La cattedra di Scienze Naturali, Fitopatologia, Entomologia



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CERERE

Rassegna di problemi

tecnici e didattici

per l'indirizzo agrario

dell'istruzione secondaria
N. 3 - Settembre-Dicembre 1987
LA CATTEDRA DI SCIENZE NATURALI, FITOPATOLOGIA, ENTOMOLOGIA:

QUEL CHE É LOGICO... VA RIFORMATO
Aronne Galeotti
L'esperienza dell'insegnamento delle Scienze Naturali, della Fitopatologia e dell'Entomologia negli I.T.A. mi è sempre apparsa e mi pare una delle più gratificanti per un laureato in Scienze Agrarie che scelga di mettere al servizio della formazione dei giovani la propria professionalità.

Per cominciare, la possibilità di accompagnare i propri alunni lungo l’arco di tutti e cinque gli anni del corso, privilegio concesso a pochi decenti nella istitu­zione scolastica, consente di dare un taglio del tutto particolare dell'insegnamen­to delle Scienze Naturali nel Biennio in modo da renderle davvero propedeutiche alle discipline professionali del triennio.

Con una specifica cultura agronomica, che solo una laurea in Agraria può for­nire, questo compito risulta estremamente interessante e gratificante per l'inse­gnante e ricco di stimoli per gli allievi .Questi, anziché essere impegnati in defati­ganti excursus nel vastissimo campo delle Scienze, col rischio di rimanerne diso­rientati e di ricavarne solo una generica molteplicità di informazioni giustappo­ste, possono essere veramente guidati ad acquisire i fondamenti di una cultura biologica attraverso l'osservazione e l'analisi della realtà agricola. Già nell'azien­da della scuola, infatti, gli alunni possono fare esperienza delle tecniche agricole che tendono proprio ad assecondare, esaltare o modificare le attività vitali degli organismi viventi allevati, animali e vegetali per ricavarne produzioni più abbon­danti e migliori qualitativamente.

Nel triennio, poi, il curriculum di studi dell'insegnante di Scienze laureato in Agraria assicura la omogeneità culturale tra questo e i colleghi di Agronomia ed Economia, in particolare, col vantaggio (rilevantissimo) di una agevole intesa re­ciproca che consente loro di predisporre piani di lavoro integrati, per contenuti e metodi, oggettivamente rispondenti alle finalità formative specifiche dell'istituto Agrario

Anche in questo caso sarà l'azienda agraria a fornire modelli da utilizzare col metodo sperimentale, per giungere alla formulazione di leggi di validità più generale, inducendo negli alunni lo sviluppo di una irrinunciabile capacità di astrazione.

Cosi lo studio della Botanica nel terzo anno, prenderà l'avvio dall'esame del­le specie (e cultivar) allevate in azienda e dal monitoraggio della flora spontanea infestante per stabilire le correlazioni tra forma, efficienza funzionale ed inter­venti agrotecnici sulle piante e sul loro habitat, avendo ben presente la resa economica della coltura.

Analogamente i contenuti di carattere microbiologico potranno essere af­frontali a partire dalle attività di trasformazione attuate in azienda, preparando in tal modo gli alunni ad un approccio conseguenziale e sereno allo studio delle In­dustrie Agrarie.

Infine, quale importanza riveste ancora urna seria cultura agronomica nell'insegnamento della Fitopatologia e dell'Entomologia in IV e V ! Senza di essa il ri­schio di sfornare dei batteriologi o dei micologi (se va bene!) dai nostri Istituti Agrari e senz’altro grandissimo, come già qualche collega paventava su queste stesse pagine, mentre un agricoltura moderna, fatta sempre più di assistenza tecnica in campo, ha bisogno di diagnostici capaci di rilevare sintomatologie a volte complesse perché effetto congiunto di molteplici fattori biotici, abiotici, colturali , di scelte varietali.

Trovo, quindi, perfettamente funzionale l'idea di organizzare i contenuti degli ultimi due anni in maniera diversa nel progetto sperimentale "CERERE", che nel prossimo anno scolastico interesserà la IV classe, permetterà senz'altro di at­tuarla. Certamente sarà più vantaggioso dedicare il quarto anno al completamento dello studio morfologico-sistematico dei microrganismi, con riguardo a quelli parassiti, e degli artropodi ed affrontare nel quinto lo studio sinottico delle principali avversità fitopatologiche delle singole specie di prevalente diffusione colturale nel territorio.

Questa metodologia consentirà, tra l'altro, di prendere in esame anche l'en­tomofauna utile ed ausiliaria presente nei vari agro-ecosistemi (colture), che in una trattazione semplicisticamente sistematica della disciplina solitamente non viene studiata, e, dunque, di abituare gli alunni a valutare l'opportunità di organiz­zare la di lesa fitosanitaria in maniera integrata, intervenendo o meno con prodot­ti chimici e in ogni caso scegliendo insetticidi più specifici e anticrittogamici che non limitino lo sviluppo degli ausiliari

Questa sfacciata agiografia della cultura agronomica, quale condizione privi­legiata per un efficace insegnamento delle discipline di cui s'é detto, nasce dalle perplessità suscitate dalla possibile applicazione del progetto di biennio unitario in cui dizioni come "Scienze, Geografia e Laboratorio" o simili lasciano trapelare la concreta possibilità che questi insegnamenti vengano affidati stabilmente an­che negli ITA ad una molteplicità di figure professionali.

Così se finora un Agronomo che, per un'ottusa, limitativa e appiattente inter­pretazione di norme, veniva "casualmente" catapultato ad insegnare Biologia, Biochimica, Microbiologia (Immunologia) e Tecniche di Laboratorio (Analisi clini­che) in qualche Istituto Professionale, era stimolato a cercare più consona collo­cazione in un l.T.A. e, viceversa un Biologo, annaspante nél regno dei patogeni vegetali e dei fitofagi, ricercava ansiosamente i più tranquilli lidi di un laboratorio di analisi cliniche di qualche Istituto Professionale, nell'ipotesi di applicazione del nuovo biennio potrebbero (o dovrebbero) rimanere... li dove sono capitali.



Tale accidente rischierebbe perciò di privare entrambi i tipi di Istituto di inse­gnanti dalle peculiari e irrinunciabili caratteristiche professionali, con buona pace di chi vorrebbe più professionalità da loro e più preparazione dagli alunni.










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