La comunicazione in carcere



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I detenuti e gli internati sono chiamati o indicati con il loro nome.

Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono considerati colpevoli sino alla condanna definitiva.

Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativi che tenda, anche attraverso i contatti con l’ambiente esterno,al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento è attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti”.



38 L’articolo recita: “La responsabilità penale è personale.

L’imputato non è considerato colpevole sino alla sua condanna.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”.



39 Per la lettura del suddetto articolo vedere “Allegati”. Il primo comma dell’art. 13 definisce in modo esauriente cosa significa trattamento individualizzato: la definizione si rivolge sia al trattamento rieducativi dei condannati e degli internati in istituto, sia al trattamento degli imputati. Per i primi è prevista la procedura scientifica, mentre per gli imputati si deve chiarire in quale misura è possibile conoscere i loro bisogni.

40 Relativi rispettivamente all’ “individuazione del trattamento”, all’ “assegnazione, raggruppamento e categorie dei detenuti e degli internati” e agli “elementi del trattamento”. Per analizzare interamente gli articoli vedere gli “Allegati”.

41 “ Partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa”.

42 Stralcio dell’intervista riportata su Repubblica del 25 novembre 2003. Per visionare l’articolo vedere gli “Allegati”

43 Venne convertito con la legge n. 4/2001. La legge ha in seguito modificato l’ordinamento penitenziario introducendo il comma I bis all’art. 275, l’art. 275 bis, il comma I ter all’articolo 276 e il comma I bis all’art. 284.

44 Questo metodo, però, è applicabile solo ai soggetti ammessi alle misure alternative alla detenzione e agli arresti domiciliari


45 Cfr MATHIESEN T., Perché il carcere, 1996, p. 180 e s.


46 Cfr. PAVARINI, Il Carcere, in La criminalità in Italia, 2002, p. 225 e s.

47 Il primo comma dell’art. 11 recita: “Ogni istituto penitenziario è dotato di servizio medico e di servizio farmaceutico rispondenti alle esigenze profilattiche e di cura della salute dei detenuti e degli internati; dispone inoltre, dell’opera di almeno uno specialista in psichiatria”. Per analizzare il testo completo del suddetto articoli vedere gli “ALLEGATI”.

48 Traccia dell’intervista filmata. Vedere “allegati”

49 Stralcio dell’intervista tratta dal filmato. Vedere “Allegati”

50 ibidem.

51 Traccia dell’intervista filmata. Vedere “Allegati”.

1 Traccia dell’intervista filmata. Vedere “Allegati”

2 Intervento tratto da AAVV, La Sfida, 2001

3 Traccia dell’intervista filmata. Per approfondimenti vedere “Allegati”

4 Ibidem






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