Istituto Magistrale "Luigi Mercantini"


I docenti incaricati della commissione d’accoglienza



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I docenti incaricati della commissione d’accoglienza


  • effettuano tempestivamente un colloquio con la famiglia

  • raccolgono le possibili informazioni riguardanti la scolarità pregressa dell’alunno, la “storia” familiare e la durata del progetto migratorio

  • compilano un’iniziale biografia scolastica e linguistica dell’alunno

  • concordano con la famiglia le modalità per un inserimento graduale

  • facilitano la conoscenza della scuola

  • richiedono, se necessario, l’intervento del mediatore linguistico culturale

  • sottolineano la necessità e il significato di una proficua collaborazione scuola-famiglia

  • esplorano la possibilità da parte della famiglia di fornire il materiale scolastico necessario e la possibilità economica di sostenere spese che riguardano le uscite scolastiche

  • si pongono come mediatori tra la famiglia e la scuola per il tempo necessario all’inserimento

  • riportano alla Commissione le informazioni raccolte




  1. COLLOQUIO CON L’ALUNNO E SOMMINISTRAZIONE DI PROVE PER

ACCERTARE ABILITÀ E COMPETENZE

Il colloquio, l’osservazione e le prove d’ingresso rappresentano il primo passo per conoscere le esperienze scolastiche e familiari, le competenze linguistiche, i percorsi cognitivi e relazionali del nuovo alunno.

Per il bambino straniero è un momento significativo di presa di contatto con la nuova realtà scolastica: è allora importante creare un clima relazionale rassicurante in cui si senta realmente accolto.

Il docente incaricato dalla commissione d’accoglienza


  • facilita la conoscenza della nova scuola;

  • articola un colloquio con l’alunno anche in presenza dei genitori e del mediatore culturale;

  • osserva l’alunno in situazione;

  • somministra le prove d’ingresso;

  • sintetizza i risultati delle prove.

Materiali


  • questionario bilingue rivolto agli alunni;

  • test di ingresso che non richiedano la conoscenza dell’italiano;

  • prove di accertamento del livello di conoscenza spontanea e non dell’italiano.




  1. ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE E SCELTA DELLA SEZIONE

I criteri di riferimento per l’assegnazione alla classe sono quelli previsti dall’art. 45 del DPR 394 del 31.08.99.

Art. 45

(Iscrizione scolastica)

I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva. L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. In mancanza di accertamenti negativi sull'identità dichiarata dell'alunno, il titolo viene rilasciato all'interessato con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione. I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:


dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica. Dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno. Del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di provenienza. Del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi: la ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento, allo scopo possono essere, adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante l'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive di insegnamento per l'arricchimento dell'offerta formativa. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati.
Allo scopo di realizzare l'istruzione o la formazione degli adulti stranieri il Consiglio di circolo e di istituto promuovono intese con le associazioni straniere, le rappresentanze diplomatiche consolari dei Paesi di provenienza, ovvero con le organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro di cui all'articolo 52 allo scopo di stipulare convenzioni e accordi per attivare progetti di accoglienza; iniziative di educazione interculturale; azioni a tutela della cultura e della lingua di origine e lo studio delle lingue straniere più diffuse a livello internazionale. Per le finalità di cui all'articolo 38, comma 7, del testo unico, le istituzioni scolastiche organizzano iniziative di educazione interculturale e provvedono all'istituzione, presso gli organismi deputati all'istruzione e alla formazione in età adulta, di corsi di alfabetizzazione di scuola primaria e secondaria; di corsi di lingua italiana; di percorsi di studio finalizzati al conseguimento del titolo della scuola dell'obbligo; di corsi di studio per il conseguimento dei diploma di qualifica o del diploma di scuola secondaria superiore; di corsi di istruzione e formazione del personale e tutte le altre iniziative di studio previste dall'ordinamento vigente. A tal fine le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni ed accordi nei casi e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore. Il Ministro della pubblica istruzione, nell'emanazione della direttiva sulla formazione per l'aggiornamento in servizio del personale ispettivo, direttiva e docente, detta, disposizioni per attivare i progetti nazionali e locali sul tema dell'educazione interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche realtà nelle quali vivono le istituzioni scolastiche e le comunità degli stranieri al fine di favorire la loro migliore integrazione nella comunità locale

La commissione di accoglienza, quale articolazione del collegio docenti, è delegata all’inserimento dell’alunno neo-arrivato in una classe/sezione, sulla base:

  1. dell’ordinamento degli studi del paese di provenienza dell’alunno, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica;

  2. dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;

  3. del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel paese di provenienza;

  4. del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno.

Per la scelta della sezione saranno presi in considerazione i seguenti fattori:

  • numero degli allievi per classe

  • tipologia degli alunni portatori di handicap eventualmente presente in classe

  • distribuzione equilibrata degli alunni stranieri nelle classi

  • insegnamento di una lingua straniera già conosciuta dall’alunno neoarrivato

  • situazione globale della classe (clima relazionale, problematiche…)

  • valutazione dell’interclasse/consigli di classe/commissione accoglienza-intercultura

  • eventuali risorse (progetti attivati, compresenze…)


La commissione di accoglienza fornisce i primi dati conoscitivi all’equipe docenti (interclasse/consigli di classe) che accoglierà il bambino/ragazzo neo-arrivato sintetizzando le informazioni raccolte sulla storia dell’alunno e i risultati delle prove somministrate.


  1. INSERIMENTO NELLA SCUOLA

Nella scuola multietnica è necessario adottare una progettualità flessibile che, a partire dalla conoscenza dei bisogni degli alunni stranieri raggiunga l’obiettivo dell’accoglienza per l’integrazione.

La Commissione Intercultura, oltre a definire il Protocollo d’accoglienza, procederà con la messa in atto di ulteriori dispositivi, quali la predisposizione di uno scaffale interculturale e di un laboratorio di lingua2.


Lo scaffale interculturale


Lo scaffale interculturale raccoglie sistematicamente

  • pubblicazioni e materiali editoriali, ma anche materiali “grigi” prodotti dalle scuole, inerenti la realtà dei Paesi di provenienza degli alunni stranieri

  • documenti informativi – bilingui sul funzionamento della scuola e avvisi di routine per l’informazione ai genitori stranieri e la comunicazione scuola-famiglia

  • i progetti, le esperienze di accoglienza, di integrazione, di educazione interculturale, i percorsi di insegnamento/apprendimento della lingua italiana

  • la normativa di riferimento

  • libri di narrativa…del mondo

  • ……..

A tutte le classi che hanno alunni immigrati al loro interno sarà fornito, su richiesta,una sorta di pronto soccorso plurilingue’parole per l’accoglienza’(curato dal gruppo di lavoro dell’Università Bicocca di Milano)

Il laboratorio linguistico


Il laboratorio costituisce un ambiente di apprendimento e integrazione, dove si svolgono le attività di facilitazione e i percorsi specifici di apprendimento della lingua italiana.

Nel laboratorio trovano posto:



  • I segni delle provenienze e delle appartenenze culturali: planisferi, carte geografiche, immagini, fotografie di città e luoghi di origine, libri e scritte nelle lingue materne

  • Le tracce dei percorsi e delle storie personali: immagini, fotografie, raccolte di storie e “autobiografie” relative sia alla vita “prima” della venuta in Italia, sia al viaggio della migrazione

  • Gli strumenti del passaggio: scritte in italiano sugli oggetti, liste bilingui di parole, dizionari illustrati, giochi, giochi linguistici

  • Gli “angoli” strutturati o semistrutturati dove sia possibile svolgere giochi di ruolo e simbolici

Il laboratorio nasce come supporto agli apprendimenti linguistici delle diverse attività che si svolgono all’interno delle classi in cui sono inseriti i bambini. Gli ambiti nei quali opererà riguardano:

  1. La lingua della comunicazione

  2. L’alfabetizzazione

  3. La lingua dello studio

 Si promuoverà un atteggiamento positivo nei confronti della lingua e della cultura italiana, attraverso l’uso di una metodologia di tipo funzionale-comunicativo, la proposta di attività ludiche e interattive, utili per stimolare fantasia e creatività. I bambini che, ad inizio anno scolastico, prendono parte al laboratorio sono suddivisi in gruppi di 1° e 2° livello.

I gruppi vengono formati a seguito della valutazione delle competenze pregresse dei bambini. La

formazione dei gruppi è flessibile e varierà, nel corso dell’anno, in base alle competenze linguistiche raggiunte da ogni alunno ed alle eventuali priorità da perseguire.
Fermo restando che l'insegnamento dell'italiano come L2 rimane di competenza del docente, anche nei laboratori, per alcune ore nella fase iniziale, è auspicabile la collaborazione col MLC per:


  • contribuire a risolvere le difficoltà comunicative durante la prima fase d'inserimento

  • fornire informazioni sui modelli educativi e scolastici del Paese d'origine

  • ricostruire la biografia e la storia linguistica del bambino e nella fase di progettazione e realizzazione di alcune attività quali:

    • predisposizione di materiale plurilingue che faciliti la comunicazione scuola-famiglia;

    • incontri con gli insegnanti riguardo la conoscenza dei sistemi scolastici dei Paesi di loro appartenenza; i differenti ruoli dei vari soggetti educativi nei paesi d'origine dei bambini; l'individuazione delle aspettative delle famiglie riguardo la nostra offerta scolastica.

Il laboratorio linguistico sarà assegnato a uno o più insegnanti interni disponibili, competenti e con una sensibilità e una propensione alla relazione empatica. Per le risorse interne innanzitutto si quantificheranno le ore di compresenza, per poi ricorrere alle ore aggiuntive di insegnamento.

Le eventuali risorse esterne, assegnate dall’Ente Locale, saranno coordinate da un insegnante della commissione intercultura designato dai membri della stessa. In ogni caso le risorse esterne saranno tenute ad effettuare la programmazione con l’equipe almeno una volta al mese.

Tutti i docenti e i facilitatori linguistici effettueranno un incontro per verificare e programmare l’azione di intervento individualizzato e di gruppo ogni sei settimane.


  1. INSERIMENTO NELLA CLASSE

Gli insegnanti e gli alunni, della classe che riceve il nuovo arrivato, mettono in atto, in riferimento ai differenti ruoli che espletano, dispositivi di accoglienza, di cui si esplicitano i più importanti.

I compiti dell’equipe
• Mantenere i rapporti con la Commissione di Accoglienza
• Favorire l’inserimento dell’alunno nella classe:
- informando i compagni del nuovo arrivo e creando un clima positivo di attesa
- progettando specifiche attività di benvenuto e conoscenza
- preparando un’aula visibilmente multiculturale (cartelli di benvenuto nella lingua d’origine carta

geografica con segnato il Paese di provenienza etc.)


- incaricando un alunno di svolgere attività di tutor (compagno di viaggio) dell’alunno straniero e

coinvolgendo eventualmente alunni della stessa provenienza già inseriti nella scuola


• Rilevare i bisogni specifici di apprendimento dell’alunno straniero elaborando un piano di studio

personalizzato


• Individuare ed applicare modalità di semplificazione dei contenuti e di facilitazione linguistica per

ogni disciplina, stabilendo i contenuti essenziali ed adattando ad essi le metodologie didattiche, la

verifica e la valutazione delle competenze acquisite
• Stabilire criteri, modalità e strumenti di valutazione periodica e di eventuale esame finale coerenti

con il piano di studi personalizzato


• Informare la famiglia del percorso formativo predisposto dalla scuola
• Programmare, in forma integrata, il lavoro con gli eventuali mediatori culturali e facilitatori

linguistici che seguono l’alunno straniero


• Valorizzare la cultura d’origine progettando, anche con il supporto esterno e coinvolgendo l’intera

comunità scolastica, percorsi/laboratori di educazione interculturale


• Stimolare, coinvolgendo anche gli altri compagni e i loro genitori, la partecipazione dell’alunno

straniero ad attività extra-scolastiche del Territorio



In termini ancora più specifici…


Raccordo con le istituzioni territoriali
Principi fondamentali
Didattica curricolare ed extracurricolare
Obiettivi e competenze disciplinari
Istituto tecnico-settore tecnologico
Griglia di corrispondenza livelli di misurazione/valutazione della condotta biennio e triennio
Gli allegati capitolo primo
Doveri del personale amministrativo
Trasparenza nella didattica
Indicazioni indicazioni generali
Parte generale (a cura del coordinatore di classe e del consiglio di classe)
Decreto di costituzione del gruppo di lavoro d’istituto (g.l.h)
Articolo 5 interventi didattici individualizzati e personalizzati


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