La disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo)



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29.03.2019
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LA DISABILITÀ INTELLETTIVA (DISTURBO DELLO SVILUPPO INTELLETTIVO)

Fino a due anni fa la disabilità intellettiva veniva denominta "ritardo mentale".

Oggi nel DSM-5 - Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturmi Mentali 5° edizione - il termine ‘ritardo mentale’ è stato ufficialmente sostituito da ‘disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo)’. Parlare di "ritardo mentale", infatti, suggeriva l'idea che la persona potesse prima o poi, se pur in ritardo rispetto agli altri, giungere ad uno sviluppo cognitivo nella norma. Evento questo che solo molto raramente si può verificare. Inoltre le persone con diabilità intellettiva spesso hanno un funzionamento mentale particolare, individuale, che non è semplicemente riconducibile al funzionamento mentale ordinario di una persona o di un bambino di età inferiore. Si tratta di un funzionamento mentale differente che presenta dei deficit.

Il termine "disabilità intellettiva" quindi fa riferimento ad un disturbo che insorge nell’età evolutiva (prima dei 18 anni) che include deficit intellettivi e adattivi negli ambiti della concettualizzazione, della socializzazione e delle capacità pratiche.

Per poter formulare la diagnosi in accordo al DSM, devono venir soddisfatti i seguenti 3 criteri:

A. Deficit delle funzioni intellettive, come il ragionamento, la soluzione di problemi, la pianificazione, il pensiero astratto, il giudizio, l’apprendimento scolastico o l’apprendimento dall’esperienza, confermato sia da valutazione clinica che da prove d’intelligenza individualizzate e standardizzate (=test).

B. Deficit del funzionamento adattivo che si manifestano col mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socio-culturali per l’indipendenza personale e la responsabilità sociale. Senza un supporto continuativo i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, quali la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita indipendente, in più ambiti diversi, come la casa, la scuola, il lavoro e la comunità.

C. Insorgenza dei deficit intellettivi e adattivi nell’età evolutiva.

I livelli di gravità oggi vengono definiti sulla base del funzionamento adattivo e non solo sui punteggi di quoziente intellettivo (QI) riportati dai test, poiché è stato verificato che è proprio il funzionamento adattivo, nelle aree della concettualizzazione, della socializzazione e delle abilità pratiche, a determinare il livello di supporto necessario a mantenere una condizione di vita accettabile. In più, quando le misure di QI sono troppo basse (inferiori a 60-50) perdono di validità.

Complessivamente si distinguono 4 livelli di gravità (lieve, moderato, grave e gravissimo), a seconda del livello di compromissione generale.



La disabilità intellettiva si può presentare cone disturbo singolo o spesso associato ad altri: per esempio bambini con autismo hanno spesso anche una forma più o meno grave di di disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo).


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