La comunicazione in carcere


Tabella 2- Fonte: Ministero della Giustizia



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Tabella 2- Fonte: Ministero della Giustizia


N.

REGIONE

LOCALITA'

 

 

 

1

Piemonte

Pinerolo

2

Lombardia

Varese

3

Trentino

Trento

4

Alto Adige

Bolzano

5

Friuli

S.Vito Tagliamento (PN)

6

Liguria

Savona

7

Veneto

Rovigo

8

Emilia Romagna

Forlì

9

Marche

Camerino (MC)

10

Abruzzo

Avezzano (AQ)

11

Lazio e Campania

Rieti

12

 

Paliano (FR)

13

 

Sala Consilina (SA

14

Sicilia

Modica (RG)

15

 

Sciacca (AG)

16

 

Marsala (TP)

17

Sardegna

Lanusei (NU)

18

 

Oristano

19

 

Sassari

20

 

Tempio Pausania

21

 

Cagliari

Il fatto che uno Stato incarcera un così elevato numero di cittadini non può giustificarsi in maniera convincente come una conseguenza di un alto tasso di criminalità. Esiste, di fatto, una responsabilità delle autorità legislative e giudiziarie. Pertanto, investire ingenti somme di danaro nella costruzione di nuovi istituti penitenziari non costituisce una soluzione. Bisogna piuttosto rivedere le legislazioni e le normative in vigore in materia penale, così come ventaglio delle sanzioni non privative della libertà disponibili.

Questo approccio è stato individuato dalla Raccomandazione n. R (99) 22 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sul sovraffollamento delle prigioni e l’inflazione carceraria.
4.4. Alcune statistiche per comprendere il problema
Nella sola Lombardia troviamo diverse Case Circondariali (presenti a Bergamo, Brescia, Busto Arsizio, Como, Cremona, Lodi, Mantova, Milano Bollate, Milano San Vittore, Monza, Pavia, Sondrio, Varese, Vigevano, e Voghera), e tre Case di reclusione (a Brescia Verziano, Milano Opera e Bollate).

Sono riportati qui di seguito, in dettaglio, il numero di istituti presenti nella sola regione Lombardia, la relativa capienza (regolamentare e tollerabile) e il numero dei detenuti presenti.

Analizzando solo la situazione di Milano (prendendo come riferimento la Casa Circondariale di San Vittore e quella di reclusione di Opera), è possibile notare che la capienza massima che i due istituti dovrebbero rispettare è nettamente inferiore alla realtà: solo nella Casa di reclusione di Opera la capienza regolamentare dell’istituto è di 1.015 presenze, anche se in realtà ne ospita ben 1.410. La stessa situazione si può notare in modo più evidente anche a San Vittore: in teoria l’istituto dovrebbe ospitare 930 presenze, ma ad oggi si contano circa 1477 detenuti.

La situazione è simile in tutta Italia, come mostra la tabella 4. In Campania, per esempio, la capienza regolamentare massima si aggira intorno alle 4900 unità, mentre la soglia di tollerabilità raggiunge i 6495 detenuti: in realtà, la regione ospita un numero di soggetti superiore di gran lunga sia alla soglia regolamentare che a quella tollerabile (6952 detenuti).

La stessa cosa succede anche in Veneto: la capienza regolamentare prevista è di 1427 persone, quella tollerabile arriva a superare le 2000 unità. Purtroppo, i diversi istituti ospitano un numero superiore alle soglie imposte: ben 2503 detenuti.

Il totale dei detenuti presenti in Italia mostra simbolicamente la situazione carceraria italiana odierna: gli istituti del nostro paese sono stati costruiti al fine di accogliere al massimo 41324 persone, e in realtà ospitano ben 56250 soggetti. Un numero, questo, destinato purtroppo a crescere (come analizzeremo più avanti). Tabella 3- Fonte: dati ISTAT



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 




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