La dieta perfetta



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Gli amminoacidi

I ventidue amminoacidi (o venti secondo Berg) secondo la nutrizionistica ufficiale si dividono in , 14 sintetizzabili dall’organismo umano (quindi non è necessario che siano presenti nei cibi) e da 8 che non potendo essere sintetizzati debbono essere assunti con gli alimenti

. Vengono aggettivati come “essenziali o nobili” per indicare la loro indispensabilità. Gli 8 a.a. essenziali sono: fenilanalina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina.

Nella fase della crescita sono ritenuti essenziali quindi non fabbricabili dall’organismo altri due a.a. l’arginina e la istidina, che l’organismo infantile non produrrebbe in quantità sufficienti.

I restanti a.a. non essenziali sono: acido glutammico, alanina, arginina, asparagina, cisteina, glicina, istidina, norleucina, ossiprolina, prolina, serina, tirosina. La cisteina e la tirosina sono considerati “semi essenziali” perché si possono sostituire alla metionina e alla fenilanina.

Secondo le regole ufficiali le proteine dei cibi dovrebbero ritenersi tanto più valide sul piano nutrizionale quanto più esse sono ricche di aminoacidi essenziali, conseguentemente vengono considerate di elevato valore biologico le proteine di origine animale mentre le proteine vegetali consentirebbero solo per un breve periodo l’accrescimento e il mantenimento degli individui perché conterrebbero quantità insufficienti di uno o più a.a. essenziali. Quindi avrebbero un valore biologico inferiore.

Tutto ciò crea delle perplessità basta guardare l’eccellente stato di salute delle persone vegetariane.!!!!!!

Consideriamo che tutti gli a.a. sono sintetizzati dai vegetali. (da loro nascono tutte le forme di vita complessa)

Seguiamo la catena alimentare: i vegetali sono prelevati dagli erbivori, e I carnivori che si nutrono degli erbivori… Per questi rappresentano una fonte di prelievo indiretto.

Gli a.a. non essenziali possono essere sintetizzati da noi ( oltre che dai vegetali ovviamente). Perché avvenga questa sintesi, l’organismo deve disporre del gruppo NH2 (amminico – gruppo basico) e del gruppo carbossilico (COOH – gruppo acido) che diventa disponibile dal metabolismo dei glucidi e dei grassi. Perciò le proteine di origine animale ( cioè prodotti dall’organismo animale) sono il risultato di una sintesi condizionata da quella vegetale. ……


In realtà tra le proteine di origine animale e quelle vegetali, non può esistere alcuna differenza.

Sappiamo che le proteine dei vegetali possono in questi accumularsi formando “depositi” dai quali la pianta attinge per il suo sviluppo, riserve che vanno dal 7% come nei semi delle graminacee al 25% delle leguminose.

Invece nessun animale può accumulare e formare “depositi di riserva di proteine”. Pertanto in questi, il rifornimento di proteine deve essere continuo ma esiguo……

Tale continuità è assicurata dalla ubiquità delle proteine.

Una prima conclusione la deduciamo dal fatto che questi sono assunti dagli erbivori mangiando vegetali.

Guardando il mondo animale vediamo che in genere i carnivori non si nutrono di altri carnivori ma di erbivori cioè di animali che hanno costruito il loro corpo con i vegetali. Ma vi è di più, in un recente congresso internazionale sulle proteine tenutosi a Berna, il Professor A. Abelin negò che negli alimenti destinati all’uomo sia indispensabile la presenza di a.a., affermando che essi posso essere sintetizzati dall’organismo umano, proprio come gli a.a. non essenziali.

Tanto è vero che da indagini chimiche, gli aminoacidi sono stati riscontrati in sufficienti quantità anche in individui i cui cibi ne erano totalmente privi. Questa scoperta ha demolito tutto ciò che fino adesso si credeva di sapere sul metabolismo delle proteine in quanto ha dimostrato che non ha importanza il tipo di proteine assorbito, dato che la cellula vivente è capace di utilizzare ogni alimento che contenga azoto, costruendo poi autonomamente quei composti di cui l’organismo ha specifico bisogno.

Il professor Curthbertson, dell’istituto di ricerche di Aberdeen, nel Sud Dakota dice che: l’idea che le proteine animali siano superiori a quelle vegetali è senza alcun fondamento. Le esperienze fatte per dimostrare la pretesa superiorità delle proteine animali, hanno utilizzato proteine sottoposte in precedenza a processi selettivi e di purificazione che le avevano denaturate completamente. Pertanto erano proteine sintetiche.

Ora le proteine naturali della nostra abituale alimentazione, manifestano proprietà e capacità del tutto differenti dalle risultanze sperimentali di laboratorio

. Occorre inoltre tenere presente la capacità del nostro organismo di realizzare quelle “trasmutazioni biologiche” la cui scoperta si deve al fisico francese Louis Kervran membro dell’accademia delle scienze di New York.

Tale scoperta ci mostra che il nostro organismo, con la intermediazione della flora batterica intestinale, può sintetizzare anche gli a.a. essenziali partendo dagli a.a presenti nelle proteine della frutta, degli ortaggi o altri composti.

Indubbiamente esiste una “intelligenza innata del nostro corpo”, una intelligenza sicura che non ha nulla a che vedere con quella cosciente del cervello, e che essendo immensamente più sofisticata “mente pensante”, rende il corpo capace di produrre regolarmente tutte le proteine che gli sono necessarie, nel modo migliore, utilizzando i prodotti della digestione degli alimenti purchè questi siano( “questo è il punto!!!”) quelli naturali, cioè quelli che la Natura ci ha assegnato perché confacenti alla nostra anatomia, alla nostra fisiologia…

Sempre a proposito degli aminoacidi non bisogna dimenticare che la cottura provoca un decadimento del valore biologico delle proteine causato della distruzione totale o parziale di codesti a.a ritenuti essenziali. Tale distruzione è dovuta dall’idrolisi delle proteine attraverso polimeri intermedi.

Come siamo arrivati a dichiarare “essenziali” questi a.a. ?

Questo nasce a seguito di sperimentazione effettuate da W.C.Rose dell’ Università dell’ Illinois sui topi bianchi, partendo dall’assunto che la necessità di questi topi siano uguali a quelli dell’uomo.

Il che non è vero, dato che già in condizioni normali la loro biochimica fisiologica è lontanissima da quella umana.

Gli animali, oltre che a reagire alle sostanze chimiche in modo diverso, presentano i livelli di sopportazione differenti e differenti parametri di intossicazione.

Basta ricordare che i topi per crescere hanno bisogno di un latte molto proteico ( il loro latte contiene il 9,5% di proteine), mentre gli umani crescono con un latte materno allo 0,9% di proteine (1/10 rispetto di quello del topo).

Questo permette nel neonato dell’uomo di raddoppiare il peso in 180 giorni. Se durante il tale periodo l’uomo si discosta da questi parametri si manifestano vistose turbe o per carenze o per overdose di proteine.

Prendiamo poi in considerazione la condizione di vita a cui sono sottoposte gli animali nella sperimentazione di laboratorio, che ne stravolgono le condizioni psico-fisiche, e comprendiamo subito che i risultati così ottenuti saranno poco attendibili.

Risultato è che tutte le nostre conoscenze sull’aminoacido essenziale relativa all’alimentazione umana derivano dagli esperimenti fatti sui topi bianchi. !

È questa l’unica assurda asserzione derivata dagli esperimenti su animali di laboratorio e trasferita all’uomo?

Certamente no. Tanto per stare in tema ricordiamo il “famoso” Talimoide, il farmaco che provocò migliaia di casi di bambini focomelici. Tale farmaco fu sperimentato con successo sui topi e con criminale leggerezza fu messo in commercio per l’uomo.

Facciamo altri esempi: la stricnina è innocua per scimmie e criceti, e le galline la sopportano in dosi dieci volte superiori a quello letale per l’uomo, come per l’oppio. L’arsenico per le pecore è innocuo, la penicillina è letale per i conigli e criceti.

Ciò che possiamo dire è che le sperimentazioni fatte sugli animali non daranno mai un’indicazione sicura.

Pensiamo nella ricerca del cancro sono state testate con successo sugli animali più di 300.000 sostanze e 6.000 farmaci. Tutti sono falliti sull’uomo!!!!!

Torniamo a sottolineare che tutte le sostanze nutritive sono formate nel regno vegetale, anche le proteine a iniziare dagli aminoacidi che le costituiscono compresi perciò gli a.a. essenziali.

Le proteine passano con gli alimenti nel corpo degli animali che le scindono nei vari aminoacidi costituenti, per poi ricostruire le “specifiche proteine proprie e necessarie ad ogni animale”. Questo avviene sia direttamente, mangiando vegetali, sia indirettamente mangiando corpi di animali che si nutrono di vegetali.

Sono le piante che fabbricano gli a.a partendo da aria, acqua e terra. Senza le piante non ci sarebbe vita animale sulla terra.

Studiando il ciclo dell’azoto si comprende come le piante riescono a costruire gli a.a. e con questi le proteine, partendo da azoto inorganico che legandosi con appositi processi a elementi presenti nel suolo, riescono a “organicare”.

Ricordiamo pure l’azione simbiotica svolta dai batteri azoto fissatori che si fissano all’apparato radicale di alcuni vegetali come le leguminose.

La digeribilità e l’assorbimento delle proteine vegetali sono eccellenti, specie se ingerite crude.

Osservando lo stato di salute dei molti vegetariani si vede che questo è ottimo, cosa che non si constata sulla moltitudine dei carnivori.

Guardando poi il mondo animale, si vede che i più forti sono: elefanti, buoi, cavalli, asini, cammelli ecc. che si nutrono di soli vegetali. Anche il gorilla considerato “nostro vicino” sia per anatomia che fisiologia mangia solo vegetali.

Allora perché ancora crediamo ai miti sulle proteine animali. I motivi sono altri, in primo ci sono i grandi interessi economici legati al carnivorismo.

Pensiamo a tutta la filiera della produzione della carne, dai mangimi alla macellazione, distribuzione, conservazione, vendita all’ingrosso e al dettaglio, nonché alla industria di farmaci per la zootecnia ecc. Un complesso imponente di interessi economici quindi politici, pertanto oggi non superabili.

Le nostre considerazioni si debbono fermare sulla soglia della realtà della nostra società, tuttavia dobbiamo acquisire queste conoscenze, sapendo anche che il nostro organismo è talmente forte e ben strutturato che entro certi limiti, può sopportare e riparare facilmente elementi negativi derivanti dalle eccessive proteine della carne. Basta restare nei limiti e solo con il tempo, magari allontanarsi.

Per restare sull’argomento dell’utilizzo degli a.a. contenuti nelle proteine teniamo presente che un a. a. può risultare “essenziale” per un determinato periodo e non per il mantenimento in vita.

Poi c’è la capacità sostitutiva di alcuni, ad esempio la “cisteina” può sostituire fino a 1/6 della “metionina” (indispensabile per un normale accrescimento), oppure la “fenilalanina” può essere sostituita fino al 50% dalla “tirosina”.

Le proteine della frutta e degli ortaggi contengono tutti gli a.a. cosi detti “essenziali”, oltre ai “più importanti non essenziali”.

Sul piano puramente pratico è semplicemente sufficiente miscelare le varietà dei vegetali. Dobbiamo prendere in considerazione il grado di tossicità di ciò che ingeriamo, infatti non tutte le parti degli animali sono facilmente digeribili, ad esempio gli organi interni, fegato, cervello, reni, cuore ecc, sono indigesti e possono provocare artritismo, colesterolemia, calcoli biliari e renali ecc..

Ricordiamo che i conati di repulsione o rigetto, sono esclusivamente causati da questi alimenti.

Al contrario, gli alimenti adatti all’uomo debbono presentare un elevato grado di assorbimento e digeribilità.

E’ noto che i frutti dolci sono molto più digeribili ed assimilabili della carne e dei sottoprodotti animali.

E’ molto frequente che gli a.a. della carne, pur presenti, non sono disponibili sul piano fisiologico perché i legami che li tengono uniti al resto della molecola proteica sono così forti da resistere agli enzimi digestivi che dovrebbero renderli liberi, quindi disponibili. Rilevante è che questa indisponibilità oltre alla mera struttura della proteina, può verificarsi a causa : 1)della cottura, specie ad alta temperatura; 2) prolungato tempo di conservazione, come nella surgelazione o liofilizzazione; 3) azione di glucidi industriali, come il saccarosio, portatore di una sua tossicità. L’alta temperatura denatura la struttura proteica che coagula e la rende inassorbibile e dannosa per il nostro organismo, che si difende attivando i meccanismi emuntori che cercano di allontanarle il più velocemente possibile.

A questo punto è assolutamente necessario dire che non vogliamo proporre una forma di “terrorismo “ agli alimenti carnei ma vogliamo sfatare miti e credenze che nulla hanno di scientifico.

Tuttavia dobbiamo anche considerare l’aspetto emozionale che rappresenta “il mangiare carne”, lo stato di eccitazione che questo provoca con gli odori derivanti dalla sua cottura. La liberazione di aldeidi prodotte dalla denaturazione delle proteine, che legandosi con lo zucchero della carne,il galattosio, danno quell’odore caratteristico e eccitatorio.

L’alto livello di conservabilità che ne facilita il trasporto , e la commercializzazione facilitano un consumo eccessivo della carne.

Infine non è certamente secondario la facilità di isolamento e studio delle proteine animali, oggettivamente molto più semplici da isolare e osservare, viste le loro relativamente grandi dimensioni.

C’è un ” esercito” di persone che vive sugli animali, una economia che scomparirebbe e non parliamo del mondo accademico che sarebbe costretto a dotarsi di tutt’altri strumenti di indagine.

Il nostro Stato, come altri non potrebbe sopravvivere se prima non troverà una valida alternativa di reddito per queste persone.

Ci sono stati addirittura degli scienziati Fredericks Carlton che sosteneva; “Quanto più la composizione della carne è vicina a quella umana, tanto più è salutare per noi!!!” Certamente questo potrebbe essere un argomento valido per “mangiare il nostro vicino”.

E’ naturale che questa dovrebbe essere solo una battuta.

Invece qualche anno fa, tale concetto fu applicato per la fabbricazione di mangimi animali. Per aumentarne il peso si aggiungeva al mangime delle mucche il macinato delle carcasse di animali morti. Quindi non contenti dell’azioni di ormoni estrogeni somministrati si trasformavano questi “ignari” erbivori in cannibali.

Il risultato fu il terribile “morbo della mucca pazza” che naturalmente si trasmise all’uomo provocando anche a distanza di anni numerose vittime. Oggi si presta più attenzione perché questi episodi non accadano più o meglio accadano meno. ….

Comunque dobbiamo ricordare le terribili condizioni di vita a cui gli animali sono sottoposti. Prendiamo gli allevamenti di mucche. Sappiamo che in media questi animali allo stato naturale possono raggiungere una peso di 400/500 kg, quando hanno i piccoli producono circa 20-40 l/ di latte ed hanno un’aspettativa di vita di 15/20 anni.

Negli allevamenti con delle innaturali tecniche raggiungono un peso che è circa il doppio. Appena raggiunta la maturità vengono tenute sempre in gravidanza per produrre una quantità di latte pari a 80-100 l/gg in queste condizioni la loro aspettativa di vita si riduce a 4/5 anni in quanto anche il loro scheletro non può sopportare un peso così alto. Consideriamo anche i lamenti di dolore che questi animali hanno quando viene loro tolto prematuramente il vitellino mandato alla macellazione affinché lei produca il latte per essere venduto.

Lo stesso vale per gli altri animali come per il maiale. La parola “maiale” deriva dal latino “Maia”.

Maia era la dea della terra e rappresentava la fertilità. Infatti i romani erano affascinati dalla enorme prole di questi animali, e come riconoscimento a questa loro caratteristica, conferirono all’animale questo nome.

Se oggi, in Italia, provate a “dare” del maiale ad una persona, questi vi farà dare da un giudice almeno 5 anni di carcere….

A questo animale si causa, con il tipo di alimentazione a cui è sottoposto, una alterazione metabolica che blocca il ciclo di Krebs (cioè si arresta la trasformazione del glucosio in energia e quindi viene trasformato in glicogeno che origina deposito di grasso), causando un aumento sconsiderato della massa grassa.

Tralasciamo per ovvi motivi di dilungarci sugli allevamenti di polli in gabbie angusti, luci sempre accese, alimentazione forzata, quantità enorme di antibiotici e ormoni che gli permettono di raggiungere in meno di due mesi, quello che la natura gli consente in circa due anni. ….

Certamente li mangiamo, però un prezzo anche noi lo paghiamo.

Le carni degli animali liberi, che conducono una vita felice, oltre a non ridarci ormoni e altri farmaci, non ci darebbero tutti quei grassi, che si trasformano da insaturi a saturi, che danneggiano il nostro organismo.

Non parliamo delle epidemie dovute alla innaturale densità abitativa. Questa ci causa la trasmissione di preoccupanti pandemie, come influenza aviarie, peste suine ecc. Comunque il prezzo che gli umani pagano è veramente poco rispetto alle crudeltà che questi animali subiscono...

Altro aspetto da considerare, è quello della “commercializzazione di aminoacidi puri”, dove le campagne pubblicitarie ci raccontano di efficacia funzionale e terapeutica di integratori a base di a.a. isolati. Citiamo alcuni esempi divulgazione mediatica:

Il triptofano: cura l’insonnia, è antidepressivo e antidolorifico

La tirosina: protegge dallo stress e dalla depressione

La lisina: migliora le funzioni intellettuali

La arginina: è un disintossicante

La metionina: regolarizza l’attività cardiaca

La valina, la leucina, la isoleucina(sono a.a. ramificati) favoriscono le attività sportive

Tutto questo è assolutamente vero per i topi sui sono stati sperimentati. Non è assolutamente vero per gli umani…..

Nell’uomo il processo di attivazione e l’utilizzo di queste molecole, come di tutte le altre, è estremamente più complicato perché l’attività del nostro sistema cellulare si basa su tutta una serie di recettori, che per far entrare o uscire qualsiasi elemento strutturalmente complesso, ha necessità di tutta una precisa sequenza di “attivatori” che agiscono con una serie di “reazioni a cascata” che dopo aver elaborato, modificato e ristrutturato la molecola, la fanno entrare o usciere dallo spazio cellulare.

Purtroppo siamo abituati a pensare le dimensioni delle nostre cellule come a luoghi chiusi con una delimitazione funzionale propria di quella che chiamiamo “parete cellulare”. Così non è , in quanto le pareti di ogni cellula sono costituite da tre strati funzionali: l’esterno e l’interno da fosfolipidi, quello in mezzo da proteine. Questa parete è completamente fatta da tutti ponti alle cui estremità ci sono tantissimi sensori che sono le molecole apicali dei vari ponti, che aprono o chiudono lo spazio interno a seconda delle esigenze dell’ambiente interno cellulare. Questo vale solo per necessità cogenti di quella cellula.

Quindi prende solo ciò che gli serve (previa le opportune modifiche prima dette mediate sempre dall’attività di specifici enzimi e vitamine indispensabili per il loro utilizzo, oppure rilascia ciò che è necessario dopo averlo opportunamente elaborato).

Si dovrebbe capire che l’assunzione di questi a.a. non serve assolutamente a NULLA !!! Quindi se li vogliamo assumere dobbiamo semplicemente mangiare regolarmente frutta e ortaggi … verdure, .che contengono tutti gli aminoacidi di cui il nostro organismo ha bisogno per creare le proteine necessarie

Per semplificare diciamo che dobbiamo assumere 1 grammo di proteine al giorno per ogni 2KG di peso corporeo. Quindi una persona che pesa 70KG dovrà assumere non più di 35g di proteine al giorno.





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