come quarta età delle macchine?

  • Il computer richiede una modalità diversa di rappresentazione estetica; non macchine di produzione ma di riproduzione; figurazioni di un nuovo tipo di capitalismo basato su reti di comunicazione globale; la nuova fantascienza (high tech paranoia) come tentativo di mappare questo nuovo mondo ‘invisibile’





e. Un nuovo tipo di rapporto con lo spazio (iperspazio postmoderno)

  • e. Un nuovo tipo di rapporto con lo spazio (iperspazio postmoderno)

  • Uno spazio che trascende le capacità del corpo umano di collocarsi e organizzarsi percettivamente e cognitivamente che riflette l’incapacità delle nostre menti di mappare le reti del capitale globale e multinazionale





Rifiuto di alcune delle tesi più estreme (scomparsa del significato)

  • Rifiuto di alcune delle tesi più estreme (scomparsa del significato)

  • Differimento del significato piuttosto che implosione (Derrida non Baudrillard)

  • Primarietà dei processi di significazione, ma non scomparsa dell’ideologia (polisemia ma non infinita)

  • Molteplicità delle differenze e necessità dell’articolazione e nuove forme di democrazia







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