Ing. Anna mazzi



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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA



FACOLTÀ DI INGEGNERIA

Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale

ANALISI DEI COSTI DELLA NON QUALITÀ: IL CASO DI UNA PMI VENETA


Relatore: Laureando:

CH.MO PROF. ING. ANTONIO SCIPIONI DAVIDE FURLAN
Correlatore:

ING. ANNA MAZZI



Anno Accademico

2011/2012

ai miei genitori

INDICE



SOMMARIO 6

INTRODUZIONE 8

CAPITOLO 1: I COSTI DELLA NON QUALITÀ 10

1.1 Cosa si intende per qualità 10

1.2 I costi della non qualità 12

1.2.1 I costi controllabili 15

1.2.2 I costi risultanti 16

1.2.3 I costi sostenuti dal cliente 18

1.2.4I costi subiti per effetto dell’insoddisfazione 18

1.2.5 I costi subiti per perdita di reputazione 21

1.3 Le PMI Italiane e la qualità 23

CAPITOLO 2: LA SCELTA DEL MODELLO 28

2.1 I modelli per il calcolo dei costi della non qualità 28

2.1.1Il modello PAF 29

2.1.2Il modello per costi opportunità e costi nascosti 34

2.1.3 Il modello per costo di processo 38

2.1.4Il modello ABC 39

2.2 Pregi e difetti dei modelli 44

2.2.1 Pregi e difetti del modello PAF 44

2.2.2 Pregi e difetti del Modello per costi opportunità e costi nascosti 46

2.2.3 Pregi e difetti del Modello di costo per processo 47

2.2.4 Pregi e difetti del Modello ABC 48

2.3 La scelta del modello 49

CAPITOLO 3: IL CASO STUDIO 52

3.1 L’azienda 52

3.2 La qualità in azienda 56

3.3 La commessa in esame 57

CAPITOLO 4: ANALISI DEI RISULTATI 60

4.1 Adattamento del modello alla commessa 60

4.2I costi della qualità in relazione alla commessa 61

4.2.1 I costi di prevenzione 64

4.2.2 I costi di valutazione 70

4.2.3 Costi di fallimento 74

4.2.4 Costi nascosti 81

4.3Presentazione dei risultati 84

4.3.1 Analisi dei costi complessivi 84

4.3.2Analisi dei costi di prevenzione 87

4.3.3 Analisi dei costi di valutazione 91

4.3.4 Analisi dei costi di fallimento. 94

4.3.5 Analisi dei costi nascosti 97

CONCLUSIONI 101

BIBLIOGRAFIA 107




SOMMARIO

Nel presente lavoro di tesi si affronta il concetto di non qualità in relazione non solo ai prodotti ma anche ai processi e, più in generale, al sistema azienda. L’analisi si concentra sulla scelta di un modello per il calcolo dei costi della non qualità esaustivo nei contenuti e al tempo stesso pratico nell’utilizzo, in quanto pensato per le piccole medie imprese Italiane.

Il modello è stato scelto analizzando e confrontando quelli già esistenti in letteratura, passando dai grandi pionieri della qualità ai ricercatori più recenti che pubblicano i loro ultimi studi su riviste internazionali.

Lo scopo di tale modello è quello di rendere cosciente l’imprenditore della PMI, spesso occupato nel coprire vari ruoli ed a “far tornare i conti”, degli sprechi difficilmente individuabili perché insiti nel modus operandi aziendale e mai calcolati nel dettaglio perché confluiti per semplicità nelle spese generali. Al tempo stesso il modello scelto propone una metodologia per la quantificazione economica di tali sprechi consentendo quindi all’imprenditore di individuare le falle maggiori nel sistema azienda, concentrando l’attenzione sugli effetti diretti (come ad esempio la perdita economica per aver concluso la realizzazione di un prodotto la cui non conformità sarebbe stata individuabile fin dall’inizio) ed indiretti (come le perdite economiche dovute ad inefficienze organizzative o strutturali).

Il modello scelto viene quindi applicato ad una PMI Veneta che opera nel settore della moda ed abbigliamento, con particolare riferimento ad una specifica commessa realizzata nell’anno 2012. I risultati ottenuti da questo caso studio vengono analizzati in riferimento alle strategie di miglioramento dell’azienda in esame come pure in rapporto ai risultati disponibili in letteratura.

INTRODUZIONE

Il tema centrale del presente lavoro di tesi è lo studio e l’applicazione di un modello per il calcolo dei costi della non qualità adatto ad essere utilizzato in una PMI Italiana (Veneta nel caso specifico). Qualità intesa non solo come conformità del prodotto, ma ampliata all’intero sistema azienda, sia da un punto di vista interno (gestione dei processi, gestione del personale, gestione delle risorse, strategie di marketing ecc.), che esterno in relazione agli altri soggetti della supply chain. Lo scopo è quello di fornire agli imprenditori delle PMI uno strumento pratico per valutare lo stato della qualità in azienda, esprimendo dei risultati comprensibili e soprattutto utili, sia per valutare dove è meglio agire per effettuare delle azioni correttive efficaci, sia per verificare se quest’ultime hanno dato i risultati sperati riapplicando lo stesso modello più avanti nel tempo. Questo è possibile esprimendo i risultati in termini economici, ovvero affini alla quotidianità lavorativa dei titolari delle PMI.

Dunque, prima di scegliere il modello, sono stati valutati e visionati diversi scritti e casi studio inerenti all’argomento. Essendo un’attività di ricerca, sono stati privilegiati gli elaborati più recenti (come: Jaju S.B. et al, 2009; Cheah S. et al, 2011; Desai D. A., 2008), in modo da riuscire a creare una base di conoscenze completa ed al tempo stesso attuale. Questo perché la situazione economica corrente, con l’avvento della crisi, pone l’accento su temi come la globalizzazione, l’esasperazione della competitività e la gestione efficiente delle risorse. Ad ogni modo questi articoli hanno delle fondamenta solidissime che si basano su studi compiuti da pionieri della qualità del calibro di Juran J.M. (1951), Feigenabaum A.V. (1956) e Crosby P.B. (1979). Quest’ultimo in particolare coniò il termine “Quality is free”, sostenendo che un’organizzazione che applica un programma per il sostegno e lo sviluppo della qualità vedrà ritorni, in termini di risparmio, di molto maggiori al costo del programma di qualità stesso. Poi è stata effettuata una breve analisi del rapporto che scorre tra la qualità e le PMI in Italia.

Il lavoro di tesi si concretizza con l’applicazione del modello ad un caso studio reale con lo scopo di valutare l’attuabilità dello stesso in una PMI Veneta. L’azienda in esame, situata a Sandrigo (provincia di Vicenza), prende il nome di GIEMME FASHION SERVICE ed opera come service nel mercato della moda ed abbigliamento. Tale azienda, composta da 18 persone, offre ai clienti, sia assistenza modellistica, sia un servizio di confezione dei capi del tutto artigianale. L’azienda in questione è stata scelta perché, durante l’attività di tirocinio, è stato sviluppato e consolidato un sistema di gestione qualità secondo direttive ISO 9001, creando così le basi per l’applicazione del modello. Successivamente, in base alle disponibilità aziendali, è stata scelta l’area d’azione in cui eseguire l’applicazione. I risultati infine sono stati espressi con delle modalità il più simile possibile ai casi studio presenti in letteratura, in modo tale da poter confrontare il lavoro di tesi con altri studi e ricerche.


Il primo capitolo introduce in generale al concetto di qualità, spiegandone brevemente le origini e gli sviluppi fino al giorno d’oggi. Poi l’attenzione si sposta sulle categorie di costo della non qualità, affrontandole e discutendole singolarmente, e si chiude analizzando l’attuale stato delle PMI Italiane in relazione alla qualità.
Il secondo capitolo presenta 4 tipologie di modelli per il calcolo dei costi della non qualità, analizzando successivamente i pregi ed i difetti di ognuno, per poi infine descrivere il modello che è stato scelto per il caso studio.
Il terzo capitolo è dedicato alla PMI del caso studio: GIEMME FASHION SERVICE. Viene descritta brevemente la storia dell’azienda, la struttura, il tipo di prodotto, il mercato in cui opera e lo stato della qualità in azienda. Infine ci si concentra sulla commessa che è stata scelta per applicare il modello.
Il quarto ed ultimo capitolo tratta inizialmente di come è stato adattato il modello alla commessa da analizzare. Poi vengono presentati in modo approfondito i costi della non qualità dell’azienda in esame, ed infine vengono presentati i risultati derivanti dall’applicazione del modello.
Il lavoro di tesi si chiude con le conclusioni, in cui inizialmente si valuta l’impatto del modello in azienda e vengono commentati i risultati confrontandoli con altri casi studio e ricerche presenti in letteratura. Successivamente vengono descritte anche delle linee guida per future azioni correttive che l’azienda in esame intende intraprendere in conseguenza all’applicazione del modello ed infine sono descritti brevemente gli aspetti positivi ed limiti del presente lavoro di tesi.


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