Italiano e latino: vasi comunicanti Progetto di un modulo didattico: La scuola nel mondo latino



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01.06.2018
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Italiano e latino: vasi comunicanti

Progetto di un modulo didattico: La scuola nel mondo latino (percorso lessicale)

Elisa Dei

Le ragioni di un percorso lessicale- Il percorso proposto è indirizzato agli studenti di un liceo linguistico. Può essere opportuno ricordare, al proposito, che in seguito alla riorganizzazione dei quadri orari e alla contrazione del tempo scuola, seguiti alla “riforma Gelmini” del 2010, il liceo linguistico ha mantenuto due ore di latino al biennio, mentre ha perso del tutto la materia al triennio: quindi lo studio della lingua latina, privato del suo sbocco più naturale e tradizionale, ovvero la lettura e l’analisi diretta dei classici, in questa scuola deve obbligatoriamente ridefinire i propri obiettivi, sia in termini didattici – sposandosi opportunamente con i principi della didattica breve- sia in termini di obiettivi formativi che ne orientino lo studio dentro un nuovo orizzonte di senso. Insomma bisogna trovare nuove, ma non banali o scontate, giustificazioni e motivazioni allo studio e all’apprendimento del latino.

Il liceo linguistico, pur scontando tutte le difficoltà di un tempo così ridotto lasciato al latino nel curricolo settimanale, offre varie possibili direzioni di sperimentazione e di riflessione, nel senso di un rinnovamento nell’approccio alla materia. Le specificità della scuola (lo studio delle lingue europee moderne) consente di cogliere proprio nel lessico una ridefinizione plausibile dello studio della lingua. Il lessico dunque può essere inteso proprio come il “vaso comunicante” tra italiano e latino che dà il titolo all’intervento.

Il lessico può in effetti offrire diverse opportunità d’uso: può essere impiegato come veicolo per la ricostruzione di un quadro di civiltà; come chiave d’accesso alla prima acquisizione metalinguistica dell’evoluzione della lingua nel tempo e della continuità del latino nell’italiano. Si presta poi ad ulteriori approfondimenti circa il funzionamento di un sistema linguistico, per esempio la distinzione tra lingue settoriali e lingua standard (facendo notare agli studenti che nessi di forte continuità tra lessico latino e lessico italiano attuale si trovano oggi nei linguaggi settoriali, dove hanno mantenuto il significato più vicino a quello originario, laddove invece la lingua standard può averlo sostituito o modificato, valga al titolo di esempio il caso del termine calculus-i) .

Gli strumenti

Nella realizzazione del percorso sono stati impiegati i seguenti strumenti di lavoro:



  • Il Nuovo Dizionario di Latino Campanini–Carboni (il quale dedica una particolare attenzione alla ricostruzione di quadri di civiltà attraverso il lessico e del senso dell’evoluzione della lingua nel tempo, anche grazie alle schede linguistico-etimologiche presenti nella Guida didattica allegata all’edizione del 2010 e curata da Angelo Diotti.

  • Dizionario etimologico online www.etimo.it

  • Presentazione power point su “La scuola e il mondo antico”. La funzione di questo strumento è soprattutto espositiva e didascalica, ma coglie allo stesso tempo l’opportunità di collegare le informazioni presenti nel testo ad un repertorio di immagini, al fine di fissarne contenuti. Per i contenuti della presentazione e per il repertorio lessicale l’insegnante ha fatto riferimento a P.Cappelletto, G.Galetotto, E. Sada, Latino. Percorsi di lessico, civiltà e autori, Casa Editrice Poseidonia, Bologna, 2006.

  • Testo narrativo: A.Diotti, I gioielli di Livia. Una vita nell’antica Roma, Ed. scolastiche Bruno Mondadori. Si tratta di un testo che sperimenta una forma di didattica integrata del latino, utilizzando un lungo racconto come veicolo per la ricostruzione di quadri di civiltà e per fissare quadri tematici di lessico, anche in funzione contrastiva con l’italiano. In particolare si è fatto riferimento al Capitolo 3. Livia va a scuola.

  • Lo schema operativo per uno studio del lessico (tra latino e italiano) presentato in N. Flocchini, Expedite-1, Bompiani per la scuola, pag. 52 (Proposta operativa-Lo studio del lessico).

Prerequisiti

Importante: per svolgere un modulo di questo tipo non sono necessarie competenze linguistiche di alcun genere. Ciò lo rende praticabile in qualsiasi momento del percorso didattico degli studenti, fin dai primi mesi del primo anno. Ciò non esclude, alla fine del secondo anno l’integrazione mediante testi in latino recanti le occorrenze del lessico studiato.



Obiettivi

Generali, metalinguistici, globali, non specificamente linguistici:



  • Usare gli strumenti quali dizionario etimologico

  • Familiarizzare con le permanenze del latino nell’italiano

  • Ampliare il repertorio di vocaboli italiani per area lessicale

  • Acquisire consapevolezza della lingua come sistema che si evolve nel tempo.

  • Imparare ad usare le categorie “linguaggi settoriali”- “lingua standard”

  • Consolidare la conoscenza del meccanismo di composizione dei vocaboli.

Articolazione del modulo

  1. L’attività di stimolo viene presa dal testo I gioielli di Livia, utile a calare in un contesto narrativo e in un quadro di civiltà la questione della scuola.

  2. Nel testo (in italiano) sono già presenti i primi rimandi tra il lessico specifico legato al tema la sua traduzione in latino (a lato della pagina). Quindi procedendo si fissa il lessico, avvalendosi dell’ausilio delle immagini presenti nel testo. Alla fine gli studenti dovrebbero avere ricostruito un repertorio lessicale completo.

  3. Esercizio su I gioielli di Livia – Attiviamo il lessico (esercizi: falsi amici, sinonimi). Questo esercizio, svolto in forma dialogata con la classe consente il primo momento di riflessione metalinguistica.

  4. Presentazione con ausilio ppt. Il tema della scuola è affrontato da un punto di vista storico. Si inizia tuttavia con una riflessione etimologica: da dove deriva il termine “schola” / sinonimo “ludus”. Non dall’area semantica del “dovere”, ma dell’otium, del tempo libero. Qui si inserisce il primo “confronto tra civiltà” che dovrebbe restituire agli studenti una visione quantomeno straniata di alcuni loro automatismi mentali (che li portano ad associare la scuola al dovere, quando non direttamente alla costrizione). Si fanno riflettere gli studenti su quali caratteristiche (per esempio di organizzazione del lavoro, o di distinzione tra lavoro manuale e intellettuale) debba avere una società perché elabori, sul piano dell’immaginario, l’associazione della scuola con quella del tempo improduttivo. Si possono attualizzare i contenuti di questa riflessione facendo presente che anche oggi, nelle società in cui sono presenti forme diffuse di lavoro minorile, l’idea della scuola potrebbe facilmente essere inserita all’interno della medesima area semantica.

  5. Nella seconda parte della presentazione vengono riportati, corredati da immagini, i termini evidenziati nell’attività precedente. Poi organizzati in un elenco alfabetico.

  6. Si introduce la tabella realizzata sulla base delle indicazioni di Flocchini. Essa invita gli studenti a prendere visione dell’intero repertorio lessicale visionato e di operare la distinzione tra:

a) Vocaboli passati in italiano senza subire modifiche

b) Vocaboli passati in italiano con qualche mutamento fonetico (Schola)

c) Vocaboli passati in italiano con mutamenti semantici. Gli studenti dovranno ragionare su tali corrispondenze verificando se i vocaboli hanno acquisito un significato più ristretto nel passaggio all’italiano o più ampio, per es. discipulus, che in latino indicava genericamente una persona inserita in un percorso di studi che seguiva un insegnante, ma che ha in italiano un significato più circoscritto: chi segue una guida o una ideologia religiosa; per es. calculi, passato con una piccola variazione fonetica dal latino ad una variante settoriale dell’italiano, quella della medicina, in cui l’espressione “calcoli renali” mantiene esattamente lo stesso significato di “sassolini” dell’originale latino, mentre invece nella lingua d’uso comune ha acquisito un significato diverso: quello di “far di conto”, ovvero la funzione per cui a Roma erano usati i sassolini, passando si farà notare, dall’oggetto concreto, all’operazione astratta.

d) Vocaboli scomparsi MA CHE HANNO LASCIATE TRACCE SIGNIFICATIVE per esempio in pari le derivate, o presenti in altre categorie grammaticali: per es. del verbo doceo è rimasto solo il derivato “docente” o “docenza”, entrambi appartenente al linguaggio settoriale-burocratico.

Per ogni parola vengono fatti cercare tutti i derivati. Per ampliare il ventaglio di vocaboli padroneggiato dai ragazzi.



Ci si potrà soffermare a ricostruire il significato originario di espressioni passate all’italiano nel linguaggio figurato e metaforico, come tabula rasa.

  1. E’ l’insegnante che infine attribuisce un lavoro di ricerca sul dizionario etimologico, di alcuni termini che ritiene significativi, per es. legere, da “raccogliere, scegliere”.

Tempo

Il tempo preventivato per il modulo, esclusa l’attività di verifica, è di 4-5 ore.



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