La dieta perfetta



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29.03.2019
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LA FARMACIA NATURALE

La natura mette a nostra disposizione, quello che noi chiamiamo, “intelligenza chimica”. Infatti ci fornisce tutti quegli elementi indispensabili alla nostra esistenza.

Le piante sono indiscutibilmente le prime forme di vita che hanno abitato il pianeta.

Da queste sono successivamente derivate tutte le altre forme di vita.

Sono loro che hanno permesso la sopravvivenza e l’evoluzione di tutti gli abitanti del pianeta.

Sono presenti sulla Terra da circa 3 miliardi di anni. Hanno costruito le condizioni ambientali a partire proprio dalla composizione chimica dell’atmosfera ed hanno predisposto anche il suolo proprio per il concepimento delle altre forme di vita. Ma soprattutto hanno sviluppato in questi miliardi di anni, tutta una serie di proprie strategie sia ambientali che biochimiche necessarie a difenderle contro le inevitabili aggressioni o mutamenti che sono arrivati e arrivano sia da ogni asperità ambientale della Terra che da “insulti” provenienti dal cosmo.

Le piante si proteggono da radiazioni elettromagnetiche, riescono a proteggersi da qualsiasi condizione ambientale, anche alle più impensabili.

Pensiamo ai fiori che spuntano come per un miracolo nel deserto dopo una inconsueta pioggia, oppure ai licheni che affiorano negli anfratti artici.

Queste sono in grado di produrre tutte le molecole necessarie a proteggerle dalle radiazioni elettromagnetiche solari, oppure dal gelo siderale, o altre asperità.

Rispondono secondo necessità ai loro predatori, anche utilizzandoli per loro precise necessità di espansione territoriale.

Producono sostanze che li allontanano o li attraggono per le necessità della propria specie.

Si propagano con semi che possono compiere percorsi brevi o addirittura intercontinentali.

Riescono a conservare le proprie riserve alimentari senza che un solo principio nutritizio venga perso.

Utilizzano tutti gli altri animali per far viaggiare i loro semi, secondo le specifiche necessità della loro sopravvivenza.

Penso alle piante che producono grossi frutti, come il melo o il caco, pieni di fibre e fruttosio che attirano grossi animali che dopo averne mangiato le sapide polpe, defecando dopo del tempo, lasceranno i loro semi a ragguardevole distanza dall’albero “madre”.

Oppure a piante invasive come il pioppo che conscio delle difficoltà di sopravvivenza, genera una infinità di piccoli semi provvisti di una soffice lanugine, simile ad ali, che li farà volare spinti dal vento, anche a molta distanza e in ogni direzione.

Per non parlare delle erbe selvatiche che invece cercano di occupare tutti gli spazi disponibili ed attirano gli animali perché ne mangino le parti apicali in modo da godere tutte di una adeguata aerazione e soleggiamento, costringendo l’animale a sostare per lungo tempo e a espellere durante la sua permanenza sostanze per loro nutritizie.

Sarebbe impossibile qui descrivere e sintetizzare tutte le strategie adottate dalle piante.

Però quello che stiamo imparando a capire è che se riconosciamo i loro contenuti e soprattutto li rispettiamo, la nostra qualità della vita migliorerà.

Sappiamo che spesso sono utilizzate dall’uomo in modo sconsiderato, pensiamo all’abuso degli alcaloidi “dopanti”…

Dopaminergici come le droghe, che vanno dal fumo alla morfina, che le piante producono per tenere lontani aggressori o per richiamare impollinatori o addirittura animali da utilizzare ( i simbiotici) con reciproci benefici..

Alcaloidi che dovrebbero essere usati dall’uomo solo in casi di estrema necessità e per fini curativi …


C’è un altro tema da affrontare: è quello della loro intelligenza, e se il mondo vegetale sia in qualche modo, in grado di “ parlare o ascoltare.”

Uno studio della University of Bristol, pubblicato su “Trends in Placet Science”, condotto dal prof. Daniel Robert, ha appurato che le piante parlano tra loro per avvisarsi del pericolo.

Lo fanno rilasciando dei gas che vengono captati dalle piante vicine e decodificati come segnale di pericolo.

Ma le piante non comunicano salo attraverso i gas, sono infatti capaci di ascoltare ed emettere suoni da” bocche speciali : LE RADICI”.

Questi ricercatori hanno scoperto che le radici delle piante giovani emettono e reagiscono a dei suoni particolari, simili a dei “clic”.

Questo è stato osservato nelle piante di mais da cui provenivano ticchettii a cadenza regolare.

Queste vibrazioni sonore “che sono parole”, producono effetti concreti sulla loro crescita e salute.

Sembra che le piante possono “origliare” le conversazioni dei vicini , e quello che “ascoltano” ne influenzi la crescita (bene o male a seconda dei vicini).

Questa è una nuova scoperta pubblicata, nel 2012 sulla rivista BMC ECOLOGY, dal ricercatore prof. Ker Than, che ci dice che le piante ricorrono a segnali acustici per comunicare tra loro.

Un’altra ricercatrice della University of Western Australia, la prof. Monica Gagliano, ecologa evoluzionista, ha dimostrato che le piante sono in grado di riconoscere se quello che gli cresce accanto sia o meno “un buon vicino”.

Queste scoperte inducono a credere che le piante non solo possono “sentire l’odore” di sostanze chimiche e “vedere” la luce emessa dai loro vicini, ma possono perfino “ascoltare” i suoni emessi dalle altre piante.

In un recente studio condotto dalla pro. Gagliano e dal prof. Michael Renton, hanno osservato che le piante di peperoncino in compagnia di “buoni vicini” come il basilico, che inibisce lo sviluppo di “erbacce” e parassiti indesiderati, crescevano più in fretta e più sane rispetto a quelle più isolate.

Hanno ottenuto lo stesso risultato anche dopo aver avvolto le piante in fogli di plastica nera, in modo da non scambiarsi eventuali radiazioni o segnali chimici.

Le piante di peperoncino sono ugualmente riuscite ad individuare il tipo di piante che avevano vicino.

L’ipotesi che quello che si scambiano sia una vibrazione sonora è la più plausibile, perché i suoni si propagano facilmente attraverso numerosi mezzi.

La conferma di questo processo si è vista con il posizionamento di piantine di peperoncino vicino a “cattivi vicini”, come le piantine di finocchio, che emettono sostanze chimiche che inibiscono la crescita di altre piante. Oppure la meravigliosa convivenza tra le piantine di aglio con le fragole!……

Comunque per scoprire un linguaggio universale delle piante si deve percorrere ancora un lungo viaggio.

Sarebbe interessante scoprire se gli insetti o altri animali possono capire le loro informazioni ed usarle per i loro scopi.

Questi ed altri ricercatori hanno dichiarato di aver capito questa attività comunicativa. Però non sono in grado di spiegarla in modo compiuto, almeno per il momento !

Altresi, molti ritengono che i segnali acustici, potrebbero essere utilizzati, in modo rapido e semplice per le piante, per identificare i loro vicini e anticiparne le mosse.

Comunicare con segnali chimici comporta una produzione di molecole e recettori specifici, che risulta più costoso dal punto di vista energetico.

La professoressa Galiano ipotizza anche una ricaduta economica vantaggiosa nella decifrazione del linguaggio delle piante, immagina il vantaggio, che sia l’ecosistema, che gli agricoltori trarrebbero se invece di ricorrere a pesticidi o fertilizzanti, potranno utilizzare suoni per inibire o incoraggiare la crescita delle piante.

Altra conferma ci viene fornita da alcuni viticultori italiani, che per ottenere una produzione migliore, hanno iniziato a diffondere musiche “melodiose” nei loro areali.

Tutte queste recenti scoperte hanno reso attendibile l’ipotesi delle piante “parlanti e capaci di emozioni”.

Al proposito è stato diffuso un video dove uno scienziato Sud Africano Lyall Watson, mostrava che le piante provassero emozioni rilevabili con la macchina della verità.

Llyal pone in una stanza due vasi vicini con piante simili (comuni piante da appartamento)

Poi fa entrare un uomo che si avvicina ad una di esse e la aggredisce sradicandola, e lasciandola in terra.

Il ricercatore fa uscire l’aggressore e collega le foglie della pianta non aggredita, alla macchina della verità.

Quindi fa entrare altre persone e annota che i tracciati prodotti, non rilevano alcun picco.

Poi fa entrare nella stanza l’aggressore.

Dal tracciato si notano forti segnali: la Pianta ha riconosciuto l’aggressore !!!!!

Sappiamo che dobbiamo affrontare un mondo completamente nuovo, però è da questo che possiamo arrivare a quelle conoscenze minime che garantiranno agli umani una vita sana e ecologicamente compatibile, in grado di raddoppiare le nostre aspettative di vita.

Sappiamo che circa il 70% delle morti annuali degli uomini sono dovute a dinamiche alimentari sbagliate.

Conosciamo le difficoltà cognitive e relazionali dovute a stile di vita sballati.

Città trasformate in presidi del mal essere, tossicità innalzate a innocue e “meravigliose” trasgressioni …..

Dobbiamo vivere la natura, conoscerla per rispettarla.

C’è un universo inesplorato di opportunità che sommessamente e con assoluta modestia e rispetto, cerchiamo di capire.

Non esiste nulla in natura che non abbia uno scopo preciso e…. benefico.!

E’ soltanto il nostro agire folle che può trasformare ogni cosa in pericolo e danno.

Ora cerchiamo di vedere alcuni dei preziosi presidi che la natura ci offre:







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