Introduzione IL dinamismo vocazionale dell’Eucaristia nel giorno del Signore. Come?



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Riflessione


(è importante che le riflessioni - queste e quelle che seguiranno nella veglia - siano lette lentamente, a voce chiara, accompagnate da brevi pause, che permettano la meditazione e la preghiera).

Lettore: Betania in ebraico vuol dire casa del povero, dell’afflitto. Poveri e afflitti siamo senza Cristo! Ma a Betania l’afflizione si è mutata in gioia per il risveglio di Lazzaro dal sonno della morte. Un giorno rispondendo ai farisei, i quali rimproveravano i dodici perché non rispettavano i giorni di digiuno, disse che non potevano digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo era con loro. Avrebbero certo digiunato e fatto lutto quando lo sposo sarebbe stato loro tolto (pausa).

Lettore: Nella casa dell’amicizia, insieme a Marta, Lazzaro, Maria e i Dodici, la compagnia di Gesù trasforma ogni afflizione in gioia. L’incontro con il Risorto riempie di gioia i nostri giorni. A mensa con Lui ci viene restituita la vita. È festa quando lui abita la nostra casa, quando entra nel cuore e rimane con noi (pausa).

Lettore: Betania: piccola casa in cui si è accolti, non si è fraintesi, in cui si può assaporare sempre il profumo soave dell’amicizia. Betania: icona della Chiesa che immerge i suoi giorni nel giorno del Signore! È presente Lazzaro, risorto dai morti, figura di tutti noi risorti con Cristo mediante il Battesimo. È presente Marta, icona della Chiesa che serve e si offre, che lavora e si dona per preparare la mensa dell’amore.

È presente Maria, la Chiesa che contempla e che ama, che soffre e che spera, che prega e che tesse nel segreto trame di comunione con Dio e con i fratelli. Sono presenti i dodici. Betania: chiesa di amici e tempio di amicizia, un’amicizia vera, “balsamo di vita”, olio profumato di vero nardo, assai prezioso il cui prezzo può essere soltanto la vita dei due amici: Dio e l’uomo! (pausa).



Lettore: Come è bella questa icona di Chiesa, l’Eucaristia alla mensa di Betania! Ti chiediamo, o Signore, di renderci sempre più chiesa così! La sera della cena con i tuoi amici hai lavato loro i piedi per dare l’esempio. Hai lavato i piedi ai dodici perché imparassero da te l’arte del servizio, da te che ti si è fatto servo per amore. A Betania, qualche giorno prima, fu una donna a insegnarci l’arte della tenerezza, piegandosi sui tuoi piedi, i piedi del Figlio di Dio. Li ha unti con il balsamo dell’amore, li ha accarezzati con i morbidi capelli e li ha baciati con la tenerezza della sposa. E tutta la casa si è riempita del profumo soave del vero nardo assai prezioso. Nel Cenacolo la tua compassione ci rende Chiesa del servizio al prossimo. A Betania la testimonianza di amore e di gratitudine di Maria ci consegna a te, nostro Sposo. Insegnaci a riconoscere te nel prossimo e ad amare i fratelli perché amiamo te (pausa).

Lettore: Quando ci raduni la domenica attorno alla mensa dell’amicizia e ti offri come cibo di salvezza, donaci l’audacia di Maria che, intrepida e traboccante di amore per te, per il tuo corpo immolato, ti unge di nardo prezioso. Tu solo puoi trasformare quello che sarebbe dovuto essere il banchetto funebre in memoria di Lazzaro, in un banchetto di gioia per la risurrezione del fratello. Solo Tu, o Cristo, puoi trasformare il fetore insopportabile di un morto da quattro giorni nel profumo di letizia pasquale che inonda la casa. Noi ti

cerchiamo o Signore: nelle esperienze contemplative o nel tempo feriale segnato dall’abitudine, ti chiediamo un pieno di gioia. Che lo splendore del tuo volto divino illumini e sazi i nostri sguardi di carne. Ora ti contempliamo nell’Eucaristia e ti diciamo dal profondo del cuore: “Senza di te, o Cristo, non possiamo vivere!” (pausa).





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Riflessione lettore:
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Lettore: ti preghiamo per i giovani. lettrice:



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