Il santo non è colui che dà tutto a Dio, ma è colui da cui Dio prende tutto



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28.11.2017
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IL SANTO

Il santo non è colui che dà tutto a Dio, ma è colui da cui Dio prende tutto

(Adrienne von Spyer)



La santità consiste nello stare molto allegri

(San Giovanni Bosco)



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Il santo è’ un uomo che evidenzia la bellezza e la possibilità dell’amicizia di e con Dio.



Il santo è teologicamente parlando l’uomo pienamente realizzato(visione beatifica)

Il santo esprime l’appartenenza dell’uomo a Dio(Israele è il popolo di Dio, dell’alleanza, dell’amicizia con Dio)



La santità accade, è una grazia. In questo caso, è dono rivolto a tutti. Esprime la preferenza di Dio verso una Sua creatura

La santità è la volontà di Dio su di me che in me si esprime come libertà di fare la Sua volontà

La santità non è qualcosa di astratto, di scisso dalla vita, ma è qualcosa di molto concreto.

E’ cosa buona e giusta occuparsi della propria santità prima ancora di quella degli altri!

Il santo è un uomo in pienezza. Contemplare il volto dei santi per diventare piu’ uomini

E’ possibile essere santi in quanto Dio è santo!

CARATTERE SOCIALE DELLA SANTITA’

La santità è a servizio della comunità dei credenti, è cioè un dono nella e della Chiesa. La santità edifica la Chiesa ed il Santo è uomo di Chiesa. La santità svela la missione della Chiesa.

La Chiesa è santa: la santità della Chiesa le deriva dal fatto di essere “ il corpo mistico di Cristo”. Si tratta di una santità per partecipazione e per fusione: la Chiesa è unita a Cristo in quanto Sposa di Cristo.

n.b. rischi nel pensare la santità: il deprezzamento delle opere(fa tutto la Grazia, come nel protestantesimo) o la dimenticanza della Grazia(pelagianesimo)

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LA SANTITA’ NELLA STORIA DEL CRISTIANESIMO

Prima della svolta costantiniana: il modello del santo è il Martire, espressione di fortezza(battesimo di sangue)

Per tutta l’epoca medievale, la santità si realizza in una specie di fuga dal mondo: il santo vive una vita ascetica, è consumato da continue penitenze, non sorride mai, anche se non manca di compiere gesti di carità verso il prossimo.



Opposizione tra stato di vita religioso(consigli evangelici) e stato di vita laicale. La santità è possibile solo ed esclusivamente per i religiosi(eccezione Tommaso d’Aquino, che identifica la santità nell’osservanza dei Comandamenti e nell’amare il prossimo). Quest’opposizione durerà fino al Concilio Vaticano II(1962-1965).

La vita dei santi è circondata dal meraviglioso(Legenda Aurea di Jacopo da Varazze)



Epoca moderna: la santita’ non consiste piu’ in una fuga dal mondo, bensì in un impegno a servizio del mondo. Il santo è uomo d’azione, è colui che compie grandi cose.

Concilio Vaticano II: vocazione universale(religiosi e laici) alla santità. La santità perde quei caratteri di eccezionalità dei secoli precedenti: è possibile essere santi nel quotidiano. La santità dovrebbe essere lo stile normale di vita del cristiano.

Il concetto di santità è un concetto tipicamente religioso(distinzione tra sacro e profano). Santo/sacro è cio’ che è separato, distinto, diverso da tutto il resto. Santo/sacro è tutto cio’ che ha a che vedere con la sfera del divino. Tutto cio’ che concerne il divino( sacerdoti, tempio, oggetti cultuali, la liturgia) è santo/sacro.

Ierofania = manifestazione del sacro

Teofania= manifestazione del dio, del divino

SANTITA’ E PERFEZIONE: perfezione ontologica e perfezione morale

Da sempre il concetto di santità si lega a quello di perfezione: il santo è l’uomo virtuoso, senza difetti, un modello di vita.

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1 Il Signore disse ancora a Mosè: 2 «Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo(Lv19, 1-2)

La santità trova il suo fondamento in Dio. Dio è santo in quanto è distinto da tutto il resto(differenza tra Creatore e creature)

Dio è santo in quanto sede e fonte della totalità dell’essere. Dio è l’Essere Totale, è cio’ che non puo’ non essere. L’essenza di Dio coincide con la sua esistenza. Dio è esistenza pura: IO SONO COLUI CHE SONO(perfezione ontologica)

In tal senso, ogni forma di vita che da Lui derivi, sia non razionale, sia razionale, è santa per analogia.



Se si passa a livello della creatura razionale, cioè l’uomo, la santità assume in modo decisivo un carattere morale: il santo è colui che con tutto se stesso(intelletto, affetto, volontà) desidera l’amicizia con Dio, fare la Sua volonta’(perfezione morale)


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