La dieta perfetta


Rapporto con il corpo femminile



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29.03.2019
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Rapporto con il corpo femminile


Da sempre in tutte le culture è oggetto di fobie e timori, come dimostrato dalla tendenza a coprirlo in Medio oriente con il burka o altro, oppure a modificarlo artificialmente in occidente con la chirurgia plastica/estetica.

Queste sono 2 modalità opposte ma che perseguono lo stesso fine ed affermano che la natura del corpo è “inaccettabile” e bisogna intervenire per cambiarla o nasconderla; perché il corpo, così come disegnato dalla natura, ha qualcosa di angosciante, di incompleto o di imprevisto.

Per questo da sempre gli esseri umani si affannano a proporre ed imporre modelli estetici e canoni di bellezza in linea con la cultura e con i timori della loro epoca storica.

Se negli ultimi decenni abbiamo visto sfilare in passerella tanti corpi femminili anoressici è perché questo nuovo canone estetico ha ottenuto un valore sociale. Il ruolo della donna e della madre è mutato perché è cambiata la struttura convenzionale della famiglia, compresa la funzione materna.

Questi modelli anoressici sono entrati, a causa della tendenza collettiva che vuole eliminare ogni insegna della femminilità classica.

Femminilità che ha ceduto il posto ad un nuovo modo di essere donna. Voglio soffermarmi sul binomio Modella = Anoressia cioè Malattia = Bellezza, ovvero Morte = Ideale Estetico.

Questo modello si è imposto sul mercato della moda riproducendosi inevitabilmente in forma patologica sui corpi dei teen-agers di mezzo mondo.

L’anoressia esposta sulle passerelle e sulle copertine dei giornali si è ripresentata fedelmente nel campo clinico, in forma di digiuni, diete ascetiche e pratiche di svuotamento del corpo (vomito, farmaci anoressizzanti).

L’anoressia in pochi anni è diventata un modello unico di una nuova femminilità. Il corpo di queste modelle si è trasformato in una sorta di feticcio sociale che esalta non solo l’assenza della carne, ma soprattutto esalta l’assenza dei presupposti formali della femminilità; si è proposto un corpo de-femminilizzato senza le curve femminili, in a-menorrea che contraddice la maturazione biologica.

Ci siamo addentrati in un territorio estraneo alle sembianze umane disposte dalla natura. Forme dis-umane che incarnano un tratto di morte, di patologia, di malattia, elevate paradossalmente a modello estetico e che diventa inaspettatamente desiderio maschile ed imitazione femminile.

Segno evidente che a mutare non sono stati solo i corpi, ma sono cambiati anche i canoni estetici.

I recenti anni ottanta sono stati gli anni dell’anoressia, mentre il decennio successivo ha visto un rapido passaggio dalla anoressia alla bulimia e negli ultimi anni siamo arrivati alla obesità, modelli che in successione hanno invaso anche il mercato dell’immagine.

Vediamo la società attuale.

L’opinione diffusa è che negli ultimi anni si è insediato l’imperativo categorico di avere un corpo magro , simbolo di bellezza, però il corpo deve essere anche sede di un godimento inesauribile.

Da questo connubio impossibile, prende forma la logica perversa dell’educazione attuale: godere e dovere insieme, godere sempre, però restando esteticamente perfetti.

E’ per questo che i pubblicitari più attenti, hanno prodotto recenti spot che propongono e promettono una nuova forma di piacere, che oltre ad essere pacato ed assente dal peccato, non scalfisce il corpo, né da un punto di vista calorico, né cronologico né estetico. Perché la vera “colpa morale” oggi si incarna in qualsiasi alterazione del modello estetico di bellezza proposto dai “Media”.

D’altra parte, il connubio tra purezza morale e bellezza non è nuovo. Ricordiamo che nel Medioevo il giudice di un processo, tra due sospettati, condannava quello più brutto e scagionava quello esteticamente più gradevole.





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