La dieta perfetta


Le vie cataboliche dei monosaccaridi



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29.03.2019
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Le vie cataboliche dei monosaccaridi
La glicolisi: dove il glucosio viene trasformato in due molecole di piruvato con rilascio di energia sotto forma di 2 molecole di ATP e riduzione di 2 molecole di NAD+ a NADH +H+
Ciclo di Krebs, caratterizzato da un ciclo di reazioni che iniziano con la trasformazione di glucosio in acido citrico (ciclo detto anche degli acidi tricarbossilici).

Avviene nei mitocondri delle cellule che utilizzano ossigeno nel processo della respirazione cellulare. Tale ciclo (detto anfibolico perché non solo riduce , ma costruisce anche molecole da utilizzare per altri eventi) fornisce anche molti precursori per la formazione di alcuni ammino acidi come l’(alfa) chetoglucorato che è una molecola accettrice di gruppi amminici (NH2) e interviene nelle reazioni di trans-amminazione legando i gruppi amminici provenienti dall’ammino- acido da de-aminare (a cui viene tolto l’ NH2) per ottenere la sintesi di un nuovo a.a. , e la molecola di ossal-acetato che reagisce con l’ Acetil CoA per formare acido citrico; è inoltre essenziale per la demolizione e la sintesi di acido aspartico e asparagina, interviene anche nel ciclo dell’urea dove trasferisce uno ione ammonio NH4+ legandosi alla citrullina per formare arginin-succinato. Comunque il ciclo di Krebs è un continuo processo che serve a staccare i due atomi di C presenti nell’ Acetil-Co A, derivato dall’acido piruvico iniziale, in due terminali molecole di CO2 con rilascio di energia sotto forma di

3NADH+ + 3H+ + 1FADH2 + 1GTP che si converte in ATP

Via del fosfogluconato che è parallela alla glicolisi e serve a rifornire l’organismo di ribosio-5fosfato e NADPH.


Ritorniamo alla descrizione degli zuccheri secondo la consueta suddivisione:

monosaccaridi: hanno una sola molecola: glucosio-fruttosio-galattosio


disaccaridi: con due molecole: maltosio-lattosio-saccarosio
polisaccaridi: con 3 o più molecole: amido -glicogeno -fibre.
I mono e i disaccaridi vengono chiamati semplici, i polisaccaridi sono carboidrati complessi o polimeri del glucosio.

I carboidrati ci forniscono circa 4 calorie/grammo. Vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno nei muscoli, per fornire energia all’occorrenza, e nel fegato, da dove si materializza il controllo dei livelli ematici del glucosio, negli adipociti( cellule del tessuto adiposo).

La presenza dei glucidi è pressoché ubiquitaria, sono presenti in quasi tutti gli alimenti e rappresentano per noi la principale fonte di energia vitale.

Come abbiamo visto, le graminacee, che sono i maggiori produttori di glucidi, hanno consentito lo sviluppo e la differenziazione sia morfologica che sociale della specie umana. L’uomo ha imparato, tra l’altro, ad utilizzare altre tecniche sofisticate per questi alimenti.

Come abbiamo visto sono i cereali che ci hanno fatto trasformare da nomadi cercatori, poi predatori cacciatori , a stanziali coltivatori.

Fermandoci abbiamo imparato le regole della socializzazione anche comunicativa.

Ricordo un elemento per tutti: circa 2 milioni di anni fa la nostra laringe si trovava in una posizione più bassa e potevamo emettere solo i suoni gutturali, più o meno come le scimmie.

La stanzialità ha necessitato un modo più articolato per relazionarci e la nostra laringe è così salita ( per mutazione genetica… ) nella posizione attuale permettendoci di comunicare in modo complesso e sviluppare tutte le conseguenti funzioni intellettive, fino alle attuali.

I glucidi quindi rappresentano l’elemento principe su cui si fonda la vita della specie umana, sia per la parte fisiologica che per l’aggregazione sociale.

Abbiamo visto le aggregazioni sociali provocate dal grano, dal riso, dal granoturco, dall’orzo ecc. . Le varie colture che si sono sviluppate attorno a queste graminacee. Nelle terre vicino al Mediterraneo, il grano; nei paesi Orientali con il riso, nel continente americano il mais….. ecc.

Dobbiamo anche ricordare l ’economia che dietro queste graminacee si è sviluppata, le recenti sperimentazioni e mutazioni scientificamente provocate nel patrimonio genetico di questi vegetali per aumentarne la redditività e la resistenza a malattie o alle variazioni climatiche.

Oggi siamo arrivati alla trasformazione genetica di molte graminacee, porto l’esempio del grano. Guardando le coltivazioni vediamo che le piantine sono” inverosimilmente “ tutte uguali. La parte delle cariassidi ( zona dove si trovano i semi ) è molto densa di semi, mentre lo stelo è per tutti della stessa lunghezza e poco alto. Guardando un campo coltivato, vediamo un uniforme tappeto.

Ma se pensiamo che stiamo guardando ad una specie vivente, ci dovremmo chiedere come sia possibile che individui, se pur della stessa specie, diventino tutti uguali?....... È come se in una popolazione tutti fossero uguali. Sulle persone capiremmo che c’è stata una manipolazione genetica. …

In una comunità ,in condizioni naturali, la crescita di individui di qualsiasi specie sarà simile, ma mai uguale.

Guardando foto d’epoca si vedono campi di grano con piantine dallo stelo con altezze molto diverse e la zona della cariasside molto più limitata dell’attuale.

Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale, i coltivatori alla fine del raccolto lasciavano una parte di quei semi per la semina dell’anno successivo. Andando ad indagare, abbiamo visto che alcune aziende, ricordo l’americana Monsanto, hanno brevettato e sviluppato sementi di grano, mais, soia ed altre, con modificazioni genetiche che ne hanno decuplicato la produttività.

Però queste sementi modificate non sono più riproduttive, di fatto hanno un D.N.A. morto…

Ciò ha comportato la necessità per tutti i coltivatori di acquistare ogni anno i semi per le future piantagioni. Ovviamente questa azienda si è creata un’egemonia mondiale. .

Si è generato un vizioso circolo di dipendenza tra l’unico produttore di semi e l’universo dei coltivatori. Si è, in questo modo, concentrato in un unico punto l’intero flusso economico del pianeta, con una invalicabile dipendenza.

D’altro canto si è visto che pur diminuendo la superficie coltivata , la produzione di granaglie è ancora sufficiente a soddisfare i fabbisogni alimentari degli attuali abitanti del pianeta.

Senza dubbio ci sono elementi quantitativamente positivi derivati da queste mutazioni, che si sono associate a fitofarmaci capaci di bloccare la competizione di queste nuove piantine con altri vegetali cosi detti “ infestanti” .

Tuttavia alcuni dubbi sulla positività di queste mutazioni attraversano i nostri pensieri. Certamente non disponiamo di strumenti atti a monitorare tutte le dinamiche biochimiche percorse da queste molecole, non solo nel metabolismo delle nostre cellule, ma soprattutto per effetti probabilmente mutageni o altro che potrebbero aggredire, anche con il tempo , non solo i nostri organi, ma anche l’ambiente, alterandone la fragile biosfera.

Al proposito abbiamo osservato lo stato del terreno dove esistono queste colture. Abbiamo visto in tutti questi terreni, una terra talmente dura da sembrare cementificata . Un terreno che dava l’idea di morte, abbandonato da tutti quegli animali , insetti, lombrichi , lumache e da altri preziosissimi animali, che per secoli hanno reso fertile e soffice la terra , pronta cosi a raccogliere e trattenere sia i nutrienti che l’acqua. Anche l’acqua sembra fermarsi e penetrare con enorme difficoltà su questi terreni, rimanendo in superficie.

Perchè gli uccelli e altri animali si sono allontanati da quei luoghi, non sono in grado di dirlo, ma vedo che se ne tengono a distanza.






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