In Machiavelli, pur sullo sfondo di una visione pessimistica la fiducia nel controllo razionale della realtà


Influenza piena sulle vicende umane: inutilità sia della prudenza, sia della capacità di adattarsi alle situazioni per dirigere o prevedere gli eventi



Scaricare 291 Kb.
Pagina4/4
29.03.2019
Dimensione del file291 Kb.
1   2   3   4

Influenza piena sulle vicende umane: inutilità sia della prudenza, sia della capacità di adattarsi alle situazioni per dirigere o prevedere gli eventi

  • I grandi della Storia, uomini fortunati (successo non per capacità di dominare gli eventi, ma per azione in circostanze storiche favorevoli)



  • In mancanza di regole assolute e generali, la discrezione dal latino (dis-cerno, separo, distinguo)

    • In mancanza di regole assolute e generali, la discrezione dal latino (dis-cerno, separo, distinguo)

    • Per Guicciardini la Storia flusso di eventi del tutto imprevedibile

    • Unica qualità per una chiara visione dei fatti politici e sociali, la discrezione (capacità di cogliere il carattere peculiare – unico e irriducibile – di ogni situazione e di adeguarsi ad essa)



    Discrezione principio ben diverso dalla virtù di Machiavelli

    • Discrezione principio ben diverso dalla virtù di Machiavelli

    • Virtù machiavelliana costruttrice di nuove realtà politiche

    • Guicciardini privo di grandi disegni da realizzare

    • Punto di riferimento non tanto le sorti dello stato, quanto quelle del singolo



    “Quegli uomini conducono bene le cose loro in questo mondo, che hanno sempre innanzi agli occhi l’interesse proprio, e tutte le azioni sue misurano con questo fine” (Ricordi, 218)

    • “Quegli uomini conducono bene le cose loro in questo mondo, che hanno sempre innanzi agli occhi l’interesse proprio, e tutte le azioni sue misurano con questo fine” (Ricordi, 218)

    • Criterio del particulare

    • Di fronte all’instabilità del mondo, necessità di mantenersi aderenti alla situazione concreta, operando per il proprio particulare (per il proprio personale e privato interesse), senza affidarsi a valori o ideali astratti

    • Apparente cinismo, ma preoccupazione moralista di Guicciardini

    • La preoccupazione per la salvezza materiale e morale dell’individuo in mezzo al fluttuare di eventi ingovernabili



    Medesimo realismo disilluso dei Ricordi nell’opera più impegnativa di Guicciardini

    • Medesimo realismo disilluso dei Ricordi nell’opera più impegnativa di Guicciardini

    • In 20 libri le guerre della fine dell’indipendenza italiana, dalla morte di Lorenzo il Magnifico (1492) a quella di Papa Clemente VII (1534).

    • Eventi vissuti dall’autore da vicino, in parte come protagonista

    • Nell’opera, il senso di una grande tragedia politica e dell’inevitabilità degli eventi della fine dell’indipendenza degli stati regionali italiani



    Attenta ricerca e valutazione dei documenti

    • Attenta ricerca e valutazione dei documenti

    • Sviluppo rispetto alla storiografia precedente

    • L’assenza del vaglio critico delle fonti fino a Machiavelli

    • Riduzione al minimo degli ornamenti retorici tradizionali nella storiografia (ampi discorsi messi in bocca ai protagonisti – sull’esempio classico – commenti e massime generali).

    • Ricostruzione con massima lucidità dello sviluppo di avvenimenti intricati

    • Opera come tappa importante nella formazione della moderna metodologia storica (cioè della raccolta e dell’attenta indagine critica delle fonti)





    Condividi con i tuoi amici:
    1   2   3   4


    ©astratto.info 2019
    invia messaggio

        Pagina principale