Il romanticismo



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b. Lo storicismo

Anche in questo caso, soprattutto il romanticismo tedesco approfondisce, da Fichte a Hegel, una nuova concezione della storia che si definisce giustamente «storicismo». La storia è in genere sentita come uno sviluppo spirituale in cui ogni momento e ogni età hanno un senso: il passato non è liquidabile, come pensava l'illuminismo, alla stregua di un tenebroso ammasso di errori e di superstizioni, privo affatto della luce dell' intelletto; la storia, afferma Schelling, è la progressiva manifestazione dell'Assoluto o dello Spirito universale, come vuole Hegel; in essa si attua la coscienza della libertà di uomini e popoli (magari attraverso l'«astuzia della ragione»...). Ma, prescindendo dalle elaborazioni filosofiche, lo storicismo impregna profondamente la cultura romantica europea e motiva quell'attenzione per ogni manifestazione della vita, della società e dei costumi che si esprime nel­l'arte storico-realistica dell'Ottocento, dalla letteratura alla pittura, al melodramma musicale.

Per quanto il romanticismo implichi, di necessità, un distacco piuttosto marcato dal classicismo (specie latino) e in genere dai modelli classicheggianti della cultura francese del Seicento e del Settecento, l'anelito al passato, l'amore del bello, l'aspirazione nostalgica all'armonia inducono alcuni romantici a mitizzare la Grecia apollinea come una forma della Sehnsucht o dell'evasione nel passato, mentre quella dionisiaca, violenta e passionale si esprime marginalmente nell'opera di Kleist. Questo motivo «barbarico», irrazionale, primi­tivo e fantastico è colto invece nel Medioevo, anche se la rievocazione di tale età finisce ben presto per dare vita alla moda alquanto stucchevole delle ballate, dei drammi e dei romanzi «storici» (si pensi all'enorme successo di Walter Scott). Piú complessa l'esigenza spirituale e ideologica che sorregge l'Enrico di Ofterdingen di Novalis e soprattutto Die Christenheit oder Europa (1799), dove il primato della fede è visto in funzione di quella pace tanto attesa dai popoli del continente, sconvolti dalla bufera napoleonica. L'attesa di una nuova cristianità che recuperi i valori essenziali del Medioevo coincide con la condan­na dell'illuminismo e della morale passiva e utilitaristica della borghesia.




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