Il romanticismo



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b. L’area latina

Il romanticismo latino è invece attratto, in prevalenza, dal vero, dalla rappresentazione realistica e storica, dall'immediata espressione dei sentimenti, talora da una concezione vatesca del poeta, interprete della voce del popolo e dei destini della nazione (donde la generosa retorica patriottica che attraversa il primo Ottocento). Le differenti condizioni storiche e politiche, l'ur­genza del riscatto nazionale, il rapporto non del tutto antagonistico con la tradizio­ne illuminista fanno prevalere, in Italia, una poetica romantica (piú che un'esteti­ca) che considera, con la Madame de Staël, la letteratura come espressione della società. Piú attiva nelle culture latine è la polemica contro il classicismo e il suo sistema di regole, contro l'imitazione e la mitologia.



Può accadere che romantici e classicisti si rifacciano a principi comuni, come ad esempio all'idea che l'arte debba imitare la natura. Ma per i classicisti la natura, immutabile, è fonte di un insegnamento attinto alla perfezione dagli antichi; per i romantici essa è invece creatività perenne e dinamica, sentimento, spontaneità. Regolarità e genio, imitazione e originalità sono le diverse lezioni che si traggono dallo stesso riferimento alla natura. Anche il vecchio principio mimetico (l'arte è rappresentazione del vero) può avere svariate connotazioni all'interno dei due sistemi. L'immagine del poeta che adempie una missione nella società è ben romantica; ma anche i classicisti non rinunciano al magistero letterario, alla difesa delle me­morie, al ruolo di educatori della nazione. Il mito della bellezza, infine, il nostalgi­co recupero dell'armonia greca, gli stessi ideali winckelmanniani hanno diversi esiti nel neoclassicismo romantico di Schiller, Hölderlin, Keats e Foscolo. Per questi motivi è spesso assai difficile separare nettamente i campi dei «tradizionalisti» e degli «innovatori», dei «conservatori» e dei «rivoluzionari». Classicista non vuol dire di per sé reazionario, come riteneva il Pellico nel pieno della battaglia del «Conciliatore»; cosí romantico non significa ipso facto liberale: anche in Italia si hanno nobilissime figure di patrioti dalla parte dei difensori della tradizione. Le classificazioni, inoltre, erano allora piuttosto elastiche, talora sorprendenti.




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