Istituto Comprensivo Orchidee Rozzano



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Fasi della valutazione

Il processo di apprendimento/insegnamento inizia con un atto valutativo: «Che cosa sanno già i nostri allievi? Che cosa hanno bisogno di imparare di nuovo? Quali conoscenze e abilità sono utili per affrontare i nuovi apprendimenti?». Questo passaggio viene chiamato “valutazione iniziale”, ed è estremamente importante, perché serve a contestualizzare il curricolo generale rispetto ai bisogni degli alunni di una specifica classe.

valutazione in itinere”, o “valutazione formativa”, (proprio perché ha lo scopo principale di aiutare la formazione dell’allievo): corso dell’anno scolastico osservazioni e verifiche sull’andamento dei nostri allievi con strumenti di diverso tipo: osservazioni, verifiche strutturate e non, interrogazioni, esercitazioni pratiche ecc. I dati raccolti da tutte queste osservazioni servono a valutare il profitto degli allievi, ma ancora di più a tenere sotto controllo e registrare l’efficacia del nostro lavoro e delle nostre proposte1.

valutazione finale”: È chiaro che più accurate sono state la valutazione iniziale e quella formativa più possibilità ci sono che i risultati della valutazione finale siano positivi. La valutazione finale al termine di una classe intermedia ha comunque un rilevante valore formativo per il lavoro dell’anno successivo. Comporta sempre la “promozione” dell’allievo, non la sanzione delle sue lacune. La valutazione serve a tenere sotto controllo il processo e a fare in modo di migliorarlo perché l’alunno consegua il maggiore successo possibile.


La verifica

E’ la raccolta sistematica di dati attraverso strumenti diversi, strutturati e non: test, prove strutturate, saggi, elaborazione di testi, questionari, prove pratiche, interrogazioni, osservazioni ecc. Nel momento della verifica, il docente si limita a raccogliere dati, a misurare dei fenomeni e a registrare dei comportamenti.


La valutazione

Una volta raccolto un numero sufficiente di dati, si leggono i diversi risultati, si raffrontano e si interpretano in base a dei criteri.

Soltanto a questo punto si potrà esprimere un giudizio, (ovvero la valutazione vera e propria). La verifica, quindi, è la raccolta dei dati, mentre la valutazione è l’interpretazione del loro significato.

Il giudizio, quindi, si afferma nel testo, è una scelta che rientra nel campo della responsabilità degli insegnanti: questi debbono sempre essere in grado di esplicitare puntualmente le ragioni e i criteri che hanno supportato un giudizio piuttosto che un altro. La valutazione, in quanto scelta, è dunque un atto di responsabilità, basato su dati quantitativi e qualitativi assunti nel tempo e interpretati alla luce di criteri. La formulazione della valutazione mediante automatiche medie aritmetiche è la negazione della responsabilità. Si lascia alla sterilità dell’aritmetica un compito che deve essere dei docenti. Non si faccia ricorso alla pretesa che la media garantisca l’oggettività del giudizio, poiché nulla è più iniquo di uno strumento che pretende di negare variabili e differenze.

La verifica va condotta con un certo rigore metodologico. Innanzitutto, ci si aspetta che le prove siano “valide”, ovvero che misurino effettivamente ciò per cui sono costruite.



Risulta necessario riflettere e costruire un vocabolario pedagogico comune
Unità di apprendimento
La comunicazione della valutazione
La certificazione delle competenze
Riferimenti normativi
Riferimenti europei



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