In vetrina


La poesia Che disastro



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28.03.2019
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La poesia
Che disastro
Esmeralda Minutoli III A Scuola Media Statale “Pasquale Simone Neri” Giampilieri

Che disastro

che desolazione attraversare le vie del paese

porte chiuse

porte sbarrate

neppure un bambino che gioca felice

occhi tristi,impauriti.

Sembra di essere in un deserto

dove non c’è più vita.

Un forte temporale

vite spezzate

segnate nel tempo

cuori infranti che nessuno può colmare

Porte sbarrate dalla legna

segnati col sangue dell’agnello

vite risparmiate.

Il mio cuore diventa piccolo,impotente

Non ci sarà mai più l’armonia di prima.




Un anno è passato
Un anno è passato

è nulla e cambiato

Arriva l’inverno

per noi è un inferno

Cosa fare!

Possiamo solo aspettare

Aspettare cosa?

Che la gente si muova

Ma nulla si fa

neppure per quelli

che sono al di là.

Dobbiamo solo soffrire

con la speranza

di non morire



Uno sguardo
Il mio sguardo

si ferma sulla gente

ed inizio a pensare

che cosa posso fare.

Vorrei sollevare

quegli sguardi

che impauriti

pensano come poter

andare avanti.

Ma che fare



Non ci posso proprio pensare


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