La comunicazione in carcere


Il “gruppo” e l’osservazione



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3.2.1. Il “gruppo” e l’osservazione
L’art. 1741 sancisce l’importanza dei contatti tra il mondo carcerario e l’esterno: la figura dell’operatore penitenziario si pone come punto intermedio tra questi due mondi.

Al fine di realizzare gli obiettivi previsti dalla normativa, le figure che si prestano ad aiutare i detenuti fanno parte di un gruppo, definito “équipe”: gli articoli 28 e 29 del regolamento esecutivo stabiliscono gli aspetti dell’organizzazione strutturale, e la qualità degli operatori, oltre a discutere attentamente sull’attività di osservazione indirizzata alla formulazione del programma di trattamento e alla sua revisione.

Del «gruppo» fanno parte: il direttore dell’istituto (che presiede il gruppo, e sotto la sua responsabilità vengono svolte le attività di osservazione), l’assistente sociale, altre figure non indicate espressamente nella normativa, ma la cui presenza può essere utile (un medico, un rappresentante di custodia,…). Tra il personale “non dipendente” dell’Amministrazione, invece, si richiede la presenza di uno psicologo o psichiatra

Il ruolo dell’équipe è quello di osservare il soggetto e di arrivare ad una visione delle sue esigenze e dei suoi problemi: la valutazione in questione (che costituisce la base del programma di trattamento), comprende tre aspetti:



  • La comprensione degli avvenimenti che hanno segnato il passato del soggetto, i suoi problemi personali o familiari;

  • La comprensione di come il soggetto si percepisce nel presente, ovvero come giudica se stesso e le sue capacità;

  • La comprensione del soggetto verso il futuro, e l verso le possibilità che il sistema penitenziario è in grado di offrirgli.

Una volta stabiliti i principi del trattamento, il gruppo può riunirsi periodicamente per verificare l’operato del soggetto.



    1. Il lavoro

Il lavoro rappresenta uno degli elementi portanti del processo di trattamento e rieducazione del soggetto.

Purtroppo, all’interno delle carceri il progetto di legge è restato fermo a causa del numero delle offerte piuttosto scarso, rispetto alle richieste dei detenuti. Di fatto, l’insufficienza di mezzi ha impedito che dal programma teorico si passasse all’attuazione pratica; in alcuni casi questo deficit di strutture e possibilità porta una forte rivalità interna tra i detenuti.




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