La dieta perfetta



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GRASSI TROPICALI

Burro di dika, è estratto daI semi di invirgia gabonensis, ha un sapore gradevole simile al cacao

Burro di caritè , ricavato dai semi di una pianta africana

Burro di illipe.

Il burro di dika, di caritè, di illipe sono prevalentemente utilizzati nell’industria della cioccolata e nei prodotti cosmetici.

Questi trigligeridi a catena corta e media (da 6 a 12 atomi di carbonio) sono grassi saturi ,però presentano delle particolarità:

non innalzano il livello delle LDL

sono assorbiti direttamente dalle mucosa intestinale

sono utilizzati direttamente dai mitocondri per produrre energia senza l’intervento della Carnitina , quindi si ha un processo più veloce ed efficiente.

Questi oli e grassi a media catena sono utilizzati dall’organismo in modo simile ai carboidrati, però danno un contributo energetico doppio.

Abbiamo ritenuto utile approfondire il tema dei grassi e oli vegetali essenzialmente per due motivi:

il notevole uso fatto dall’industria alimentare che, troppo spesso evita di indicarli, e quasi sempre utilizza indicazioni fantasiose tendenti esclusivamente a confondere l’ignaro consumatore.

L’altro input è arrivato da alcuni programmi televisivi che rappresentavano gli attuali abitanti delle isole del Pacifico.

I filmati mostravano la quasi totalità degli abitanti tutti molto grassi. Secondo logica, gli abitanti di questi paradisi, si dovrebbero alimentare prevalentemente di frutta, verdura e pesci….

. Acqua cristallina e temperatura ideale, dovrebbero far pensare a corpi quanto meno in forma….

. Approfondendo abbiamo visto addirittura che, un precedente presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, preso atto dei gravi problemi sanitari che investivano la popolazione della Hawai (territorio degli Stati Uniti, se pur confinate nel lontano Oceano Pacifico), varò un piano di emergenza sanitaria per cercare di ridurre, per quegli abitanti , tutte le malattie derivate da quella diffusa obesità.

Eppure, a di stanza di circa 20 anni , stando alle recenti immagini, poco è cambiato. Il motivo della diffusa obesità è sicuramente dovuto al massiccio uso che questi popoli fanno di olio di palma, di cocco o di palmisti.

Questi oli vengono assorbiti immediatamente, proprio come gli zuccheri, di cui ne seguono il metabolismo, conferendo non solo un apporto calorico doppio, ma causeranno sia un aumento in volume delle cellule adipose, che un aumento del loro numero… Tali accumuli di grasso saranno poi causa di quelle dinamiche patologiche che abbiamo approfondito nel capitolo precedente.

Facciamo il punto sulla qualità dei grassi saturi.

Abbiamo visto che i grassi a catena corta o media hanno uno scarso effetto sulla colesterolemia. Questo parametro che ci rappresenta la concentrazione di colesterolo nel sangue, viene aumentato dall’acido palmitico, dall’acido miristico e dall’acido laurico. L’abbondanza di questi grassi saturi si è dimostrata attiva in alcune forme tumorali come nel tumore della mammella e della prostata.

Dove troviamo questi grassi:

L’acido laurico, nell’olio di cocco e in quello palma

Acido miristico nel latte, vaccino e derivati

Acido palmitico nell’olio di palma e nella carne

Acido stearico nel burro di cacao, carne e nel cioccolato.

Le catene lineari dei grassi saturi a catena media e lunga permettono a questi di solidificare a temperatura ambiente.

Questo non avviene per i grassi insaturi , proprio a causa dei doppi legami, che non consentono il ripiegamento molecolare, e le molecole non si impacchettano così strette da formare una struttura solida. Per questo motivo a temperatura ambiente sono liquidi. Nell’industria alimentare si usano, per esigenze produttive ed economiche, degli oli vegetali liquidi dai quali formare dei grassi semisolidi e soprattutto con un punto di ebollizione , detto “punto di fumo” a temperatura molto più alta. Questo consente di cuocere gli alimenti conferendo loro quella croccantezza caratteristica.

Per questo motivo, utilizzano il processo di “idrogenazione” degli oli vegetali insaturi.

Tale processo consiste nel porre gli oli in una campana pressurizzata, dove si manda idrogeno ad alta pressione. Tale intervento determina la addizione di idrogeno agli atomi di carbonio coinvolti nel doppio legame.

È qui che si verificano le possibilità per danni alla nostra salute, determinati dalla formazione di acidi grassi trans - idrogenati.

Naturalmente nei doppi legami, gli atomi di idrogeno legati agli atomi di carbonio, si trovano dalla stessa parte, cioè in posizione CIS. Con questo processo di idrogenazione, uno dei due atoni di idrogeno, migra dalla parte opposta, cioè in posizione TRANS.

Questo processo causa la formazione dei grassi idrogenati, con i quali si formano margarine e oli, per cuocere alimenti in modo ottimale e non attaccabile da microrganismi. Li troviamo negli gli alimenti somministrati nei Fast –food e in tutti quelli di origine industriale, come merendine, biscotti, patatine fritte ecc.

E’ a tutti visibile la friabilità e la “freschezza” mantenuta da questi prodotti anche a distanza di molto tempo.

. Per non parlare delle margarine industriali fatte con oli idrogenati , che non sono attaccate da funghi o altri microrganismi. Si conservano in frigo per tempi lunghissimi, non perdendo la loro consistenza.

Batteri e funghi, capiscono bene che per loro questi alimenti sono dannosi e se ne tengono alla larga.

Questi acidi grassi trans-idrogenati sono molto pericolosi per la nostra salute, lo sono molto di più di quelli saturi. Infatti il nostro sistema non è in grado di distinguerli dai grassi normali e li utilizzerà per costruire strutture che saranno inevitabilmente instabili, a partire dalle stesse pareti cellulari che risulteranno amorfe e prive di funzionalità.






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