Introduzione IL dinamismo vocazionale dell’Eucaristia nel giorno del Signore. Come?


La domenica dei martiri di Abitene



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28.03.2019
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La domenica dei martiri di Abitene è icona, a sua volta, del dinamismo vocazionale dell’Eucaristia nel Giorno del Signore. La loro testimonianza, “Sine Dominico non possumus”, è da accogliere nella pienezza del suo significato. Senza il dominicum non possiamo essere, non possiamo vivere, è una questione d’identità, è l’essenza stessa del cristiano, il suo statuto, la sua vocazione. Il ‘dominicum’ è: “il corpo del Signore” offerto in sacrificio, divino nutrimento dei fedeli; “il sacramento del Signore”, forza dei fedeli; è “il mistero del Signore”, della sua Pasqua; “la Pasqua del Signore”, il suo mistero di morte e Risurrezione; “il Convito del Signore”; ma è anche lo stare insieme dei fratelli nella carità, per la celebrazione della cena; è in ultimo “il giorno del Signore”, del Signore Risorto, in modo privilegiato la Domenica di Pasqua (cfr. G. MICUNCO, Sine Dominico non possumus, Ed. Ecumenica, Bari 2004, pag. 8).

La domenica, così intesa a partire dal ‘dominicum’ dei martiri di Abitene, è un memoriale del battesimo. Di domenica in domenica, coloro che si fanno discepoli del Signore sono sollecitati a riscoprire il dono del Battesimo, della vocazione battesimale, e a conformare la propria vita al dono ricevuto.

Dalla fedeltà evangelica alla chiamata battesimale, declinata nella vita quotidiana, s’invera e prende forma vocazionale nella testimonianza dell’uomo e della donna credente il messaggio implicito al tema del nostro convegno: “Dall’Eucaristia il mio Sì”. “La vita per essere vita deve essere donata”!

Alla luce di quanto detto il Convegno ci offre tre consegne essenziali, tra le tante possibili:

a) Educare alla gratuità

Tutta la pastorale vocazionale è chiamata a costruirsi su questo nucleo catechistico elementare. Esso sempre più deve innervare e costituire il filo conduttore di ogni annuncio, proposta e accompagnamento vocazionale in particolare per quegli adolescenti e giovani che hanno ricevuto la grazia ecclesiale di “riconoscere il Signore allo spezzare il pane”; la vita è un bene ricevuto e non può essere pensata al di fuori della logica del dono: “Fate come ho fatto io” (Gv 13,15).

b) Costruire “comunità eucaristiche”

Occorrono comunità parrocchiali tutte ministeriali e missionarie che, con gioia, si incontrano attorno al Cristo Risorto, nella assemblea eucaristica domenicale: “La celebrazione eucaristica domenicale diviene, così, per tutti noi, una preziosa occasione per verificare la nostra conformazione a Cristo e il nostro impegno ad imitarlo nel dono generoso della nostra vita” (CEI, Senza la domenica non possiamo vivere, n. 5). La partecipazione alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, matura la risposta vocazionale e la apre alla missione: l’Eucaristia e la celebrazione eucaristica domenicale sono ‘scuola di vocazione’. “I sacerdoti nel loro impegno pastorale prestino, durante questo anno di grazia, un’attenzione ancor più grande alla messa domenicale, come celebrazione in cui la comunità parrocchiale si ritrova in maniera corale, vedendo ordinariamente partecipi anche i vari gruppi, movimenti, associazioni in essa presenti” (GIOVANNI PAOLO II, Mane nubiscum Domine, n. 23).



c) Coltivare la proposta della “Adorazione eucaristica vocazionale”

Accogliamo la proposta del Santo Padre dell’Adorazione eucaristica, che da sempre nella vita delle nostre comunità ecclesiali ha costituito un punto fermo della proposta vocazionale: “L’adorazione eucaristica fuori dalla messa diventi, durante quest’anno un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali e religiose… Restiamo a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia… Approfondiamo nell’adorazione la nostra contemplazione personale e comunitaria…, capaci a stare a lungo ad ascoltarne la voce” (GIOVANNI PAOLO II, Mane nobiscum Domine, n. 18). “È bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cfr. Gv 13,25), essere toccati dall’amore infinito del suo cuore” (GIOVANNI PAOLO II, Ecclesia de Eucharistia, 25).

Accogliendo l’invito del Papa – che sta coinvolgendo i Cinque Continenti nell’Adorazione eucaristica vocazionale – da questo Convegno lanciamo l’invito ad animare nel mese di maggio, mese destinato al Continente Europeo, tutta l’Italia con l’Adorazione eucaristica vocazionale. In particolare: nella prima settimana di maggio pensiamo di coinvolgere le diocesi del Nord; nella seconda settimana le diocesi del Centro; nella terza settimana le diocesi del Sud. Nella quarta settimana, che coincide con il Congresso Eucaristico Nazionale ogni giorno nella Cattedrale di Bari vi sarà l’Adorazione Eucaristica vocazionale. In questo il Centro Nazionale Vocazioni e l’Ufficio Liturgico della CEI avranno modo di confrontarsi e suggerire le indicazioni pratiche a tutte le nostre Diocesi.

Desidero condividere con voi, a conclusione del Convegno, anche alcune suggestioni emerse dall’incontro in programma con i Responsabili dei Centri Regionali e dei Direttori dei Centri Diocesani Vocazioni. La riflessione si è mossa a partire da questo interrogativo: “La pastorale vocazionale, nel lungo e impegnativo servizio svolto negli ultimi decenni nella Chiesa italiana, ai nostri giorni non ha forse bisogno di un colpo d’ala, perché si eviti il possibile rischio di una certa ripetitività? La condivisione fraterna ha fatto emergere filoni e tematiche, già presenti nel vissuto delle nostre Chiese locali, che possono favorire un salto in avanti della pastorale vocazionale.



Nello spirito di una pastorale vocazionale unitaria – dove tutta la categoria vocazionale e i diversi stati di vita, che sono dono di Dio alla Chiesa, sono un “cuor solo e un’anima sola” a servizio dell’annuncio del Vangelo della vocazione – e nello stile di una ‘pastorale integrata’ che vede la pastorale giovanile e familiare assumere la loro naturale connotazione vocazionale, ecco gli orizzonti sui quali riflettere:

a) Far incontrare tra loro i Vescovi responsabili della pastorale vocazionale nella regione, coinvolgendoli nel cammino del Centro Nazionale Vocazioni; incontrare e far incontrare i Responsabili dei Centri Regionale e dei Centri Diocesani Vocazioni tra loro, in particolare curando la loro formazione permanente, aiutandoli a ‘entrare dentro’ e partecipare alle proposte di formazione del Centro Nazionale Vocazioni stesso; incontrare e far incontrare tra di loro i parroci, e con loro gli ‘operatori pastorali impegnati in prima linea’ (catechisti, animatori della pastorale giovanile…), incrociandoli sulle strade dell’annuncio del Risorto e dell’educazione alla fede dei giovani nella comunità cristiana, ove con passione e fatica apostolica spendono generosamente la loro vita.

b) Coltivare la dimensione vocazionale della catechesi in una stagione ecclesiale che vede uno snodo e una fase nuova del rinnovamento della catechesi sia dell’iniziazione cristiana che degli adulti, nello spazio vivo di una comunità ecclesiale educante. Con una particolare attenzione all’annuncio della specificità delle vocazioni al ministero ordinato e delle vocazioni di speciale consacrazione e con un rinnovato impegno a inventare, se necessario, nuovi ‘itinerari vocazionali specifici’. Percorsi da offrire alle giovani generazioni nel tessuto vivo di una comunità parrocchiale sempre più sollecitata ad assumere in quanto ‘comunità eucaristica’, senza ulteriori rinvii, un volto chiaramente tutto ministeriale e missionario.

c) Intraprendere con decisione la strada dell’accompagnamento spirituale della comunità cristiana in tutte le sue componenti, con una particolare cura dell’accompagnamento dei giovani sposi dopo il matrimonio e le giovani famiglie dopo la celebrazione del sacramento del battesimo dei figli; in una comunità cristiana siffatta il Centro Diocesano Vocazioni viene riconosciuto e si offre come ‘il naturale luogo ecclesiale di ascolto’ e ‘il luogo di accompagnamento vocazionale’, in particolare per i ragazzi e i giovani che sono i soggetti naturali di vocazione. In questa ottica il Centro Diocesano Vocazioni è chiamato sempre più ad essere il luogo ecclesiale privilegiato per la formazione degli animatori vocazionali a servizio del ‘Vangelo della vocazione’ nella comunità ecclesiale.

d) Invitare i giovani e le ragazze a testimoniare la propria fede e l’impegno personale di maturazione e discernimento vocazionale, coinvolgendosi e coinvolgendoli nei possibili momenti ordinari e straordinari di annuncio vocazionale nella vita delle comunità ecclesiali: giovani per i giovani e seminaristi (novizi e novizie) per i giovani loro coetanei, non ‘specchietti per le allodole’ ma testimoni feriali di ricerca e risposta vocazionale.

SPECIALE ANNO DELL’EUCARISTIA E DEL CEN


Sine dominico non possumus

di Domenico Falco, Direttore dell’Uln e Luca Bonari, Direttore del CNV


Il dinamismo vocazionale dell’eucaristia nel giorno del signore. come?
La domenica provoca il giorno dell’uomo
Il senso del tempo e la sua organizzazione
Giovani e tempo: alcune coordinate che ci interpellano
La rappresentazione del tempo della storia
La quotidianità
La domenica degli italiani: i risultati dell’indagine
Ma qual è il rapporto dei giovani con la domenica?
Riflessioni sul giorno del signore
Nell’ambivalenza della vicenda umana il discernimento evangelico
Alcune opportunità
Perché il giorno del signore è centrale nella vita della comunità cristiana?
La domenica, sintesi della storia della salvezza
La domenica, memoriale del battesimo
L’eucaristia, cuore della domenica
Perché scegliere la mistagogia?
Che cos’è la mistagogia?
L’incontro settimanale della comunità
Il risorto presente nella celebrazione eucaristica
L’eucaristia “sacramentum unitatis”
La chiesa, ricca delle diverse vocazioni
Cristo parla a me oggi
Cristo attende da me una risposta di vita
Dalla gratitudine alla gratuità
Conformi a cristo nel dono di sé
Il senso eucaristico della vita (e della morte)
La messa come festa e come dramma
Messa domenicale e senso del tempo
La messa come espressione vocazionale (vocazione e vocazioni)
L’eucaristia prepara l’eucaristia
Qualche suggerimento più specifico
Il dinamismo vocazionale dell’eucaristia nel giorno del signore
Le tre attenzioni del nostro cammino
Luca e stefania
Qual è la nostra concezione della famiglia?
Qual è la funzione della chiesa verso la famiglia?
L’eucaristia domenicale
La nostra eucaristia
Sr. m. paola gasperini
La donna consacrata vive l’eucaristia insieme a tutto il popolo di dio
Una carità a tempo pieno
L’eucaristia domenicale cosa dona alle figure di laici impegnati nei ministeri ecclesiali? quale identità definisce?
La figura del catechista
Il nostro impegno
L’incarnazione, l’eucaristia, il sacerdozio ordinato e l’impegno per le vocazioni sacerdotali
Cristo incarnato presente in mezzo a noi nell’eucaristia
L’eucaristia centro della vita della chiesa
L’importanza e la necessità del sacerdozio ministeriale
L’impegno per le vocazioni sacerdotali
Sine dominico non possumus
Canto di esposizione
Riflessione lettore:
Lettore: ti preghiamo per il nostro vescovo... lettrice:
Lettore: ti preghiamo per i giovani. lettrice:



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