La comunicazione in carcere



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2.2.1. Le Collaborazioni
Da molti anni IlDue collabora attivamente con diverse testate e programmi:

  • Terre di Mezzo: da sette anni la collaborazione con questo giornale di strada è attiva e proficua, e permette ai detenuti di incontare annualmente i lettori del sito e del giornale.

  • Donna: Daria Bignardi riserva mensilmente l’ultima pagina del suo giornale alle storie dei detenuti della redazione. Lo spazio in questione si chiama “Al fresco”, anche se è capitato di vedere le vicende personali di alcuni di loro finire sulle pagine interne del mensile.

  • M@g: una bella collaborazione con il giornale dell’Università Cattolica di Milano.

Inoltre, la redazione del sito prepara anche il giornale che viene distribuito internamente al penitenziario: “Il Due Notizie”. Al suo interno si ritrovano informazioni relative alla vita carceraria: il numero di detenuti presenti, i risultati dei tornei di calcio interni, commenti e storie raccontate dalle parole dei “giornalisti”.


2.3. Spiegazione del filmato
Il filmato, allegato a questo lavoro, trova al suo interno molteplici significati: esso rappresenta la vita di una redazione giornalistica un po’ particolare; mostra le persone che vivono in carcere e le loro condizioni; cerca di spiegare il significato della comunicazione all’interno di un luogo di “emarginazione” e “isolamento”.

L’idea di questo breve filmato è nata dalla curiosità di scoprire se, nel luogo più improbabile, possa nascere e svilupparsi una qualsiasi forma di comunicazione, in quale modo e con quali risultati.

La Dott.ssa Patruno, direttrice del giornale, ha accolto con interesse la mia richiesta, mostrandomi la redazione (attiva, ormai, da molti anni).

Al fine di ottenere l’autorizzazione ho presentato, nel mese di gennaio 2003, una lettera firmata dal relatore della mia ricerca, Prof. Angelo Agostini (in cui si spiegava la mia presenza all’interno dell’istituto, e lo scopo del lavoro), e una breve relazione in cui spiegavo i motivi delle riprese. Tale documentazione è stata inviata a Roma, al DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria).

Nel luglio 2003 ho ricevuto i permessi che mi consentivano di entrare all’interno del carcere munita di una videocamera digitale.

In seguito, presso la segreteria dell’istituto, ho presentato una nuova richiesta “interna” al fine di ottenere il permesso di riprendere le riunioni di redazione in quel periodo (specificando i giorni, e gli orari in cui mi presentavo con la videocamera). I detenuti, dal canto loro, mi hanno firmato un foglio in cui dichiaravano di essere disponibili a farsi riprendere.

Il filmato è stato il frutto di un’attenta rielaborazione delle cassette registrate tra settembre e novembre 2003.

Nell’arco di questi tre mesi sono state riprese le riunioni di redazione e gli incontri organizzati. Il tutto è stato completato da alcuni stralci delle interviste da me effettuate alla Dott.ssa Emilia Patruno, e al direttore del carcere Dott. Luigi Pagano.





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