Indice thomas Khun (Matteo Gardella, Alice Merenda Somma)



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21.11.2017
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INDICE

  • Thomas Khun (Matteo Gardella, Alice Merenda Somma)

  • Il Sistema Tolemaico (Marco Mazzavillani, Michele Mondelli)

  • Francis Bacon (Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi)

  • Scienza e Religione (Francesca Danesi, Ilaria Marinelli)

  • Alexandre Koyré (Laura Capponi, Beatrice Moncada)



LE RIVOLUZIONI SCIENTIFICHE

  • Thomas Kuhn

  • (1922 Cincinnati-1996 Cambridge)

  • Epistemologo



Introduzione

  • Sviluppo normale: Sviluppo rivoluzionario

  • Processo cumulativo nel quale la ricerca scientifica Implica scoperte incompatibili con i concetti

  • produce piccole scoperte che si vanno ad aggiungere preesistenti, appartenenti alla precedente

  • alla riserva della conoscenza scientifica. tradizione scientifica.

  • Vi è una continuità di metodi scientifici e si parte da Necessita di un modo completamente nuovo

  • preconcetti o basi note e date per certe. di pensare e di analizzare i fenomeni e di

  • superare i preconcetti e le teorie già esistenti.

  • - Il concetto di moto Aristotelico e Newtoniano sono un valido esempio: secondo Aristotele il moto coincide con il mutamento (di colore, di forma, di luogo o di stato), mentre per Newton il movimento è lo stato per il quale un corpo si sposta da una posizione A ad una posizione B, con una velocità determinata da una accelerazione, pari al rapporto fra la forza applicata al corpo stesso e la sua massa.

  • - Un altro valido esempio è rappresentato dalla rivoluzione Copernicana, che permise di modificare non solo la concezione del movimento dei corpi celesti, ma la stessa definizione dei corpi celesti.

  • I mutamenti rivoluzionari non correggono dei singoli errori di un sistema scientifico preesistente corretto, ma stravolgono l’intero modo di interpretare la scienza e l suo rapporto con la natura.



La fisica aristotelica e quella Newtonaiana Aristotele aveva fondato le importanti basi della

  • La fisica aristotelica e quella Newtonaiana Aristotele aveva fondato le importanti basi della

  • differiscono completamente sotto ogni punto logica e i suoi trattati di biologia erano stati punto

  • di vista. di riferimento per i biologi del ‘500 e ‘600.

  • È possibile che Aristotele abbia fallito completamente in fisica, essendogli venute a mancare le sue capacità?

  • Non è così, per Aristotele certe parole Il movimento per Aristotele non è solo il passaggio da una

  • avevano un significato completamente posizione ad un’altra, ma ogni mutamento (la crescita,

  • diverso da quello che hanno per noi oggi. l’alterazione di intensità e cambiamenti qualitativi).

  • Vi è una diversa concezione del concetto di La fisica Aristotelica sta in piedi, ma si basa su un

  • materia e di qualità: per la fisica Newtoniana modo completamente diverso di intendere la

  • la materia è un insieme di atomi e le sue scienza (analisi qualitativa non quantitativa).

  • caratteristiche sono date dai legami atomici;

  • per Aristotele, la materia è trascurabile mentre

  • la sostanza è determinata da precise qualità. Cambiamento paradigma.

  • Il movimento deve avere la stessa caratteristica Il vuoto non esiste perché essendo una qualità,

  • asimmetrica di ogni mutamento: quindi anche il esiste dove c’è materia, ma se non c’è materia,

  • moto deve avere una direzione preferenziale. non può esserci una qualità.

  • L’universo sarebbe infinito, poiché se nell’universo vi fosse vuoto non si potrebbe determinarne una fine; ma in un universo infinito non si potrebbe determinare un centro o una posizione esatta.

  • Newton rivoluzione questa analisi qualitativa, per dar vita alla scienza moderna.



Nel 1800 Volta crea la prima pila elettrica; Riteneva che la fonte di energia fosse l’interfaccia

  • Nel 1800 Volta crea la prima pila elettrica; Riteneva che la fonte di energia fosse l’interfaccia

  • essa si componeva di uno strato di zinco, metallica, che generava una tensione elettrica,

  • uno di argento e uno di carta bagnata. mentre la carta bagnata faceva solo da tramite.

  • Considerando le tazze come dei mezzi di contatto, Applica lo stesso ragionamento anche

  • e non come una parte integrante della cella, Volta al sistema detto “bottiglia di Leida”, il

  • inverte la direzione del flusso di corrente e le cariche quale è costituito da una serie di tazze

  • dei metalli. d’acqua, collegate tra loro da alcune

  • pile elettriche (congegno = batteria).

  • Inoltre la sorgente di energia non è più l’interfaccia

  • metallica, ma l’insieme di zinco, argento e acqua.

  • Con la nuova concezione della pila elettrica e

  • della elettrostatica, si arriva alla formulazione

  • di nuovi concetti, che non erano correttamente

  • Per esempio, il circuito esterno di un sistema concepiti con il precedente modello.

  • elettrico era inteso come un semplice cortocircuito.

  • Per una formulazione scientificamente corretta e

  • valida della resistenza elettrica bisognerà aspettare

  • la legge di Ohm del 1840, che considerava il modello corretto di batteria e di circuito.



Nel 1877 Boltzman applica un’analisi statistica Trova risultati già ottenuti da altri scienziati, ma

  • Nel 1877 Boltzman applica un’analisi statistica Trova risultati già ottenuti da altri scienziati, ma

  • per determinare la percentuale delle molecole in una maniera completamente nuova.

  • di un gas aventi una determinata velocità.

  • -Conosce la media dei quadrati delle velocità Nel 1900 Plank riprende lo stesso procedimento

  • delle molecole dalla tradizione precedente; per trovare la percentuale di molecole di un corpo

  • -suddivide l’energia cinetica in celle, assegnando nero che assorbono ad una determinata frequenza.

  • ad esse una molecola per estrazione.

  • Modifica gran parte dei campi della fisica non -Calcola l’energia totale e la suddivide in celle che

  • un singolo campo e cambia l’intero modo di possono avere solamente valore hv;

  • concepire la fisica (assume grande importanza). -assegna le varie molecole alle celle per estrazione.

  • Contribuisce a sancire lo stacco tra fisica Nel 1906 altri scienziati affermano per via sperimentale

  • classica e moderna; infatti nella fisica delle che le celle di energia individuate da Boltzman e Plank

  • basse temperature si pensava che allo zero sono indivisibili; esse vengono chiamate quanti e sono

  • assoluto cessasse ogni forma di movimento particelle di energia indivisibili.

  • molecolare: non è così, perché l’esistenza

  • dei quanti fa sì che ogni atomo mantenga

  • una sempre una piccola quantità di energia

  • che gli consente di oscillare.

  • (D.K.C. MacDonald “Verso lo Zero Assoluto”) Esempio di cambiamento di termini che si

  • accompagna al cambiamento di paradigma.



Conclusioni

  • - I processi rivoluzionari non possono avvenire passo dopo passo; se si tenta di aggiungere modifiche una alla volta, si ottengono solo due insiemi di generalizzazioni coerenti con sé stessi (uno iniziale e uno finale), mentre gli stadi intermedi risulterebbero contradditori ed erronei.

  • - I processi rivoluzionari portano con sé, non solo un rinnovamento di alcune nozioni base legate alla scoperta rivoluzionaria, ma richiedono la rivisitazione di tutte gli altri campi della scienza legati ad esse, per evitare di ottenere un sapere scientifico incoerente.

  • - Anche la scienza normale può contribuire, tramite nuove scoperte non rivoluzionarie, a modificare il modo in cui i termini si connettono alla natura; ma nei processi rivoluzionari, ciò che viene modificato non è solo il modo in cui i termini si connettono alla natura, ma l’insieme di oggetti o situazioni ai quali quei termini si riferiscono; questo mutamento viene detto mutamento tassonomico.

  • - Nei processi rivoluzionari, risulta indispensabile l’abolizione dei rapporti di somiglianza tra elementi che appartenevano al sapere scientifico pre-rivoluzionario e post-rivoluzionario.



IL SISTEMA TOLEMAICO



Ostacoli a una nuova scienza

  • “Quando ci si avvicina a un pensiero che non è il nostro, diventa importante cercare di dimenticare ciò che sappiamo o crediamo di sapere” - Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, cap.1

  • Ostacoli alla nuova scienza teorizzati dal filosofo francese Bachelard:

  • -ostacoli epistemologici : convinzioni ricavate dal sapere comune e scientifico che tendono a impedire una rottura nella crescita del sapere scientifico,

  • -distacco della scienza dal realismo del senso comune,

  • -falsa continuità storica del pensiero scientifico poiché fondata sull’uso delle stesse parole.



Premesse fisiche alla formulazione del sistema tolemaico nascono dal riferimento a situazioni legate all’esperienza quotidiana

  • 1. Tendenza dei corpi al loro luogo naturale e la velocità di caduta di un corpo è direttamente proporzionale al peso.

  • 2. La velocità di un corpo in caduta libera è inversamente proporzionale alla densità del mezzo.

  • NB: il vuoto non esiste, poiché in esso la velocità del corpo sarebbe

  • infinita.

  • 3. Il moto violento di un corpo è prodotto da una forza che agisce su di esso, poiché tutto ciò che si muove è mosso da qualcosa d’altro (ad eccezione dei corpi celesti).

  • NB: la quiete è lo stato naturale dei corpi



Cosmologia

  • Mondo terrestre (o sublunare):

  • Mondo della generazione e delle corruzione

  • Risulta dalla mescolanza di 4 elementi: Terra e Aria (tendenza verso il basso), Fuoco e Acqua (tendenza verso l’alto)

  • Il suo divenire e mutamento il suo deriva dall’agitazione o mescolanza degli elementi all’interno di un corpo

  • Concetto di movimento nella fisica aristotelica: passaggio dall’essere in potenza all’essere in atto



Il movimento, per Aristotele, si può configurare come:

  • Il movimento, per Aristotele, si può configurare come:

  • 1.Alterazione nella qualità

  • 2.Generazione e corruzione nella sfera dell’essere

  • 3.Moto nello spazio non è uno stato dei corpi, ma una sorta di qualità che affetta i corpi

  • Moto naturale: moto rettilineo (inteso come assoluto e non relativo) che dipende dalla naturale tendenza dei corpi a raggiungere il loro luogo naturale

  • Moto violento: dovuto all’azione di una forza esterna che impedisce o limita il raggiungimento del luogo naturale da parte del corpo.

  • Quando la forza cessa, il corpo tende a riprendere il proprio posto nel luogo naturale.



Mondo celeste:

  • Mondo celeste:

  • Inalterabile e perenne

  • Le stelle e i pianeti non sono formati dall’elemento divino: etere o quinta essentia (non soggetto ad alterazioni)

  • I corpi celesti e le sfere si muovono di moto circolare, uniforme e perenne (contrapposto a quello rettilineo del mondo sublunare)

  • L’universo è finito, poiché limitato dalla sfera delle stelle fisse

  • L’azione trasportatrice che il primo mobile compie sulla sfera della stelle fisse produce il moto che per contatto arriverà fino al cielo della Luna

  • La Terra non compie nessun moto: la sua centralità e immobilità è confermata dall’ovvia esperienza quotidiana



Da Aristotele a Tolomeo

  • L’universo di Aristotele è frutto di una trasposizione

  • sul piano della realtà e della fisica del modello

  • geometrico e astratto di Eudosso di Cnido

  • applica artifici retorici per salvare i fenomeni

  • CONTRAPPOSIZIONE TRA ASTRONOMIA COME COSTRUZIONE DI IPOTESI E ASTRONOMIA COME DESCRIZIONE DI EVENTI REALI

  • DETERMINANTE PER LA FORMULAZIONE DEL SISTEMA TOLEMAICO



Sistema tolemaico

  • Tolomeo Sistema tolemaico

  • è una mescolanza di fisica artistotelica e di astronomia

  • tolemaica (campo di attività per fisici), inserite nel

  • contesto di una cosmologia influenzata dalle correnti

  • neoplatoniche, dall’astrologia, dalla teologia.

  • la teoria sarà poi distrutta nel ‘600 dopo oltre un millennio



L’astronomia degli antichi

  • LE PRIME OSSERVAZIONI:

  • CALDEI: con lo scopo di fare previsioni astrologiche e prevedere il futuro, compiono una serie di osservazioni che gli permette di prevedere persino le eclissi.

  • EGIZI: buon livello di conoscenza del moto dei pianeti, ma primitiva rappresentazione dell’universo immaginato come una scatola rettangolare chiusa costituta dalla terra, in cui l’Egitto è situato al centro e stelle sono appese al soffitto dell’universo.

  • Solo con i Greci vengono ordinate le conoscenze di Caldei ed Egiziani e nasce una vera scienza dell’astronomia che si discosta sempre più dalla magia.



I PITAGORICI (VI sec.)

    • I PITAGORICI (VI sec.)
    • -per primi sostengono l’ipotesi che la Terra fosse sferica
    • -il moto dei corpi celesti è governato da un’armonia universale esprimibile attraverso i numeri
    • -il numero 10, rappresentato sotto una forma chiamata Tetraktys, rappresenta il compendio di tutto l’universo:
    • -l’1 rappresenta il punto
    • -il 2 rappresenta la linea
    • -il 3 rappresenta la superficie
    • -il 4 rappresenta il solido
    • -il cosmo costituito da un fuoco centrale intorno al quale ruotano la Terra, il Sole, i 5 pianeti allora conosciuti e le stelle fisse
    • -per raggiungere il numero 10 viene situata tra il fuoco centrale e la terra l’antiterra, togliendo così, per la prima volta, la terra dal centro dell’universo


PLATONE

  • PLATONE

  • Formulazione dei primi 2 principi dell’universo:

  • a) la terra è immobile al centro dell’universo (trova verifica diretta sia nella forma dell’ombra che la Terra proietta sulla Luna durante le eclissi, sia nelle indicazioni dei naviganti riguardo l’altezza degli astri alle varie latitudini)

  • b) i cieli sono costituiti da sfere concentriche che ruotano con moto uniforme

  • -Quanto la successione delle varie sfere, il moto più rapido corrispondeva alla sfera più vicina (la Luna), mentre quelli più lenti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) a quelli più lontani.



Le origini dell’universo secondo Platone

  • Le origini dell’universo secondo Platone

  • -a causa del continuo mutamento del mondo naturale, non è possibile formulare una scienza, ma raccontare solamente un mito

  • (discorso verosimile).

  • - l’azione di un demiurgo da una materia preesistente, dà forma al mondo secondo il modello del mondo delle idee.

  • -in quanto imitazione, il mondo naturale è imperfetto

  • IL SISTEMA DI PLATONE, COSTITUISCE UN ENORME PROGRESSO RISPETTO ALLE CONOSCENZE PRECEDENTI,

  • MA

  • NON E’ IN GRADO DI SPIEGARE IL MOTO RETROGRADO DEI PIANETI.



EUDOSSO DI CNIDO (discepolo di Platone)

  • EUDOSSO DI CNIDO (discepolo di Platone)

  • TENTATIVO DI CONCILIARE IL MOTO UNIFORME CON LE TRAIETTORIE REALMENTE OSSERVATE DEI PIANETI

  • -introduzione di un sistema di 26 sfere concentriche tutte ruotanti con velocità diverse che però non riesce a spiegare il moto di Marte.

  • -osservazioni sempre più numerose e precise (si calcola il diametri della terra o la distanza terra-luna) che spostano il Sole al di là di Mercurio e Venere, ponendo

  • l’esigenza di un nuovo modello.



ARISTARCO DA SAMO (III sec, Egitto)

  • ARISTARCO DA SAMO (III sec, Egitto)

  • Ipotesi rivoluzionaria:

  • Il moto dei pianeti è così complesso perché sono

  • -OGGETTI IN MOVIMENTO OSSERVATI DALLA TERRA, ANCH’ESSA IN MOVOMENTO

  • -IL MOTO CIRCOLARE UNIFORME E’ RISPETTO AL SOLE, NON ALLA TERRA

  • il centro dell’universo non è più la Terra, ma il Sole.



  • L’OPPOSIZIONE DEI SEGUACI DI ARISTOTELE E PLATONE

  • -il moto celeste è circolare uniforme, al contrario sarebbe un moto violento e avrebbe bisogno di una forza (impossibile)

  • -se la Terra si muovesse, il sasso lanciato in alto, non dovrebbe più ricadere nella stessa posizione

  • -se la Terra si muovesse, cambierebbe periodicamente la posizione apparente delle stelle fisse



-Di fatto, questo spostamento esiste e prende il nome di parallasse annua (variazione angolare della posizione di una stella vicina rispetto a una stella fissa) ma, per la grande distanza delle stelle fisse, anche le più vicine, è talmente piccola da non poter essere visibile ad occhio nudo

  • -Di fatto, questo spostamento esiste e prende il nome di parallasse annua (variazione angolare della posizione di una stella vicina rispetto a una stella fissa) ma, per la grande distanza delle stelle fisse, anche le più vicine, è talmente piccola da non poter essere visibile ad occhio nudo

  • -perché la parallasse fosse non osservabile, occorreva che le stelle fisse fossero incomparabilmente più lontane del Sole



RESISTENZE DI TIPO PSICOLOGICHE

  • RESISTENZE DI TIPO PSICOLOGICHE

  • -di fronte a tali distanze, la mente degli antichi si ritraeva come un abisso

  • -il senso comune, abituato da sempre a considerare la Terra

  • “in quiete”, rifiutava un moto che non riusciva ad essere completamente spiegato dai sensi

  • si cerca un modello che non entri in contrasto con la tradizione



Il sistema tolemaico

  • - II sec a.C., astronomo Egiziano, scrive l’<>.

  • -ogni pianeta si muove su un epiciclo e il centro di questo cerchio si muove a sua volta intorno alla Terra, su un altro cerchio detto deferente.

  • occorre quindi spiegare le velocità di rotazione dell’epiciclo e del deferente, per spiegare il moto retrogrado e la variazione di luminosità (durante il moto retrogrado, il pianeta è più luminoso in quanto più vicino alla Terra).

  • Ma introduzione insufficiente per spiegare il moto di ogni pianeta.



si ricorre così all’ipotesi che il centro del deferente non fosse la Terra ma un altro punto S dette eccentrico (secondo i calcoli di Ipparco).

  • si ricorre così all’ipotesi che il centro del deferente non fosse la Terra ma un altro punto S dette eccentrico (secondo i calcoli di Ipparco).

  • poiché il moto del deferente non sarebbe uniforme visto da S, si introduce un secondo punto Q detto equante, che è simmetrico della terra rispetto al punto S.

  • anche dopo la caduta dell’impero Romano, con la Scolastica e il suo tentativo di conciliare le tesi di Tolomeo con le Sacre Scritture, a causa di questioni teologiche e psicologiche, l’uomo rimarrà intrappolato da false conoscenze riguardo la struttura dell’universo.





Francis Bacon, filosofo dell’età industriale



Capitolo Primo

  • Filosofia baconiana Ideale umanitario

  • Problema del ruolo “…il vero e legittimo fine delle scienze consiste semplicemente

  • della scienza nella vita nell’arricchire la vita umana di nuove scoperte e nuovi poteri…”

  • umana Novum Organum (I, 81)

  • Scopo del sapere: dominio dell’uomo sulla natura perché possa migliorane la

  • condizione

  • Necessità di un radicale cambiamento della concezione umana del sapere:ripristino del “Commercium mentis et rei”

  • Svaluta il sapere dogmatico e la storia (intesa come avvenimenti politici,

  • conquiste legate a grandi personaggi

  • Massima importanza nella vita umana delle invenzioni meccaniche

  • Ago calamitato Bussola Polvere da sparo



Capitolo Secondo

  • Fin dalla giovinezza sviluppa antipatia nei confronti delle filosofie di:

  • Filosofi greci;

  • Aristotele; considerando inutili i metodi da loro adottati, in quanto sterili

  • S.Tommaso. per la produzione di opere vantaggiose per la vita umana

  • “La scienza di tutti questi secoli trascorsi ci ha forse arricchiti anche forse di una misera invenzione? L’industriosità degli artigiani porta qualche piccolo miglioramento a cose già inventate; […] ma tutte le dispute dei dotti non sono mai riuscite a rivelare alcun effetto della natura prima sconosciuto.

  • L’unica filosofia della natura oggi accettata è quella dei Greci, oppure quella degli alchimisti. Quella deii Greci è basata sulle parole, sull’ostentazione, la confutazione, le sette, le scuole, le dispute. Quella degli alchimisti è basata sull’impostura, sulle tradizioni orali e sull’oscurità”

  • [Mr. Bacon in Praise of Learning (bozza per l’Instauratio Magna)]



Capitolo Terzo

  • “Device” (1592): critica alla scienza della sua epoca: “Tutte le tesi copernicane non sono mai riuscite a rivelare alcun effetto della natura prima sconosciuto”

  • Utilità delle nuove navi, Respinge le tesi copernicane, tuttavia attribuisce

  • carte e strumenti grande importanza alla rivoluzione scientifica

  • Obiettivo: guidare una grande impresa pratica, alla quale si unisce la sete di conoscenza

  • universale

  • Stabilire un rapporto cultura-industria Riorganizzare le scienze, per ampliare

  • anche la facoltà d’azione dell’uomo

  • Riforma della prassi Riforma del pensiero

  • Ciò che è realizzabile in pratica, è vero anche in

  • teoria (“Verità e utilità sono le medesime cose” Novum Organum)

  • Bacone divenne uno dei pionieri della scienza teorica; l’indagine è intesa come una storia

  • Dell’azione fisica dell’uomo sul suo ambiente.



Capitolo Quarto

  • Filosofia basata sulla critica al metodo di Platone e Aristotele (“Advancement of learning”)

  • Aristotele: miserabile sofista,

  • “Logica” come un manuale di Attacco al metodo scolastico, per

  • sciocchezze, “Metafisica” come la sua scarsa aderenza ai fatti e

  • fondata su un esiguo fondamento superfluità argomentativa

  • di realtà

  • “questo tipo di sapere degeneratp regna soprattutto fra

  • Platone: pretenzioso detrattore, gonfio poeta, teologo gli scolastici, che, essendo forniti di intelletto saldo ed

  • deluso che propina una filosofia di “rifiuti di seconda acuto, […] e conoscendo ben poco la storia temporale,

  • mano rimessi a nuovo”, mediante una saggezza ci propinano con non molta sostanza, ma con enorme

  • Formata da “finzione realizzata affettando ignoranza” profusione di ingegno, quelle laboriose trame di sapere

  • (dal “Temporis Partus Masculus”) che si trovano nei loro libri…”

  • Tuttavia, Bacone riconosce l’acuto ingegno e intelletto dei due capisaldi della filosofia, e alla fine del “Temporis Partus Masculus” definisce la propria posizione: egli non apprezzava le due filosofie poiché troppo lontane dalla realtà, e quindi inapplicabili per l’utilità nella vita quotidiana; ciò nonostante riconosce comunque la validità delle menti dei due filosofi greci.

  • “Sia ben chiaro che quanto è stato detto contro le conclusioni di questi autori riguarda solo le loro opinioni,

  • e non l’ingegno o gli sforzi loro…” (dai “Cogitata et Visa”)

  • L’utilità della filosofia nella vita umana, viene sottolineata mediante l’attenzione con cui Bacone si dedicò al proprio progetto di rivoluzione della conoscenza (in cui si collocava anche la rivoluzione degli insegnamenti nelle principali università), che molto spesso lo portò ad essere denigrato anche dalla Corona inglese, sostenitrice invece del modello conoscitivo scolastico.



Capitolo Quinto

  • Instauratio Magna”, necessaria per ribadire il

  • legame fra conoscenza e mondo esterno, e Viene immaginata un’epoca appena

  • riscoprire la reale conoscenza. successiva alla creazione del mondo, in cui

  • (dall’Avvertenza” introduttiva all’opera) l’uomo era dotato di vera conoscenza, svanita poi per le cosiddette “favole dei poeti”, da cui

  • derivano le testimonianze scritte giunte fino a

  • Proposta di una restaurazione noi (“De Sapientia Veterum”, introduzione della conoscenza basata sulla all’Instauratio Magna”)

  • leggenda di Prometeo, da cui è

  • tratta questa conclusione:

  • Sappiano gli uomini che il L’Opera viene usata come motivo di

  • credersi nell’abbondanza è una slancio per l’interesse scientifico degli

  • delle cause principali dell’esser uomini, necessario per giungere a quel

  • nel bisogno.” processo di rivoluzione morale avviato

  • L’opera è così composta: dalla nuova scienza di Bacone.

  • Dedica e prefazione, avvertenze sul legame conoscenza-esperienza);

  • Divisioni nelle scienze (mancante);

  • Novum Organum (principi dell’interpretazione della natura);

  • Fenomeni dell’universo (storia naturale-sperimentale per la rinascita filosofica);

  • Scala dell’intelletto; Prodomi (anticipazioni della nuova filosofia);

  • Nuova filosofia (presentazione della nuova scienza attiva).

  • Necessità della partecipazione del destino dell’uomo alla definizione della nuova

  • conoscenza, anche per rendere l’uomo vero ministro ed interprete della natura.



Capitolo Sesto

  • Il Novum Organum deve definire una storia naturale e sperimentale della conoscenza

  • Senso storico-cronologico Descrizione di ciò che

  • è compiuto dall’uomo

  • Dominio dell’uomo solo

  • con il sapere: Cade Aristotele, che non dimostra il dominio

  • Scienza=potentia dell’uomo (riferimenti alle “anticipationes

  • naturae” = conoscenze teoriche)

  • “Il progresso della mente dell’uomo e il progresso

  • della sua condizione materiale sono un’unica cosa”

  • (Cogitata et Visa)

  • La nuova conoscenza si fonda sulle “interpretationes naturae” = diretto contatto con la natura

  • Viene illustrato il metodo logico. Eliminazione degli “idola” tribus, derivati dai sensi

  • specus, derivati da convinzioni

  • fori, convinzioni a parole

  • Theatri, insegnamenti teologici

  • Analisi delle filosofie della storia, sulla basse di segni che ne definiscono la validità (luogo e

  • tempo di origine, risultati, sviluppo della ricerca, metodo seguito)

  • Evidenziate le difficoltà ad affermarsi

  • La nuova filosofia deve fare riferimento anche agli “experimenta lucifera” (conoscenza empirica) per rendere validi gli “experimenta fructifera” (relativi ai risultati raggiunti)







Definizioni (fonte Devoto Oli)



Il metodo antico si proponeva…

  • di subordinare le leggi fisiche a principi divini e trascendenti, salvando i fatti

  • cioè: ricondurre le apparenze.

  • Realtà ricondotta alle teorie elaborate.



Il caso Galileo





Scoperte galileiane e loro conseguenze









Le Lettere



Lettera a Benedetto Castelli









Verso l’abiura..

  • 1633 Galileo è costretto all’abiura e in seguito a ritirarsi in forzata segregazione ad Arcetri, vicino a Firenze, dove muore nel 1642.



L’abiura : 22 giugno 1633

  • Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l'eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la S.a Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d'essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l'istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova;





DAL MONDO DEL PRESSAPPOCO ALL’UNIVERSO DELLA PRECISIONE

  • Alexandre Koyré



Biografia dell’autore

  • Nasce nel 1892 a Taganrog, Russia, da una famiglia di origini ebraiche

  • Dopo la rivoluzione russa del 1905 fu arrestato e in prigione lesse le Ricerche Logiche di Husserl

  • Svolse i suoi studi a Gottinga con Husserl e a Parigi, dove insegnò alla Ècole Pratique des Hautes Ètudes.

  • Nella Prima guerra mondiale si arruolò come volontario nell'esercito francese, interrompendo la tesi su Anselmo.

  • Negli anni '30: Studi galileiani: tre volumi in cui interpreta la matematica galileiana non come strumento per conoscere la realtà ma come matematicismo ontologico. Lo avvicina ai gruppi di studiosi interessati alla storia della scienza.



Il filosofo mediatico

  • Nello studio della filosofia è necessaria la compresenza di 2 atteggiamenti:

  • Importanza del contesto studio delle strutture tramite

  • storico e della personalità un metodo fenomenologico

  • dei pensatori

  • Analisi sociopsicologica ma talvolta non sufficiente

  • in cui scienza e religione si (proposte “controcorrente”)

  • fondono: l’uomo è un tutt’uno



I filosofi e la macchina “Critique”, 1948 MACCHINISMO: influenza della macchina sulla vita umana (non realtà tecnica ma umana e sociale).

  • Rapporti della filosofia e della tecnica (tre fasi):

  • 1. Assenza Rassegnazione senza speranza (antichità)

  • 2. Speranza entusiasta (epoca moderna)

  • 3. Presenza Ritorno alla rassegnazione (epoca contemporanea)



Le origini del macchinismo

  • Prima…

  • Ritmo umano

  • Tecnica di adattamento alle cose.



Non c’è un origine storica!(=linguaggio)

  • Non c’è un origine storica!(=linguaggio)

  • uomo faber sottosviluppo

  • -Età greca: - schiavitù

  • - disprezzo per il lavoro

  • manuale (otium vs negotium) (es. arte).

  • servile liberale

  • tecnica scienza

  • -Età romana: - esaltazione del negotium

  • - l’attività pratica è vuota ed utilizzata

  • dall’Impero solo per fini militari o di

  • sicurezza interna no tentativo di

  • migliorare l’aspetto sociale.

  • ruolo determinante delle classi dirigenti e del potere politico nell’affermazione del macchinismo il fallimento dovuto al disinteresse: l’uomo è un “animale pigro”!



XVI e XVII sec.:

  • XVI e XVII sec.:

  • Acquisizioni tecnologiche nuovi problemi posti

  • Dal Medioevo navigazione transoceanica

  • Curiosità(schizzi) accrescimento dell’industria,

  • della tecnica e del prestigio

  • sociale dell’ingegnere

  • lavori di scienza applicazione della scienza

  • applicata (Galileo) (Archimede)



Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione

  • Il passaggio epocale fra l'ingegneria antica e quella moderna ruota anche attorno all'idea di "precisione", che Koyré sintetizza nella formulazione:



Il mondo del pressappoco

  • Perché la scienza antica non conobbe lo sviluppo del macchinismo? Quali "blocchi" hanno impedito di costruire una fisica nel mondo antico?

  • Per Koirè si tratta di limiti costitutivi del pensiero greco:

  • Il pensiero greco non poteva matematizzare la realtà a causa del dualismo cosmologico.

  • Il superamento di questo dualismo, la considerazione unitaria del cosmo è la condizione di possibilità per l'introduzione di strumenti di precisione, misurazioni precise ed univoche!



Il mondo del pressapoco

  • “È curioso: duemila anni prima Pitagora aveva proclamato che il numero è l’essenza stessa delle cose, e la Bibbia aveva insegnato che Dio aveva fondato il mondo sopra il numero, il peso, la misura”.

  • “Tutti l’hanno ripetuto, nessuno l’ha creduto. Per lo meno, nessuno fino a Galileo l’ha preso sul serio. Nessuno ha mai tentato di determinare questi numeri, questi pesi, queste misure”.



Il mondo del pressapoco

  • “Nessuno si è provato a contare, pesare, misurare. O più esattamente, nessuno ha mai cercato di superare l’uso pratico del numero, del peso, della misura nell’imprecisione della vita quotidiana – contare i mesi e le bestie, misurare le distanze e i campi, pesare l’oro e il grano, per farne un elemento del sapere preciso”.



Il mondo del pressappoco

  • All’uomo del Medioevo e del Rinascimento mancavano l’attrezzatura materiale e mentale, gli strumenti di misura e anche il linguaggio per esprimere i risultati.

  • Ma non basta. Queste carenze si spiegano, secondo Koyré, “proprio con la mentalità caratteristica, con la struttura generale del mondo del pressappoco”.



Il mondo del pressappoco

  • L’alchimia infatti si era costruita un vocabolario, notazioni e attrezzatura; aveva accumulato osservazioni ed esperienze e fatto scoperte importanti, ma non ha costruito mai un’esperienza precisa. Perché non l’ha mai tentata.

  • Le descrizioni delle operazioni alchimistiche sono come ricette di cucina, imprecise e approssimative.



Il mondo del pressappoco

  • Anche quando potrebbe usare strumenti di misura, l’alchimista non se ne serve. «Non gli manca il termometro, ma l’idea che il calore sia suscettibile di misura esatta». La bilancia esiste già, ed è anche precisa, ma proprio per questo l’alchimista non la usa. «Se egli la usasse, sarebbe un chimico. Anzi: perché egli avesse l’idea di farne uso, bisognerebbe che egli già lo fosse».



L’universo della precisione

  • La svolta fondamentale della tecnica moderna è legata:

  • all’idea: non si guarda finché non si sa che c’è qualcosa da vedere, e soprattutto finché si sa che non c’è nulla da vedere

  • alla capacità di calcolare

  • all'utilizzo di strumenti in grado di fornire una misurazione univoca dei fenomeni



L’universo della precisione Il telescopio

  • L'invenzione del telescopio da parte di Galilei nasce dalla necessità di disporre di uno strumento e non più di un semplice utensile.

  • Segue una necessità della teoria!

  • L’amplificazione o la precisione che esso ci garantisce costituiscono un potenziamento della nostra mente, della nostra capacità di comprendere la realtà e quindi, in qualche modo, di trascenderla.



L’universo della precisione dall’utensile allo strumento

  • Il fabbricante di occhiali non era un ottico, ma un artigiano; non fabbricava uno strumento ottico ma un utensile. Per lui e per chi li usava essi erano un prolungamento dell’azione delle membra, degli organi di senso.

  • L’utensile era:

  • «qualcosa che appartiene al mondo del senso comune. E che non può mai farcelo superare. Questa invece è la funzione propria dello strumento, il quale non è un prolungamento dei sensi, ma nell’accezione forte e più letterale del termine, incarnazione dello spirito, materializzazione del pensiero».



L’universo della precisione la teoria penetra nella tecnica

  • Attraverso lo strumento la precisione si incarna nel mondo del pressappoco.

  • Ora, grazie alla precisione delle macchine (risultato dell’applicazione della scienza all’industria), come attraverso l’uso di fonti di energia e materiali che la natura non ci dà tali e quali, si caratterizza l’industria dell’età paleotecnica, l’età del vapore e del ferro, l’età tecnologica nel corso della quale si effettua la penetrazione della tecnica da parte della teoria



L’universo della precisione Il tempo

  • Come per il telescopio, fu un'esigenza della teoria ad accelerare l'efficienza degli orologi, trasformandoli in strumenti di misurazione scientifica, in cronometri:

  • la necessità di una conferma sperimentale delle leggi sul moto richiedevano strumenti di precisione

  • Da notare: Koyré tende a sminuire l'importanza dello sviluppo della navigazione



L’universo della precisione Compenetrazione fra teoria e pratica

  • Koyré precisa come sia stata una deduzione razionale e non la misurazione empirica l'origine della grande intuizione galileiana.

  • Si tratta della compenetrazione di teoria e pratica che caratterizza la rivoluzione scientifica e tecnologica, tramite la realizzazione di strumenti di misurazione sempre più perfetti e di macchine sempre più precise.



L’universo della precisione Il sopravvento della teoria sulla pratica

  • Il sopravvento della teoria sulla pratica caratterizza la tecnica della seconda rivoluzione industriale, quella dell’elettricità e della scienza applicata. Con la loro fusione si caratterizza l’epoca contemporanea, quella degli strumenti che hanno la dimensione di officine e di officine che hanno tutta la precisione di strumenti.



Perché l’antichità classica non ha conosciuto il “macchinismo”? Di Pierre-Maxime Schuhl

  • Il testo di Koyré Dal mondo del pressappoco all'universo della precisione prende le mosse dall’opera di P.M Schuhl, il quale indica tre ragioni perché il mondo antico non sviluppò la tecnica:

  • L’abbondanza di manodopera e di schiavi

  • Il disprezzo del lavoro manuale, perché servile e perché genera avidità di guadagno

  • L’idea di opposizione fra natura ed arte: sapevano usare il numero aureo 1,618 per l’architettura con rigorosa precisione matematica, ma non matematizzavano il mondo perché non volevano mutarlo



  • “ I Greci non ambivano a mutilare quell’opera d’arte che è il mondo, mutandone il volto. E c’è in questo una convinzione giusta e bella. Da Bacone in poi, il mondo è diventato per noi un magazzino, una miniera, un fondo al quale attingiamo senza prudenza.” (p. 128 – 129)

  • “Non dimentichiamo quindi l’ideale di una vita veramente liberale, che le macchine possono d’altronde facilitare e che esse non escludono se non a patto che non le si sappia usare.” (p.133)

  • Pierre-Maxime Schuhl





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