Istituto Magistrale "Luigi Mercantini"



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La mission dell’I.I.S

Il passato e il presente sono i nostri mezzi, l'avvenire è il nostro fine.”



(Blaise Pascal)
Una scuola-laboratorio dei saperi e della qualità tra radici territoriali ed orizzonti europei.

Orizzonte Europa: la nostra “vision”.
I nostri sistemi di istruzione e formazione si trovano oggi ad affrontare una svolta epocale dovuta alla globalizzazione e alle sfide di una nuova economia fondata sulla conoscenza. Ne conseguono cambiamenti che riguardano la persona in tutte le sue manifestazioni e relazioni, il suo modo di apprendere, conoscere ed interagire con i nuovi saperi. Tali cambiamenti comportano, soprattutto, una radicale trasformazione dell’economia dell’Unione Europea.

Pertanto, i processi educativi di oggi in Europa non possono non tener conto delle nuove esigenze della società dei saperi, della evoluzione delle professioni e del mercato del lavoro, della necessità di migliorare qualitativamente l’occupazione.


Alla luce di tali considerazioni emerse a Lisbona nella sessione straordinaria del 23 e 24 marzo 2000, il Consiglio Europeo, mosso dalla necessità di concordare un nuovo programma di sviluppo per l'U.E., ha individuato un nuovo obiettivo strategico: l’U.E. deve diventare, in forza della conoscenza, la potenza economica più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

Predisporre il passaggio ad un’economia competitiva e dinamica, digitale, basandosi sulla conoscenza, vuol dire, dunque, sollecitare i sistemi educativi a ripensare i propri processi promuovendo nuove competenze di base, in particolare nel campo delle tecnologie dell’informazione.

Al vertice di Lisbona, i capi di Stato e di governo hanno riconosciuto, quindi, il ruolo fondamentale dell’istruzione per la crescita e lo sviluppo economico e a tal fine sono stati individuati nuovi settori d’intervento che si basano su tre obiettivi:


  • aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione Europea;

  • facilitare l'accesso ai sistemi di istruzione e di formazione;

  • aprire i sistemi di istruzione e formazione al mondo esterno.

Al successivo vertice europeo di Barcellona del 2002 è stato fissato un nuovo obiettivo generale: "rendere entro il 2010 i sistemi d'istruzione e di formazione dell'U.E. un punto di riferimento di qualità a livello mondiale".

Cinque le aree prioritarie di intervento individuate, i cui obiettivi dovevano essere conseguiti entro il 2010:

1. diminuzione degli abbandoni precoci (percentuale non superiore al 10%);

2. aumento dei laureati in matematica, scienze e tecnologia (aumento almeno del 15% e al contempo diminuzione dello squilibrio fra sessi);

3. aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori (almeno l'85% della popolazione ventiduenne);

4. diminuzione della percentuale dei quindicenni con scarsa capacità di lettura (almeno del 20% rispetto al 2000);

5. aumento della media europea di partecipazione ad iniziative di lifelong learning, apprendimento permanente (almeno fino al 12% della popolazione adulta in età lavorativa 25/64 anni).

Per tutto ciò erano state individuate tre "leve" su cui basare l'azione futura:

1. concentrare le riforme e gli investimenti nei settori-chiave;

2. fare dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita una realtà concreta;

3. costruire l'Europa dell'istruzione e della formazione.
A distanza di oltre dieci anni, in una considerazione consuntiva, la Commissione europea ha sottolineato che uno solo degli obiettivi prioritari prefissati è stato raggiunto: un aumento del 15% dei laureati nelle facoltà scientifiche. Questo risultato è ancora più evidente in Italia (+ 90,7% contro il + 29% della media europea) considerando l’annosa arretratezza culturale diffusa in tale settore nel nostro paese, riconducibile all’utilizzo di metodologie d’insegnamento ancora molto lontane da attività laboratoriali e sperimentali di ricerca.

Non sono stati raggiunti a livello europeo, invece, gli obiettivi relativi alla dispersione scolastica e alla partecipazione all’apprendimento permanente da parte degli adulti, anche se si sono registrati dei progressi, mentre per quanto riguarda la preparazione generale dei quindicenni, la situazione rispetto a dieci anni fa è addirittura peggiorata.

L’Italia è indietro soprattutto per quanto riguarda:

1. la partecipazione ad iniziative di apprendimento permanente;

2. la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e formativo;

3. la diminuzione dei giovani quindicenni con bassa capacità di comprensione nella lettura.


Nelle fasi preliminari per l’elaborazione di una nuova strategia e la messa a punto di un nuovo piano decennale UE 2020, a partire dal Consiglio del 12 maggio 2009, i ministri dell’Istruzione europea hanno deciso di rinnovare la sfida, aggiornando le aree d’intervento già individuate (per il tasso di abbandono, l’obiettivo rimane quello di non superare il 10%; per la partecipazione ad iniziative di apprendimento permanente, il livello da raggiungere sale al 15%; per le competenze di base viene ampliato l’ambito della verifica anche alla matematica e alle scienze: almeno l’85% dei quindicenni dovrebbe raggiungere il livello minimo prefissato) e introducendo dei nuovi settori, i cui obiettivi dovranno essere raggiunti entro il 2020:

1. il possesso di un titolo di studio a livello terziario (almeno il 40% dei 30-45enni);

2. la partecipazione alla scuola pre-elementare ( almeno il 95% dei bambini in età pre-scolare).

Sviluppare la cultura tra radici territoriali ed orizzonti europei in una scuola polo di qualità: la nostra “mission”.
All’interno di un’”etica della responsabilità” ispirata ai quattro pilastri dell’Educazione della Commissione Delors (imparare a conoscere, imparare a fare, imparare ad essere, imparare a vivere insieme) e in direzione della dimensione auspicata dagli obiettivi fissati dai trattati europei, la nostra Scuola si relaziona al territorio attraverso una continua ricognizione e ricezione dei bisogni, un’attenzione alle sue peculiarità con tutte le valenze tradizionali, culturali e paesaggistiche.

Riteniamo di poter far nostre le istanze relative alla richiesta di maggiore qualità, di maggiore apertura verso il mondo esterno (mondo del lavoro, realtà politico-sociale, ambiente, etc.), di maggiore attenzione alla didattica delle scienze e di conseguenza all’orientamento che, se inteso in un’accezione semantica più estesa e non ridotto alla semplice dimensione informativa, è trasversale a tutte le precedenti istanze.

Considerato lo scenario, diventa importante che il nostro Istituto affronti le sfide selezionando gli obiettivi strategici da porsi tra radici territoriali ed orizzonti europei e che scelga tenendo conto delle occasioni che il territorio offre, delle specificità dei suoi curricola e della sua utenza. In tal modo, in linea con quanto definito dal Consiglio europeo, può davvero essere una scuola della contemporaneità globale, in grado di riprendere in mano le redini della società, l’ambito quotidiano della scoperta e della ricerca di ciò che serve per la società.

In tale direzione vanno i rapporti e gli accordi di rete stipulati con gli enti locali, in virtù dei quali la scuola aderisce a progetti di rilevanza provinciale e regionale. Le iniziative sono organizzate intorno a percorsi diretti a sviluppare lo studio del territorio marchigiano e delle sue risorse nell’ottica dell’occupazione giovanile e del ricambio generazionale.

A questa volontà rispondono in modo particolare le attività progettuali delle Macroaree e delle Aree di progetto, parte integrante dell’offerta formativa dell’Istituto.




  1. Raccordo con le istituzioni territoriali
    Principi fondamentali
    Didattica curricolare ed extracurricolare
    Obiettivi e competenze disciplinari
    Istituto tecnico-settore tecnologico
    Griglia di corrispondenza livelli di misurazione/valutazione della condotta biennio e triennio
    Gli allegati capitolo primo
    Doveri del personale amministrativo
    Trasparenza nella didattica
    Indicazioni indicazioni generali
    Parte generale (a cura del coordinatore di classe e del consiglio di classe)
    Decreto di costituzione del gruppo di lavoro d’istituto (g.l.h)
    Articolo 5 interventi didattici individualizzati e personalizzati


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