Ing. Anna mazzi



Scaricare 2.19 Mb.
Pagina7/62
18.10.2019
Dimensione del file2.19 Mb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   62

1.2.2 I costi risultanti


I costi risultanti sono rappresentati dalle minori entrare o le maggiori uscite che l’impresa avrà proprio per effetto degli errori di produzione. I costi risultanti si possono suddividere in costi per difetti interni e costi per difetti esterni.
I costi per difetti interni comprendono tutti quei costi che l’impresa ha sostenuto per aver prodotto un bene invendibile. La loro incidenza sarà diversa a seconda che il prodotto difettoso sia completamente inutilizzabile, sia nuovamente introducibile nella combinazione produttiva o sia vendibile come ricambio. Nel primo caso la perdita totale per l’impresa sarà pari alla somma tra il costo totale del prodotto ed il mancato guadagno dovuto alla mancata vendita; nel secondo caso sarà pari ai maggiori costi dovuti alla modifica del bene difettoso, mentre, nel terzo caso, sarà pari alla differenza tra il prezzo del bene difettoso ed il prezzo che si sarebbe dovuto applicare se il prodotto fosse stato ottenuto correttamente. Occorre notare che il costo per l’errore interno ha un effetto amplificato sul costo totale della non-qualità: per individuare ogni errore infatti è stato necessario sostenere un costo di valutazione.
I costi per difetti esterni comprendono tutti quei costi (o perdite) che l’impresa sostiene o subisce per aver consegnato un bene non rispondente alle specifiche richieste dal cliente. Relativamente ad esso occorre osservare due differenti situazioni: la situazione in cui il prodotto sia ancora in garanzia quando l’errore viene individuato; la situazione in cui esso sia fuori garanzia. Nel primo caso il costo (perdita) viene subito direttamente dall’impresa. Essa dovrà o sostituire il bene difettoso o ripararlo per renderlo idoneo alle specifiche espresse dal cliente ed agli impegni qualitativi assunti. A ciò si deve aggiungere un “costo intangibile” dovuto alla perdita di fiducia del cliente relativamente all’impresa considerata. E quindi ci sarà un costo pari rispettivamente al costo del bene sostituito o al costo della sua riparazione. Nel secondo caso il costo non viene subito direttamente dall’impresa, ma dal cliente. Analogamente al caso precedente questi dovrà: acquistare un altro bene, riparare quello difettoso o rinunciare al suo utilizzo. Nel caso riacquisti il bene l’azienda non subisce apparentemente alcuna perdita, ma anzi ottiene un vantaggio di una vendita in più (nel caso in cui il cliente ricompri il bene dalla stessa impresa e non si rivolga ad un concorrente); nel caso della riparazione l’azienda non subisce apparentemente alcun danno, ma anzi ottiene oltre al ricavo derivante dalla vendita del bene difettoso anche il ricavo per la riparazione dello stesso; nell’eventualità che rinunci al suo utilizzo l’impresa non sembra assolutamente coinvolta dalle decisioni del suo cliente.
Osservando il Grafico1.2 è possibile notare l’andamento dei costi diretti della non qualità intesi come somma dei costi controllabili e dei costi risultanti.

Graf. 1.2, si consideri: (1) Curva dei costi risultanti; (2) Curva dei costi controllabili; (3) curva dei costi diretti; A punto di minimizzazione dei costi diretti della non-qualità. Fonte: Fazzarri A. L., (2012; pp. 157)


In riferimento alle ultime considerazioni bisogna tenere presente che la perdita subita dall’impresa per effetto dell’errore esterno è di gran lunga superiore a quanto possa apparire da un semplice calcolo aritmetico. Essa deve ricercarsi: da un lato nell’opportunità fornita dalla stessa impresa alle imprese concorrenti di sostituirsi a questa nel proprio sistema valore; dall’altro lato nella richiesta da parte delle imprese situate a monte nel sistema del valore di sostituire l’impresa che danneggia il funzionamento dell’intera supply chain. Si sta quindi parlando dei costi indiretti della non-qualità. La loro valutazione appare di particolare importanza nell’ottica della sopravvivenza dell’impresa all’interno del proprio sistema del valore. Essi costituiscono un indicatore del rischio che l’impresa subisce di essere sostituita all’interno del proprio sistema valore al di là della valutazione dei costi risultanti.



Condividi con i tuoi amici:
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   ...   62


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale