La comunicazione in carcere


D: Come “reclutate” i “giornalisti”?



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28.03.2019
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D: Come “reclutate” i “giornalisti”?

R: Noi facciamo una comunicazione che viene affissa nelle bacheche dei raggi (sono sei più quello dell’ospedale). Il detenuto deve fare una domandina, e fare un corso di approccio alle tecniche di giornalismo con il Prof. Emilio Pozzi.

In seguito, viene immesso nella redazione: abbiamo, ovviamente, dei problemi legati alla struttura. Le persone che vengono a San Vittore non è detto che debbano stare lì per un tot di mesi, o anni; capitano dei trasferimenti, o le liberazioni.

Abbiamo dei rapporti molto buoni con dei detenuti che sono passati dalla redazione perché ancora adesso collaborano con il sito e con il giornale: a convegni o manifestazioni pubbliche li chiamiamo, ed è una delle gioie più belle della mia vita.




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