Il soggetto umano è un essere comunicante



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28.11.2017
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Il soggetto umano è un essere comunicante

  • Il soggetto umano è un essere comunicante

  • La comunicazione umana ha molteplici dimensioni:


Uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento.

  • Uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento.

  • (Anolli, 2002)



  • Perché è importante studiare la comunicazione?

  • Molti dei fenomeni sociali ( stereotipi, pregiudizi) si originano nel corso di interazioni comunicative fra le persone nei gruppi

  • Comunicazione:

  • processo dinamico e circolare

  • richiede la condivisione di codici astratti (il linguaggio) e di segnali non verbali



La comunicazione è sempre un fenomeno intenzionale con scopi strumentali: indurre una risposta negli altri

  • La comunicazione è sempre un fenomeno intenzionale con scopi strumentali: indurre una risposta negli altri

    • Miller e Steinberg (1975): intenzione di comunicare e influenzare sono sinonimi
  • La comunicazione va oltre l’intenzionalità di chi lo attua

  • Watzlavick e coll. 1976: Modello pragmatico della comunicazione : ogni comportamento in una interazione fornisce informazione sull’ambiente e sulla relazione fra gli attori

  • Shannon e Weaver: comunicazione = tutti i processi attraverso i quali una mente ne influenza un’altra (linguaggio scritto, parlato, teatro..)



  • Burgoon e coll. 1994: propongono una posizione intermedia tra le due scuole di pensiero che considera sia l’intenzionalità degli interlocutori sia la percezione di tale intenzionalità



  • Intenzionale cioè rivolta ad uno scopo

  • conscia cioè basata su una volontà razionale

  • efficace cioè in grado di raggiungere gli obiettivi che si prefigge

  • reciproca cioè fondata sull’interazione interindividuale









La comunicazione come sistema relazionale

  • La comunicazione come sistema relazionale

  • La comunicazione verbale

  • La comunicazione non verbale

  • La comunicazione come rappresentazione



uno scambio interattivo osservabile tra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione

  • uno scambio interattivo osservabile tra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione

  • Luigi Anolli, 2004



Il codice è analizzato secondo tre punti di vista:

  • Il codice è analizzato secondo tre punti di vista:

  • Sintassi → analisi delle regole grammaticali

  • Semantica → analisi dei significati attribuiti ai segni

    • Referenti
    • Significati
  • Pragmatica → analisi della relazione fra codici, individui che li utilizzano e i comportamenti connessi all’uso







I segnali usati nella comunicazione umana sono chiamati segni

  • I segnali usati nella comunicazione umana sono chiamati segni

  • Sono segni le parole, le immagini, i gesti, i suoni, gli oggetti tutti gli elementi sensibili (cioè percepibili attraverso i sensi, soprattutto la vista e l'udito) in grado di esprimere significati

  • Ogni segno realizza l'unione di un significante (l'elemento sensibile) e di un significato (una cosa concreta, un contenuto concettuale, ecc.)



Il codice include la lingua, le parole, il corpo e la voce

  • Il codice include la lingua, le parole, il corpo e la voce

  • Ogni processo comunicativo è gestito:

    • per il 7% dalle parole
    • per il 38% dalle inflessioni della voce
    • per il 55% dal linguaggio del corpo (gesti)
  • Quindi non è importante solo cosa diciamo, ma anche come lo diciamo e che codice usiamo. 





La “Scuola di Palo Alto” ha utilizzato le teorie della

  • La “Scuola di Palo Alto” ha utilizzato le teorie della

  • comunicazione, in particolare della pragmatica, come sfondo teorico per il lavoro psicoterapeutico.

  • Gli assiomi della comunicazione sono:

  • “alcune proprietà semplici della comunicazione che

  • hanno fondamentali implicazioni interpersonali”

  • P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica

  • della comunicazione umana, trad. it. Astrolabio, Roma, 1971







  • Non si può non comunicare

  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo ordina il primo ed è quindi metacomunicazione

  • La natura della comunicazione dipende dalla prospettiva degli interlocutori

  • Comunichiamo attraverso un modulo numerico e uno analogico

  • Tutti gli scambi sono simmetrici (uguaglianza di ruolo) o complementari (differenza)



1. “Non si può non comunicare”

  • 1. “Non si può non comunicare”

    • Chiunque si trovi in una situazione sociale è
    • comunque la sorgente di un flusso informativo,
    • indipendentemente dalla propria intenzionalità,
    • dall’efficacia dell’atto comunicativo o dalla
    • comprensione reciproca.


Non si può non comunicare”

  • Non si può non comunicare”

  • L’uomo che guarda fisso davanti a sé mentre fa

  • colazione in una tavola calda affollata , o il

  • passeggero d’aereo che siede con gli occhi

  • chiusi, stanno entrambi comunicando che non

  • vogliono parlare con nessuno né vogliono si

  • rivolga loro la parola, e i vicini di solito

  • “afferrano il messaggio” e rispondono

  • lasciandoli in pace



Non si può non comunicare”

  • Non si può non comunicare”

  • Una proprietà fondamentale del comportamento

  • è che il comportamento non ha un suo opposto





Non si può non comunicare”

  • Non si può non comunicare”

  • La comunicazione può anche essere:

  • intenzionale involontaria

  • conscia inconscia

  • efficace fraintesa

  • reciproca univoca





Sebbene il nostro modo di comunicare riveli moltissimo dei nostri pensieri e sensazioni, noi possiamo nascondere pensieri e sensazioni quasi completamente anche a noi stessi.

  • Sebbene il nostro modo di comunicare riveli moltissimo dei nostri pensieri e sensazioni, noi possiamo nascondere pensieri e sensazioni quasi completamente anche a noi stessi.

  • Il primo quadrante riguarda la sfera pubblica della personalità, atteggiamenti e comportamenti che il soggetto assume consapevolmente e di cui anche gli altri sono al corrente.

  • Siamo di fronte ad un’area comunicativa aperta, dove circolano liberamente i messaggi che l’individuo conosce, è disposto a comunicare e sono note agli altri.





Il secondo quadrante riguarda il caso in cui nascondiamo alcune verità anche a noi stessi (siamo ciechi), mentre esse possono risultare evidenti agli altri.

  • Il secondo quadrante riguarda il caso in cui nascondiamo alcune verità anche a noi stessi (siamo ciechi), mentre esse possono risultare evidenti agli altri.

  • La terza area riguarda la capacità dell’individuo di simulare, inibire e/o mascherare le caratteristiche che ci riguardano.

  • Il quarto quadrante rappresenta i fenomeni che ci riguardano ma che rimangono ignoti, sia a noi che alle persone che ci circondano.

  • È l’espressione sintetica della sfera dell’inconscio, indisponibile in un dato momento, ma sempre fonte latente di informazione accessibile tramite l’analisi.











Non si può non comunicare

  • Non si può non comunicare

  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo ordina il primo ed è quindi metacomunicazione

  • La natura della comunicazione dipende dalla prospettiva degli interlocutori

  • Comunichiamo attraverso un modulo numerico e uno analogico

  • Tutti gli scambi sono simmetrici (uguaglianza di ruolo) o complementari (differenza)







Dal punto di vista pragmatico, la natura della relazione condiziona le conseguenze comportamentali di un certo contenuto comunicativo

  • Dal punto di vista pragmatico, la natura della relazione condiziona le conseguenze comportamentali di un certo contenuto comunicativo



In sostanza ogni tipo di comunicazione fra due o più individui può avere livelli diversi di:

  • In sostanza ogni tipo di comunicazione fra due o più individui può avere livelli diversi di:

  • a. notizia

  • b. comando

  • Il primo aspetto(a) trasmette i dati , il secondo (b) il modo in cui si deve assumere tale comunicazione





Ad esempio, i messaggi

  • Ad esempio, i messaggi

  • “E’ importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente”

  • oppure

  • “Togli di colpo la frizione, rovinerai la trasmissione in un momento”

  • recano lo stesso tipo di contenuto (aspetto di notizia), ma hanno un livello estremamente differente di relazione (aspetto di comando)



Il concetto di metacomunicazione riguarda la possibilità di comunicare dati sull’atto stesso di comunicare.

  • Il concetto di metacomunicazione riguarda la possibilità di comunicare dati sull’atto stesso di comunicare.

  • Ad esempio:

  • un uomo che dice “Sto scherzando!

  • un cartello con la scritta “Ignorate questa indicazione

  • Quest’ultimo esempio, in particolare,

  • può generare la

  • comunicazione paradossale



Si può definire il paradosso come una contraddizione che deriva dalla deduzione corretta da premesse coerenti

  • Si può definire il paradosso come una contraddizione che deriva dalla deduzione corretta da premesse coerenti

  • Esistono 3 tipi di paradossi:

  • paradossi logico matematici antinomie

  • Nell’ambito della sintassi logica

  • definizioni paradossali antinomie semantiche

  • Nell’ambito della semantica

  • paradossi pragmatici  ingiunzioni paradossali e predizioni paradossali

  • Nell’ambito della pragmatica



Nell’ambito della sintassi logica

  • Nell’ambito della sintassi logica

  • Scorrettezza della correttezza di un ragionamento logico

  • “un contenitore che contenga tutto non può esistere perché dovrebbe contenere anche se stesso”

  • Nell’ambito della semantica

  • Scorrettezza della correttezza di un significante veicolato

  • “Io sto mentendo” è una frase vera se è falsa, falsa se è vera

  • Nell’ambito della pragmatica

  • Scorrettezza della correttezza di un comportamento suggerito, ordinato, perseguito

  • “Dovresti amarmi”; “Voglio che tu mi domini”; “Non essere così ubbidiente”



La comunicazione paradossale si basa sulla teoria del doppio legame:

  • La comunicazione paradossale si basa sulla teoria del doppio legame:

  • un messaggio è codificato in modo che

  • asserisce qualcosa

  • asserisce qualcosa sulla propria asserzione

  • queste due asserzioni si escludono a vicenda.





  • Non si può non comunicare

  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo ordina il primo ed è quindi metacomunicazione

  • La natura della comunicazione dipende dalla prospettiva degli interlocutori

  • Comunichiamo attraverso un modulo numerico e uno analogico

  • Tutti gli scambi sono simmetrici (uguaglianza di ruolo) o complementari (differenza)











Questo esempio dimostra che:

  • Questo esempio dimostra che:

  • non esiste una punteggiatura “oggettiva

  • anche la punteggiatura fa parte degli aspetti di relazione della comunicazione



Un osservatore esterno può ritenere che una serie di comunicazioni rappresenti una serie ininterrotta di scambi.

  • Un osservatore esterno può ritenere che una serie di comunicazioni rappresenti una serie ininterrotta di scambi.

  • In realtà ogni atto comunicativo rappresenta contemporaneamente uno stimolo, una risposta, un rinforzo



Ad esempio, un ricercatore che cerca di addestrare una cavia, associa alla risposta della cavia (abbassare la leva di una gabbietta) un rinforzo (fornire alla cavia un pezzo di formaggio)

  • Ad esempio, un ricercatore che cerca di addestrare una cavia, associa alla risposta della cavia (abbassare la leva di una gabbietta) un rinforzo (fornire alla cavia un pezzo di formaggio)



Allo stesso modo, però, la cavia può arrivare alla conclusione di aver addestrato un ricercatore perché tutte le volte che gli fornisce uno stimolo (abbassare la leva di una gabbietta) ottiene dal ricercatore la medesima risposta (un pezzo di formaggio)

  • Allo stesso modo, però, la cavia può arrivare alla conclusione di aver addestrato un ricercatore perché tutte le volte che gli fornisce uno stimolo (abbassare la leva di una gabbietta) ottiene dal ricercatore la medesima risposta (un pezzo di formaggio)



  • Non si può non comunicare

  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo ordina il primo ed è quindi metacomunicazione

  • La natura della comunicazione dipende dalla prospettiva degli interlocutori

  • Comunichiamo attraverso un modulo numerico e uno analogico

  • Tutti gli scambi sono simmetrici (uguaglianza di ruolo) o complementari (differenza)





La comunicazione analogica è essenzialmente ogni tipo di comunicazione non verbale

  • La comunicazione analogica è essenzialmente ogni tipo di comunicazione non verbale

  • Si riferisce all’aspetto di relazione della comunicazione

  • “si basa su una semantica precisa, ma è priva di una sintassi utile a definire la natura delle relazioni che propone”





Analogici sono quei segnali che contengono una qualche rappresentazione o immagine del significato a cui si riferiscono

  • Analogici sono quei segnali che contengono una qualche rappresentazione o immagine del significato a cui si riferiscono

    • Un disegno, ma anche l’abbraccio protettivo di una madre




La comunicazione digitale ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica direttamente ispirata alla natura delle relazioni che propone

  • La comunicazione digitale ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica direttamente ispirata alla natura delle relazioni che propone

  • Numerici o simbolici sono quei messaggi che rimandano a un sistema simbolico codificato e formalizzato di segni, la cui relazione con il significato di cui sono portatori è del tutto arbitrario”



  • I segni detti iconici:

  • sono culturalmente codificati

  • non hanno le 'stesse' proprietà fisiche dell'oggetto, ma stimolano una struttura percettiva 'simile' a quella che sarebbe stimolata dall'oggetto imitato

  • Un segno è iconico quando "può rappresentare il suo oggetto soprattutto per via di similarità"

  • La similarità è PRODOTTA e deve essere APPRESA



Deriva dal latino signalis, che deriva a sua volta dal sostantivo signum

  • Deriva dal latino signalis, che deriva a sua volta dal sostantivo signum

  • Presuppone una forte strutturazione e

  • la produzione di qualcosa che il ricevente

  • sia in grado di vedere e/o di sentire

  • Ha un grado zero di connotazione,

  • in quanto equivale all’ordine di fare qualcosa

  • Nonostante sia caratterizzato da immediatezza necessita comunque di una decodifica



  • Il simbolo esprime una relazione tra un certo segno e il significato attribuito a questo segno, relazione

  • di tipo arbitrario, generale e convenzionale



















  • Non si può non comunicare

  • Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo ordina il primo ed è quindi metacomunicazione

  • La natura della comunicazione dipende dalla prospettiva degli inerlocutori

  • Comunichiamo attraverso un modulo numerico e uno analogico

  • Tutti gli scambi sono simmetrici (uguaglianza di ruolo) o complementari (differenza)





In generale…

    • In generale…
    • In generale, uno scambio simmetrico avviene fra interlocutori che si considerano sullo stesso piano, svolgendo funzioni comunicative e ruoli sociali analoghi
    • In generale, uno scambio complementare fa incontrare persone che hanno una relazione ma non sono sullo stesso piano per potere, ruolo comunicativo, autorità sociale, interessi.


Applicando questo concetto al campo dei mezzi di comunicazione di massa sarebbe possibile definire:

    • Applicando questo concetto al campo dei mezzi di comunicazione di massa sarebbe possibile definire:


Comunicazione verbale

  • Comunicazione verbale

  • Comunicazione di tipo numerico

  • Comunicazione non verbale

  • Comunicazione di tipo analogico







Per frequenza: - discontinua, episodica;

  • Per frequenza: - discontinua, episodica;

  • - seriale, abituale

  • - continua, routinizzata

  • Per estensione:

  • - extrapersonale (meccanica, tecnologica)

  • - intrapersonale (interiore)

  • - interpersonale: - binaria

  • - di gruppo

  • - globale.



  • Nella comunicazione tra le persone si utilizzano

  • messaggi verbali: ciò che si dice

  • messaggi paraverbali: intonazioni e modulazioni della voce (volume, timbro), inflessioni, pause, ritmi, silenzi

  • messaggi non verbali: distanze

  • contatti corporei

  • posture e movimenti

  • gestualità

  • espressioni del volto

  • sguardi

  • abbigliamento,acconciatura,trucco….





Comunicazione non verbale

  • Comunicazione non verbale

  • in gran parte inconsapevole, non intenzionale e non controllabile

  • fornisce informazioni sul soggetto che la esprime

  • è poco idonea ad esprimere concetti

  • è ambigua

  • ha grande efficacia nelle relazioni



Svolge una funzione relazionale di base:

  • Svolge una funzione relazionale di base:

  • gestisce le situazioni sociali

  • comunica la presentazione di sé

  • comunica le emozioni

  • definisce, cambia, mantiene, difende le relazioni di potere

  • influenza i processi di persuasione

  • può sostituire la comunicazione verbale.



Aspetti statici

  • Aspetti statici

  • volto

  • conformazione fisica

  • timbro di voce

  • abiti, acconciatura, trucco, ecc.



Sistema paralinguistico

  • Sistema paralinguistico

  • Sistema cinesico

  • Prossemica

  • Aptica



Sistema vocale non verbale

  • Sistema vocale non verbale

  • Indica l’insieme dei suoni emessi durante una conversazione a prescindere dal loro significato

  • Ad esempio:

  • il tono della voce

  • la frequenza e l’intensità della voce

  • Il ritmo (la velocità delle frasi e le pause)



sul sistema paralinguistico incidono:

  • sul sistema paralinguistico incidono:

  • fattori fisiologici

  • ad es. il tono dell’uomo è più grave di quello della donna

  • fattori sociali

  • ad es. ad uno status sociale più elevato si associa un tono di voce più grave



La gestione dello spazio e del territorio nella comunicazione interpersonale

  • La gestione dello spazio e del territorio nella comunicazione interpersonale

  • Lo spazio può essere suddiviso in 4 zone principali:

    • La zona intima
    • La zona personale
    • La zona sociale
    • La zona pubblica


Le persone comunicano con il modo di gestire lo spazio.

  • Le persone comunicano con il modo di gestire lo spazio.

  • Elementi da considerare:

  • la distanza tra gli interlocutori

  • l’orientazione (la posizione reciproca delle persone)

  • il modo di muoversi nell’ambiente

  • l’organizzazione dello spazio e degli oggetti.

  • E.Goffman (1971) introduce concetti come

  • riserve territoriali, contrassegni spaziali, violazioni territoriali, trasgressioni spaziali.



Il modo in cui è organizzato lo spazio sociale può determinare “ a monte” il comportamento comunicativo.

  • Il modo in cui è organizzato lo spazio sociale può determinare “ a monte” il comportamento comunicativo.

  • Esistono

  • spazi centrifughi, che tendono a mantenere le persone in isolamento reciproco ( ad es. stazioni ferroviarie)

  • spazi centripeti, che favoriscono incontri e socialità (ad es. bar, ristorante).



Le due principali orientazioni che le persone possono assumere nel corso di un’interazione sono:

  • Le due principali orientazioni che le persone possono assumere nel corso di un’interazione sono:

  • frontale (faccia a faccia)

  • di fianco.

  • La scelta è orientata da criteri di ruolo e di status:

  • collaborazione

  • gerarchia

  • intimità.



La distanza che le persone assumono è indice dei loro rapporti sociali e dei loro sentimenti reciproci.

  • La distanza che le persone assumono è indice dei loro rapporti sociali e dei loro sentimenti reciproci.

  • Può essere (E.Hall):



La cronemica è il modo in cui gli individui percepiscono ed usano il tempo per organizzare le proprie attività e per scandire la propria esperienza.

  • La cronemica è il modo in cui gli individui percepiscono ed usano il tempo per organizzare le proprie attività e per scandire la propria esperienza.

  • Esiste una differenza tra le culture (culture veloci / culture lente).

  • Ogni individuo è portatore di uno specifico ritmo personale.

  • La comunicazione tra soggetti che hanno ritmi biologici, culturali e psicologici differenti può provocare distonie, sfasamenti, disagio.



Si riferisce alle diverse forme di contatto anche se è un campo ancora poco esplorato

  • Si riferisce alle diverse forme di contatto anche se è un campo ancora poco esplorato

    • Contatto formale (es. stretta di mano, bacio accademico, doppio bacio)
    • Contatto informale (un abbraccio, una paca sulla spalla)


Influenzano il nostro interlocutore:

  • Influenzano il nostro interlocutore:

  • comunicazione verbale 7%

  • comunicazione paraverbale 38%

  • comunicazione non verbale 55%

  • Se quello che vogliamo dire è 100

  • quello che diciamo è 70

  • quello che viene ascoltato è 40

  • quello che viene recepito è 20

  • quello che viene ricordato è 10



Riguarda la comunicazione espressa dalla mimica facciale, dai movimenti degli occhi e del corpo (movimento delle mani, postura)

  • Riguarda la comunicazione espressa dalla mimica facciale, dai movimenti degli occhi e del corpo (movimento delle mani, postura)

  • Ad esempio il guardare qualcuno negli occhi qualcuno è spesso interpretato come segnale del fatto di voler iniziare una conversazione o interazione



Categorie di gesti:

  • Categorie di gesti:

  • emblematici (emessi intenzionalmente, spesso convenzionali)

  • illustratori ( a commentare il linguaggio verbale)

  • regolatori ( a sincronizzare gli interventi)

  • indicatori ( di stati d’animo)

  • adattatori (a regolare la propria posizione rispetto ad altre persone o agli oggetti)



All’interno di ogni sistema esistono regole più o meno implicite che stabiliscono la correttezza delle posture.

  • All’interno di ogni sistema esistono regole più o meno implicite che stabiliscono la correttezza delle posture.

  • Rispetto ai rapporti possono essere:

  • dominanti/sottomesse

  • di amicizia /ostilità

  • di formalità/informalità

  • di autonomia/cooperazione/competizione.

  • Rispetto all’individuo dipendono da:

  • situazione e attività

  • stato d’animo ed emozioni.





  • Corpo Mente

  • Emozioni



Inibizione: movimenti di ritiro-stereotipati-immotivati

  • Inibizione: movimenti di ritiro-stereotipati-immotivati

  • Depressione: movimenti scarsi-evitanti-nascosti-lenti-ritratti

  • Euforia: movimenti rapidi-ostentati-enfatici-bruschi

  • Ambivalenza: movimenti oscillatori

  • Ansietà: movimenti irrequieti-agitati-tormentati.



Indicano:

  • Indicano:

  • caratteristiche della personalità (tipiche e costanti)

  • emozioni (entro 7 tipi principali:

  • felicità, sorpresa, interesse, paura, tristezza, disgusto, collera)

  • reazioni di interattività (alla comunicazione altrui o al contesto).



Diretto

  • Diretto

  • Alla fine di un’espressione altrui = rinforzo

  • Durante espressioni proprie = enfatizzazione

  • Mentre si pongono domande = invito alla confidenza

  • Prolungato = gradimento, invito oppure minaccia



L’espressione e la percezione delle emozioni sono universali o peculiari di ogni cultura?

  • L’espressione e la percezione delle emozioni sono universali o peculiari di ogni cultura?

  • Esistono somiglianze interculturali, nel sistema neuromotorio umano e nelle esperienze comuni della specie, tuttavia è probabile che l’apprendimento sociale modelli

  • le risposte alle emozioni espresse

  • gli stimoli che le provocano

  • le regole che presiedono alle loro manifestazioni.



La forma più diffusa di interazione diretta, è intenso canale di scambio umano.

  • La forma più diffusa di interazione diretta, è intenso canale di scambio umano.

  • In situazione naturale è

  • orale

  • simultanea

  • semioticamente paritaria

  • senza piani prestabiliti

  • concatenata.



La conversazione è regolata secondo il principio della cooperazione, definito da 4 massime:

  • La conversazione è regolata secondo il principio della cooperazione, definito da 4 massime:

  • quantità (fornisci tante informazioni quante te ne sono richieste)

  • qualità (non dire ciò che credi falso e ciò per cui non hai prove)

  • relazione (sii pertinente)

  • modo (evita prolissità, ambiguità, oscurità, disordine).



Non t’imporre

  • Non t’imporre

  • Offri delle alternative

  • Metti il destinatario a suo agio

  • E.Goffman (1967) analizza i rituali che segnano i rapporti interattivi tra estranei in situazioni pubbliche.



Può essere considerato un fattore di controllo della comunicazione, perché consente di verificare l’effetto che i messaggi producono su chi li riceve.

  • Può essere considerato un fattore di controllo della comunicazione, perché consente di verificare l’effetto che i messaggi producono su chi li riceve.

  • Il feed-back positivo è un messaggio di conferma: “tu esisti e sono d’accordo con te”

  • Il feed-back negativo è un messaggio di negazione o di critica: “tu esisti, ma non sono d’accordo con te”

  • La disconferma è un tipo patologico di comunicazione perché risponde senza prendere in considerazione l’altro. In sostanza significa: “tu non esisti”.



La capacità di ascolto è indispensabile perché la comunicazione sia tale: si manifesta

  • La capacità di ascolto è indispensabile perché la comunicazione sia tale: si manifesta

  • nella reattività di posture, gesti, atteggiamenti

  • nell’evitare di interrompere

  • nel riassumere ogni tanto con altre parole ciò che l’interlocutore sta dicendo.



Ignorare

  • Ignorare

  • Fingere di ascoltare

  • Ascoltare a tratti

  • Sentire le parole

  • Porre attenzione

  • Ascoltare empaticamente



Il ricevente compie un lavoro, la cui qualità rende più o meno “buono” l’ascolto.

  • Il ricevente compie un lavoro, la cui qualità rende più o meno “buono” l’ascolto.

  • Alcune regole:

  • quel che percepisci dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

  • Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose dalla sua prospettiva.

  • Le emozioni sono strumenti conoscitivi fondamentali. Informano non su ciò che si vede, ma su come si guarda.

  • Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.

  • Un buon ascoltatore è capace di autoironia.



Alcuni esempi:

  • Alcuni esempi:

  • Espressioni del viso: i giapponesi le controllano, ad esempio usano la risata per nascondere rabbia o dolore

  • I popoli mediterranei manifestano più liberamente le emozioni.

  • Distanza: i popoli nordici parlano a distanza maggiore rispetto agli altri.

  • Sguardo: due arabi che conversano si guardano di più rispetto a due inglesi o due americani.

  • Contatto: gli arabi ( e in parte gli italiani e altri popoli mediterranei) si toccano mentre discutono.















































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