Il primo contatto con l’Epistola agli Ebrei



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«Il primo contatto con l’Epistola agli Ebrei

  • «Il primo contatto con l’Epistola agli Ebrei

  • è scoraggiante (rebutant).

  • Di tutta la collezione del NT, in effetti,

  • questa lettera è, insieme con l’Apocalisse,

  • la più distante dal punto di vista letterario

  • dalla nostra mentalità occidentale e moderna.

  • Ella è strettamente dipendente da un’epoca,

  • da una tradizione retorica,

  • da un mondo intellettuale e religioso tanto preciso

  • quanto superato (aussi déterminé que périmé)» (C. Spicq)



Un documento con scarse informazioni

  • Un documento con scarse informazioni

  • Ebr non contiene il nome dell’autore

  • né l’Autore fornisce indicazioni sui destinatari.

  • Solo nei versetti finali l’Autore fornisce qualche notizia

  • sia a proprio riguardo

  • («Pregate perché vi sia restituito al più presto» 13,19),

  • sia a riguardo di un certo Timoteo

  • probabilmente quello stesso dell’epistolario paolino

  • («… Timoteo è stato messo in libertà»

  • oppure -traduzione alternativa- «è partito» 13,23a),

  • sia a riguardo dei due insieme

  • («Se Timoteo arriva presto, vi vedrò insieme con lui» 13,23b)

  • sia infine a riguardo di un gruppo di persone che mandano saluti

  • («Vi salutano quelli d’Italia» 13,24).



























Circa il tempo delle origini:

  • Circa il tempo delle origini:

  • «Richiamate alla memoria quei primi giorni nei quali,

  • dopo essere stati illuminati (= primo annuncio? battesimo?),

  • avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta:

  • ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni,

  • ora facendovi solidali con coloro

  • che venivano trattati in questo modo.

  • Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati

  • e avete accettato con gioia di essere spogliati

  • delle vostre sostanze (= confisca dei beni)»

  • (10,32-34, cf. 6,10)



I primi capi della comunità, probabilmente già morti,

  • I primi capi della comunità, probabilmente già morti,

  • con il loro comportamento hanno dato una bella prova di vita

  • che i destinatari dovrebbero imitare:

  • «Ricordatevi dei capi che vi hanno annunciato la parola di Dio.

  • Considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita,

  • imitatene la fede» (13,7).



Gli interlocutori sono non i capi

  • Gli interlocutori sono non i capi

  • ma un piccolo gruppo

  • L’Autore si rivolge non ai capi della comunità

  • ma a un gruppo di persone certamente distinte dai capi

  • e dal gruppo più vasto dei ‘santi’:

  • «Salutate tutti i vostri capi e tutti i santi» (13,24)

  • «Si noti come l’Autore non dica una sola parola ai capi

  • Piuttosto -si direbbe-

  • egli parla mettendosi dal loro punto di vista» (O. Kuss)



Il gruppo dei destinatari sembra essere

  • Il gruppo dei destinatari sembra essere

  • fonte di profonda preoccupazione pastorale per i capi:

  • «Obbedite ai vostri capi

  • e state loro sottomessi

  • - essi vegliano per le vostre anime!

  • come chi ha da renderne conto -.

  • Obbedite perché facciano questo con gioia

  • e non gemendo (stena,zontej)».

  • (stena,zw = gemo, sospiro, piango») (13,17)



Con il loro comportamento

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