Istituto Magistrale "Luigi Mercantini"


Territorialità ed extraterritorialità



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Territorialità ed extraterritorialità

Con la costante apertura verso gli altri paesi europei e verso la mondialità, agli studenti verranno forniti gli elementi di conoscenza per l’acquisizione di una salda e consapevole identità, sia locale che nazionale. A tal fine, spazio educativo privilegiato sarà il territorio, nella sua configurazione vicina (provinciale e regionale) e lontana (nazionale). Aula a cielo aperto, il territorio costituirà il costante spazio di analisi, di relazioni, di percorsi progettuali che acquisiranno curvature sempre più specifiche nel corso del triennio, in relazione alle caratteristiche formative degli indirizzi. In tal modo, lo studente svilupperà la capacità di leggere ed interpretare la realtà extrascolastica, di orientarsi, anche in vista della formazione universitaria o dell’inserimento lavorativo, sulla base di conoscenze interne ai “mondi reali”; acquisirà, inoltre, le competenze per vivere in modo più consapevole e critico la propria interazione con la comunità locale e nazionale nella prospettiva di una sua cittadinanza, politica e socio-economica, attiva e costruttiva.


  1. Diritto all’educazione/istruzione per gli studenti con bisogni ed. speciali


L’istituzione scolastica garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione degli studenti con bisogni educativi speciali nel rispetto di tutta la normativa primaria e secondaria prevista dalla Legge 5/02/1992 n. 104 e DPR 24/02/1994 (vedere Parte V- Allegati) attraverso la predisposizione dei seguenti atti/documenti:


Documento/

Atto/Organo

Riferimento normativo

Organo/soggetto

incaricato della redazione

Composizione dell’organo

Compito

Annotazione

Diagnosi Funzionale (D.F.)

Descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell’alunno in situazioni di handicap.


Art. 12 comma 5 Legge 5/02/1992 n.104

Art. 3 commi 1-2-3-4 DPR 24/02/1994

Provvede l’ASUR con l’Unità Multidisciplinare Età evolutiva (U.M.E.E.)


Medico specialista in neuropsichiatria infantile


Stesura della Diagnosi funzionale


La D.F., essendo finalizzata al recupero dello studente in situazione di handicap, deve tener particolarmente conto delle potenzialità rispetto agli aspetti indicati nell’art. 3 comma 4 DPR 24/02/’94



Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.)

È l’atto successivo alla D.F. e indica in via prioritaria, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno in situazione di handicap dimostra di possedere nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni).


Art. 12 comma 5 Legge 5/02/1992

n. 104

Art. 4 commi 1-2-3-4 DPR 24/02/1994


Unità Multidisciplinare (U.M.E.E.) + docenti curriculari e di sostegno (consiglio di classe) con le collaborazioni dei familiari dello studente.


Specialista dell’U.M.E.E + docenti curricolari e di sostegno + operatore assistenziale + familiari (Gruppo H operativo)


Stesura del Profilo Dinamico Funzionale



Le verifiche del P.D.F. sono coincidenti con l’ordinaria ripartizione dell’anno scolastico; in tali sedi vengono verificati gli effetti dei diversi interventi disposti e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico sullo studente.

Piano educativo Individualizzato (P.E.I.)

È il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposto per l’alunno in situazione di handicap in un determinato periodo di tempo.




Art. 12 comma 5 Legge 5/02/1992 n.104

Art. 5 commi 1-2-3-4 DPR 24/02/1994



Unità multidisciplinare (U.M.E.E.) + docenti curriculari e di sostegno (consiglio di classe) con la collaborazione dei genitori dell’alunno

Specialista dell’U.M.E.E. + docenti curriculari e di sostegno + familiari dell’alunno (Gruppo H operativo)

Stesura del P.E.I.

Il P.E.I. contiene interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione ed integrazione dell’alunno in situazione di handicap sulla base della D.F. e del P.D.F. Le verifiche sono collegate a quelle del P.D.F., confluiscono nel P.E.I. e sono correlate alle difficoltà e alle effettive potenzialità che l’alunno dimostra di possedere nei vari livelli di apprendimento.


Piano didattico personalizzato per alunni con diagnosi specialistica D.S.A.

(P.D.P.)

È il documento con il quale il C.d.C. individua per ogni disciplina gli strumenti dispensativi e compensativi da adottare sulla base dei dati ricavabili dalla diagnosi e dalle osservazioni in classe.



•Nota min. n. 4099 del 05 ottobre 2004

•Nota min. n. 26 del 05 gennaio 2005

•Nota min. n. 1787 del 01 marzo 2005

•Nota min. n. 4674 del 10 maggio 2007

•C.M. n. 28 del 15 marzo 2007

(punto 4).

•Ordinanza Min. n.26 del 15 marzo 2007

(art. 12, 7° comma, quarto punto).

•Legge n. 170 del 08 ottobre 2010

•D. M. 5669 12/7/2011 (Linee Guida)


Consiglio di Classe con la collaborazione dei genitori dell’alunno.


Docenti curricolari e

familiari dell’alunno.

Stesura P.D.P.



Gli alunni che presentano Disturbi Specifici di Apprendimento sono gli studenti che pur in situazione di integrità cognitiva, trovano difficoltà a seguire il normale piano di studi e richiedono una personalizzazione dello stesso. Il P.D.P. è dunque un documento che contiene l’indicazione degli strumenti dispensativi e compensativi adottati nelle diverse discipline nonché le modalità di verifica e di valutazione che si intendono applicare se diverse da quelle consuete.





Piano didattico personalizzato per alunni che presentano “difficoltà temporanee” nel processo di apprendimento

(P.D.P.)


Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014.

Chiarimenti.



Consiglio di Classe




Compilazione di un P.D.P.

Nella quotidiana esperienza didattica si

riscontrano momenti di difficoltà nel processo di apprendimento, che possono essere osservati per periodi temporanei in ciascun alunno... nel caso di difficoltà non meglio

specificate, soltanto qualora nell’ambito del Consiglio di classe

si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici questo potrà

comportare l’adozione e quindi la compilazione di un Piano Didattico Personalizzato, con eventuali

strumenti compensativi e/o misure dispensative.



Piano educativo personalizzato per studenti non italofoni (P.E.P.)

•C.M. n. 2 dell'8 gennaio 2010

•Documento di indirizzo

•Ottobre 2007

C.M. n. 24 del 1/3/2006

Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri

• C.M. n. 8/2013

• Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014.

Chiarimenti.

• Trasmissione Linee guida integrazione degli alunni stranieri: C.M. 4233 del 19/02/14

• Linee Guida per l’Accoglienza e l’Integrazione degli alunni stranieri.


Consiglio di Classe


Consiglio di Classe


Stesura del P.E.P.



“Si tratta soprattutto – ma non solo – di quegli alunni neo-arrivati in Italia, ultratredicenni, provenienti da Paesi di lingua non latina […] ovvero ove siano chiamate in causa altre

problematiche.” (Chiarimenti)

“Per coloro che sperimentano difficoltà derivanti dalla non

conoscenza della lingua italiana - per esempio alunni di origine straniera di recente immigrazione

e, in specie, coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nell’ultimo anno - è parimenti possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati, oltre che adottare strumenti

compensativi e misure dispensative (ad esempio la dispensa dalla lettura ad alta voce …), con le stesse modalità sopra

indicate. In tal caso si avrà cura di monitorare l’efficacia degli interventi affinché siano messi in atto per il tempo strettamente necessario”. (C.M. n. 8/2013)



Piano didattico personalizzato per alunni che presentano un disturbo clinicamente fondato, diagnosticabile ma non ricadente nella L. 104/92 né nella L. 170/20102

(P.D.P.)


Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014.

Chiarimenti.



Consiglio di Classe

“anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che

però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe è

autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo

cura di verbalizzare le motivazioni della decisione“.





Compilazione di un P.D.P.

Per “diagnosi” si intende … un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo, che può

essere rilasciato da un medico, da uno psicologo o comunque da uno specialista iscritto negli albi delle professioni

sanitarie.

Nella Parte V - Gli allegati – sezione seconda - Capitolo I, sono riportati gli interventi legislativi e gli strumenti sul diritto all’educazione/istruzione per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES): Direttiva Ministeriale 27/12/2012 “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”; C. M. n. 8 del 6 marzo 2013 sul D. M. 27/12/2012; Piano Annuale per l’Inclusività – Direttiva 27/12/ 2012 e C.M. n. 8/2013; Strumenti di intervento per alunni con BES a.s. 2013/14. Chiarimenti del 22/11/2013; Modulo coordinatore e modulo docente BES temporanei.



Parte V - Gli allegati – sezione seconda - Capitolo II, sono riportati gli interventi legislativi e gli strumenti specifici sul diritto allo studio degli alunni diversamente abili: Legge 05/02/1992 n. 104 (art. 12-13-15-16); D.P.R. 24-02-1994; D.P.C.M. 23-02-2006 ; D. Dirigenz. di Costituzione del Gruppo di Lavoro d’Istituto (G L H); P.E.I. stesura modulo.

Nella Parte V - Gli allegati – sezione seconda - Capitolo III, sono riportati gli interventi legislativi e gli strumenti specifici sul diritto allo studio degli alunni con DSA: Legge 170/2010. Nuove norme in materia di DSA in ambito scolastico; D.M. MIUR 12.07.2011, prot. n. 5669; Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA; Modelli di Piano Didattico Personalizzato (previsti dal DM 12 luglio 2011 e dalle allegate Linee Guida); Linee guida per la predisposizione dei protocolli reg. e individuazione precoce dei casi sospetti DSA del 19/04/2013.

Nella Parte V - Gli allegati – sezione seconda - Capitolo IV, sono riportati gli strumenti specifici per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri quali il Protocollo di Accoglienza degli alunni stranieri; la circ. di trasmissione delle Linee guida integrazione degli alunni stranieri: C.M. n. 4233 del 19/02/2014; le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri; Modello documento P.E.P. alunni stranieri.

Capitolo secondo


Organi preposti alla programmazione educativa e didattica



  1. Raccordo con le istituzioni territoriali
    Principi fondamentali
    Didattica curricolare ed extracurricolare
    Obiettivi e competenze disciplinari
    Istituto tecnico-settore tecnologico
    Griglia di corrispondenza livelli di misurazione/valutazione della condotta biennio e triennio
    Gli allegati capitolo primo
    Doveri del personale amministrativo
    Trasparenza nella didattica
    Indicazioni indicazioni generali
    Parte generale (a cura del coordinatore di classe e del consiglio di classe)
    Decreto di costituzione del gruppo di lavoro d’istituto (g.l.h)
    Articolo 5 interventi didattici individualizzati e personalizzati


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