In vetrina


Il libro “Dai gradini del Persephoneion” di Marisa Pelle (Besa, pp. 84, euro 15)



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Il libro
Dai gradini del Persephoneion” di Marisa Pelle (Besa, pp. 84, euro 15)
Marielide Colicchia III C
Nessuna opera, di qualunque genere essa sia, può suscitare forti sensazioni in chi la mira se l'artista non vi infonde le proprie. Vuole far emozionare l'autrice di una silloge poetica che è arrivata terza tra i cinque finalisti del Premio Rhegium Julii Inedito 2010 e si intitola, suggestivamente, "Dai gradini del Persephoneion". La poetessa è la docente di lettere classiche Marisa Pelle, che vi rivela speranze e sogni sospesi, muovendosi tra  ricordi gioiosi o mesti, sogni e pensieri dedicati ai suoi due licei classici, “Ivo Oliveti” di Locri e “Giuseppe La Farina” di Messina, gli stessi in cui ha trascorso la sua vita di educatrice di tanti giovani. Riesce a trasportare il lettore nel tempo e nel luogo che ricrea in ogni sua lirica, la raccolta poetica “Dai gradini del Persephoneion” (e Persephoneion era l’antico santuario dedicato a Persefone a Locri Epizefiri) inoltrando chi legge in un'atmosfera ricca di immagini che con lo scorrere delle pagine diventa sempre più vivida. Un effetto accresciuto da un lessico ricercato e attento ai fonemi, alle voci della classicità disposte con armonia, “voce senza voce” che evoca gli antichi suoni del latino e del greco, le discipline, insieme all'italiano, insegnate con passione dalla professoressa Marisa Pelle. "Paga ogni giorno il suo obolo alla notte", è questo l’ incipit "alla greca" che apre una lirica che mi è piaciuta molto perché ci siamo noi, i suoi alunni, “in quel tramestio di voci gioiose”. Non c’è più l’Aurora dalle rosee dita, che si alza dal suo letto per donare nuovamente la luce all'umanità, bensì un modernissimo dio Giorno che “paga il suo obolo alla Notte in un dedalo di strade”. Sembra di planare dall’alto, da un aereo, per tuffarsi in un intricato groviglio di strade labirintiche che conduce alla cavea di un grande teatro, quello che ogni giorno si riempie di giovani spettatori pronti, tra suoni e colori, ad assistere allo spettacolo della vita. E lì, in quella cavea, con ardore e dedizione, l’artista dona sapere e conoscenza. Tuttavia, allorché il suo lavoro sarà stato rifinito e ultimato, all'artista toccherà mettersi da parte, affinché altri, dopo di lei, possano continuare il suo lavoro.  E mentre “sul proscenio continua la commedia della vita”, quei volti “sbozzati campiti”, lei li rammenterà sempre...

La poesia

                                                                                                                                                      



Ricordi
Valeria Muscolino III C Scuola Media Statale “Pasquale Simone Neri” Giampilieri
E stiamo a piangere ancora

sui ricordi e le macerie di allora

su un paese scomparso in un attimo

su tanti cuori privati di un altro battito

su case,stradine e muretti

su posti dove non si doveva stare attenti

Ricordi che ti spezzano il cuore

come un’emozione che cresce dentro e poi muore

li odi

e cerchi di ignorarli in tutti i modi



li pensi anche se fa male

ma c’è sempre un ricordo che ti assale

che non ti fa dormire tranquillo

che ti fa sentire piccolo come uno spillo

che a volte ti fanno toccare il cielo di altri mondi

sono loro i ricordi…






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