Il ritratto, nell’accezione più semplicistica, è la rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze, in realtà



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16.12.2017
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Presentazione progetto

Progetto interdisciplinare - e perciò ambizioso - quello che alcuni docenti con i loro alunni del Liceo Artistico di Quartu S. Elena hanno portato avanti, ponendosi come obiettivo quello del “riflettere sull’arte” attraverso gli “strumenti dell’arte”, cioè le tecniche. Una scuola, il Liceo Artistico, che non vuole e non deve essere “scuola di artisti”. Cerca, piuttosto, di proporsi come laboratorio didattico entro il quale elaborare e sviluppare percorsi multiformi che, esplorando le categorie del conoscere-pensare-realizzare, producano una coscienza critica capace di rimettere continuamente in gioco il modo con cui ci si confronta con l’arte e ad essa ci si relaziona. Punto di partenza è stato un genere largamente diffuso in quasi tutte le epoche: il ritratto, che nell’accezione più semplicistica, è la rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze. In realtà il ritratto non è mai una mera riproduzione meccanica di una forma “certa e immutabile”; piuttosto, come Pirandello insegna, “uno nessuno e centomila” si nascondono dentro la stessa immagine dell’occhio che la osserva e la legge, secondo il suo gusto e secondo le caratteristiche dell'arte del tempo in cui opera. Per questo, partendo da un ritratto fotografico, la ricerca degli alunni si è soffermata sulla sua rielaborazione, arrivando spesso – con le opportune tecniche - all’estrapolazione del singolo dettaglio e alla sua enfatizzazione, attraverso la scelta di un particolare atteggiamento da fissare, un gesto, un'espressione. In altri casi ci si è identificati in ritratti famosi, trasformandoli in autoritratti.



Tutti hanno vissuto con emozione questo lavoro, portando il Liceo Artistico di Quartu S. Elena a confrontarsi con l’esterno attraverso l’allestimento di una Mostra che vuole evidenziare non solo il prodotto finale, ma anche e soprattutto il percorso progettuale da cui è scaturito. Una scuola consapevole delle difficoltà che ancora incontra nell’integrarsi con il territorio cittadino e i suoi abitanti e che cerca quindi di proporsi come laboratorio di idee, rompendo la propria autoreferenzialità.

Maria Cristina Sotgia



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