Introduzione alla



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26.01.2018
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"Pragmatica della comunicazione umana" di Watzlavick

Nella comunicazione si apre la relazione,. L'identità personale, si mette assieme, pezzo dopo pezzo, in tutti gli scambi di parole e azioni che abbiamo con gli altri esseri umani.

"ogni comunicazione implica un impegno e perciò definisce la relazione  una comunicazione non soltanto trasmette informazione, ma al tempo stesso impone un comportamento."



Presupposti teorici

Un fenomeno resta inspiegabile finché il campo di osservazione non è abbastanza ampio da includere il contesto in cui esso si verifica.

Nel comportamento disturbato è utile spostare l’interesse dalla monade isolata dell’individuo "malato" al contesto, alla relazione, estendendo l’indagine fino a includere gli altri, gli effetti del comportamento disturbato sugli altri, le reazione degli altri al comportamento.

Esistono tre settori nello studio della comunicazione umana:



  1. sintassi (trasmissione dell’informazione)

  2. semantica (si occupa del significato)

  3. pragmatica (si occupa del comportamento) In questo testo i termini comunicazione e comportamento sono usati come sinonimi. Viene presa in considerazione sia l’effetto della comunicazione sul ricevitore, che l’effetto che la reazione del ricevitore ha sul trasmettitore, poiché in questo lavoro si ritiene che i due effetti siano inscindibili.

Funzione e relazione

Funzione è un concetto matematico; con la comparsa graduale di un nuovo concetto di numero (ad es. negativo), si comprende che il numero non è solo espressione di grandezze concrete, ma astratte; sorge il concetto di variabile che ha valore solo in rapporto ad un’altra variabile (non rappresenta una grandezza intuitiva come il numero). La funzione è il rapporto tra le variabili.

Relazione (psicologia) è un concetto che può essere assimilato a quello di funzione. Da Aristotele in poi la mente umana è stata concepita come una monade di cui una persona si trovava più o meno dotata dalla nascita. Alla fine del secolo scorso cresce un interesse per i vari aspetti della mente umana e Ashby ha dimostrato come l’acquisizione di memoria sia in rapporto diretto con l’osservabilità di un sistema dato: un osservatore che è in possesso di tutta l’informazione necessaria non ha bisogno di riferirsi al passato, gli basta lo stato attuale del sistema per poterne spiegare il comportamento. La consapevolezza che l’uomo ha di se stesso è sostanzialmente consapevolezza delle funzioni, delle percezioni, delle relazioni in cui si trova implicato. A livello di relazione gli individui non comunicano su fatti esterni alla relazione, ma definiscono la relazione implicitamente se stessi (ecco come mi vedo; ecco come ti vedo; ecco come vedo che mi vedi; ecco come vedo che mi vedi che ti vedo…)

Informazione e retroazione

Freud introdusse la teoria psicodinamica nel comportamento umano: il comportamento è conseguenza di un’ipotizzata azione reciproca di forze intrapsichiche che seguono le leggi della fisica sulla conservazione e trasformazione dell’energia. La psicoanalisi trascura l’interdipendenza tra l’individuo ed il suo ambiente, lo scambio di informazione, la comunicazione: nei rapporti umani non c’è trasmissione di energia, ma comunicazione (es. del cane). Quindi l’interesse si sposta al campo dell’informazione. Non si considera il comportamento umano in termini lineari (causa-effetto) ma si introduce il concetto di retroazione (che può essere positiva o negativa).



Ridondanza

Esempio dell’omeostato di Ashby (isomorfismo): un congegno di quattro sistemi autoregolantisi ed interconnessi; in esso il movimento di ognuno influenza gli altri e a sua volta ciascuno reagisce attraverso gli altri; ha un numero elevatissimo di possibilità di adattamento a qualsiasi cambiamento, ma certi raggruppamenti di configurazioni diventano ripetitivi e più probabili di altri.Tale procedimento si chiama processo stocastico: esso mostra ridondanza o vincolo o modello, cioè probabilità di ripetitività, di scelta delle soluzioni già sperimentate. Il concetto di processo stocastico e ridondanza valgono anche nel sistema del comportamento umano. E’ possibile leggere i modelli, le regole di ridondanza di taluni comportamenti di un ambiente



Metacomunicazione e concetto di calcolo

Metacomunicarecalcolo della pragmatica della comunicazione umana le cui regole vengono osservate nella comunicazione efficace, violate in quella disturbata.

Conclusioni

a) Il concetto di scatola nera: la difficoltà della ricerca sulla mente umana consiste soprattutto nell’assenza di un punto archimedeo fuori della mente stessa. Psicologia e psichiatria riflettono se stesse ed ogni ipotesi tende ad autoconvalidarsi. L'analogia della scatola nera  Il cervello è chiuso nelle ossa del cranio.

b) Consapevolezza e non consapevolezza: attribuire un significato ai messaggi della comunicazione è senza dubbio importante, ma impossibile poiché tale attribuzione dipende necessariamente dalla personale valutazione; pertanto il significato è indecidibile ed esula dai fini dello studio della comunicazione umana.

c) Presente e passato: nella nostra memoria del passato siamo strettamente legati alle mostre relazioni in corso; osservando quindi direttamente la comunicazione in atto, modelli qui ed ora, si possono identificare i modelli prevalenti di comunicazione sia dal punto di vista diagnostico, che per la terapia.

d) Causa ed effetto: la causa ha un’importanza secondaria, mentre s’impone l’effetto del comportamento come criterio estremamente rilevante nell’interazione.

e) Circolarità dei modelli di comunicazione: impossibile individuare un rapporto di causa-effetto.

f) Relatività delle nozioni di "normalità" e "anormalità": la condizione del paziente non è statica (il malato), ma dinamica e potenzialmente variabile nel contesto. 

Tentativo di fissare alcuni assiomi della comunicazione

1° assioma della comunicazione: "non si può non comunicare".

L’impossibilità di non comunicare: non esiste il non-comportamento, quindi non esiste la non-comunicazione.

assioma "ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione, di



modo che il secondo qualifica il primo ed è quindi Metacomunicazione." Una comunicazione non soltanto trasmette l’informazione, cioè il contenuto, il “cosa” si comunica, ma anche ed al tempo stesso determina ed impone un certo tipo di relazione. Contenuto = informazione; relazione = istruzioni o metainformazione

3° assioma della comunicazione: "La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione dei comunicanti"




A

B



Da un osservatore esterno la comunicazione può essere considerata una sequenza ininterrotta di scambi: in essa la punteggiatura organizza gli eventi.



4°assioma della comunicazione Gli esseri umani comunicano sia con il modulo analogico che con quello numerico.
5° assioma della comunicazione Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza.

Comunicazione numerica e analogica:

L’uomo è il solo organismo che si conosca che utilizza moduli di comunicazione:

Numerici  o digitale, è costituito da simboli che noi solitamente utilizziamo nel parlare e nello scrivere ed ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia.

Analogici  Il linguaggio analogico è praticamente espresso in ogni comunicazione non-verbale



Due possibili modi di mettersi in relazione con l'altro

  • Relazione simmetrica, le persone coinvolte si misurano con l'assunto di essere uguali. Può degenerare in patologia, in una dinamica di competizione

  • Relazione complementarietà. chi partecipa alla relazione si situa in una posizione di superiorità oppure di inferiorità nei confronti dell'altro. quando diventa patologico, allarga la forbice della differenza fino agli estremi –one up e one down- Tre tipi di relazioni sono tipicamente complementari:

      1. relazione educativa, in vista della maturità;

      2. relazione terapeutico-sanitaria, ad tempus per la malattia;

      3. istituzional-politica, ad tempus, cioè fin tanto che dura la carica governativa.

La relazione è un sistema dove i comportamenti sono circolari. Ogni comportamento è, insieme, azione e risposta ad un'altro comportamento. La circolarità mette fuori campo il dualismo causa-effetto.

La comunicazione patologica

L’impossibilità di non comunicare

Il comportamento schizofrenico proposti dal paziente come non comunicazione, in realtà comunicano ed il paziente assume il compito impossibile di negare che sta comunicando.

Il sintomo stesso è comunicazione, è un messaggio non verbale

La struttura di livello della comunicazione (contenuto e relazione)

Nella comunicazione disturbata è frequente far confusione tra gli aspetti di contenuto e di relazione. Il disaccordo può manifestarsi a livello di contenuto o di relazione. Nella comunicazione gli individui si definiscono e questo può suscitare nell’interlocutore tre reazioni diverse:

1. Conferma: è il più grande fattore singolo che garantisca lo sviluppo e la stabilità mentali; alimenta la bellezza, la poesia, l’humor. L’uomo deve comunicare per avere consapevolezza di sé

2. Rifiuto: può essere doloroso, ma presuppone comunque il riconoscimento dell’individuo e del giudizio che egli dà di se stesso;

3. Disconferma: mette in dubbio l’autenticità dell’individuo, non considera la sua stessa esistenza. La disconferma del sé da parte dell’altro è conseguenza di una particolare mancanza di consapevolezza delle percezioni personali definita impenetrabilità: il messaggio (definizione del sé) non raggiunge il ricevente (non c’è disaccordo ma fraintendimento) ed il trasmettitore non si sente capito, preso in considerazione; si può reagire all’impenetrabilità con l’impenetrabilità e si ha quindi un secondo livello di impenetrabilità: il trasmettitore non si accorge che il ricevente non è stato raggiunto.

La punteggiatura della sequenza di eventi

Se non si risolvono le discrepanze relative alla punteggiatura delle sequenze di comunicazione, l’interazione è un vicolo cieco che giunge a reciproche accuse di follia e cattiveria. La comunicazione patologica può diventare un circolo vizioso che si interrompe solo se la comunicazione diventa l’oggetto della comunicazione stessa cioè quando i comunicanti diventano in grado di metacomunicare, uscendo fuori dal circolo. Vi è una circolarità dei comportamenti per cui è impossibile stabilire quale è la causa e quale l’effetto; nella punteggiatura si può arrivare alla ‘profezia che si autodetermina’.



Le patologie potenziale dell’interazione simmetrica e complementare

  1. Escalation simmetrica: è il rischio sempre presente in una relazione simmetrica, il voler essere uguali.

  2. Complementarietà rigida: le patologie delle relazioni complementari equivalgono a disconferme del Sé e dell’altro.

L’importanza dei contenuti diminuisce quando emergono i modelli di comunicazione.

L’interazione come sistema

L’interazione può essere considerata un:

· sistema = " un insieme di oggetti e di relazioni tra gli oggetti ed i loro attributi"in cui gli oggetti sono componenti o parti del sistema , gli attributi sono le proprietà degli oggetti e le relazioni tengono insieme il sistema. L’aspetto importante non è il contenuto della comunicazione, ma il ‘comando’ .

· L’ambiente di un dato sistema è costituito dall’insieme di tutti gli oggetti che sono tali che un cambiamento nei loro attributi influenza il sistema e anche di quegli oggetti i cui attributi sono cambiati dal comportamento del sistema.

Ogni sistema può essere ulteriormente suddiviso in sottosistemi.La flessibilità dei concetti sistema-ambiente e sistema-sottosistema è dovuta al fatto che i sistemi organici sono sistemi aperti, cioè scambiano materiali, energie o informazione col loro ambiente. Un organismo vivente o un corpo sociale non sono l’aggregazione di pari elementari o processi elementari, ma una gerarchia integrata di sottoinsiemi autonomi costituiti a loro volta da sottoinsiemi e così via. Quindi le unità funzionali ad ogni livello della gerarchia sono a due facce: agiscono come totalità quando sono rivolte verso il basso, come parti quando sono rivolte verso l’alto.

Le proprietà dei sistemi aperti


  1. Totalità: un sistema non è un semplice composto di elementi indipendenti, ma ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti ed in tutto il sistema. Totalità non significa sommatività.

  2. Non-sommatività: un sistema non può essere fatto coincidere con la somma delle sue parti

  3. Non-unilateralità: il concetto di totalità esclude l’esistenza di rapporti unilaterale; i rapporti sono sempre interazioni. A influenza B e suscita in lui una reazione che a sua volta influenza A…

  4. Retroazione: ciò che tiene unito un sistema è la retroazione, la correlazione circolare complessa. Retroazione e circolarità sono il modello causale appropriato per la teoria dei sistemi interattivi. La natura specifica di un processo di interazione è molto più interessante della sua origine e dei suoi risultati.

  5. Equifinalità: in un sistema circolare e autoregolantesi i ‘risultati’ (modificazioni dello stato dopo un certo tempo) non sono determinati dalle condizioni iniziali, ma dalla natura del processo. Secondo il principio di equifinalità gli stessi risultati possono avere origini diverse perché ciò che è determinante è la natura dell’organizzazione, il processo, la modalità di comunicazione. Nei sistemi aperti il sistema la propria migliore spiegazione.

Sistemi interattivi in corso

· "Un sistema è stabile rispetto a certe sue variabili se tali variabili (relazioni, amicizie, gruppi vitali con storie…) tendono a restare entro limiti definiti".

· Concetto di limitazione: "In una sequenza di comunicazione, ogni scambio di messaggi restringe il numero delle possibili mosse successive".

· Regole di relazione: in ogni interazione gli individui definiscono la propria relazione: la regola di una relazione è lo stabilizzarsi delle definizioni della relazione stessa



  • La famiglia in quanto sistema: in essa valgono i concetti di:

Ø Totalità: il comportamento di ogni individuo è in rapporto con il comportamento di tutti gli altri membri

Ø non-sommatività: l’analisi di una famiglia non è la somma dell’analisi dei suoi individui; esistono delle caratteristiche che sono proprie del sistema.

Ø retroazione e omeostasi: il sistema famiglia, come ogni sistema organico tende alla stabilità e tale stato è mantenuto da meccanismi di retroazione negativa.

Ø Calibrazione: è la messa a punto del sistema ed ha un effetto stabilizzatore; si ottiene con le

Ø funzioni a gradino

 La natura del paradosso



Il paradosso è una contraddizione che deriva dalla deduzione corretta da premesse coerenti. E’ diverso da una semplice contraddizione

Tre tipi di paradosso:



  1. Paradossi logico-matematici (antinomie), Es.: "La classe di tutte le classi che non sono membri di se stesse".

  2. Paradossi semantici (definizioni paradossali) Es.: "Io sto mentendo".

"Ogni linguaggio ha una struttura della quale nulla può dirsi in quel linguaggio, ma vi può essere un altro linguaggio che tratti della struttura del primo linguaggio e possegga a sua volta una nuova struttura; una tale gerarchia di linguaggi può non avere alcun limite" (Wittgenstein).

Teoria dei livelli del linguaggio, linguaggio come oggetto.



  1. Paradossi pragmatici (ingiunzioni paradossali e predizioni paradossali).

. In ogni evento comunicativo vi sono dunque componenti verbali (formali) e non verbali (materiali); vi è inoltre un aspetto di contenuto (notizia, informazione, dati, oggetto, ecc.) e uno di relazione (le istruzioni, il comando, la richiesta). L'aspetto di contenuto è normalmente veicolato in prevalenza dai componenti verbali (formali), mentre quello di relazione dai componenti non verbali (materiali).
È importante capire che in ogni situazione comunicativa non si trasmette mai semplicemente un'informazione ma anche delle istruzioni su come trattare l'informazione, secondo quale codice interpretarla, se prenderla sul serio ecc.

1) Ingiunzioni Non è possibile comportarsi in modo logico e coerente in un contesto illogico e incoerente. Dove il paradosso contamina i rapporti umani compare la malattia.

2) La teoria del doppio legame"Lo schizofrenico deve vivere in un contesto in cui i suoi comportamenti non convenzionali risultano appropriati" (Bateson e altri, 1956); si crea cioè un doppio legame i cui elementi paradossali sono:

  1. due o più persone sono coinvolte in una relazione intensa che ha un alto valore di sopravvivenza fisica e/o psicologica

  2. in tale contesto viene dato un messaggio che

      1. asserisce qualcosa,

      2. asserisce qualcosa sulla propria asserzione,

      3. queste due asserzioni si escludono a vicenda

  3. si impedisce al ricettore del messaggio di uscire dallo schema (o metacomunicando o chiudendosi in se stesso)

Il doppio legame ha qualità interattiva, non può essere unidirezionale; è un modello di interazione ben preciso; non causa la schizofrenia, ma dove il doppio legame è il modello predominante di comunicazione si osserva che il comportamento dell’individuo disturbato soddisfa i criteri diagnostici della schizofrenia. Il doppio legame non è solo un’ingiunzione contraddittoria, ma paradossale: nella 1° è slava la scelta, nella seconda fallisce il principio stesso della scelta, nulla è possibile e viene messa in moto una serie oscillante e autoperpetuantesi.

3) Le predizioni paradossali Elementi fondamentali:

  1. annuncio che contiene una predizione nel linguaggio

  2. e contiene una predizione nel metalinguaggio che nega la predicibilità (cioè la predizione – l’oggetto predetto – sarà impredicibile)

  3. le due predizioni si escludono a vicenda

  4. chi manda il messaggio può impedire a chi lo riceve di uscire dalla situazione creata dal suo annuncio

Lo schizofrenico può essere sia nella posizione dello studente (intrappolato in quanto intelligente, preso nel dilemma logica-fiducia), che del direttore impegnato in messaggi di comunicazione che sono indicibili.

Limitazioni dell'esperienza sensoriale on-line e processi psicologici compensativi in atto

Le tecnologie comunicazionali ad alta velocità possono essere concepite come un contesto culturale in cui l'interazione sociale viene considerata "normale", e può essere studiata al pari dell'interazione che caratterizza altri sistemi sociali. Di fatto, però, le interazioni proprie dei sistemi virtuali sono diverse.


La differenza principale sta nell'effetto del cambiamento di densità della comunicazione, cioè dell' ampiezza di banda.
Per ampiezza di banda si intende, la quantità di informazione scambiata nell'unità di tempo.







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