Itl424 and itl511 History of the Italian language Andrea Fedi 24 ottobre 2006: piano della lezione



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ITL424 and ITL511 History of the Italian language

  • Andrea Fedi


24 ottobre 2006: piano della lezione

  • Latino e Italiano

  • L’italiano e il fiorentino, il toscano



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    • Sono state aggiornate le nuove pagine, Review sheets for ITL424, e Review sheets for ITL511
  • Compiti (tutti gli studenti)

    • Modulo 2, “Italiano e dialetti,” paragrafi 2.1-2.3, 2.7 (pp. 33-38, 42-43)
    • Rintracciate, all’interno di articoli pubblicati in ottobre su La Repubblica o Il Corriere della sera, almeno tre espressioni latine (ITL511: almeno cinque); citate la fonte, fornite citazione e/o contesto, spiegate in poche parole il significato (aggiungete commenti se l’uso o il significato sono diversi dal solito)


Fonti di parte del materiale e degli appunti di questa presentazione

  • La lingua nella storia d’Italia. A cura di Luca Serianni. Roma: Società Dante Alighieri; Milano: Libri Scheiwiller, 2002.



Dal latino in italiano: comparativi e superlativi

  • Comparativi e superlativi organici

    • maggiore, massimo
    • minore, minimo
    • migliore, ottimo
    • peggiore, pessimo
    • inferiore, infimo
    • superiore, supremo
    • ulteriore, ultimo
    • anteriore, posteriore, viciniore, citeriore


Dal latino in italiano: deverbali gerundivi

  • Deverbali gerundivi

    • laureando
    • educanda
    • prebende
    • mutande
    • agenda
    • azienda (tramite lo spagnolo)


Dal latino in italiano: cursus honorum

  • cursus honorum

    • Il mio “cursus honorum” imprenditoriale vantava già la realizzazione di molte residenze in Milano città, del Centro Edilnord, di Milano 2 e stavo costruendo Milano 3. (www.forza-italia.it)
    • In una recente intervista, quasi per antidoto, Rossi si definisce anche molto paziente, persona dai tempi lunghi nelle decisioni che contano, riflessivo e cauto. Lo fa, si suppone, soprattutto in funzione del suo futuro di pilota, molto attirato da quel passaggio alla Formula Uno, e alla Ferrari, che sulla carta sarebbe un passaggio di ruolo, un salto in avanti nel cursus honorum di un corridore. (La Repubblica)


Dal latino in italiano: altri esempi

  • plusvalenza

  • rebus

  • longa manus

    • "Dietro tutto questo c'è la longa manus di Tremonti". Un gruppo di deputati di An corre verso Fini. Simultaneamente puntano l'indice verso l'ex ministro dell'Economia. (La Repubblica, 2004)
  • sponsor (tramite l’inglese)



Dal latino in italiano: unicum

  • unicum

    • L'obiettivo, spiega l'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano, è "pensare il nostro territorio come un unicum che interagisce, e non come una serie di corpi separati tra una capitale troppo grande e ricca di offerta culturale e una periferia che sarebbe senza volto e senza storia". (La Repubblica, 2005)
    • La Discesa al Limbo è uno dei lavori più importanti dell'artista. Dipinto intorno al 1492, probabilmente su commissione dei Gonzaga, rappresenta un unicum sia per il soggetto trattato che per il modo di rappresentarlo. (La Repubblica, 2003)


Dal latino in italiano: vari esempi

  • una tantum

    • Per i nostri servizi, addebitiamo una tariffa una tantum che chiamiamo spese di apertura.
  • in extremis

    • Siena orgoglioso, ma serve a poco il pari in extremis con il Messina.
  • raptus

  • Tremonti-bis, -ter

  • bissare, tris, quaterna



Dal latino in italiano: placet, plenum

  • placet

    • Anche il neoallenatore bianconero Marcello Lippi da tempo ha dato il placet per il trasferimento di Zidane al Real. (it.sport.calcio.milan)
  • plenum

    • Un rappresentante degli studenti presente al plenum ricorda che è previsto un incontro tra i rappresentanti e il decano…
    • Per ricostituire il plenum di 630 membri della Camera occorre ricercare nell’ordinamento una norma da applicare in via analogica


Dal latino in italiano: vari sintagmi

  • super partes

  • ad hoc

  • ad personam

  • dare l’imprimatur

  • concedere il non obstat

  • non olet

  • more uxorio

  • deus ex machina



Dal latino in italiano: vari esempi

  • interim

    • contratto ad interim / interinale
    • nell’interim
  • non plus ultra

  • requiem

    • requiem per il giallo
  • quorum

  • status

  • habitat



L’influsso del latino in italiano, per il tramite di altre lingue europee (xenolatinismi)

  • Altri latinismi provengono all’italiano da altre lingue europee (xenolatinismi), secondo un fenomeno comune soprattutto nel XIX e XX secolo

    • dall’inglese: acquario, auditorium, (mass) media, solario, video
    • dal francese: humus, omnibus
    • dal tedesco: album, libido (Freud)
    • altri esempi: memorandum, referendum
    • pseudolatinismi: ultimatum, linoleum, harmonium


L’influsso del latino: il lessico intellettuale

  • È facile notare la relativa uniformità del lessico intellettuale nelle diverse lingue occidentali

    • si rileva soprattutto nella filosofia e in alcune scienze, come la medicina, la chimica, la biologia, la fisica
    • dal latino filosofico del medioevo provengono alle maggiori lingue europee (anche non romanze) una serie di termini astratti in -ale
      • attuale, formale, ideale, potenziale, reale, universale, virtuale


Il latino nella letteratura

  • La cultura italiana, come in generale quella europea, è stata per secoli una cultura bilingue

    • nell’Italia del Duecento una cultura trilingue: le tre lingue sono il volgare, il latino e il francese
  • In latino hanno scritto Dante, Petrarca, Bembo, Muratori, Vico, Pascoli

  • Spesso i poeti del Novecento hanno recuperato il valore etimologico di certi termini di origine latina

    • Mario Luzi: “errore del mare”
    • “credere” per affidare
    • “volubili” (le rondini)


Tra italiano e latino: esempi di mescolanza e fusione tra le due lingue

  • La lingua dei predicatori itineranti

  • Gli appunti e gli scherzi goliardici degli studenti universitari

  • La stessa lingua delle lezioni dei professori (latino grosso)

  • La letteratura maccheronica

    • Teofilo Folengo (1491-1544), mantovano, vicino ad ambienti universitari e di chiesa
    • autore del Baldus, poema epico-cavalleresco in esametri metricamente corretti
    • il Baldus talvolta riecheggia l’Eneide di Virgilio
    • nel poema i termini aulici sono posti a contrasto con i vocabulazzi


Dal Baldus di Folengo: il latino maccheronico

  • Maxima tum seguitat longo ordine squadra baronum; quisque famatus erat cupidusque menare ganassas, fecerat ipse labor giostrae smaltire budellas. Cuncta super tavolam portant miro ordine paggi, suscalchi magnos incedunt ante piattos, apponuntque illos taciti, tacitosque regazzos ire iubent, veluti bella est usanza fameiae quae servit regi in coenis magnisque maëstris. Ergo nihil parlant, nisi sit parlare bisognus, immo aliis rebus nemo strepitescit agendis, ni dent suscalchi paggis quandoque bufettos, dentque traversatis canibus gattisque pedadas.



Dal Baldus di Folengo: il latino maccheronico

  • Trenta taiatores non cessant rumpere carnes, dismembrare ochas, vitulos, gialdosque capones, furcinulas ficcant in zalcizzonibus, atque smenuzzant rotulas gladio taliante frequentes. Saepe bonos tamen hi robbant taliando bocones, atque caponorum pro se culamina servant. Persuttos huc terra suos Labruzza recarat, huc ve supressadas Napoli gentilis et offas Millanus croceas et quae salcizza bibones cogit franzosos crebras vacuare botecchias.



Il Baldus di Folengo: lo stile e la lingua

  • Espressioni del volgare, spesso fortemente dialettali, con veste fonetica latina

  • Molte volte la fonte è il linguaggio culinario, fenomeno che dà il nome al genere

  • Altrove si pesca nella sfera scatologica, e in quella sessuale

  • L’effetto è di parodia, moltiplicato dalla distanza tra il registro alto ed epico (ad es., la sintassi della frase, i riferimenti alla mitologia) e la realtà bassa e triviale della storia, dei personaggi e delle situazioni

  • Folengo è autore estremamente colto, fornito di grande padronanza della lingua e dei registri stilistici e lessicali

  • Carlo Emilio Gadda riprenderà e svilupperà la lezione di Folengo



Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957), cap. 1: il commissario Ingravallo arriva sul luogo del delitto (http://www.arts.ed.ac.uk/italian/gadda/Pages/resources/fiction/qpmenegazzi.html)

  • Davanti al casermone color pidocchio, una folla: circonfusa d’una rete protettiva di biciclette. Donne, sporte, e sedani: qualche esercente d’un negozio di là, col grembiule bianco: un «uomo di fatica» e questo col grembiule rigato, e col naso in veste e in colore d’un meraviglioso peperone: portinaie, domestiche, ragazzine delle portinaie che strillavano «a Peppì!», maschietti col cerchio, un attendente saturo d’arance, prese in una sua gran rete, con in cima i ciuffetti di due finocchi, e di pacchi: due o tre funzionari grossi, che in quell’ora matura agli alti gradi avevano appena disciolto le vele: diretti, ciascuno, al suo ministero: e un dodici o quindici tra perdigiorno e vagabondi vari, diretti in nessun luogo.



Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957), cap. 1: la scena nei pressi del luogo del delitto

  • Un portalettere in istato di estrema gravidanza, più curioso di tutti, dava, della sua borsa colma, in culo a tutti: che borbottavano mannaggia, e poi ancora mannaggia, mannaggia, uno dopo l’altro, man mano che la borsa perveniva ad urtarli nel didietro. Un monello, con serietà tiberina, disse: «Sto palazzo, drento c’è più oro che monnezza.» Tutt’attorno, la fascia delle ruote delle biciclette, come un derma sui generis, pareva rendere impenetrabile quella polpa collettiva.



L’italiano e il fiorentino

  • L'italiano di oggi si costituì sulla base del volgare fiorentino trecentesco

    • buono non bòno / bonu / bon / buone
  • I principali tratti del fiorentino trecentesco che si sono trasmessi alla lingua italiana

    • il passaggio da ar atono a er
      • margherita
      • zucchero


Tratti del fiorentino trecentesco che si sono trasmessi alla lingua italiana

  • il passaggio da ar atono a er

    • amerò
    • amerei
    • -eria
      • osteria
      • merceria
      • pizzicheria
      • panineria
      • insalateria
    • -erello (< -ARELLUS)
      • vecchierello VS. bustarella, santarellina


Tratti del fiorentino trecentesco che si sono trasmessi alla lingua italiana

  • La prima persona plurale del presente indicativo

    • amiamo / vediamo / capiamo
      • in altri dialetti italiani e toscani, e nel fiorentino più arcaico, si manteneva il sistema differenziato a seconda delle coniugazioni (amamo, vedemo, capimo)
  • Forme indeclinabili come due (invece di doi, m., doe, f. [aretino])



Tratti dell’italiano di origine genericamente toscana

  • Il dittongamento della e breve e della o breve toniche in sillaba libera

    • buono < BONU(M)
    • nuovo < NOVU(M)
    • piede < PEDE(M)
  • La chiusura di e protonica in i

    • dicembre
    • misura
    • Milano
    • nipote
    • signore
    • di (de Paolo > di Paolo)


Tratti dell’italiano di origine genericamente toscana

  • Il passaggio di -ARIU(M), -ARIA(M) ad -aio, -aia, originariamente tratto distintivo della Toscana, di una vasta zona dell’Umbria, delle Marche e del Lazio settentrionale

    • aia < AREA(M)
    • notaio (altrove: notaro)
    • paio (altrove: par)
  • L’esito -aro, -ara indica provenienza non toscana della parola

    • campanaro, montanaro, zampognaro, palazzinaro, pizzettaro, metallaro, canaro


L’italiano e il toscano

  • Naturalmente l’italiano ha accolto alcune delle evoluzioni che il fiorentino parlato subì nel tardo ’300 e nel ’400

  • Tuttavia perfino tratti del fiorentino quattrocentesco e cinquecentesco (cosiddetto argenteo, per analogia col latino) dovettero faticare a imporsi o non si imposero affatto

    • io amavo VS. io amava: per secoli respinto dai grammatici e confinato al linguaggio familiare e informale
    • 1840: la seconda edizione dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni segna la legittimazione in alto della forma “amavo”


L’italiano e il toscano

  • Lo stesso vale per le forme lui, lei, loro in funzione di soggetto, condannate da Pietro Bembo nelle Prose della volgar lingua e riabilitate finalmente dalla seconda edizione dei Promessi sposi

  • Pochi i tratti passati dal fiorentino all’italiano negli ultimi due secoli

    • uò > ò
      • spagnolo invece di spagnuolo
      • nocciola invece di nocciuola
      • ma non bòno
      • aiola, gioco, ma aiuola, giuoco sono ancora presenti


Tratti passati dal fiorentino all’italiano negli ultimi due secoli

  • L’espansione del costrutto noi si fa accanto a noi facciamo

  • Le forme dell’indicativo dai, fai, stai e vai (o da’, fa’, sta’, va’), usate con lo stesso valore degli imperativi da, fa, sta e va

  • La pronuncia con i delle consonanti dell’alfabeto

    • ABC, abbiccì VS. abbecedario
  • Locuzioni idiomatiche toscane

    • essere in cattive acque, far cascare le braccia, si fa presto a…, da che pulpito viene la predica, basta e avanza


Tratti del fiorentino e del toscano che non sono mai passati nell’italiano

  • La gorgia, ovvero la spirantizzazione di /k/, /t/ e /p/ in posizione intervocalica, anche in fonetica sintattica

    • la hasa ma in casa
    • prato, rispettato
    • capo
  • La pronuncia “scivolata” della c e della g (come fricative e non affricate prepalatali sorda e sonora)

    • ceci, bacio, undici, facile
    • agevole, agile
  • Altri tratti

    • non tu lavori, che tu fai, te vai a casa


Storia del fiorentino da volgare municipale a lingua nazionale a vernacolo

  • Nel XII secolo l’importanza di Firenze era marginale rispetto ad altre città, per esempio la repubblica marinara di Pisa

  • È altrove in Toscana, non a Firenze, che troviamo i primi documenti di un volgare toscano

  • Anche in letteratura, riscontriamo che dei tre canzonieri più antichi che raccolgono liriche toscane, due sono di area occidentale, pisana o lucchese, e solo il più tardo è di provenienza fiorentina

    • fino a tutta la prima metà del Duecento centri come Arezzo (con Guittone e Ristoro), Lucca, Pisa o Pistoia si dimostravano più vitali


La prima testimonianza del fiorentino

  • La prima testimonianza certa del fiorentino (i frammenti di un libro di conti di una compagnia di banchieri) risale al 1211

    • In italiano moderno
      • Donato figlio di Ciafferi e Guido della Spada ci devono dare ciascuno in tutto 107 lire, 7 soldi e 8 denari per i bolognini che demmo loro in Bologna per il mercato di San Brocoli, e devono pagare entro le calende di giugno; se tardano, a 4 denari di lira al mese
    • Nell’originale
      • Donato f. Ciatferi
      • Quido
      • bulo(n)gnini
      • ke-i de(m)mo
      • mercato Sa(n)-Brocoli
      • giu(n)nio
        • [tra parentesi tonde sono sciolte le abbreviazioni; i trattini dividono le parole scritte in un unico gruppo grafico]


Il successo del fiorentino e dei volgari toscani

  • Dopo c'è un lungo silenzio fino al 1255 quando le testimonianze ricominciano ad apparire e crescono di numero

  • Presto Firenze recupera il ritardo iniziale

    • nella prima metà del Trecento proviene da Firenze circa metà delle scritture toscane (che corrispondono a quasi tutta la produzione italiana in volgare)
  • L'alfabetizzazione nella Toscana medievale e in particolare a Firenze era infatti diffusa in quasi tutti i livelli della società

    • registriamo già il caso di donne che scrivono


Il fiorentino e la borghesia comunale

  • Per gestire il crescente volume di affari, artigiani, mercanti e banchieri (la borghesia comunale) avevano bisogno della scrittura

  • Leon Battista Alberti dice che il mercante doveva "sempre avere le mani tinte d'inchiostro"

  • Ci restano molti libri di abaco, e abbiamo le pratiche di mercatura (manuali del mestiere di mercante)



Il fiorentino nelle corrispondenze epistolari

  • C'è poi un grande numero di lettere, soprattutto commerciali, indirizzate alle sempre più numerose filiali dei mercanti

    • il solo Archivio Datini di Prato ne conserva 125000
  • Francesco Datini scrive: "sono sei ore ed ho ancora da scrivere a Simone e a Tommaso di ser Giovanni: e pure si vorrebbe un poco dormire"

    • uno dei figli di Alessandra Macigni Strozzi scrive alla madre: "sto tutto dì nello scrittoio, e copio il dì dodici lettere"


L’italiano e gli epistolari privati e commerciali

  • La corrispondenza commerciale e familiare è il primo nodo di aggregazione per la futura lingua comune

    • i corrispondenti dei mercanti toscani a Napoli, Venezia, nelle Marche, in Puglia, in Sicilia, entrano in contatto con la lingua toscana e fiorentina negli stessi anni in cui scrivono Dante, Petrarca e Boccaccio
    • a quel volgare dotato di sempre maggiore prestigio essi tentano di adeguarsi, specialmente nel lessico tecnico-commerciale, avvicinando così volgari diversi e migliorando la reciproca comprensione


Il lessico finanziario moderno, le sue origini

  • In questi anni, nei registri e nei libri di contabilità si fissa, su base fiorentina, il lessico finanziario

    • ragione = conto, contabilità (ragioniere, Ragioneria)
    • cambio
    • saldare
    • scontare
    • banco (banchiere), Monte dei pegni (andare a monte)
    • merito, interesse (eufemismi per il guadagno ottenuto dai prestiti ad usura, condannati dalla Chiesa)


Libri di famiglia, ricordi

  • Oltre alle scritture commerciali e agli epistolari privati, ci sono i libri di famiglia, libri di ricordi in cui i diversi capifamiglia, avvicendandosi nel corso delle generazioni, annotavano tutti gli avvenimenti di interesse familiare: nascite, battesimi, matrimoni, morti, e i più importanti accadimenti finanziari, i prestiti, le alleanze politiche, le strategie di evasione fiscale

    • Paolo da Certaldo
    • Giovanni di Paolo Morelli
    • Buonaccorso Pitti
    • Mercanti scrittori, a cura di Vittore Branca


Cambiamenti quattrocenteschi nel fiorentino

  • Tra il XIV e il XV secolo il fiorentino cambia in parte a causa dell'influsso dei dialetti toscani occidentali, dopo la conquista di Pistoia nel 1295, Prato nel 1351, Pisa nel 1406

  • Altri cambiamenti avvennero a causa della crisi demografica e sociale seguita alla peste del 1348 e al crac della compagnia di banchieri dei Bardi e dei Peruzzi, che trascinò con sé buona parte del sistema creditizio fiorentino

    • inurbamento di masse contadine
      • io amavo invece del precedente io amava
      • mila per milia
      • domani, stamani per domane, stamane
      • schiacciare diviene stiacciare, schiavo > stiavo, ghiaccio > diaccio





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