Il saluto della comunità



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INDICE



1. PREFAZIONE

di mons. Silvio Zardon pag. 3

2. ARTICOLAZIONE DELL’ASSEMBLEA pag. 5

3. PRESENTAZIONE DELL’ASSEMBLEA

di Dilvia e Virgilio Rossi pag. 6

4. I SALUTI e un paio di comunicazioni pag. 8

del Parroco di Sant’Antonio di Marghera

di Padre Leone

del Vicario di Marghera

di don Roberto Berton

sugli stili di vita

di Ludovica Bastianetto

su “Pronto Famiglia”

5. MEDITAZIONE ALLE LODI

E voi sposi chi dite chi io sia?



di Daniele Garota pag. 10

6. “… E DIO VIDE CHE ERA COSA MOLTO BUONA”

stimoli per la discussione

  • di mons. Silvano Brusamento pag. 19

  • di Claudia e Luca Veronese pag. 23

  • di Cecilia e Piergiorgio Dri pag. 25

7. ASSEMBLEA IN DIALOGO pag. 29

8. L’INTERVENTO DEL PATRIARCA – 1 pag. 34

9. IL DIALOGO CONTINUA pag. 40

10. L’INTERVENTO DEL PATRIARCA – 2 pag. 46
11. DATI STATISTICI pag. 52

Appendice

  • Il volto missionario della Parrocchia” pag. 55

Suggerimenti pastorali per il 2003-2004

  • Se vuoi essere compiuto”

Una lettera del Patriarca e del Consiglio Episcopale

che annuncia la Visita Pastorale pag. 62

  • Festa Diocesana della Famiglia 2004

Omelia del Patriarca Card. Angelo Scola pag. 72

  • Le pubblicazioni della Commissione pag. 76



Per informazioni:

COMMISSIONE DIOCESANA DELLA PASTORALE

DEGLI SPOSI E DELLA FAMIGLIA

Via Querini, 19/a - 30172 - Venezia-Mestre

tel. 041 5040539

La Segreteria ed il Centro Studi e Documentazione sono aperti nei giorni di:



MARTEDÌ e MERCOLEDÌ dalle 17,30 alle 19,00

e il MERCOLEDÌ mattina dalle 10,30 alle 12,30 (su richiesta)


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Gli interventi sono stati trascritti ed adattati alla forma scritta, a cura della segreteria della Commissione diocesana della Pastorale degli Sposi e della Famiglia che ha anche redatto il presente fascicolo.

L’intervento di Daniele Garota del pomeriggio è stato rivisto dall’autore.



Trascrizioni dalle registrazioni, adattamento testi, titolazioni, impaginazione, organizzazione generale della pubblicazione: Dilvia e Virgilio Rossi

Revisione ultima dei testi e correzione bozze: Mary Lisa e Franco Bonaldi

Stampato ad uso interno presso la parrocchia S. Maria della Pace, Mestre

Tiratura della presente edizione: n. 400 copie

Diffusione:

  • Sposi della Diocesi di Venezia che hanno prenotato gli Atti

  • Parrocchie ed Uffici Pastorali della Diocesi di Venezia

  • Organi di informazione della Diocesi di Venezia

  • Uffici della Pastorale Sposi e Famiglia delle Diocesi del Triveneto (CET)

  • Ufficio nazionale per la Pastorale della famiglia della CEI - Roma

  • Commissione Episcopale per la Famiglia (CEI) - Roma

  • Pontificio Consiglio per la Famiglia - Roma

  • Centro Italiano Studi sulla Famiglia (CISF) - Milano

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Il presente sussidio è riproducibile totalmente o anche in parte. La Commissione, anzi, lo consiglia e lo sollecita affinché il popolo di Dio sia aiutato sempre più a crescere nella fede al suo Signore.

prEFAZIONE


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di mons. Silvio Zardon1
Inizio con le parole di saluto del Patriarca Angelo Scola agli sposi: “Voglio esprimervi la mia riconoscenza e la mia gioia per trovarvi qui anche quest’anno così numerosi, perché un’assemblea di questo genere non si improvvisa; essa deriva da una vita in atto, come la giornata di oggi sta testimoniando e come i vostri interventi hanno mostrato”.

L’obiettivo dell’Assemblea, “Progettare la pastorale della parrocchia con gli sposi e la famiglia”, ha il suo contesto nell’Istruzione del Patriarca per l’anno pastorale 2003-2004: “Il volto missionario della parrocchia”. “La prima missione, il primo compito della parrocchia è partire dall’esperienza elementare della gente… Parrocchia significa letteralmente “case vicine” dal greco, abitare vicino, e infatti, nella storia della Chiesa, dopo il IV secolo, la parrocchia è stata la chiesa in mezzo alle case vicine. La parrocchia, a partire dal Battesimo, dalla Comunione e dalla Cresima, investe la dimensione naturale del rapporto tra l’uomo e la donna… Il volto missionario della parrocchia – ci ha ricordato il nostro Patriarca - si rivela nella trasfigurazione degli affetti, dell’amore tra l’uomo e la donna che si apre alla vita: papà, mamma e bambino, radicandoli nel centro affettivo più potente, che è Gesù Cristo, come afferma S.Paolo nella lettera agli Efesini (5, 25-27)”.

Il tema dell’Assemblea degli sposi si arricchisce ora anche della Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, appena pubblicata: “Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia”.

“Come voi testimoniate – ci ha detto ancora il Patriarca – abbiamo fatto dei passi eccellenti con la pastorale familiare nel nostro Patriarcato. Ora ne dobbiamo fare un altro, dobbiamo aiutare tutti i sacerdoti, tutti i responsabili, ad avere il coraggio di partire dagli sposi come “soggetto”, perché la parrocchia deve modularsi molto di più da questa prima elementare dimensione dell’esperienza umana: nel compito, nella missione di arricchire, trasfigurare gli affetti. Laddove c’è l’amore, bisogna testimoniare come vivere di Cristo. Nel modo stesso di vivere l’amore coniugale nella famiglia fedele e stabile, si compie la promessa contenuta nell’amore uomo-donna, cioè si realizza il “per sempre”, si apre la vita e la genera, si edifica la Chiesa, si costruisce la società”.

E queste parole fanno eco al documento della C.E.I. ESM 32 (1975): “L’Ordine e il Matrimonio significano e attuano una nuova e particolare forma del continuo rinnovarsi dell’alleanza nella storia. L’uno e l’altro specificano la comune e fondamentale vocazione battesimale ed hanno una diretta finalità di costruzione e dilatazione del popolo di Dio”.

E lo stesso documento aggiunge (44): “Così gli sposi, mediante il sacramento, ricevono quasi una consacrazione che attinge, trasformandola, tutta la loro esistenza coniugale (GS 48). Nell’incontro sacramentale il Signore affida ai coniugi anche una missione per la Chiesa e per il mondo, arricchendoli di doni e di ministeri particolari (LG 11)”

E’ proprio per questo che sempre vogliamo partire dalla “contemplazione di Cristo”, perché è Gesù che vuole farci vedere la realtà della nostra vita, della nostra storia d’amore di sposi, in una maniera trasfigurata, diversa, ancora più bella di quanto la viviamo con la sua presenza in mezzo a noi.

“Contemplare Gesù di Nazareth! però, contemplare Gesù – continua l’amico Daniele Garota - non è un prendere l’anima e volare chissà dove, bensì un cercare di vedere chi era quest’uomo per assomigliare a lui in qualche modo, un chiedersi ogni volta: che cosa avrebbe fatto Gesù in questa situazione in cui mi trovo?”-

Questo passaggio è fondamentale, come ci viene ricordato insistentemente nella lettera pastorale “Se vuoi essere compiuto”, lettera nella quale il Patriarca ci annuncia la Visita Pastorale, che, adeguatamente preparata dall’ “Assemblea Ecclesiale” del 9-10 Aprile prossimo, incomincerà nel 2005-.

Così, chi leggerà questi ATTI , potrà rivedere le linee portanti del cammino proposto alle parrocchie e agli sposi con convinzione e da diverso tempo ormai. Vogliamo continuare a percorrere insieme queste linee anche nella XIX prossima Assemblea degli Sposi, che il prossimo ottobre 2004 faremo non in unica sede, ma in tre zone.



Il laboratorio della Fede e dell’Amore degli sposi, - è questo in realtà lo stile con cui tendiamo a svolgere la nostra attività pastorale, e che , anno dopo anno, ha nell’Assemblea diocesana degli sposi (oltre che nella Festa diocesana della Famiglia e nell’Assemblea dei fidanzati) un suo significativo riferimento, questo laboratorio espone in questi Atti quanto è emerso durante l’ultima XVIII Assemblea di Marghera.

Il “laboratorio della fede”, ci ricorda Garota, è espressione coniata alcuni anni fa da Giovanni Paolo II, perché la fede richiede un luogo nello spazio e nel tempo in cui si lavora intorno ad essa. Lavorare attorno alla fede significa capire chi è Gesù, avvicinarsi a lui, capirne il pensiero, lasciandoci penetrare il cuore dal suo amore. Per questo ora preferiamo parlare di laboratorio della fede e dell’amore.

Di questo stile di “laboratorio” il Patriarca Angelo, sempre in questa Assemblea, ci ha tracciato alcuni elementi.: “Siccome nel nostro patriarcato il “soggetto ecclesiale” c’è ed è tracciato un cammino ormai da tanti anni, quel che non si può dire oggi, lo si recupererà domani, quel che oggi non è chiaro, diventerà più chiaro domani. Se non abbiamo l’ossessione di essere completi nei discorsi e abbiamo piuttosto il desiderio, la preoccupazione di volerci bene al punto da essere fedeli al noi ecclesiale, attraverso le mille forme mediante le quali esso ci raggiunge (la parrocchia, il gruppo sposi, l’associazione, il gruppo, il movimento), possiamo camminare sereni, perché quel che non ci è dato oggi, certamente ci sarà dato domani. Questo per dire che è assolutamente normale lasciare un gesto assembleare come questo, con una certa fame e una certa sete di un di più. Quindi non abbiamo bisogno di una completezza formale, ma di rinnovare qui il gusto del camminare insieme, perché convocati dal Signore dentro un’esperienza che vale la pena, perché è piena di tante cose belle, come avete voi stessi documentato”.

Buon lavoro a tutti!



don Silvio Zardon




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