La comunicazione in carcere


Aspetti negativi della Riforma



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2.2.4. Aspetti negativi della Riforma
Di contro, ebbero poco successo i settori della riforma riguardanti l’organizzazione delle vita all’interno del carcere, al trattamento dei detenuti, ai rapporti di custodia e rieducazione (ovvero di tutti quei settori inseriti nell’organico del Ministero di grazia e giustizia).

Questo fallimento era riscontrabile a causa dell’impossibilità di affidare le sorti della riforma ad una struttura burocratica decisa a conservare i vecchi sistemi di gestione, e contraria alle innovazioni.




    1. Le modifiche alla Riforma

Tra il 1975 e il 1985 la riforma penitenziaria ha subito varie modifiche riguardanti sia il regolamento di esecuzione che la legge. Una prima serie di cambiamenti si sono avuti con la legge del 12 gennaio 1977 n.1: si trattava di variazioni che permettevano di chiarire alcuni dubbi interpretativi, o di risolvere questioni relative alle attribuzioni di competenza. Particolari cambiamenti si sono avuti sull’eliminazione della condizione del recidivo, e sulla riconduzione della competenza del magistrato di sorveglianza all’ambito di un controllo garantistico. Inoltre, venne data particolare importanza al procedimento di sorveglianza, con particolare riguardo al ruolo della difesa, all’intervento del pubblico ministero e alle modalità di impugnazione31.

Con la legge del 20 luglio 1977 n.450 il legislatore interviene modificando le norme sui permessi, e introducendo una particolare procedura di tipo giurisdizionale per la concessione e l’impugnazione dei provvedimenti su questa materia.

Altre modifiche, sulle dotazioni e sull’impiego di alcune categorie degli operatori penitenziari, sono state introdotte con D.L. 14 aprile 1978 n. 11132.

Un articolo 58-bis, poi, è stato inserito dall’articolo 74 della legge 24 novembre 1981, n.689: si tratta di un articolo che comporta l’obbligo di iscrizione nel casellario giudiziale dei provvedimenti della sezione di sorveglianza.

La stessa legge, poi, ha formalizzato (con l’articolo 110 che abroga l’art. 49 della legge del 26 luglio 1975, n. 354) la caducazione della previsione relativa alla semilibertà del condannato a pena detentiva per conversione di pene pecuniarie.

La legge 21 giugno 1985, n. 297 ha inserito nell’ordinamento penitenziario l’art. 47-bis riguardante l’affidamento in prova nei confronti di persone tossicodipendenti o alcooldipendenti33.

Tuttavia, l’introduzione della legge 10 ottobre 1986, n.66334, rappresenta una nuova modifica sulla questione carceraria. Essa, infatti, ha ripreso alcuni dei motivi che erano già stati dibattuti durante le stesura della legge del 1975 (quali la materia dei permessi-premio, l’applicazione delle misure alternative, la competenza relativa alla liberazione condizionata), ma ha introdotto importanti norme relative:



  • Alla definizione in termini avanzati di alcuni problemi relativi al regime penitenziario (materia di regime di sorveglianza particolare, di lavoro e retribuzione, di situazioni di emergenza,…);

  • All’ampliamento ed estensione dei benefici già previsti (ad esempio, liberazione anticipata e remissione del debito);

  • All’introduzione di nuove forme di intervento (come la detenzione domiciliare)

  • Alla ristrutturazione dell’ambito di competenza e all’assetto formale degli organi di sorveglianza;

  • All’eliminazione di alcune previsioni normative ritenute superate dal nuovo approccio penale-penitenziario.





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