Interpretazione del diritto



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13.12.2017
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Interpretazione del diritto
1. Problemi linguistici:

distinzione:

- Significante/significato = non c’è significato oggettivo

- Significato/riferimento = rapporto astratto/concreto

(con riferimento al fruitore)
Perché non c’è significato oggettivo = significati non sono immanenti al significante, non risiedono nelle parole né negli enunciati, ma sono un fatto mentale dei fruitori

Vi può essere condivisione di significati (significanti suscitano stessi fatti mentali = rappresentazioni) = significato è univoco

Se manca condivisione = significato è ambiguo

Ambiguità è del significante


Significante/riferimento = astrattezza (incompiutezza) e vaghezza (indeterminatezza) del significato
- ruolo dei contesti discorsivi (lessico e grammatica) e situazionali (del fruitore)

2. Interpretazione alla luce delle disposizioni del c.c.

- Art. 12 disp. preliminari, primo comma: “nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”

Interpretazione dei contratti:

- art. 1362: comune intenzione delle parti, non limitarsi al senso letterale delle parole

art. 1363: clausole si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto

art. 1364: contratto non comprende che gli oggetti sui quali le parti si sono proposte di contrattare

art. 1365: quando si è espresso un caso al fine di spiegare un patto, non si presumono esclusi i casi non espressi, ai quali, secondo ragione, si può estendere lo stesso patto

art. 1367: nel dubbio, contratto e clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto

art. 1368: clausole ambigue s’interpretano secondo ciò che si pratica nel luogo

art. 1369: le espressioni che possono avere più sensi devono …essere intese nel senso più conveniente alla natura e oggetto del contratto
COSA NE DERIVA:

1. parole hanno significato letterale variabile a seconda della loro combinazione (artt. 12, 1362, 1363)

2. significato può essere dubbio, ambiguo e plurimo (1367, 68, 69)

3. significato può non corrispondere all’intenzione (12, 1362, 64, 65)

- Significato è effetto rappresentativo sul fruitore = significato proprio e senso letterale non sono immanenti alle parole

Vi può essere significato condiviso: dipende da usi linguistici, struttura dell’enunciato (es. sogg. - verbo -complemento) situazione del fruitore

- Enunciati dubbi o ambigui: dipendono da usi, struttura, situazione

- significato plurimo = (es. calcio) dipende da pluralità di usi consolidati



- intenzione = fare illazioni sulla intenzione (cioè non solo rappresentazioni)
TARELLO: idea tradizionale di interpretazione = comprensione del significato dell’enunciato sulla base di regole o canoni
E’ idea limitata: interpretazione non è solo effetto rappresentativo (significato) più effetto illativo (intenzione)

ma è più ampia e varia elaborazione = vedi analogia, vedi clausole che possano avere qualche effetto, senso conveniente alla natura del contratto, equo contemperamento degli interessi, principio della buona fede, ecc.

3. Interpretazione come attività e risultato

- formulata da A. Ross

- differenza interpretazione e integrazione del diritto (introduce nuova direttiva) = difficile da tracciare


4. Tipi di interpretazione


a) a seconda dei soggetti

- autentica = fatta dal medesimo organo che ha emesso il testo giuridico (legislatore se legge); è nuova prescrizione

- giurisprudenziale = fatta dai giudici

- dottrinale = fatta dai giuristi


b) a seconda dei modi

- letterale = si attiene al “significato proprio delle parole secondo la connessione di esse” (art. 12 Disposizioni preliminari al c.c., primo comma) = fruizione in funzione semantico-rappresentativa

- sistematica = interprete tiene conto non solo singola disposizione, ma anche del contenuto di tutte le altre su presupposto coerenza dell’ordinamento

da disposizione a istituto a ramo a sistema

- logica = tiene conto della intenzione del legislatore (art. 12 Disposizioni preliminari al c.c., primo comma)

è extratestuale

utilizzo tre argomenti per determinare intenzione:

- storico (legislatore conservatore) = legislatore che non si discosta dallo spirito che ha tradizionalmente informato la natura dell’istituto giuridico

- teleologico (legislatore provvisto di fini) = legislatore dispone una disciplina utile per ogni futuro sviluppo della società al di là della situazione di emanazione (è interpretazione storico-evolutiva = il legislatore non muore mai)

- economico (legislatore non ridondante) = legislatore non intende ripetersi ed è consapevole di tutto il diritto esistente

- ricorso ai lavori preparatori
c) a seconda dei risultati

- dichiarativa = idem dixit quam voluit

- restrittiva = potius dixit quam voluit (tramite int. sistematica e logica)

- estensiva = minus dixit quam voluit (tramite int. sistematica e logica)



differenza tra int. estensiva (risultato) e analogia (metodo o attività che opera in presenza di una lacuna): è differenza di risultati







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