La dieta perfetta


I macro elementi dell’alimentazione



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29.03.2019
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I macro elementi dell’alimentazione
Se ci dovessimo basare solo su quanto abbiamo detto fino a questo momento, sarebbe tutto molto semplice, però così non è.

Iniziamo a percorre questo cammino guardando la composizione della dieta relativamente alla ripartizione del valore calorico tra le proteine, lipidi e glucidi.

Però prima ricordiamo che tutto ciò che introduciamo per darci energia, deve essere trasformato in glucosio e tutto ciò che il nostro corpo può immagazzinare come scorta di energia viene trasformato in lipidi.

E’ dimostrata l’impossibilità che tutte le calorie della dieta siano rappresentate da un solo elemento.

Le proteine sono indispensabili alla crescita e alla sostituzione di tutte quelle strutture proteiche come (emoglobina, mioglobina, parete interna delle pareti cellulari,-immunuglobuline-enzimi-ormoni--ecc..) che continuamente utilizziamo e dobbiamo sostituire per una quantità pari a 25/30 gr. al giorno.

Quindi una dieta di soli glucidi o lipidi non sarà compatibile con la vita.

Purtroppo siamo abituati a pensare le proteine, soprattutto della carne, come sostanze plastiche ed energetiche sufficienti a rappresentare il fabbisogno calorico totale.

Questo è vero negli animali carnivori. Gli umani hanno un sistema gastro- intestinale oblungo, per i primi sette metri è stretto, contorto e spugnoso, pieno di curve e risalite e negli ultimi 2 m un poco più largo ma sempre con risalite e discese, molto strutturato a trattenere e ad assorbire le sostanze perciò poco propenso ad accogliere un sostanzioso pasto carneo.

Gli animali carnivori sono strutturati con un intestino corto, tozzo, poco spugnoso, ideale per una rapida digestione ed espulsione delle sostanze carnee; inoltre gli animali carnivori hanno l’enzima Uricasi capace di disgregare gli acidi urici forniti dal metabolismo delle proteine, tale enzima è assente nell’uomo.!!!

Ma perché mangiamo animali? Certamente le cause ( iniziali ) sono da ricercare soprattutto nella sfera emozionale dell’uomo. Sappiamo che siamo esseri che tendono alla socialità. Questo porta in prima istanza alla necessità di affermare la propria superiorità sugli altri animali.

Immaginiamo una comunità di ominidi di 3 - 4 milioni di anni fa. Questi si trovano a competere per il cibo della terra con gli altri animali.

Immaginiamo il prestigio e l’ammirazione suscitata nella propria comunità alla uccisione e ostentazione dell’animale, “il trofeo” che questo rappresenta!! Il passo tra il mangiarne le carni “e il catturarne anche la forza” è immediato.

Una sorte di rito liberatorio trasformato in una comune risorsa.

Consideriamo che per soddisfare il fabbisogno calorico mangiando solo carne, sarebbe per noi necessario introdurre una quantità di circa 3 Kg di carne al giorno, tale da risultare superiore ad ogni nostra capacità gastrica .

Il consumo di carne animale è oggi esponenzialmente aumentato in molte società e il fatto paradossale è che sappiamo che una gran quantità di malattie invalidanti e mortali derivano proprio dal mangiare animali..

Sappiamo anche dell’impoverimento energetico subito dalla terra, a causa del forzato allevamento di animali adatti alla produzione di carne; dell’inquinamento e ricircolo in noi di tutti i pesticidi ed inquinanti loro somministrati, oltre a quelli che la collettività produce.

Allora perché mangiamo gli animali? I motivi sono molteplici, ma il più antico e assorbente lo abbiamo imparato dai nostri progenitori.

Però possiamo affermare che dal punto di vista fisiologico, prendendo in esame la struttura del nostro sistema digerente e persino della bocca, noi non siamo carnivori… . !!!

Per affermarlo, basta esaminare i movimenti della mandibola dei primati e quelli dei carnivori. In questi ultimi il movimento della bocca è solo verticale, con una fortissima dotazione muscolare tale da spaccare e strappare le carni della vittima.

Noi ( come gli erbivori ) possiamo muovere la bocca sia in senso verticale che orizzontale, con movimenti molatori che producono una completa macinazione, triturazione anche di duri semi, bacche e frutta……

Possediamo un forte apparato muscolare, ma sicuramente insufficiente a spaccare ossa o ad uccidere!! Inoltre noi non ingoiamo il cibo, lo tratteniamo in bocca, dove facciamo avvenire la prima fase della digestione mescolando il cibo con gli enzimi glucolitici come le amilasi e “la ptialina”, secreta dalle ghiandole parotidi che si trovano dietro e in basso all’estremità terminale della mascella e gli enzimi amilasici secreti dalle ghiandole sottolinguali, linguali e palatine.

Come non considerare l’enorme ruolo svolto dalle terminazione nervose che determineranno i valori propriamente gustativi dell’alimento, Soltanto dopo aver trasformato l’alimento in “bolo alimentare”, questo sarà spinto, previa “riflessa” chiusura dell’epiglottide (che chiuderà il dotto respiratorio laringeo), verso il canale esofageo e quindi allo stomaco (circoscritto anche esso da due diaframmi, in alto il cardias, in basso dal piloro) dove il nostro bolo viene mescolato come in una centrifuga a bassi giri, con i fortissimi acidi gastrici ( l’acido cloridrico) che ridurranno il “bolo” in “kilo alimentare” che passerà nell’intestino tenue, dove verranno scaricati tutta una serie di enzimi proteolitici e amilasici, o alcalinizzanti come la Mucina, atti non solo a digerire le molecole proteiche e glucidiche, quanto a tamponare e neutralizzare la grande acidità del kilo alimentare.

L’intestino svolge tutta una serie di minuziose attività di assorbimento grazie a quella straordinaria struttura rappresentata dalla sollevazione del dotto in funzionalissime creste che accolgono i “villi intestinali”.

Questa configurazione strutturale, permette di utilizzare una superficie operativa non di 9 metri, ma di qualche centinaia di metri!!!!.

Poi dobbiamo pure indicare la enorme quantità di cellule neuronali presenti ,( da recenti studi si è visto che nel nostro intestino abbiamo un numero di neuroni simili al numero di neuroni presenti nel cervello di un cane !) che hanno funzioni sensoriali importantissime, quali la sensibilità e la mobilità delle strutture muscolari lisce, la elaborazione di ormoni come la Serotonina….Molto indicativa è la nuova rappresentazione di un uomo, che al posto della testa ha una pancia….

Proseguendo nel cammino intestinale, vediamo l’aprirsi dei dotti pancreatici ( da cui arrivano i succhi che tale organo produce come ghiandola esocrina), si aprono i dotti epatici (“elaborati” del fegato) ed i dotti biliari che provengono dalla cistifellea (sacca retro epatica dove il fegato accumula i sali biliari ) che riverserà nell’intestino attraverso il dotto coledoco.

Questi sali servono per la digestione dei lipidi.

Nella parete del nostro intestino sono presenti anche una grande quantità di batteri , dei quali parleremo in un altro momento, comunque diciamo che senza di questi non potremmo vivere.

L’ animale carnivoro, utilizza la bocca, quindi i denti, per uccidere,spaccare e strappare ossa e carni, ingoiando subito.

Se guardiamo l’addome dei carnivori, lo vediamo sempre molto voluminoso. Le pareti del loro stomaco sono molto spesse ed ha una notevole capienza.

Ci sono altri elementi che dobbiamo considerare, alcuni li abbiamo già brevemente esposti, ma quello su cui ci dobbiamo soffermare è la descrizione strutturale delle proteine; queste, indipendentemente dalla propria specie, sono caratterizzate dalla presenza di un gruppo NH2 (gruppo amminico) ad una estremità e da un gruppo acido H0-C=0 dall’altra. Inoltre sappiamo che a seguito dei processi proteolitici, questi gruppi vengono liberati in circolo come prodotti finali e se raggiungono determinati livelli, sono addirittura tossici. Pertanto l’organismo se ne deve liberare attraverso il “ciclo dell’urea”, atto necessario ad eliminare tutto l’ N (azoto) che non possiamo utilizzare e soprattutto non dobbiamo trattenere.

Inoltre il radicale acido provocherà una aumentata acidità dei nostri fluidi. Acidità che il nostro organismo non può accettare e genererà tutta una serie di così dette reazioni tampone, mobilizzando basi soprattutto di calcio preferibilmente dal tessuto osseo

. Questo sarà causa di demineralizzazione e quindi di fragilità ossea. Particolarmente evidente in alcune età e fasce sociali. L’eccesso di azoto, non completamente eliminato con le urine provocherà tutta una serie di patologie uricemiche, tra cui la “gotta”.

A tal proposito, come non ricordare Carlo Magno. La storia ci racconta, oltre alle sue gesta, che in età non ancora tarda fu aggredito dalla “ Gotta “, malattia particolarmente dolenziale e invalidante. I medici del suo staff, certamente tra i migliori dell’epoca, come terapia gli vietano di mangiare carne, specialmente arrostita.

C’è da dire che il nostro “ Carlo “ era particolarmente ghiotto di questa e si rifiuterà categoricamente di rinunciare e preferirà soffrire e morire.

Come non ricordare un altro storico predatore quale fu Attila,” il flagello di Dio”. Anche lui mangiava esclusivamente animali, tanto che i suoi capillari divennero così fragili e la pressione arteriosa talmente alta che morirà per una inarrestabile emorragia di sangue (gli storici ci parlano di irrefrenabile epistassi nasale)!

Si possono citare altri personaggi, tutti sono indiscutibilmente conquistatori e predatori. Esercitano la aggressività tanto sulle persone che dominano e uccidono, quanto sugli animali, che allo stesso modo dominano e mangiano.

Percepiscono la terra come elemento di servizio alle loro prede. Poca è la differenza tra la uccisione di un uomo con quella di una capra. Da questo si capisce la estrema ferocia di questi uomini e perché hanno sempre sconfitto e distrutto gli stanziamenti sociali civicamente organizzati.

Come non ricordare la ferocia dei Britanni, così crudelmente riportata dallo storico Svetonio nel 50 d.c. . Questi ci racconta i turbamenti delle pur espertissime truppe romane, ( mandate dall’imperatore Claudio alla conquista della Britannia) quando si accorsero della brutalità di quel popolo che spinto anche dai Druidi ( una casta sacerdotale) erano soliti squartare e mangiare i nemici .

Ho fatto questa disgressione per indurre a riflettere sul perché dei comportamenti tanto fisiologici quanto caratteriali delle persone partendo da ciò che mangiano.

Per tornare all’argomento “proteine della carne”, facciamo anche una considerazione di ordine igienico e relazionale. Infatti il sovrariempimento gastrico derivante , è estremamente chetogeno , che al di là dei danni arrecatici da questo elemento chimico, bisogna anche sottolineare che questo ci “dona” un alito di un “ puzzo insopportabile” per i nostri sventurati vicini (ne sono testimonianza gli Esquimesi capaci di consumare notevoli quantità carne (di cui si nutrono quasi esclusivamente.), che hanno una aspettativa di vita non superiore ai 50 anni e una capacità intellettuale particolarmente bassa, oltre ad un odore dell’alito ………..

Certamente quanto sopra detto non è esaustivo per comprendere il perché del mangiare animali, il trasformarci in “sarcofagi” ( dal greco: sarco=carne fago=mangio) è da sempre ritenuto conveniente per l’uomo.

Quello che ha fugato le varie perplessità, è dovuto a quella indiscussa autorità sociale rappresentata dai medici. Da moltissimi anni è passata la teoria della essenzialità di “proteine della carne” perché dicevano che solo nella carne sono presenti degli aminoacidi che verranno definiti “essenziali”.

Con il termine “proteina”, indichiamo semplicemente una sequenza di vari amminoacidi.





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