Il significato di significato



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12.12.2017
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Le condizioni di verità

  • Le condizioni di verità

  • Ogni enunciato è dotato di un determinato valore di verità

  • Il significato di un enunciato consiste nell’affermare qualcosa su un determinato stato di cose che può essere vero o falso

  • Le condizioni di verità

  • sono intrinsecamente diverse dalla reale verità o falsità di un enunciato

  • sono di natura linguistica

  • Sono le caratteristiche che un certo stato di cose all’interno di un determinato mondo (reale o possibile) deve possedere affinché un determinato enunciato possa essere considerato vero in quel mondo



Relazione diretta fra segno e referente

  • Relazione diretta fra segno e referente

  • Riferimento diretto dei nomi propri (dei dimostrativi e dei deittici) ai loro referenti attraverso un atto di nominazione

  • Tre passaggi successivi per definire il significato (Putnam):

  • Indicazione del genere di cose cui la parola fa riferimento

  • Estensione delle cose determinata direttamente dal mondo reale

  • Lo stereotipo, cioè l’insieme delle conoscenze associate alla parola e individuate in modo valido da competenti esperti



Relazione mediata fra segno e referente

  • Relazione mediata fra segno e referente

  • Frege, distinzione fra senso (Sinn) e riferimento (Bedeutung): è possibile fare riferimento alla medesima realtà con espressioni linguistiche diverse che quindi hanno un senso diverso

  • Senso:

  • Parte del significato che determina i suoi valori di verità

  • Non coincide con l’idea soggettiva e con la rappresentazione mentale individuale di un dato referente

  • Non coincide con il referente e con il mondo esterno

  • È “un terzo ambito”, qualcosa di mezzo, una proprietà della parola, non cambia da contesto a contesto (= garanzia dell’intersoggettività)



Segno e referente (continua)

  • Segno e referente (continua)

  • È attraverso il senso di un enunciato che arriviamo a capirne il riferimento

  • Limite: Frege sottrae ogni valore psicologico al concetto di senso, in quanto non è una proprietà della mente individuale, ma un aspetto “oggettivo” del linguaggio condiviso dai parlanti



Intensione, estensione e mondi possibili (Carnap)

  • Intensione, estensione e mondi possibili (Carnap)

  • Carnap affronta la situazione dei contesti opachi, cioè non vero-condizionali, generati dai verbi di atteggiamento proposizionale, del tipo “credo che p”. Il valore di verità dell’enunciato “che p” non dipende dal riferimento a uno stato di cose dall’atteggiamento del parlante. Per superare questa difficoltà:

  • Mondo possibile = il significato di un enunciato non è dato da ciò che designa nel mondo reale, bensì consiste in un’intensione, ossia una funzione a un mondo possibile nel quale la frase sarebbe dotata di un’estensione

  • Estensione = ciò a cui l’enunciato si riferisce; fornisce le condizioni di verità in base alla quale esso possa risultare vero.











Il significato come valore linguistico

  • Il significato come valore linguistico

  • de Saussure, semantica strutturale: definizione esclusivamente linguistica del significato

    • Lingua naturale: sistema di segni, totalità in sé organizzata (da studiare secondo il principio di immanenza)
  • Rivendicazione dell’autonomia della semantica, emancipata da ogni forma di collegamento con l’ontologia e la psicologia





Il significato come valore linguistico (continua)

  • Il significato come valore linguistico (continua)

  • Concezione differenziale e posizionale del significato: “la caratteristica più esatta [dei valori di una parola] è di essere ciò che gli altri non sono” [de Saussure]

  • significato



Il significato come valore linguistico (continua)

  • Il significato come valore linguistico (continua)

  • Campi semantici: insieme delle parole connesse a livello sintagmatico e paradigmatico in un dato sistema linguistico

  • Limiti della semantica strutturale

  • Vizio di circolarità: se i termini linguistici sono definiti in funzione dei loro rapporti e i rapporti linguistici sono definiti in base ai termini, si cade in un circolo vizioso





Il significato come comprensione dell’esperienza (continua)

  • Il significato come comprensione dell’esperienza (continua)

  • Alla semantica della verità (T-semantics) subentra la semantica della comprensione (U-semantics) studio dei processi di produzione e di interpretazione dei significati [Fillmore]

  • Vincolo della plausibilità psicologica come parametro per accettare o meno un determinato modello esplicativo



Il significato come comprensione dell’esperienza (continua)

  • Il significato come comprensione dell’esperienza (continua)

  • L’insieme delle conoscenze implicate nell’uso dei significati concerne la totalità delle conoscenze enciclopediche prodotte dalla propria esperienza personale e dall’appartenenza a una determinata cultura

  • la conoscenza dei generi naturali e degli artefatti avviene attraverso i processi percettivi per ostensione

  • le conoscenze enciclopediche implicano un frequente e rilevante impiego dei processi di inferenza per cogliere e interpretare gli indizi presenti nei diversi fenomeni ed eventi della realtà







Verso una teoria unificata del significato

  • Verso una teoria unificata del significato

  • Costruzione di una semantica unificata, in grado di cogliere e spiegare il processo di significazione nella sua globalità e interezza

  • 1. La dimensione referenziale

  • necessità di porre un rapporto fra il significato e la realtà

  • riferimento = rinvio e ancoraggio al reale



Verso una teoria unificata del significato (continua)

  • Verso una teoria unificata del significato (continua)

    • Il riferimento rimanda al contenuto dell’esperienza del parlante e, attraverso tale esperienza, al mondo
    • L’esperienza personale, in quanto attività influenzata e governata in modo costante e intrinseco dalla cultura di appartenenza, è una lente che ingrandisce o rimpicciolisce, modificando i dati di realtà in funzione dei propri schemi mentali, valori e pratiche conoscitive
    • I significati si configurano come l’esito di un’attività culturale messa in atto da ciascun soggetto che esperisce una serie di accadimenti e di fenomeni del mondo e che condivide tali significati con altri


La dimensione inferenziale

  • La dimensione inferenziale

    • Organizzazione cognitiva dei significati:
    • a) I significati hanno dei corrispettivi nei concetti
    • Concetti = costrutti mentali in grado di “mappare”, rappresentare, categorizzare e definire gli oggetti e gli eventi della realtà
  • Concetti e significati costituiscono due livelli distinti, anche se interdipendenti





La dimensione inferenziale (continua)

  • La dimensione inferenziale (continua)

    • B) Sul piano cognitivo, i significati richiedono un’importante attività mentale di inferenza per essere compresi
    • I significati di una parola, di una frase o di un gesto vanno intesi e interpretati in funzione degli elementi del contesto d’uso e della rete relazionale esistente
    • Gli interlocutori si basano su una serie di indizi per cogliere ed interpretare in maniera attendibile il significato di qualsiasi atto comunicativo
    • Le parole vanno considerate, quindi, degli indizi linguistici su cui realizzare le opportune ipotesi interpretative e implicature






  • Componenzialità e

  • prototipicità del significato













Limiti della semantica a tratti

  • Limiti della semantica a tratti

  • non ammette eccezioni: la modifica di un solo tratto renderebbe inapplicabile il modello

  • i significati sono considerati come entità discrete, senza sfumature e senza posizioni intermedie o marginali

  • l’ipotesi che il significato sia determinato in modo univoco e definitivo da un numero limitato e chiuso di proprietà costitutive appare fragile e insostenibile: l’estensione non è determinata dall’intensione, ma dal mondo reale (Putnam)



Limiti della semantica a tratti (continua)

  • Limiti della semantica a tratti (continua)

  • la distinzione netta fra proprietà necessarie e accidentali non risulta percorribile: nel significato di qualsiasi parola esiste una gradualità delle proprietà semantiche

  • La distinzione fra conoscenza dizionariale ed enciclopedica appare inconsistente: sono entrambe formazioni culturali; i dizionari sono enciclopedie parziali e limitate

  • la definizione di confini netti fra un significato e l’altro non è sostenibile: per molti oggetti ed eventi esiste una zona di vaghezza semantica





Il processo di categorizzazione

  • Il processo di categorizzazione

    • Le categorie di base sono quelle più importanti
    • Validità dell’indizio (cue validity): probabilità che un oggetto appartenga a una certa categoria se possiede una data proprietà




Il processo di categorizzazione (continua)

  • Il processo di categorizzazione (continua)

  • b) dimensione orizzontale: concerne in che modo ogni categoria è organizzata al proprio interno e che relazioni sono istituite fra i suoi diversi membri in termini di appartenenza e di rappresentatività

    • Concetto di prototipo. Due accezioni
    • 1. La teoria standard del prototipo
      • Il prototipo è il migliore esemplare di una data categoria, quello che la rappresenta meglio e che è dotato di maggiore salienza


















La teoria estesa del prototipo (continua)

    • La teoria estesa del prototipo (continua)
  • Proprietà essenziali (proprietà comuni a tutti i membri di una categoria; definiscono l’appartenenza categoriale soltanto in negativo per escludere chi non le possiede)

  • Proprietà tipiche (proprietà specifiche aggiunte, soggette a eccezioni e cancellabili, senza per questo inficiare il processo stesso di appartenenza)

    • Tra le proprietà essenziali e quelle tipiche esiste una gerarchia di rilevanza: le prime sono più importanti delle seconde








Presenza di confini sfumati e continui

  • Presenza di confini sfumati e continui

  • un enunciato è sfumato se è caratterizzato dalla proprietà di opacità referenziale (es. i quantificatori e i qualificatori)

  • Fenomeno della vaghezza semantica

  • il significato consiste in un fuzzy set, ovvero una classe di unità comunicative con una gradazione semantica continua

  • man mano che ci si allontana dai casi standard, si entra in un’area di vaghezza semantica (es. tazze)













La regolarità dei significati

  • La regolarità dei significati

  • Occorre bilanciare la flessibilità e la variabilità dei significati con la loro stabilità e regolarità

  • I processi di stabilità semantica rendono possibili e spiegano le probabilità di ordine e di regolarità nello scambio dei significati

  • Significato presuntivo = significato che si assume come condiviso entro una data comunità di comunicatori
















































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