Il progetto nasce attorno al fenomeno della dispersione scolastica Gli obiettivi muovono in due direzioni, legate intimamente tra loro



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26.01.2018
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  • Il progetto nasce attorno al fenomeno della dispersione scolastica

  • Gli obiettivi muovono in due direzioni, legate intimamente tra loro:

  • a) Contrastarla, facendo leva sul livello delle …

  • b) … Motivazioni, di insegnanti e studenti.



  • I soggetti-persone coinvolti sono gli Insegnanti

  • nelle vesti di:

  • Persone, con il loro bagaglio di vissuti

  • (dimensione dell’Essere);

  • Professionisti, con le competenze, in evoluzione (la dimensione del Sapere);

  • Educatori, leader dei propri studenti

  • (dimensione del saper far divenire);

  • gli studenti, con il loro bagaglio di esperienze e saperi, ancora alla ricerca di una propria Identità.



  • Il percorso formativo è centrato su questo Incontro, invitando gli insegnanti a “mettersi allo specchio” poiché, istituzionalmente,

  • artefici di questo con-tatto,

  • al fine di rendere via, via, gli studenti protagonisti-intenzionali del proprio divenire

  • (almeno per ciò che concerne l’impegno scolastico)



  • COS’È CHE FA FUNZIONARE L’APRENDIMENTO?

  • L’incontro tra Insegnante e Studente?

  • MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO

  • 2. AZIONI CENTRATE SU/CON LO STUDENTE

  • SECONDO UNA VISIONE UMANISTICA DELLA PERSONA

  • L’INCONTRO DI UN “IO – TU”



  • MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO



  • MODELLO DI LEADERSHIP SIGNIFICATIVO

  • L’INSEGNANTE PERSONA

  • (Accettazione incondizionata – Congruenza – Empatia – Emozioni – Comunicazione efficace – Ascolto attivo –

  • Stile assertivo)



  • 2. L’APPRENDIMENTO CENTRATO SU/CON LO STUDENTE

  • L’INSEGNANTE FORMATORE

  • (Saperi – Il metodo della Ricerca-Azione)

  • L’INSEGNANTE EDUCATORE

  • (Stili di apprendimento – Imparare ad imparare – Osservazione fenomenologica - Autostima – Autoefficacia – Progetto di vita)



  • Uno strumento offerto, agli insegnanti

  • Piano d’Azione Individuale

  • (favorisce la consapevolezza del sé, partendo dalle proprie risorse, limiti, aree d’impegno, obiettivi concreti, ostacoli al raggiungimento degli stessi obiettivi)



  • L’immagine, metaforica, dell’incontro con l’altro è simile ad una danza.

  • Un con-tatto in cui avviene qualcosa che nasce dall’intesa tra due soggetti,

  • uno dei quali ha il compito di “condurre” l’altro



  • La scelta del tango

  • pre-contatto

  • contatto

  • contatto pieno

  • uscita



  • METTIAMOCI ALLA PROVA

  • L’ABBRACCIO

  • LA DANZA

  • feedback:

  • cosa è accaduto? Soffermandoci sul vissuto – oggettivo descrittivo – e non sul “sentito” – rappresentativo

  • QUALI RIFLESSIONI – CONSIDERAZIONI?



  • OSSERVIAMO QUESTA SCENA



  • Nelle fasi del tango c’è, in metafora,

  • l’arte dell’educare  ex-ducere,

  • verbo latino che esprime movimento:

  • il tirar fuori, portare, guidare.



Se-ducere  tirar fuori in disparte; fuori dalla massa;

  • Se-ducere  tirar fuori in disparte; fuori dalla massa;

  • Con-ducere  non dirigere, ma riunire, collegare: l’unità della persona attraverso i suoi vissuti;

  • In-ducere  suscitare; mettere in movimento nuove proposte, riflessioni; stimolare la curiosità; far partire liberando da ogni condizionamento;

  • Ab-ducere  promuovere il distacco, la scelta.

  • Non tutto può essere accolto;

  • Tra-ducere  Far passare oltre; condurre avanti;

  • De-ducere  togliere, sottrarre;

  • Pro-ducere  accrescere, presentare, esporre.



  • NELL’INCONTRO INSEGNANTE – STUDENTE

  • C’è un condurre, come nel tango,

  • ma anche un “sentire insieme”

  • e lasciarsi accompagnare dalla musica

  • danzando insieme



  • NELL’INCONTRO INSEGNANTE – STUDENTE

  • Quali i movimenti,

  • con quali strumenti/azioni,

  • quelli vissuti in classe

  • con gli studenti?



  • L’INTEGRAZIONE COGNITIVA

  • Cosa ho provato

  • Cosa ho vissuto

  • Cosa ho imparato

  • Cosa ho capito

  • Cosa mi ha “colpito”



  • “Un insegnante ha due compiti:

  • riempire di sapere le menti dei giovani ma, soprattutto, dare a quelle menti un orientamento perché quel sapere non vada sprecato”.

  • (Goodbye Mr. Holland)



Qual è la “temperatura” di partenza:

  • Qual è la “temperatura” di partenza:

  • la consapevolezza del proprio stato emotivo,

  • nel “qui e ora”;

  • consente e offre la “misura” del proprio essere ed esser-ci nel contesto relazionale.

  •  

  • Esercizio:

  • in questo momento sono consapevole che …"



LE EMOZIONI IN GIOCO

  • LE EMOZIONI IN GIOCO

  • Gioia, Paura, Tristezza, Rabbia

  • Variabili per intensità

  • Non esistono emozioni positive o negative

  • Spesso negate, accade quando la mente prevale sulle stesse



L’ingresso in aula è la fase del pre-contatto

  • L’ingresso in aula è la fase del pre-contatto

  • (l’epoca dei primi due mesi dell’anno scolastico):

  • la consapevolezza di sé,

  • la congruenza con il proprio stato emotivo, l’accettazione incondizionata dell’altro, l’empatia,

  • costituiscono la premessa affinché possa

  • accadere il contatto/l’incontro con l’altro



  • L’accettazione incondizionata

  • È l’opposto dell’atteggiamento di valutazione condizionata presumibilmente applicato, a suo tempo, dai genitori.

  • Essa è necessaria per lasciare all’individuo, rispetto a ciò che va emergendo durante la relazione, la libertà di scelta che lo conferma soggetto.



  • L’empatia

  • la comprensione empatica: sentire il mondo personale dell’altro “come se” fosse nostro, senza però mai giungere alla totale identificazione ed essere capace di trasporlo e rimandarlo a livello verbale (verbalizzazione).



L’empatia

  • L’empatia

  • Duplice è la funzione di questa modalità relazionale:

  • fa sì che l’altro si senta compreso fino in fondo, (Buber: «L’uomo desidera venire confermato nel suo essere da un altro uomo e desidera avere una presenza nell’essere dell’altro.

  • Gli uomini hanno bisogno di conferma proprio perché sono tali»;

  • simbolizzando correttamente ciò che, momento per momento, è presente nel campo esperienziale, contribuisce al primario obiettivo di aumento della congruenza.



La congruenza

  • La congruenza

  • Prevede che «la persona sia, nell’ambito della relazione, autentica e ben integrata. Nella relazione, cioè, la persona è liberamente e profondamente se stessa e la sua esperienza reale è fedelmente rappresentata nella coscienza. Non assume perciò in nessun caso atteggiamenti di circostanza» (Rogers).

  • Sarebbe infatti poco plausibile che egli si adoperasse per aumentare la congruenza dell’altro senza essere lui stesso in questa situazione.



  • osservare e descrivere

  • fenomenologicamente,

  • quanto osservato,

  • comporta inoltre una comunicazione efficace, priva di valutazioni/giudizi.



  • Esercizio.:

  • (trance del film “Scent of woman”, scena 9)

  • cosa è accaduto?

  • (in forma descrittiva e non rappresentativa)

  • quali i movimenti suscitati

  • (l’uno con l’altro?)

  • quali gli aspetti di congruenza, accettazione incondizionata, empatia?

  • Feedback



Fase del Con-tatto

  • Fase del Con-tatto

  • L’agire queste qualità

  • (legate alla dimensione dell’Essere)

  • favoriscono il passaggio alla fase del contatto e l’accadere di quella intenzionalità pedagogica (educativa e formativa insieme)

  • che mettono in moto l’apprendimento

  • (dimensione del Saper fare e Saper far divenire).



Esercizio.:

  • Esercizio.:

  • emotività e verbalizzazione

  • (formulare un messaggio che coinvolga dal punto di vista emozionale).

  • Obiettivo, far sperimentare l’uso della tecnica della verbalizzazione.



  • L’INTEGRAZIONE COGNITIVA

  • Cosa ho provato

  • Cosa ho vissuto

  • Cosa ho imparato

  • Cosa ho capito

  • Cosa mi ha “colpito”



  • “Ogni nozione ha origine nella sua sensazione”.

  • (Leonardo)

  •  

  • Non si vede bene che con il cuore.

  • L’essenziale è invisibile agli occhi”.

  • (De Saint’Exupery)



  • ci accingiamo ad entrare nella fase del “contatto pieno”:

  • quella dell’incontro con la persona-studente.

  •  

  • Si tratta di un incontro nel quale l’insegnante

  • è coinvolto nella triplice dimensione del suo Essere, Sapere e Saper far divenire (educatore).



Alla base di questo incontro,

  • Alla base di questo incontro,

  • la consapevolezza di trovarci di fronte una Persona.

  • Simile, non identica, alla

  • Persona-Insegnante:

  • fatta di sentimenti, capacità riflessiva, mente, corpo

  • (visione olistica rogersiana).



  • In quanto Persona ciascuno è un mistero!

  • Potenziale portatore (sano) di conflitti!

  • I movimenti dell’insegnare e dell’apprendere sono contrapposti tra loro.



Andare incontro all’altro comporta …

  • Andare incontro all’altro comporta …

  • mettere in gioco l’accettazione incondizionata,

  • la congruenza, l’empatia, sospendendo:

  • V  valutare;

  • I  interrogare;

  • S  soluzionare;

  • S  sostenere/consolare;

  • I  interpretare.



Andare incontro all’altro comporta …

  • Andare incontro all’altro comporta …

  • Adottare l’osservazione descrittiva;

  • - la riduzione fenomenologica “lasciar vedere da sé solo ciò che si mostra, così come si mostra da sé”;

  • - l’Epoché: diventare “spettatore ingenuo e disinteressato di una particolare esperienza di vita”.

  • (Husserl)



Andare incontro all’altro comporta …

  • Andare incontro all’altro comporta …

  • Osservare oltre ciò che appare

  • Descrivendo fatti e non elaborando opinioni.



  • Chi è l’altro da me

  • ?



È persona che, come noi, vive dei nostri stessi bisogni protesa, più o meno consapevolmente,

  • È persona che, come noi, vive dei nostri stessi bisogni protesa, più o meno consapevolmente,

  • verso l’autorealizzazione



Secondo la psicologia umanistica rogersiana trattasi di:

  • Secondo la psicologia umanistica rogersiana trattasi di:

  • una persona nella sua totalità,

  • 1. UN AGENTE DI SCELTE

  • in quanto non può sottrarsi ad operare delle scelte nel corso della propria vita;

  • 2. UN AGENTE RESPONSABILE

  • in quanto risponde personalmente delle proprie scelte;

  • 3. UN AGENTE LIBERO

  • in quanto stabilisce liberamente i propri obiettivi.



Nelle vesti di educatore che dà aiuto, lascia all’educando la responsabilità delle proprie scelte: «Rispettare la personalità significa (...) aiutare un individuo a crescere, in base ad un impegno attivo e personale, verso l’io più elevato che potenzialmente è in lui; significa in particolare aiutarlo a compiere, in base al proprio volere, delle scelte in direzione dei fini migliori».

  • Nelle vesti di educatore che dà aiuto, lascia all’educando la responsabilità delle proprie scelte: «Rispettare la personalità significa (...) aiutare un individuo a crescere, in base ad un impegno attivo e personale, verso l’io più elevato che potenzialmente è in lui; significa in particolare aiutarlo a compiere, in base al proprio volere, delle scelte in direzione dei fini migliori».

  • (Kilpatrick)

  • Questo è ciò che intendo quando parlo di accompagnamento intenzionale verso la consapevolezza.



Le condizioni rogersiane favorevoli alla crescita:

  • Le condizioni rogersiane favorevoli alla crescita:

  • Un contatto sulla relazione interpersonale (l’uno provoca una qualche differenza sul piano esperienziale dell’altro);

  • Una delle parti è in uno stato di incongruenza: discrepanza tra il concetto di sé e l’esperienza da lui vissuta;

  • Deve avvenire la comprensione empatica e la considerazione positiva incondizionata.



L’obiettivo sarà, tra gli altri:

  • L’obiettivo sarà, tra gli altri:

  • L’autopercezione;

  • L’autodeterminazione;

  • L’autoefficacia.



Strumenti e concetti chiave saranno:

  • Strumenti e concetti chiave saranno:

  • L’empowerment;

  • Il cambiamento come processo

  • (il Piano d’Azione Individuale);

  • Un clima facilitante;

  • L’autoesplorazione delle risorse utili a soddisfare un bisogno;

  • I vissuti emotivi e motivazionali.



  • Al centro di questo incontro

  • la relazione

  • Con la premessa di conoscere dapprima

  • il proprio stile relazionale.



LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE

  • LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE

  • COS’E’ LA COMUNICAZIONE?

  • E’ la modalità per metterci in relazione con …

  • … altre persone che a loro volta comunicano …

  • Conoscere =/= Comprendere

  • non solo parole!

  • Parole 7% Tono della voce 38 Linguaggio del corpo 55%

          • La vera comunicazione non è il messaggio in sé, ma come lo percepisce l’altra persona.
          • Da come parliamo, ci esprimiamo, ci muoviamo, comunichiamo noi stessi agli altri offrendola conoscenza e la comprensione di noi stessi.














La PERCEZIONE non è la realtà

  • La PERCEZIONE non è la realtà

  • Scrive Petermann (1938)

  • "Il nostro mondo non è costituito, in verità, dalle cose, ma piuttosto dalle nostre prospettive sulle cose … ad es. il bosco è per il contadino un insieme di alberi, per il perseguitato un rifugio, per un cacciatore una riserva di caccia, per il viandante un posto d'ombra..“

  • ATTENZIONE!

  • Ai nostri “occhiali” interni: TEORIA IMPLICITA DELLA PERSONALITA’

  • All’EFFETTO ALONE

  • Agli STEREOTIPI

  • All’EFFETTO PRIMACY-RECENSY



ATTENZIONE !

  • ATTENZIONE !

  • ALLA DECODIFICAZIONE DEL MESSAGGIO TENENDO PRESENTI LE DIVERSE

  • DIMENSIONI COMUNICATIVE:

  • di CONTENUTO

  • di AUTOPRESENTAZIONE (o di Autorivelazione)

  • di RELAZIONE

  • di APPELLO







Producono l’effetto di far meglio

  • Producono l’effetto di far meglio

  • esprimere l’interlocutore

  • PARAFRASI O RIFORMULAZIONE

  • VERBALIZZAZIONE

  • CHIARIFICAZIONE

  • SOMMARIO

  • SAPER PORRE DOMANDE





DUE ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

  • DUE ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

  • Paul Watzalawick

  • Non si può non comunicare

  • Qualsiasi comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione

  • Pertanto, ogni comportamento è comunicazione ed ogni comunicazione è comportamento



In ogni messaggio emesso è possibile “osservare” (metacomunicando)

  • In ogni messaggio emesso è possibile “osservare” (metacomunicando)

  • quattro aspetti:

  • CONTENUTO

  • RIVELAZIONE DI SE’

  • RELAZIONE

  • APPELLO













  • “Se riesci a tradurre in parole ciò che senti,

  • ti appartiene”.

  • (Henry Roth)

  • “Parlare oscuramente lo sa fare ognuno.

  • Chiaro pochissimi”.

  • (Galileo Galilei)



Pre-contatto  il primo mese di scuola:

  • Pre-contatto  il primo mese di scuola:

  • quello utile alla formazione del gruppo classe

  • Contatto  secondo mese:

  • l’insegnante è parte integrante di quel gruppo classe

  • Contatto  secondo/terzo mese:

  • il tempo del “contratto formativo” rivolto a quella classe e ad ogni singolo studente;

  • Contatto pieno  dal terzo mese in poi:

  • la realizzazione del piano di studi

  • Uscita  l’ultimo mese:

  • la preparazione al conseguimento/raggiungimento

  • dell’obiettivo finale e la gestione della “separazione”.



L’INSEGNAMENTO CENTRATO CON E SULLO STUDENTE

  • L’INSEGNAMENTO CENTRATO CON E SULLO STUDENTE

  • ARTISTI

  • Visione d’assieme

  • PENSATORI

  • Teorie

  • Prassi

  • Schemi

  • L’ASPETTO PSICOLOGICO, MA CONCRETO, PER METTERE IN AZIONE L’APPRENDIMENTO





  • Progetto e Programma erano due amici per la pelle.

  • Stavano sempre insieme e amavano andare spesso in montagna

  • per godere le magnifiche vedute dall’alto e beneficiare

  • dell’aria buona che là si può respirare.

  • Progetto era un tipo creativo, aveva sempre bellissime

  • idee, faceva e prospettava al suo amico Programma

  • affascinanti visioni e escursioni ogni volta più avvincenti.

  • Programma, dal canto suo, pur condividendo e assecondando

  • le idee di Progetto, era un tipo più concreto e realista.

  • Quando usciva con Progetto era lui a consultare le

  • cartine per individuare gli itinerari migliori da percorrere,

  • a predisporre l’occorrente per le scalate, a sviluppare

  • la tabella di marcia, a calcolare i tempi di percorrenza, a

  • fissare le soste dopo aver individuato i rifugi dove pernottare.



Un giorno, mentre i due si apprestavano a partire per

  • Un giorno, mentre i due si apprestavano a partire per

  • l’ennesima escursione, s’imbatterono per caso in un tipo

  • che sembrava particolarmente disorientato, sicuramente

  • non del posto.

  • Si accostarono e gli dissero: «Salve, ha bisogno di

  • qualcosa? Serve aiuto?».

  • Il tipo, un po’ imbarazzato, rispose: «Mah... veramente...

  • sono arrivato qui per caso. Percorrendo con l’auto

  • la valle giù in fondo osservavo queste belle montagne

  • e ho pensato di venire a vedere più da vicino. Oh, scusate,

  • continuò, non mi sono ancora presentato: io sono

  • Persona».

  • «Piacere. Noi siamo Progetto e Programma», risposero.

  • «Senti, stavamo appunto partendo per un’escursione

  • di due giorni. Che ne pensi di venire con noi?».



  • Persona rispose: «Mah... veramente... non lo so. Ero venuto qui solo per fermarmi qualche ora. Certo, sarebbe bello arrivare fin lassù, magari vedrei cose che non ho mai visto».

  • Progetto e Programma, un po’ incalzando,

  • continuarono: «Caro amico, non ci pensare troppo. Noi abbiamo la proposta che fa per te. Seguici e ti faremo sperimentare ciò che non avresti mai potuto immaginare».

  • Tra il dubbioso e l’incuriosito, Persona accettò di unirsi alla coppia. In un baleno gli rimediarono un bel bastone per il viaggio e uno zainetto con qualche panino e un po’ d’acqua.



La marcia iniziò tra i sentieri della valle che progressivamente

  • La marcia iniziò tra i sentieri della valle che progressivamente

  • si inoltravano nella boscaglia. La strada risultava

  • abbastanza accessibile e durante il cammino Programma

  • e Progetto parlarono a Persona delle loro precedenti

  • escursioni, di ciò che avevano fatto e visto, della loro bravura

  • e capacità di inoltrarsi su sentieri impervi e inaccessibili

  • ai più.

  • Persona ascoltava con ammirazione. A volte provava

  • a parlare anche lui. Voleva raccontare di sé, della sua terra

  • e delle sue lunghe nuotate con gli amici, delle grotte marine

  • esplorate all’insaputa dei genitori, della sua destrezza

  • a individuare zone di pesca: lui, infatti, proveniva da

  • una città di mare. Appena, però, accennava a dire qualche

  • parola, ecco un altro magnifico episodio delle avventure

  • di Progetto e Programma.



Ben presto l’amena passeggiata cominciò a presentare

  • Ben presto l’amena passeggiata cominciò a presentare

  • qualche inconveniente. Progetto, che fino a quel momento

  • si era fidato ciecamente della competenza di

  • Programma nell’individuare i sentieri adatti, cominciava

  • a dubitare della sua bravura visto che da circa mezz’ora

  • giravano sempre intorno alla stessa zona senza riuscire ad

  • avanzare. Programma rimproverava a Progetto di averlo

  • disorientato e distratto col suo continuo proporre nuove

  • mete. Persona, dal canto suo, era provato: il quasi ininterrotto

  • racconto dei suoi amici l’aveva stancato e le scarpe

  • da ginnastica ai piedi, del tutto inadeguate, facevano

  • male e si erano anche squarciate in più punti.



  • Progetto e Programma si accorsero che Persona faceva fatica a proseguire e provarono a incoraggiarlo e a sostenerlo con qualche energica pacca sulla spalla. Ben presto, però, si stancarono di questo continuo supportare Persona e si rinfacciarono reciprocamente la decisione di averlo portato con loro. In realtà Persona non aveva mai raggiunto quelle altitudini e non era allenato ai ritmi che la montagna richiede.



Intanto la sua stanchezza si era fatta insostenibile. Un

  • Intanto la sua stanchezza si era fatta insostenibile. Un

  • moto tra l’irato e il rassegnato lo prese improvviso e violento, anche a causa di quel continuo rimbeccarsi dei due occasionali compagni di viaggio. Si fermò e si sedette su un sasso maledicendo ad alta voce il momento in cui aveva accettato di andare con i due. Progetto, con fare sprezzante, rispose: «Ma perché non se ne stanno a casa le persone come te, che non sono capaci di camminare e sopportare un minimo di fatica? Restatene lì a poltrire, smidollato!

  • Noi proseguiremo da soli. Al massimo recupereremo

  • quel che resta di te al nostro ritorno, sempre che tu

  • non abbia già provveduto a ridiscendere a valle da solo».

  • I tre non si incontrarono mai più.



Persona tornò a valle distrutto sperando di non rivedere

  • Persona tornò a valle distrutto sperando di non rivedere

  • mai più tipi come quelli, rimpiangendo il sole e il

  • mare della sua terra e conservando una naturale avversità

  • verso la montagna e le sue bellezze.

  • Gli altri due arrivarono a una meta, una meta non

  • prevista, ma per loro comunque bella. Ritornarono a valle

  • sperando di incontrare un giorno qualcuno che avrebbe

  • apprezzato le loro capacità e fosse riuscito a condividere

  • con loro i brividi delle mete ardite.

  • Intanto continuavano a uscire in coppia, incrociando

  • saltuariamente gente e volti sconosciuti su sentieri isolati

  • battuti quasi sempre in una triste solitudine.



FATTORE IMPORTANTE PER MOTIVARE L’APPRENDIMENTO

  • FATTORE IMPORTANTE PER MOTIVARE L’APPRENDIMENTO

  • È UN RAPPORTO AFFETTIVO INTENSO!

  • PER POTER PERCEPIRE, L’ESSE UMANO DVE TRASFORMARE QUALSIASI STIMOLOIN UN’ESPERIENZA SIGNIFICATIVA

  • È ALLA BASE DIOGNI FORMA DI ATTACCAMENTO

  • Sicuro - Insicuro - Ambivalente – Evitante

  • È NELLA RELAZIONE CHE SI STRUTTURA IL

  • MODELLO OPERATIVO INTERNO

  • FUNZIONALE ANCHE ALL’APPRENDIMENTO



LA RELAZIONE DI AIUTO E’ IL RAPPORTO IN CUI SI CERCA DI PROMUOVERE NEGLI ALTRI LO SVILUPPO, LA MATURAZIONE, IL FUNZIONAMENTO OTTIMALE E LA CAPACITA’ DI AFFRONTARE LA VITA;

  • LA RELAZIONE DI AIUTO E’ IL RAPPORTO IN CUI SI CERCA DI PROMUOVERE NEGLI ALTRI LO SVILUPPO, LA MATURAZIONE, IL FUNZIONAMENTO OTTIMALE E LA CAPACITA’ DI AFFRONTARE LA VITA;

  • LE RELAZIONI SI PONGONO TUTTE COME OBIETTIVO FINALE QUELLO DI AIUTARE, PROMUOVERE, FACILITARE LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELLE PERSONE;…

  • … RESE IN QUESTO MODO ARTEFICI/PROTAGONISTE DEL PROPRIO DIVENIRE.



LO SCOPO DELL’ISTRUZIONE, IL FINE DI UN’EDUCAZIONE DEMOCRATICA, E’ QUELLO DI AIUTARE GLI STUDENTI A DIVENIRE INDIVIDUI CHE:

  • LO SCOPO DELL’ISTRUZIONE, IL FINE DI UN’EDUCAZIONE DEMOCRATICA, E’ QUELLO DI AIUTARE GLI STUDENTI A DIVENIRE INDIVIDUI CHE:

  • SONO CAPACI DI AGIRE DI PROPRIA INIZIATIVA E SONO RESPONSABILI DELLE AZIONI CHE COMPIONO;

  • SONO CAPACI DI FARE SCELTE INTELLIGENTI E DI AUTORIENTARSI;

  • APPRENDONO IN MODO CRITICO E SONO CAPACI DI VALUTARE I CONTRIBUTI DEGLI ALTRI;

  • HANNO ACQUISITO CONOSCENZE UTILI ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI;

  • SONO SOPRATTUTTO IN GRADO DI ADATTARSI CON FLESSIBILITA’ E CON INTELLIGENZA A NUOVE SITUAZIONI PROBLEMATICHE;



  • HANNO INTERIORIZZATO UN APPROCCIO FLESSIBILE AI PROBLEMI, CHE UTILIZZI IN MODO LIBERO E CREATIVO TUTTE LE ESPERIENZE CHE A QUEI PROBLEMI SI RIFERISCONO;

  • SONO CAPACI DI COLLABORARE EFFICACEMENTE CON ALTRI IN TUTTE QUESTE ATTIVITA’;

  • NON AGISCONO PER L’APPROVAZIONE DEGLI ALTRI MA PER I PROPRI SCOPI.



Non possiamo insegnare ad una persona direttamente; possiamo solo facilitare il suo apprendimento;

  • Non possiamo insegnare ad una persona direttamente; possiamo solo facilitare il suo apprendimento;

  • Una persona impara in modo significativo solo le cose che percepisce come strettamente connesse con la conservazione o i miglioramento della struttura del sé;

  • Le esperienze la cui assimilazione implicherebbe un cambiamento nell’organizzazione del sé tendono ad essere evitate attraverso il rifiuto o la distorsione del loro contenuto simbolico;



La struttura e l’organizzazione del sé diventano più rigide in condizioni minacciose, mentre le barriere si allentano in condizioni completamente prive di minaccia. Le esperienze che sono concepite come incongruenti rispetto al sé possono essere assimilate solo se la struttura del sé in quel determinato momento è rilassata e tanto flessibile da espandersi in modo da includerle;

  • La struttura e l’organizzazione del sé diventano più rigide in condizioni minacciose, mentre le barriere si allentano in condizioni completamente prive di minaccia. Le esperienze che sono concepite come incongruenti rispetto al sé possono essere assimilate solo se la struttura del sé in quel determinato momento è rilassata e tanto flessibile da espandersi in modo da includerle;

  • La situazione educativa che più efficacemente promuove un apprendimento significativo è quella in cui:

  • A) La minaccia del sé di colui che apprende è ridotta al minimo; e

  • B) Viene facilitata una percezione differenziata del campo dell’esperienza.

  •  





«NUOVE CONSAPEVOLEZZE»

  • «NUOVE CONSAPEVOLEZZE»

  • CIASCUNA PERSONA PREDILIGE

  • UNO STILE DI APPRENDIMENTO

  • - (ne consegue) IL BISOGNO DI UNA DIDATTITA

  • CENTRATA SULLO STUDENTE

  • - (vale a dire) DI LAVORARE SUI PROCESSI CHE CONSENTONO L’ACCESSO AD UN SAPERE SENSATO/INTENZIONALE …

  • - … E FORMATIVO PER LA PERSONA

  • (SECONDO L’ETA’ E IL CONTESTO DI VITA E SECONDO LE ESIGENZE DELLA PERSONA CHE APPRENDE)



STILI DI APPRENDIMENTO

  • STILI DI APPRENDIMENTO

































  • POSSIAMO TORNARE A

  • BALLARE IL TANGO!

  • CON QUALI NUOVE CONSAPEVOLEZZE?

  • QUALI INTEGRAZIONI?



  • “Ogni uomo è un universo di dignità”.

  • (Lorenzo Milani)

  • “Per vivere bene nella società della conoscenza è necessario che le persone imparino a collegare ciò che sono con ciò che fanno”.

  • (Savickas)





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